Il diportista a motore, quanto a gestione delle cime, ha vita facile: prendersi cura delle sole cime d’ormeggio non è infatti particolarmente gravoso, pur sapendo che anche in questo mondo sono necessarie tecniche abbastanza precise per utilizzare i cavi in modo corretto e per farli durare a lungo. Diverso è invece il discorso per il velista, dove la gestione delle cime diventa più complessa, nonché ovviamente più importante e, diciamolo, anche un filino più rischiosa.
Oggi vogliamo quindi dare alcuni consigli mirati per usare nel modo più idoneo e intelligente i cavi che si trovano sulla nostra barca, siano questi manovre o cavi d’ormeggio: l’obiettivo è quello di avere barche ordinate, cime in buono stato e pulite, ormeggi sicuri e silenziosi, nonché ovviamente navigazioni senza stress e infortuni.
Iniziamo quindi dalle tecniche giuste per un’efficace e sicura gestione delle cime a bordo di una barca a vela!
Gestione delle cime, per un velista, dovrebbe essere prima di tutto sinonimo di sicurezza. Questo perché – e la cronaca ce lo conferma ogni estate – i cavi che scorrono sulle nostre barche possono diventare improvvisamente molto pericolosi per le nostre mani, e non solo per quelle! Abbiamo infatti a che fare con cime sotto carico che, se non trattate nel modo giusto – e se non manutenute correttamente – possono diventare armi estremamente rischiose. Ecco quindi alcuni consigli che non andrebbero mai dimenticati:
- Ordine, ordine, ordine, questo è il primo comandamento per una corretta gestione delle cime. Una cima allentata o abbandonata può finire per intralciare un’altra manovra, oppure può causare drammatiche cadute;
- Le mani vanno sempre tenute lontane dal winch, sapendo che nei momenti convulsi un carico improvviso potrebbe mettere a rischio le nostre dita;
- Quando si cazza una cima è sempre bene usare alternativamente prima un braccio e dopo l’altro, ricordarsi di non tenere le mani vicine al corpo, così da poter lavorare in modo efficace e sicuro;
- Quando si aziona il winch è buona norma tenere la schiena dritta ed evitare di rivolgersi a poppa, per poter così controllare gli effetti del proprio operato e non farsi prendere di sorpresa;
- Non bisogna sottovalutare la forza delle scotte incontrollate, per via di usura eccessiva o per via dello sbattere violento delle vele: il rischio è quello di essere frustati da una scotta in caduta libera. Oltre a controllare regolarmente la salute delle cime diventa dunque molto importante pensare sempre alla conseguenza di ogni singola azione su tutti i cavi coinvolti.

Accessori che ci aiutano a gestire correttamente le cime
Visti i principali consigli per un utilizzo sicuro dei cavi a bordo della barca a vela, proseguiamo con una lista di accessori che possono aiutare la gestione corretta delle cime a bordo, pensando anche alle cime per l’ormeggio (e quindi guardando anche alle esigenze delle barche a motore).
Ammortizzatori per l’ormeggio
Quando si parla di accessori intelligenti per la gestione delle cime d’ormeggio, il primo dispositivo che salta in mente è ovviamente l’ammortizzatore, che permette di smorzare i carichi che i movimenti della barca scaricano sulla cima stessa, sulle bitte, sulla banchina e sulla struttura intera della barca. Nel corso degli anni sono stati proposti i più differenti ammortizzatori: si spazia dalle classiche ed economiche – ma rumorose – molle d’ormeggio in metallo per arrivare ai più semplici ammortizzatori in gomma; negli ultimi anni si sono però aggiunte altre opzioni per l’ammortizzazione dei cavi per l’ormeggio, con sistemi che combinano metallo e gomma, per arrivare ai più complessi ammortizzatori idraulici per yacht di grandi dimensioni.
Terminali per cime
Ci sono diversi modi per proteggere i capi delle cime: tra i più intelligenti c’è quello rappresentato dai terminali termoretraibili, in plastica, comodi e veloci. Basta infilarli e scaldarli un po’ per farli aderire al cavo; va peraltro detto che questi cilindri possono essere posizionati anche sulla lunghezza dei cavi, così da avere dei punti di riferimento lungo – per esempio – la cima usata per la linea di ancoraggio.
