Pesca a spinning in mare: guida, attrezzatura e montatura

Oggi diamo un’occhiata a una delle tecniche di pesca più comuni nel Mediterraneo e non solo. La pesca a spinning praticata in mare è infatti una tecnica di pesca molto popolare per i pescatori che desiderano catturare un’ampia varietà di specie. È un ottimo modo per insidiare pesci predatori e non, ed è un tipo di pesca con cui è piuttosto facile impratichirsi anche per i principianti.

Questa guida fornisce uno sguardo approfondito su tutto ciò che c’è da sapere su questa tecnica, dall’attrezzatura necessaria alle posizioni migliori per praticarla con maggior successo.

Grazie a queste informazioni, sarete perfettamente in grado di iniziare le vostre avventure di pesca a spinning in mare con fiducia. Continuate a leggere per sapere tutto su questa tecnica di pesca versatile e divertente!

Pesca a spinning in mare: la posizione

Benché lo spinning in mare sia piuttosto recente rispetto allo spinning in acque interne, ha già accumulato un nutrito seguito di appassionati di pesca sportiva, che hanno contribuito a redigere già una codificazione su molti degli aspetti relativi a questa variante della tecnica di pesca spinning.

Parlando della posizione, i principali “spot” per praticare spinning dalla costa in acque salate sono:

  • Spiaggia (sia a declivio lento che rapido)
  • Scogliera (alta e rocciosa per i più esperti, bassa per i neofiti).
  • Porto

Naturalmente, è possibile praticare spinning dal ponte di una barca o di un gommone anche in mare aperto. Come vedremo più avanti, a seconda dell’ambiente in cui ci apposteremo cambierà il tipo di predatore insidiabile, e di conseguenza sarà necessario scegliere con cura l’ attrezzatura.

Esistono vari spot per pescare a spinning in mare: spiaggia, scogliera, porto e barca

Focus: la tecnica di lancio e recupero

La tecnica di lancio e di recupero nello spinning è, chiaramente, il punto fondamentale dell’azione di pesca: un rapido ripasso non può che far bene! Il lancio deve avvenire con un movimento fluido e tenendo le braccia tese per massimizzare la distanza percorsa dall’esca prima di posarsi sull’acqua. A seconda del tipo di artificiale scelto, questo poi rimarrà in superficie o affonderà per insidiare diversi tipi di prede.

L’azione di recupero varierà ugualmente in base al tipo di esca. Per esempio, per pescare a spinning con esche siliconiche come i worm, si procederà ad appesantirle con delle testine piombate per farle calare sul fondo e recuperarle poi con delicatezza, in modo da far saltellare il finto verme e attirare i predatori soliti cacciare sul fondo.

Per fare un altro esempio, il recupero di un artificiale come un popper, usato per predatori di superficie come la leccia amia, sarà invece più rapido in modo da generare il rumore che è garanzia di attirare determinati tipi di cacciatori subacquei.

Per informazioni più approfondite sul tipo di artificiali e sulle relative tecniche di recupero, comunque, potete trovare tutto in questa nostra guida alla scelta degli hardbaits per lo spinning.

La scelta dell’ attrezzatura: canna da spinning, esca artificiale e montatura

Partiamo approfondendo gli aspetti fondamentali riguardo l’ attrezzatura da spinning, ovvero la canna da pesca e il mulinello. In generale, la scelta dell’equipaggiamento presenta delle differenze importanti rispetto allo spinning praticato in acque dolci.

In merito alla canna da spinning, se per la pesca dalla terraferma si usa solitamente una canna non più lunga di due metri e mezzo, questa tecnica in mare vede l’utilizzo di canne che arrivano fino a quattro metri. In ogni caso, per pescare a spinning in mare è fondamentale che alla canna non manchino mai la leggerezza e la flessibilità. Sulla base di questo, alcuni consigli ottimi per rapporto qualità prezzo sono:

