Man mano che ci si avvicina alla costa, soprattutto nei pressi di porti o di aree balneari, le boe in mare si moltiplicano: riconoscere il significato di ognuno di questi piccoli o grandi galleggianti è compito di ogni diportista. E questo è valido davvero per tutti, anche per chi naviga senza patente nautica, perché – a prescindere dall’obbligo di superare o meno un esame – tutti siamo chiamati a tenerci lontani dai pericoli e a non creare rischi per gli altri. Ecco che allora è bene sapere qual è il significato, per esempio, di una boa gialla con un miraglio a forma di X, o ancora che è bene sapere perché una boa è rossa e l’altra è verde, e via dicendo. Qui proporremo quindi un veloce ripasso della natura delle differenti boe in mare, spaziando tra le segnaletiche definite dalla IALA (ovvero dalla International Association of Marine Aids to Navigation and Lighthouse Authorities) per arrivare alle dotazioni di sicurezza obbligatorie in barca o nelle attività di nuoto libero.
Le boe di ormeggio e i gavitelli
Una panoramica delle diverse tipologie di boe in mare non può che partire da qui, ovvero dalle boe di ormeggio e dai “cugini” gavitelli. Si tratta di oggetti molto presenti nei nostri mari, che probabilmente lo saranno sempre di più nei prossimi anni: come è noto infatti ormeggiare sfruttando dei corpi morti o delle boe consente di non gettare l’ancora, così da salvaguardare i fondali marini; per questo sono in via di sviluppo diversi progetti di cambi boe, per ampliare gli ormeggi possibili lungo le coste senza mettere a repentaglio gli ecosistemi sottostanti.
La boa per l’ormeggio è un galleggiante ancorato al fondo marino, tipicamente preposto a un ormeggio temporaneo; il termine gavitello indica più propriamente un galleggiante più piccolo, che indica e sorregge una cima d’ormeggio, collegata saldamente a un corpo morto o a una boa principale. Esistono diversi tipi di gavitello, con varianti a livello di dimensioni, di materiali, di forme e anche – e soprattutto – dei materiali degli anelli deputati allo scorrimento delle cime. Quelli più solidi presentano per esempio degli anelli in acciaio, con tanto di asse e girella inferiore, per permettere la piena rotazione del gavitello; quelli più semplici, completamente in plastica, sono invece pensati per l’ormeggio di piccoli scafi, o per ormeggi volanti di imbarcazioni leggermente più grandi.

Le boe in mare per segnalare le aree di transito, i pericoli e i divieti
Ci sono poi le tantissime boe in mare che non hanno alcuna funzione di ormeggio, e che invece rispondono a un bisogno di segnalazione, per garantire una navigazione più sicura. La necessità è ovviamente quella di avere delle regole precise e condivise, in modo da avere la certezza di comunicare in modo chiaro a qualsiasi navigante: per questo motivo i segnali marittimi internazionali sono standardizzati dalla IALA. Oggetto del lavoro di questa organizzazione sono per l’appunto le boe in mare, ma anche i fari, i fanali, i dromi e gli altri dispositivi che si incontrano in acqua a mo’ di “segnali stradali”. L’intero sistema poggia come anticipato sulla standardizzazione globale, con un’unica importante differenza: il mondo è diviso in due Regioni, A e B; nella regione A, ovvero in Europa, Africa e gran parte dell’Asia, i colori dei segnali dell’entrata in porto vedono il rosso a sinistra e il verde a destra; nella Regione B, ovvero nelle Americhe, in Giappone e nelle Filippine, è esattamente il contrario, con il rosso a destra e il verde a sinistra. Questa eccezione si limita ai soli segnali laterali di ingresso nei porti e nei canali.
La IALA definisce poi le regole uniformi per i segnali cardinali attorno alle zone di pericolo, sempre di colore nero e giallo, ma con disposizioni differenti; così come i segnali di acque sicure.
Parlando propriamente di boe, la IALA definisce i cosiddetti “segnali speciali”, atti a indicare zone adibite ad attività particolari, dai porti turistici alle discariche; si tratta di boe di colore giallo, con 5 forme diverse, ma sempre con un miraglio superiore a forma di X, a sua volta di colore giallo.