Lancia sagola
Semplice, banale, eppure tanto utile al momento dell’ormeggio in banchina. Nessuno vuole fare figuracce una volta arrivato in porto turistico, e di certo nessuno vuol vedere le cime cadere rovinosamente in acqua. Con un lancia sagola i lanci diventano più facili, più precisi, più veloci e anche più sicuri: basta una pallina di piombo rivestita da un cavo intrecciato infatti per far arrivare lì dove si desidera la cima, con un unico lancio ben calibrato.
Proteggi cima
Difficile trovare un nemico peggiore dell’usura per i cavi della nostra barca. Eppure, spesso è inevitabile, le cime finiscono per avere a che fare continuamente, e sempre nella stessa posizione, con falchette e passacavi, con spigoli più o meno protetti che accelerano l’usura delle trecce. Lì dove questa minaccia è conclamata è bene farsi furbi, proteggendo i cavi con un involucro resistente. Di proteggi cime ne esistono di diverse tipologie, dalle guaine ai proteggi cima con fissaggio a strappo.
Protezioni antisfregamento
Lo stesso concetto visto sopra con i proteggicima, ma dalla prospettiva della barca: le cime, sia quelle di ormeggio che quelle di manovra, con il loro sfregamento possono infatti andare a minacciare il gelcoat e la vernice delle nostre barche. Applicando delle apposite protezioni adesive è possibile proteggere con un’unica mossa sia la finitura della barca, sia la cima coinvolta: le protezioni Osculati di questo tipo sono particolarmente solide, essendo realizzate in acciaio Inox
Organizer per i cavi
Si è detto sopra che l’ordine è fondamentale per una gestione delle cime sicura ed efficace. Particolarmente interessanti sono quindi gli organizer che permettono di gestire in modo efficace il passaggio dei cavi lungo le cime d’ormeggio durante le soste in banchina, per evitare cavi in acqua, nodi e inestetismi. Sfruttando un cavo d’ormeggio ben teso è quindi possibile far passare nell’organizer i cavi elettrici e i tubi per l’acqua.
Pulisci trappa
Non ci sono dubbi, una buona gestione delle cime d’ormeggio passa anche per la loro pulizia. Perché a nessuno piace sporcarsi le mani, e perché delle cime sporche sono anche più difficili da maneggiare. Nel caso delle trappe, ahimè, pretendere una pulizia assoluta è semplicemente vano: per questo motivo esistono però dei pulisci trappa che permettono di rimuovere velocemente il “grosso” dello sporco, eliminando con un passaggio la vegetazione che prolivera sulle cime d’ormeggio immerse.
Salpa trappa
Ecco un altro accessorio intelligente per la gestione delle trappe della nostra barca: il famoso salta trappa Ghook permette di fare un lavoro “sporco” senza però imbrattarsi le mani. L’ingegnoso gancio rotante consente infatti di prendere la trappa e trasportarla all’altro capo della barca senza mai toccarla.
Taglia cima
Per una buona gestione delle cime in barca si dovrebbe essere sempre pronti a tagliare quella giusta, al momento opportuno, e pure di corsa, per evitare danni ben peggiori. Esistono ovviamente diversi strumenti per tagliare le cime, che permettono di raggiungere il risultato con tempi via via più ridotti: si spazia dal classico coltello da marinaio al tagliacime vero e proprio, per arrivare ovviamente ai dispositivi pensati per essere installati a livello dell’elica per risolvere istantaneamente eventuali avvolgimenti.
Kit per impiombature
Infine, per una buona gestione delle cime, il lupo di mare dovrebbe avere a bordo il necessario per l’impiombatura: aghi, spaghi e nastro. Esistono peraltro dei comodi kit compatti per avere tutti questi strumenti ben ordinati.
Ora sai come gestire correttamente le cime in barca: clicca qui se cerchi una guida per scegliere le cime giuste per l’ormeggio!