  • Abu Garcia Solv AG3 2552: una canna di poco più di due metri e mezzo buona sia per la pesca in mare da una barca che dalla riva. Per chi vuole far pratica con lo spinning e cimentarsi con questa disciplina in due scenari simili ma diversi per le peculiarità della tecnica è veramente l’ideale.
  • PENN Prevail II LE SW 272: ecco un altro strumento perfetto per pescare in mare. La serie Prevail di Penn è progettata specificamente per la pesca in mare a 360 gradi, con l’azione fast e la classe di potenza medio-pesante di questo modello che permette di destreggiarsi con diversi tipi di artificiali e prede di buone dimensioni.
  • Savage Gear SGS2 Offshore Plug 8’5”: quando si punta su grosse prede, scende in campo l’artiglierai pesante! La potenza molto alta (70-150 gr.) di questa canna le consente di utilizzare tutti i tipi di esche artificiali più pesanti, duri o morbidi che siano. Nonostante questo, coi suoi 356 grammi di peso, resta comunque uno strumento incredibile maneggevolezza.
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Parlando invece del mulinello, è sempre meglio avere a disposizione un meccanismo che sia indipendentemente a frizione sensibile o bobina rotante, ma che abbia sopra ogni altra cosa una buona capienza in termini di lenza e, di riflesso, una gittata considerevole. Anche in questo caso, consigliamo alcuni modelli ottimi per relazione tra qualità e prezzo:

  • Shimano Sahara FJ 2500: una menzione obbligatoria quando si parla di attrezzatura da pesca, Shimano produce tra i migliori mulinelli da spinning al mondo. Questo modello a frizione anteriore, in particolare, ha una capacità di bobina che arriva a 160 metri e una grande versatilità sia per lo spinning da barche che dalla terra ferma.
  • Abu Garcia MaxToro 51: manopola a sinistra, cinque cuscinetti a sfera in acciaio inossidabile e venti libbre di drag massimo per un mulinello preciso, potente e adatto a una gran varietà di situazioni. La particolarità più spiccata è il contatore di linea digitale illuminato per tenere traccia della situazione di ognuno dei 220 metri di lenza della bobina.
  • Savage Gear SGS6 4000: leggero e resistente, ma progettato per lo spinning pesante alla ricerca di alcune delle prede più grosse sulla piazza (max drag 12,5 kg). I suoi 185 metri di lenza sono perfettamente gestiti da un totale di sette (6+1) cuscinetti a sfera in acciaio sigillati e da un sistema di frizione con dischi in carbonio ad alte prestazioni.
L' attrezzatura per lo spinning in mare varia a seconda del tipo di preda insidiata

Tipico dello spinning di qualsiasi tipo è l’utilizzo di artificiali, con la tipologia di esche impiegate che varia a seconda del tipo di predatore obiettivo di ciascuna battuta di pesca. Scegliere con cognizione tra esche siliconiche, popper, cucchiaini o altri tipi di esche da spinning è fondamentale per avere successo nella propria battuta di pesca. Per maggiori informazioni più specifiche su quali artificiali scegliere in base al predatore insidiato, puoi consultare gli articoli a cui il paragrafo successivo rimanda.

Specie ittiche insidiabili: che tipi di preda si possono catturare?

La parte migliore dello spinning in mare consiste proprio nel tipo di pesci che è possibile catturare. La maggior parte di questi corrispondono perfettamente all’identikit di “predatore vorace”, con la tendenza spiccata a rispondere all’esca artificiale più adatta al luogo e alla specie insidiata (minnow, paletta, popper, cucchiaino ondulante ecc. ecc.).

Nello specifico, le specie ittiche che è possibile insidiare e catturare con la pesca in mare sono principalmente:

Praticando lo spinning da barca in mare aperto, è anche possibile insidiare e catturare pesci più grandi, su tutti i grandi predatori pelagici come il tombarello o il tonno gigante. L’ attività è fisicamente molto dispendiosa, ma l’adrenalina del combattimento con questa classe di pesci e la soddisfazione di portarne uno a bordo vale sicuramente un po’ di sforzo fisico supplementare!

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Scritto da
Luigi Oriani
Luigi Oriani
Nato a Milano nel 1992, la pianura che circonda la sua città non gli impedisce di sviluppare una grande passione per il mare. Chiedetegli di descrivere il suo momento ideale e vi parlerà di un tramonto in barca, sorseggiando un bicchiere di bianco nella baia di Corfù mentre il pesce sfrigola sulla griglia.

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