“Corda per ormeggio” è il termine che usano quasi tutti, ma in nautica si chiama cima. È il cavo che tiene la barca ferma in banchina, su corpo morto o in rada, ed è uno degli accessori più sottovalutati a bordo: spesso si compra al volo dal ferramenta più vicino, salvo poi scoprire in una notte di vento che le cime “qualsiasi” non tengono come dovrebbero.
Una cima d’ormeggio sbagliata non costa solo qualche euro in più di sostituzione: può causare danni gravi alla tua barca, a quella dei vicini e — nei casi peggiori — alla banchina. Questa guida ti aiuta a scegliere la corda per ormeggio giusta per la tua imbarcazione, capire quante ne servono, che diametro e che materiale conviene, e quando affiancarci una molla ammortizzatrice.
Corda per ormeggio o cima: la differenza di terminologia
Per il marinaio, cima è il termine corretto: indica un cavo nautico in fibra tessile, non sintetica o metallica. La parola “corda” o “fune” è più colloquiale e in barca si usa pochissimo. C’è anche un secondo termine, cavo, che però in nautica si riferisce ai cavi in acciaio (sartie, draglie). Quindi se entri in un negozio o cerchi nel catalogo HiNelson la categoria si chiama cime ormeggio, non “corde”.
La distinzione non è solo questione di vocabolario: aiuta a capire che una cima da ormeggio è un prodotto specifico, non una corda per ormeggio generica da ferramenta. Differisce per materiale, intreccio, elasticità, resistenza ai raggi UV e all’abrasione. Una corda da bricolage messa in banchina dura una stagione (a volte molto meno) e non offre le garanzie di tenuta di una cima vera.
Quale materiale scegliere: poliestere, poliammide o polipropilene
Il materiale è la prima scelta che fa la differenza. In commercio le cime per ormeggio si trovano in tre fibre principali, con caratteristiche molto diverse tra loro.
| Materiale | Punti di forza | Limiti | Quando sceglierlo |
|---|---|---|---|
| Poliestere | Resistente, morbido, asciuga in fretta, ottima tenuta UV | Elasticità medio-bassa | Standard per la maggior parte degli ormeggi. È la scelta di riferimento |
| Poliammide (Nylon) | Elasticità molto alta, assorbe gli strappi del vento e delle onde | Più costoso, perde resistenza quando è bagnato | Ormeggi esposti a vento o moto ondoso, barche pesanti, situazioni dove serve cedevolezza |
| Polipropilene | Economico, galleggia | Bassa resistenza ai raggi UV, si rovina in fretta, abrasione mediocre | Mai per ormeggio fisso. Va bene solo per cime di servizio o galleggianti di emergenza |
Per quasi tutti i diportisti, la combinazione vincente è poliestere come base più una o due cime in poliammide nelle posizioni più sollecitate (lunghe, dove l’effetto vela è maggiore). Per approfondire i materiali esistono già due ottimi articoli sul blog HiNelson: la guida completa alla scelta delle cime nautiche e l’approfondimento su numero, spessore e manutenzione delle cime ormeggio.
Che diametro deve avere la corda per ormeggio
Il diametro determina la resistenza meccanica della cima: a parità di materiale, una cima più grossa rompe a un carico più alto. Sceglierlo troppo piccolo significa rischiare la rottura in una notte di scirocco; sceglierlo troppo grande significa avere una cima rigida da gestire e con poca elasticità.
La regola pratica più diffusa: 1 millimetro di diametro ogni metro di lunghezza fuori tutto della barca, più 2 millimetri di margine di sicurezza.
| Lunghezza barca | Diametro consigliato | Note |
|---|---|---|
| Fino a 6 metri | 10-12 mm | Gommoni, piccole barche aperte. Sotto i 10 mm solo per cime di servizio |
| Da 6 a 9 metri | 12-14 mm | Range più diffuso per chi naviga in Mediterraneo |
| Da 9 a 12 metri | 14-16 mm | Imbarcazioni medie, barche a vela tipiche da crociera |
| Da 12 a 15 metri | 16-20 mm | Barche da crociera grandi, motoryacht entry level |
| Oltre 15 metri | 20 mm e oltre | Calcolare anche peso e superficie esposta al vento |
Due osservazioni importanti. Primo: questa tabella è una regola di pollice, non una norma assoluta. Una barca a vela da crociera con sovrastrutture alte e superficie velica esposta al vento può richiedere un diametro superiore rispetto a un motoscafo della stessa lunghezza ma più “basso”. Secondo: il diametro va calcolato anche in funzione del passacavi e delle bitte della barca. Una cima da 18 mm su una galloccia piccola non si può legare bene. Misura sempre il passacavi prima di acquistare.
Per i casi specifici (barche pesanti, ormeggi esposti, calcolo preciso) esiste sul blog HiNelson un articolo tecnico dedicato al carico di rottura delle cime di ormeggio che entra nel dettaglio dei fattori che influenzano la scelta.