Boa, meda e dromo
Per chiarezza è bene specificare che all’interno dei segnali marittimi definiti dalla IALA, in aggiunta alle boe in mare, ci sono anche fari, dromi e mede, oltre a radiofari, segnali fissi di altra natura e segnalazioni sonore. Il confine tra alcuni di questi oggetti non è sempre netto. È possibile dire che la boa rappresenta il dispositivo più semplice, laddove il dromo è rappresentato da una struttura decisamente più grande, realizzata con i più differenti materiali – si spazia infatti dalle strutture metalliche a quelle in muratura – per indicare una rotta da seguire in modo chiaro. Ci sono poi le mede, segnali molto frequenti lungo le coste e soprattutto, in prossimità dei porti e dei canali, per indicare punti di passaggio o pericoli: queste strutture sono tipicamente gialle e nere, con un segnale luminoso e un miraglio nella parte superiore.
I modelli luminosi per il segnalamento marittimo
Per aumentare la visibilità, per segnalare in modo più netto un pericolo, e persino per aggiungere ulteriori informazioni al navigante: spesso i segnali marittimi della IALA includono anche una segnalazione luminosa. Per quanto riguarda le boe luminose propriamente dette, il tipo di emissione luminosa indica passaggi obbligati differenti. Nello specifico:
- Passaggio a ovest: una boa luminosa con luci scintillanti a gruppi di 9 ogni 15 secondi
- Passaggio a est: una boa luminosa con luci scintillanti a gruppi di 3 ogni 10 secondi
- Passaggio a nord: una boa luminosa con luci scintillanti continue
Boe in mare per le regate
Ci sono poi particolari boe in mare che non hanno a che fare con disposizioni permanenti, quanto invece con eventi ristretti e del tutto temporanei. L’esempio più lampante è quello delle boe per regate: si tratta di boe giganti, del diametro che tipicamente si avvicina al metro, solitamente gonfiabili, che permettono di segnalare le virate sui campi di regata. Le dimensioni e i colori permettono di dare massima visibilità al punto; i modelli più intelligenti, conoscendo la natura di questi eventi, offrono inoltre anche delle tasche laterali trasparenti, per poter inserire il logo della regata o eventualmente quello dello sponsor della manifestazione.
I modelli per le immersioni e per il nuoto libero
Ci sono poi delle boe “personali”, legate quindi alla presenza di una singola persona. Non per questo queste boe in mare devono essere trascurate, anzi: questi segnali sono fondamentali per salvaguardare chi nuota lì dove potrebbero passare delle barche, con tutti i pericoli del caso.
Più nello specifico, per il nuoto in acque libere – inteso come non vicinissimo a delle spiagge – è vivamente consigliato l’utilizzo di una boa; in certe zone peraltro la Guardia Costiera ha emesso delle specifiche ordinanze per rendere questo impiego obbligatorio. La tipica boa per il nuoto libero ha un colore vivace per aumentare la visibilità anche a distanza, e ha una spinta galleggiante sufficiente per offrire al nuotatore, in caso di necessità, un utile aiuto in caso di malori, crampi o semplice stanchezza; alcuni modelli presentano inoltre delle tasche laterali stagne, per inserire chiavi, smartphone o documenti
Ci sono poi le boe per sub, sempre obbligatorie per segnalare un’immersione in corso. L’obbligo per il sub – sia esso un pescatore o meno – è quello di restare entro un raggio di 40 metri dalla boa. Per indicare chiaramente la presenza di un sub, il galleggiante in questione deve sostenere una bandiera rossa con striscia diagonale bianca, oppure una bandiera bianca e blu con la lettera Alfa. Chi effettua delle immersioni con una barca d’appoggio, restando nelle sue vicinanze, può fare a meno della boa per sub, issando invece la bandiera sulla barca stessa.
Le boette fumogene e luminose per il soccorso in mare
Concludiamo infine questa panoramica sulle boe in mare con un veloce riferimento alle boette fumogene, le quali rientrano nel kit di segnali di soccorso obbligatori per la navigazione oltre un miglio dalla costa; e alle boette luminose per il salvagente, che diventano invece obbligatorie per la navigazione oltre le 3 miglia dalla costa (qui trovi l’elenco delle dotazioni obbligatorie entro le 6 miglia).

