Scegliere l’AIS per la barca: una guida

C’è chi senza AIS non lascerebbe più gli ormeggi, chi è obbligato ad averlo a bordo, chi non ha la più pallida idea di cosa si tratti, chi ha le idee confuse, chi sull’AIS per la barca ha parecchie domande, chi pensa sia un sostituto del radar, chi cerca alternative economiche come chi vuole una mano per scegliere l’AIS per la barca. Nei vari forum dedicati alla nautica, così come su Reddit, le discussioni intorno all’utilità, all’utilizzo e alle peculiarità dell’Automatic Identification System per la navigazione si sprecano e si accumulano: oggi vogliamo quindi dare una mano a chi cerca delle informazioni ordinate su questa tecnologia per il diporto, per scegliere l’AIS per la barca in modo corretto, in base alle proprie reali esigenze.

Prima di tutto, ricordiamo cos’è l’AIS e come funziona!

Che cos’è l’AIS?

Qualche anno fa abbiamo pubblicato una guida sull’Automatic Identification System, con tanto di immagini d’esempio edi approfondimenti sulla tecnologia utilizzata. Qui dunque ci limiteremo a sintetizzare cos’è l’AIS: l’Automatic Identification System, che letteralmente in italiano si traduce con “Sistema di Identificazione Automatica”, è una tecnologia che ci permette di raccogliere delle informazioni relative alle altre imbarcazioni presenti in un raggio tipicamente compreso entro le 20 miglia di distanza (in mare aperto e con un’antenna posizionata in alto si può arrivare a coprire un raggio di circa 25 miglia). Lo scopo non è ovviamente quello di farsi i fatti altrui: chi intende scegliere l’AIS per la barca mira infatti ad avere a bordo uno strumento prezioso per evitare le collisioni durante la navigazione. E sì, lo sappiamo: chi non conosce l’AIS a questo punto tende a pensare che sia inutile acquistarne uno quando si possiede già un radar a bordo (e viceversa). Nell’approfondire il funzionamento del sistema AIS diverrà però chiara la differenza tecnologica e di utilizzo tra quest’ultimo e il radar, che risultano così complementari, e mai sostituitivi.

Come funziona il sistema AIS?

Ancora prima di scegliere l’AIS per la barca è bene capire perlomeno a livello superficiale come funziona questa tecnologia. Si tratta di un sistema relativamente recente, proposto da Hakan Lans, un ingegnere svedese, e successivamente messo a punto e sviluppato negli anni Novanta dall’IMO, ovvero dall’Organizzazione Mondiale Marittima, desiderosa di investire su una tecnologia in grado di rendere sempre meno probabili le collisioni in mare tra le diverse unità.

Prima nozione da sapere per capire come funziona un AIS per barche è che le informazioni dell’Automatic Identification System viaggiano sulle frequenze delle radio VHF, e più nello specifico sui canali 87 (161,997 MHz) e 88 (162,205 MHz), dedicati esclusivamente a questo scopo. Seconda cosa da sapere, e che probabilmente chi vuole scegliere l’AIS per la barca già conosce, è che a differenza di un radar l’AIS ci può dire parecchie informazioni sulle imbarcazioni rilevate nel proprio raggio d’azione.

Una volta colto un segnale mediante il proprio ricevitore, l’Automatic Identification System ci può fornire infatti due gruppi di informazioni. Il primo gruppo è composto da dei dati “statici”, ovvero identici nel tempo, e inseriti dall’armatore dell’imbarcazione o della nave captata; troveremo quindi il nome della barca, le sue dimensioni, la tipologia, il numero di registrazione, il codice MMSI, la destinazione, e via dicendo. E poi ci sono le informazioni del secondo gruppo, in costante mutamento, relative alla posizione, alle manovre in corso, all’angolo di prua, eccetera.

scegliere l'ais per la barca

Il sistema AIS ci permette quindi di identificare l’unità captata, per capire se abbiamo a che fare con un’enorme nave cargo, con un peschereccio o magari con una barca a vela di una decina di metri; e ci dice dove si trova quell’imbarcazione e come si sta muovendo, per individuare quindi tempestivamente eventuali rischi di collisione, così da prendere le misure necessarie per evitare incidenti.

