Manutenzione dell’attrezzatura e della canna da pesca: consigli e trucchetti

Come ogni appassionato di pesca con un minimo di esperienza sa, il successo di una battuta di pesca si costruisce fin dai momenti che precedono l’uscita di casa per recarsi “in posizione”. Questo, al di là della semplice metafora, si traduce con un’attenzione maggiore da dedicare alla manutenzione del proprio equipaggiamento da pesca in ognuna delle sue componenti.

In questo approfondimento, daremo un’occhiata a quali sono i modi migliori di curare l’efficienza di ciascuna parte dell’equipaggiamento necessario per una battuta di pesca indipendentemente dalla tecnica prescelta. Sarà un utile riepilogo sia per passare in rassegna i vari elementi che formano l’ attrezzatura da pesca, sia per ripassare come prendersi al meglio cura di loro.

Siamo pronti? E allora senza indugi iniziamo!

Attrezzatura da pesca: quando effettuare la manutenzione? 

La risposta alla domanda dovrebbe essere “sempre tra una battuta di pesca e un’altra”, ma sappiamo bene che dei controlli ben fatti possono garantirci l’affidabilità delle componenti anche per periodi di tempo relativamente lunghi. 

Tuttavia, è sempre buona norma dedicarsi ai controlli sui propri “ferri del mestiere” per lo meno una volta all’anno, o alla fine della stagione di pesca o durante i mesi più freddi, in cui per condizioni climatiche avverse o per mancanza di luce si è più propensi a pescare di meno (salvo eccezioni in termini di tecniche e prede, chiaramente!).

In linea di massima, comunque,  bisognerebbe affidarsi anche alla regola d’oro del buon senso: non occorre controllare una volta ogni due giorni, ma nemmeno una ogni due anni…anche perché è molto probabile che in quel caso la nostra attrezzatura sarà già da buttare!

Manutenzione attrezzatura: componenti e modalità 

Dedichiamoci ora a ripassare quali sono gli elementi che costituiscono l’attrezzatura da pesca e di quali sono i modi e i metodi migliori per mantenerli efficienti e aumentarne la vita utile nel tempo.

Manutenzione canna da pesca

Prendersi cura della propria canna da pesca con una manutenzione periodica e attenta non è solo consigliato per l’efficienza delle prestazioni, ma anche per aumentare la vita utile dello strumento al massimo. Questo vale per tutti i tipi di utensile: per le canne da spinning, per quelle da vertical jigging, le canne da pesca da altura e ogni altro tipo nominabile!

L’idea migliore, per quanto possa sembrare eccessivo, sarebbe quella di sciacquare la canna, il porta mulinello e i ogni singolo anello passante con acqua dolce dopo ogni utilizzo. Completate le operazioni di risciacquo,

Finita la fase di lavaggio, l’asciugatura deve avvenire con un panno morbido e soprattutto pulito. Stracci abrasivi o pieni di sabbia sono da evitare poiché potrebbero danneggiare la superficie della canna da pesca! In caso di sporco molto ostinato, può essere un’idea servirsi di detergenti appositi e non troppo aggressivi.

Finito anche con l’asciugatura, la canna va riposta nel suo fodero (pezzo unico o smontata a seconda della tipologia) e in seguito in un luogo al sicuro dalle intemperie e dagli sbalzi repentini di temperatura. I materiali di cui sono formati i fusti, di solito, reagiscono male alle alterazioni termiche e arrivano a deformarsi nella peggiore delle ipotesi.

Per un riepilogo più specifico, abbiamo dedicato in passato un approfondimento alla manutenzione della canna da pesca che può valere la pena ricontrollare.

Manutenzione e cura del mulinello da pesca

Di tutti i componenti che prendiamo in esame in questo articolo, questo è forse il più importante e delicato. Senza mulinello, infatti, non esistono né i lanci della lenza, né il riavvolgimento, né il combattimento con qualsiasi tipo di preda, dando a questo componente il ruolo che, di fatto, il motore ha per un’automobile.