Quante cime servono per ormeggiare a regola d’arte
L’ormeggio non si fa mai con una sola cima. Servono almeno quattro cime per un ormeggio in banchina alla “mediterranea”, più una o due di rispetto da tenere a bordo.
- 2 traversini — cime corte che vanno dalle bitte di poppa alla banchina, in diagonale incrociata. Tengono la barca contro la banchina
- 2 lunghe (o “longe”) — cime lunghe che vanno dalle bitte di poppa avanti, sempre in diagonale. Sono quelle che lavorano di più contro il vento e devono essere le più robuste
- 1-2 cime di rispetto — sempre a bordo, per emergenze, ormeggi temporanei o sostituzioni
Su barche più grandi o in ormeggi particolarmente esposti si aggiungono anche le spring (cime trasversali che bloccano il movimento avanti-indietro). In totale, su una barca da 10-12 metri, è ragionevole avere a bordo 6-8 cime tra ormeggio attivo e cime di rispetto.
Che lunghezza scegliere per ogni cima
La regola classica, ancora citata nella categoria cime HiNelson, è semplice:
- Traversini: lunghezza pari alla lunghezza della barca
- Lunghe: lunghezza pari al doppio della barca
Quindi per una barca da 10 metri servono 2 traversini da circa 10 metri e 2 lunghe da circa 20 metri. Vale la regola del “meglio un metro in più che uno in meno”: una cima troppo lunga si gestisce, una troppo corta non si allunga.
Se l’ormeggio prevede anche le spring, queste vanno di norma fra 1 e 1,5 volte la lunghezza della barca. In rada o su corpo morto le lunghezze cambiano: in quel caso conta soprattutto la profondità e il calumo che vuoi filare.
💡 Stai aggiornando le cime di ormeggio della tua barca?
Nella categoria cime ormeggio HiNelson trovi tutte le costruzioni più diffuse — gherlino, double braid, square line — disponibili anche tagliate al metro su misura. Per gli ormeggi più esposti puoi affiancare le molle ammortizzatrici di ormeggio per proteggere cime e bitte dagli strappi.
Gherlino, double braid o square line: che intreccio scegliere
Le cime per ormeggio HiNelson sono disponibili in tre costruzioni principali, ciascuna con un’identità tecnica precisa.
Gherlino a 3 legnoli (a doppia torsione). È la costruzione tradizionale, fatta di tre trefoli ritorti tra loro. Maneggevole, facile da impiombare, affondante. È la scelta più diffusa per gli ormeggi standard in Mediterraneo. Buon rapporto qualità-prezzo.
Double Braid (24 fusi). Doppia treccia in poliestere ad alta tenacità. Più costosa, ma anche più elegante alla vista, morbida al tatto, resistente all’abrasione. È la costruzione tipica delle cime “Mega Yacht” e va bene anche su barche di rappresentanza dove conta l’estetica.
Square Line a 8 legnoli. Struttura particolare in cui i trefoli sono intrecciati a quattro coppie. Risulta molto morbida anche dopo mesi di uso e si impiomba con facilità. Buon compromesso tra prestazioni e gestibilità.
Per la maggior parte dei diportisti, il gherlino a 3 legnoli in poliestere rimane lo standard di riferimento: robusto, economico, semplice da gestire. Se hai una barca grande o vuoi cime “da figura”, valuta double braid.
Cime impiombate o cime al metro?
Quando acquisti le cime di ormeggio puoi sceglierle in due formati: già impiombate con un’asola terminale (gassa) — eventualmente rinforzata con redancia in acciaio inox — oppure al metro, da tagliare a misura e da rifinire tu.
Le impiombate sono pronte all’uso: agganci direttamente la gassa alla bitta sulla banchina e leghi l’altro capo alla bitta di bordo con un nodo. Risparmiano tempo e ti danno la sicurezza di un’asola fatta a regola d’arte.
Le cime al metro sono più economiche e ti danno libertà totale di scegliere lunghezza esatta, colore e diametro. Richiedono però due competenze: cimare i terminali (sigillare le estremità per non sfilacciarle, con nastro o saldatura termica) ed eventualmente impiombare un’asola. Se non sai farlo, sul blog c’è una guida all’impiombatura delle cime.
In pratica: se hai poco tempo o sei alle prime esperienze, parti dalle impiombate. Se gestisci tu la barca e ti piace farti i lavori, l’al-metro ti fa risparmiare e ti dà più controllo.
Quando servono le molle ammortizzatori
Le molle di ormeggio (o ammortizzatori di ormeggio) sono dispositivi in acciaio o gomma che si infilano sulla cima vicino alla bitta o alla banchina. La loro funzione: assorbire gli strattoni dovuti a vento, onde e risacca, evitando che la cima lavori a strappo. Senza molla, lo strappo si scarica direttamente su bitta e cima, accorciandone la vita.
