Tecniche di pesca sportiva: come e dove utilizzarle per pescare con successo 

A un occhio inesperto può sembrare che l’atto di pescare consista semplicemente nel lanciare una lenza che termina con un amo in acqua e attendere che qualcosa abbocchi per poi tirarlo a riva…ma la verità è che un’opinione del genere non potrebbe essere più lontana dalla realtà!

Come qualunque pescatore sa, infatti, pescare a spinning presenta differenze rispetto alla pesca a eging, e questa è differente rispetto alla pesca a bolentino e a tutte le altre tecniche possibilmente menzionabili. 

In questo approfondimento, faremo un ripasso sulle caratteristiche delle principali tecniche di pesca e vedremo nello specifico dove e come è bene utilizzarle per ottenere i migliori risultati. 

Siamo pronti? E allora iniziamo!

La premessa: dove si svolge la pesca? 

Prima di approfondire il discorso relativo al “come” si pesca, è meglio prendersi un momento per rispondere in primo luogo alla domanda “dove”. Come tutti i pescatori del mondo sanno, infatti, esistono diversi luoghi in cui la paziente passione di questo sport può trovare sfogo.

Una lista dei posti in cui si può pescare deve senza dubbio includere questi ambienti tra i principali:

  • Riva: che sia pesca in mare, in acqua dolce o sulla riva di un grande fiume, a cambiare sono di solito solo il tipo di fondale e, naturalmente, tipo e dimensioni di prede che si possono catturare a seconda del luogo.
  • Scogliera: stesso discorso di prima, con particolare attenzione a munirsi di equipaggiamenti più resistenti agli strattoni derivanti da un possibile incaglio.
  • Barca: niente di più intuitivo per un neofita che pensi alla pesca, esistono differenze sostanziali soprattutto circa la taglia delle prede pescabili in acqua dolce e salata. Chiaramente, anche la distanza della barca dalla costa può fare la differenza. 

Perché abbiamo fatto questa premessa a tratti banale? Ebbene, le tecniche che vedremo nel prossimo paragrafo, indipendentemente da canna da pesca, montatura, tipi di esche e affini, si svolgono tutte trasversalmente in questi ambienti. Esistono tecniche applicabili simultaneamente in tutti e tre questi teatri, ma non bisogna farsi trarre in inganno: le differenze esistono!

Scendiamo nei dettagli e scopriamone di più!

Pescare…con cognizione: le principali tecniche di pesca

Partiamo quindi dalle basi e facciamo un riepilogo di quelle che sono universalmente riconosciute come le tecniche di pesca più diffuse tra gli appassionati di tutto il mondo. Ciascuna ha caratteristiche proprie e richiede attrezzatura ed equipaggiamenti più o meno specifici.

  • Spinning: probabilmente la tecnica più diffusa al mondo, praticata dalla riva di qualsiasi specchio d’acqua sufficientemente grande, si serve di esche artificiali dette “cucchiaini”, che vengono fatte roteare (to spin) in mare riproducendo il movimento dei piccoli pesci argentati di cui praticamente ogni predatore è ghiotto.
  • Eging: tecnica di origine giapponese che si concentra sulla pesca a seppie e cefalopodi, si serve di particolari esche artificiali dette “egi”, che vengono lanciate parabolicamente per arrivare più velocemente sul fondo. Gli egi sono solitamente di colori molto vivaci e contrastanti per sollecitare la vista in bianco e nero dei cefalopodi e vengono recuperati lentamente e senza strattoni per non strappare i delicati tentacoli delle prede prese all’amo.
  • Bolognese: tecnica trasversale per praticamente qualsiasi scenario e molto semplice da praticare, necessita solamente di un galleggiante, un paio di ami da pesca e pallini di piombo per la piombatura. Per praticarla, è sufficiente lanciare il galleggiante, trattenerlo per qualche istante…e aspettare che il pesce si faccia vivo abboccando!
  • Surf-casting: per i pescatori che vogliono catturare pesci di grossa taglia è un caposaldo. Necessita di canne specifiche per la pesca a fondo, molto robuste e con una grammatura consigliata che varia tra gli 80g e i 300g a seconda di ciò di cui si va a caccia. Anche i mulinelli per il surf casting devono essere più “agguerriti” di quelli usati in altre tecniche.
  • Traina: probabilmente il non plus ultra per la cattura dei pesi massimi del mare se praticata lontano dalla costa, solitamente si mette in atto trainando l’esca per attirare il predatore. Vicino alla costa parleremo di traina leggera, che può utilizzare anche esche artificiali, mentre la traina d’altura necessita di specifiche canne da pesca e di esche vive. In questo caso, è possibile catturare prede di grandi dimensioni come pesci spada, tonni e ricciole.
  • Bolentino: si tratta di una tecnica per cui il fondale non deve superare i 50 metri di profondità, e che quindi risulta molto utile quando si è alla fonda in una baia. L’idea alla base di questa tecnica è quella di attirare i pesci usando molte esche, che vengono calate fino al fondale in attesa della mangiata. In base alla profondità, si utilizzano canne di diverse lunghezze, che servono per far appoggiare e alzare spesso la lenza dal fondo per incuriosire le prede. Si tratta di un ottima tecnica per pescare le orate.
  • Rock Fishing: come il nome fa intuire in maniera piuttosto immediata, si tratta di una tecnica praticata da scogliera. Assomiglia al surf-casting, ma viene solitamente praticata quando le condizioni atmosferiche sono più estreme, tendenti al maltempo. A differenza della sua controparte, ha bisogno di equipaggiamenti meno pesanti…ma comunque sufficientemente resistenti per prede come ricciole e pesci serra.
  • Carp Fishing: il nome spiega piuttosto chiaramente quale è il tipo di preda su cui questa tecnica si concentra. La pesca alle carpe, chiaramente, può avvenire solamente in acqua dolce, e ha il grande vantaggio di essere piuttosto semplice e abbordabile anche per i neofiti del mondo della pesca. Può essere praticata sia dalla riva che con appositi gommoni per “galleggiare” sullo specchio d’acqua prescelto.
Da non perdere:   Come scegliere la canna da pesca per l'orata

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Scritto da
Luigi Oriani
Luigi Oriani
Nato a Milano nel 1992, la pianura che circonda la sua città non gli impedisce di sviluppare una grande passione per il mare. Chiedetegli di descrivere il suo momento ideale e vi parlerà di un tramonto in barca, sorseggiando un bicchiere di bianco nella baia di Corfù mentre il pesce sfrigola sulla griglia.

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