Le diverse tipologie di esche artificiali

Nel nostro e-commerce di accessori per la pesca sportiva dividiamo le esche artificiali in categorie specifiche in base al loro utilizzo. Ecco allora che abbiamo la suddivisione in esche per la traina, per polpi, per spigole, da eging, per luccio, per serra, per persico reale e via dicendo. E abbiamo già fatto anche una guida su quali esche usare, parlando di quelle naturali e di quelle artificiali. Ma potrebbe senz’altro essere utile, per chi si approccia per la prima volta al mondo delle pesca con le esche artificiali, avere uno sguardo più generale su questi prodotti, così da scoprire tutte le tipologie di esche artificiali effettivamente presenti. Lo diciamo fin da subito: le possibilità sono davvero infinite, anche perché i produttori continuano di anno in anno a migliorare questi accessori, aggiungendo nuove forme, nuove dimensioni, nuovi colori, nuovi materiali, nuovi optional. Vediamo quindi quali sono le diverse tipologie di esche artificiali a disposizione di un pescatore, a partire dalla suddivisione tra esche hardbait e softbait.

Le diverse tipologie di esche artificiali: hardbait e softbait

Sono tante le variabili che entrano in gioco quando si deve scegliere tra le differenti tipologie di esche artificiali. Il pescatore deve pensare alla preda, all’attrezzatura, alla tecnica, al tipo di acqua e persino al meteo di quel giorno. Ma ancor prima di pensare a tutte queste differenziazioni, è bene distinguere tra esche hardbait e softbait.

Nel primo gruppo troviamo tutte le esche che effettivamente sono “dure”, rigide, realizzate cioè utilizzando dei materiali come il legno, la resina, il metallo, la plastica e via dicendo. Nel secondo gruppo troviamo invece le esche artificiali morbide, che non a caso talvolta vengono chiamate “gomme”. Le esche morbide e siliconiche sono nate originariamente per andare a incuriosire i pesci che si muovono in profondità o direttamente sul fondale.

Le esche hardbait

Viste le due principali tipologie di esche artificiali, dedichiamoci ora ai modelli rigidi, ovvero gli hardbait. In generale – molto in generale – possiamo dire che le esche artificiali da spinning hard bait vengono impiegati in particolare in acqua dolce, per la pesca dalla barca come per quella da terra. L’universo degli hardbait è molto ampio, ma possiamo individuare 5 categorie di massima:

  • Minnow: partiamo da questi artificiali da pesca a forma affusolata, i quali si presentano nella loro forma classica con una paletta, la quale permette all’esca di scendere in profondità. Va peraltro detto che esistono minnow pensati per lavorare in superficie, mantenendo quindi sempre la stessa quota a pelo d’acqua, e minnow affondanti, pensati ovviamente per insidiare pesci che vivono nei pressi del fondale. Partendo dal presupposto che il minnow cerca sempre di imitare un piccolo pesciolino indifeso e in difficoltà, è possibile variare tra galleggianti, affondanti, suspending, senza paletta e long jerk (pensati per essere molto veloci, grazie alla loro forma aerodinamica)
  • Popper: con i popper entriamo tra le tipologie di esche artificiali pensate per non affondare mai. In questo caso parliamo di esche pesanti, di dimensioni importanti, che grazie alla loro bocca cava fanno parecchie bolle e tanti schizzi nell’avanzare in acqua, così da attirare parecchio l’attenzione.
  • Walking the dog: altre protagoniste tra le tipologie di esche artificiali di superfice sono le WTD, che avanzano a zig zag come farebbe un pesce ferito. Va detto che possono contenere anche delle piccole sfere in metallo che provocano un sibilo, perfetto per richiamare la curiosità dei predatori.
  • Skipping: si tratta di esche artificiali piccole e affusolate, che consentono al pescatore di lavorare a pelo d’acqua.
  • Jig: le esche artificiali jig sono gli alleati perfetti per il pescatore che cerca delle esche capaci di lavorare bene sulle grandi distanze, e che permettano un movimento lento sul fondale. I casting jig, in particolare, sono ancora più leggeri e piccoli, per un recupero veloce (per dare al predatore l’impressione di una preda in fuga).

Le esche softbait

E poi ci sono le esche del secondo gruppo, ovvero gli artificiali morbidi. Qui la lista delle tipologie potrebbe essere ancora più lunga, per la natura stessa dei softbait, che mirano a imitare in modo fedele il pesce preda. Ecco che allora i produttori si sono sbizzarriti quanto a forme, dimensioni e colori, così da creare softbait che si muovono e che pesano come degli effettivi abitanti del mare, e che hanno tutte le fattezze. Da qui dunque la divisione in cefalopodi, in vermoni, in shad, in grub, in creature, in craw e via dicendo. Tutto dipende da quale “esca” vogliamo imitare: chi vuole un granchietto o un gambero si muoverà verso i cefalopodi, mentre chi vuole usare un verme sceglierà tra le riproduzioni in silicone, tra le quali scegliere in base alle dimensioni effettive del pesce che si desidera predare.

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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