Le tre tipologie:
- Molle in acciaio inox HR: silenziose, durevoli, ideali per ormeggi fissi e barche di una certa importanza. Devono essere abbinate a una catenaria di sicurezza che limita l’estensione
- Ammortizzatori in gomma EPDM: economici, immuni alla corrosione marina, semplici da installare. Adatti a barche piccole e medie
- Ammortizzatori a elastomeri differenziati: soluzioni miste con rigidezza variabile, top di gamma per ormeggi molto esposti
Quando installarle? Praticamente sempre in porti esposti a libeccio, scirocco o tramontana. Sui posti barca riparati basta una molla per cima sulle lunghe; in porti aperti vale la pena metterle su tutte le cime principali.
Manutenzione e quando sostituire le cime
Le cime di ormeggio sono soggette a tre nemici: raggi UV, salsedine, abrasione contro passacavi e banchina. Una cima ben fatta dura 4-6 stagioni di uso continuativo; una cima trascurata si rovina anche in due.
Quattro accortezze fanno la differenza:
- Sciacqua le cime con acqua dolce a fine stagione e prima di stoccarle
- Asciugale prima di riporle: una cima bagnata e arrotolata sviluppa muffe e perde resistenza
- Ispeziona ogni primavera i punti che lavorano di più: zona passacavi, gassa, terminali. Se vedi fibre sfilacciate, infeltrimento marcato o perdita di morbidezza, la cima è da sostituire
- Ruota testa e coda ogni 1-2 stagioni: la parte che lavora contro il passacavi è sempre la stessa. Invertendo il senso prolunghi la vita della cima
Indizi che è ora di buttare una cima: rigidità innaturale (la cima non si flette più), zone bianche-grigie da raggi UV, fibre sfilacciate sul corpo (non solo sui terminali), perdita di diametro visibile in qualche punto. Quando sei in dubbio, sostituisci: una cima che cede in una notte di burrasca costa molto più di una cima nuova.
FAQ – Domande frequenti sulle corde per ormeggio
Come si chiama in nautica la corda per ormeggio?
La corda per ormeggio si chiama cima. In nautica “cima” è il termine corretto per indicare un cavo in fibra tessile, mentre “cavo” è riservato ai cavi in acciaio (sartie, draglie). La parola “corda” è colloquiale ma poco usata a bordo.
Che diametro deve avere la corda per ormeggio?
La regola pratica più diffusa è 1 mm di diametro ogni metro di lunghezza della barca, più 2 mm di margine. Quindi: barca da 8 m → 10 mm, barca da 10 m → 12 mm, barca da 12 m → 14 mm. Per ormeggi esposti o barche pesanti, conviene aumentare di un’altra misura.
Quante corde per ormeggio servono per la mia barca?
Almeno quattro cime per un ormeggio “alla mediterranea” in banchina: 2 traversini (lunghi quanto la barca) e 2 lunghe (lunghe il doppio). A queste vanno aggiunte 1-2 cime di rispetto, da tenere a bordo per emergenze o sostituzioni.
Meglio poliestere o poliammide per le cime di ormeggio?
Il poliestere è lo standard: robusto, resistente ai raggi UV, asciuga in fretta, prezzo contenuto. Il poliammide (nylon) costa di più ma ha maggiore elasticità e assorbe meglio gli strappi del vento. Combinazione tipica: poliestere come base, poliammide sulle lunghe negli ormeggi esposti.
Ogni quanto si sostituiscono le cime di ormeggio?
Una cima di buona qualità ben mantenuta dura 4-6 stagioni di uso continuativo. Va sostituita prima se mostra fibre sfilacciate sul corpo, zone scolorite o irrigidite dai raggi UV, perdita visibile di diametro. In caso di dubbio, meglio sostituirla: una cima che cede in burrasca causa danni molto più costosi.
Servono davvero le molle ammortizzatori?
Sì negli ormeggi esposti a vento e moto ondoso, dove gli strattoni stressano cime e bitte. In porti riparati basta una molla per cima sulle lunghe; in porti aperti vale la pena metterle su tutte le cime principali. Le molle in acciaio devono sempre essere abbinate a una catenaria di sicurezza.
Scegliere la corda per ormeggio giusta significa lavorare su cinque variabili: materiale (poliestere come base, poliammide per più elasticità), diametro (regola 1 mm per metro di barca + 2 mm), numero di cime (almeno 4 attive più cime di rispetto), lunghezza (traversini lunghi quanto la barca, lunghe il doppio) e accessori (molle ammortizzatori per ormeggi esposti, redance inox sulle asole).
Per la maggior parte degli armatori in Mediterraneo, un set di cime in poliestere gherlino a 3 legnoli con diametro adeguato alla lunghezza barca, impiombate o tagliate al metro, copre il 90% dei casi. Sul resto fanno la differenza l’esperienza e la conoscenza del proprio porto.
Se stai aggiornando le cime della tua barca o stai preparando l’ormeggio per la stagione, nella sezione cime ormeggio di HiNelson puoi filtrare per costruzione, materiale e diametro, scegliendo tra modelli impiombati e cime al metro tagliate su misura. Meglio investire una volta in cime fatte bene che ritrovarsi a sostituirle ogni stagione.