Abbiamo visto quali informazioni vengono veicolate dell’Automatic Identification System, e quali sono i canali usati. Ma cosa genera questo flusso di dati? Tutto parte dal trasponder dell’AIS, ovvero dalla parte “attiva” di un dispositivo AIS, che instrada le informazioni relative alla propria barca sui canali 87 e 88. Dato l’altissimo numero di trasmissioni che avvengono nel medesimo tempo, ogni dispositivo cerca uno ‘slot’ libero, con tempistiche precisissime e sincronizzate, garantite dalla presenza di un ricevitore GPS integrato in ogni transponder.

Bene, per capire fino in fondo come funziona un dispositivo di questo tipo e per capire come scegliere un AIS per la barca dobbiamo dare ancora un’ultima essenziale informazione: non tutti i dispositivi AIS trasmettono delle informazioni. I modelli più semplici e più economici, riservati alle barche di dimensioni ridotte, svolgono infatti unicamente il ruolo di ricevitori: possono quindi limitarsi a captare i segnali provenienti dalle altre imbarcazioni dotate di trasponder AIS, senza però segnalare agli altri la propria presenza e posizione.

Questo ci permette di rimarcare in modo chiaro la grande differenza tra AIS e radar: nel primo caso il dispositivo ci permette di vedere solamente le barche dotate di trasmettitori AIS, laddove invece il radar ci permette di vedere qualsiasi cosa. Di contro, però, il radar non ci dice nulla di specifico sul nome, la tipologia, le dimensioni, le destinazioni e le manovre sulle imbarcazioni e sulle navi individuate.

Scegliere l’AIS per la barca: quali tipologie esistono

Abbiamo visto dunque quali sono le basi teoriche per scegliere l’AIS per la barca: ora vediamo quali sono nel concreto le tipologie di dispositivo che possono interessare un diportista. I dispositivi più potenti e costosi sono pensati per essere montati su unità che sono obbligate per legge a usare questo dispositivo, e quindi su navi passeggeri, su navi internazionali con stazza superiore a 300 tonnellate e su pescherecci di oltre 15 metri. Il semplice diportista, che non è soggetto ad alcun obbligo di questo tipo, può quindi scegliere liberamente dei dispositivi meno complessi, e meno costosi.

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Detto questo, ecco come scegliere l’AIS per la barca tra le diverse tipologie presenti sul mercato:

  • I dispositivi AIS di classe A: parliamo dei modelli più potenti, pensati per le navi soggette a obbligo, che trasmettono con maggiore frequenza e a potenza superiore. La maggioranza delle informazioni trasmesse da questi sistemi sono generate automaticamente dai dispositivi presenti a bordo (dal SOG al GPS) mentre altre sono inserite manualmente e aggiornate regolarmente dagli operatori (si pensa al porto di scalo, alla destinazione, al numero di passeggeri, e via dicendo).
  • I dispositivi AIS di classe B: meno potenti e meno costosi sono gli AIS di classe B, i quali però sono pur sempre attivi, integrando al proprio interno un trasponder per comunicare alle altre imbarcazioni la propria posizione e i propri dati. Qui non è previsto nessun aggiornamento manuale.
  • I dispositivi AIS di sola ricezione: ci sono poi i sistemi AIS più semplici, che non trasmettono alcuna informazione, permettendo unicamente di vedere le trasmissioni delle altre imbarcazioni, dotate di modelli A o B.

Viste le evidenti lacune del terzo gruppo, e considerato il costo dei dispositivi di classe A, è possibile affermare che il diportista che desidera scegliere un AIS per la barca dovrebbe tendenzialmente orientarsi verso il gruppo di mezzo, ovvero verso i dispositivi di classe B. Per il piccolo diporto ovviamente il compromesso può essere costituito anche dal semplice ricevitore, integrato nel VHF, per avere delle informazioni preziose in più con una spesa e un ingombro contenuti.