Da non perdere:   Cavetto d'acciaio da pesca: quando usarlo

 Il controllo del mulinello, quindi, rappresenta una fase fondamentale della routine di manutenzione, in quanto consente anche di evitare la corrosione galvanica, che rappresenta uno dei principali nemici del funzionamento di ogni mulinello.

Per controllare al meglio un mulinello, comunque, il primo passaggio è senza dubbio smontarlo con attenzione e secondo le istruzioni di ciascun produttore (Shimano, Svage gear, Abu Garcia ecc.). Una volta disposti tutti i cuscinetti, le bobine, gli ingranaggi e i dischi, si procede a pulirli singolarmente per eliminare lo sporco e i residui eventuali. Lavorare su un’area pulita è fondamentale per evitare la proverbiale fatica di Sisifo.

Dopo aver finito con lo smontaggio, può effettivamente iniziare la fase di pulizia, in cui un panno morbido e asciutto viene usato per rimuovere polvere e sporcizia, con l’ausilio di specifici solventi se necessario. 

Completato questo passaggio, è fondamentale lubrificare i vari componenti con specifico grasso per mulinelli, per poi procedere a rimontarli con attenzione e a controllare che il mulinello funzioni correttamente prima di rimetterlo via.

Una buona idea per andare sul sicuro, comunque, è riporlo in una custodia ermetica che possa tenere lontana la polvere e la sporcizia fino al nuovo utilizzo.

Controllo e sostituzione lenza

Già che si passa tempo a controllare canna e mulinello, dare un’occhiata anche allo stato della lenza può essere una buona idea. 

Tanto per cambiare, è sempre bene mantenere la lenza pulita. Al fine di rimuovere la salsedine, lo sporco e la sabbia, è bene sciacquare il filo dopo ogni battuta di pesca con dell’acqua dolce: questo eviterà che diventi maggiormente abrasivo e possa intaccare i passanti o altre parti dell’equipaggiamento.

Occorre anche tenere gli occhi aperti verso i danni da usura che il continuo scorrere può comportare: abrasioni, tagli, sfilacciamenti sono tutti sintomi della necessità di cambiare il filo danneggiato, pena problemi più o meno seri durante la successiva battuta di pesca. Se dal controllo della lenza questa risulta danneggiata, quindi, è necessario cambiarla senza indugi.

Una buona idea quando si conservano i fili da pesca, come per il resto dell’equipaggiamento, è l’immagazzinamento in un luogo asciutto, fresco e al riparo dalla luce diretta del sole. In linea di massima, comunque, la sostituzione andrebbe effettuata circa una volta all’anno o giù di lì a seconda della frequenza di utilizzo.

Controllo e manutenzione esche artificiali 

Può sembrare banale, ma anche le piccole esche artificiali che utilizziamo per la cattura delle nostre prede preferite hanno bisogno di manutenzione.

I nemici numero uno in questo caso si chiamano “corrosione” e “ruggine”, pertanto anche gli artificiali necessitano di essere sciacquati e asciugati dopo ciascun utilizzo. Per buona parte di questi piccoli aiutanti, comunque, il colore è una fattore di successo fondamentale: quando un’esca scolorisce per il troppo utilizzo, quindi, c’è poco da fare, bisogna rassegnarsi a cambiarla!

Anche in questo caso, la conservazione in buon ordine per evitare sfregamenti e lesioni inappropriati è fondamentale per aumentare al massimo la vita utile degli strumenti.

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Scritto da
Luigi Oriani
Luigi Oriani
Nato a Milano nel 1992, la pianura che circonda la sua città non gli impedisce di sviluppare una grande passione per il mare. Chiedetegli di descrivere il suo momento ideale e vi parlerà di un tramonto in barca, sorseggiando un bicchiere di bianco nella baia di Corfù mentre il pesce sfrigola sulla griglia.

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