Installare l’AIS sulla barca da diporto              

Installare l’AIS sulla propria barca non è difficile. Nel caso della radio VHF con sistema AIS Automatic Identification System non trasmissivo integrato, si seguiranno semplicemente le istruzioni per la normale installazione di un VHF a bordo della barca.

Nel caso di un ricetrasmettitore, in grado quindi di ricevere i dati AIS delle imbarcazioni circostanti e di trasmettere i propri, ci si dovrà appoggiare su uno installazione di un VHF a bordo della barca(talvolta integrato, altre volte da acquistare a parte) per utilizzare l’antenna della radio VHF, senza quindi dover installare obbligatoriamente un’antenna ulteriore e dedicata. Sara poi ovviamente necessario installazione di un VHF a bordo della barca per la visualizzazione dei dati ricevuti, tipicamente un display multifunzione o un chartplotter compatibile.

La visualizzazione delle informazioni dell’Automatic Identification System

Abbiamo accennato alla visualizzazione delle informazioni che vengono captate da un ricevitore AIS. Ma come avviene nel concreto questo ultimo passaggio? Tutto dipende installazione di un VHF a bordo della barcaa nostra disposizione. Nel caso della sola radio VHF con ricevitore AIS, ci si potrebbe limitare alla visualizzazione sullo schermo LCD della radio stessa, in modo molto semplice e “poco dettagliato”.

Diversamente, potendo contare su display più generosi, come quelli multifunzione, del plotter, del radar, o quelli del computer di bordo, si potrà avere una resa grafica decisamente più ricca e più intuitiva.

Qualunque sia l’interfaccia usata, il sistema traccia le navi e le barche equipaggiate con un trasmettitore AIS nel momento in cui entrano nel raggio di ricezione; nel caso in cui la rotta di una di queste unità dovesse coincidere con quella della nostra barca, il sistema emette un avviso, così da poter intervenire in tempo.

Informazioni AIS senza dispositivo AIS: sì o no?

Attualmente montare a bordo della propria barca un dispositivo AIS è l’unico modo per poter sfruttare in modo efficace questo flusso di informazioni in continuo aggiornamento. C’è però da dire che esistono altri strumenti che ‘leggono’ questi flussi di informazioni, ovvero siti web e app dedicate. Pensiamo per esempio al sito Marinetraffic.com, che permette anche dal pc di casa di vedere posizioni, movimenti e altri dettagli sulle imbarcazioni e sulle navi che in quel momento presentano un trasmettitore AIS attivo. La qualità dei dati presenti – nonostante il continuo aggiornamento – non è ancora paragonabile a quella dei dispositivi fisici per barche: ci sono infatti ritardi a livello di aggiornamento e lacune a livello di rotta. Per quanto riguarda le app che trasmettono dati AIS da smartphone, è importante sottolineare che queste non sfruttano la rete del VHF, quanto quella telefonica, con tutti i suoi difetti (a partire dal fatto che il raggio utile non supera tendenzialmente le 5 miglia).

Scegliere l’AIS per la barca, in estrema sintesi, significa inevitabilmente dotarsi di un dispositivo fisico con ricevitore (ed eventualmente trasmettitore) AIS integrato.

Il corretto utilizzo dell’AIS

Chiudiamo questa guida su come scegliere l’AIS per la barca con una doverosa e ulteriore precisazione sul suo utilizzo: deve trattarsi sempre e comunque di uno strumento che va a integrare gli altri dispositivi per la navigazione sicura presenti a bordo, per il semplice fatto che gli Automatic Identification System, per loro natura, risultano completamente ciechi in assenza di trasmettitori attivi. Sarebbe quindi estremamente rischioso usare un AIS pretendendo che questo ci dia la copertura di un radar. È quindi fondamentale utilizzare l’AIS come strumento ulteriore, per avere informazioni dettagliate relative a determinate navi e barche, da integrare con i nostri occhi (o con un binocolo marino), con il chartplotter ed eventualmente con il radar della nostra barca.

(Immagine di copertina: www.marinetraffic.com)

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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