Fuoribordo elettrico: gli utilizzi intelligenti

Il flop dell’ecobonus per i fuoribordo elettrici ha raffreddato gli animi di chi negli incentivi vedeva l’alba di una nuova era per la nautica: più sostenibile, più silenziosa, più elettrica. E agevolata per l’appunto da bonus, preziosi per rinnovare i propulsori di migliaia di barche in tutto il Paese. Abbiamo già fatto qualche mese fa un’analisi dei motivi che hanno determinato l’insuccesso degli incentivi, individuando i principali ostacoli nella burocrazia eccessiva dell’iter, nella complicazione dei requisiti richiesti, nella confusione creata dalle proroghe, e sì, anche nell’insufficiente maturità del mercato. Possiamo infatti affermare senza paura di sbagliare che in Italia ci sono tantissimi diportisti che, per un motivo o per l’altro, non sono pronti a passare a un fuoribordo elettrico. Perlomeno, non come propulsore principale della barca. Va però sottolineato che, se ancora oggi i propulsori a batteria faticano a prendere il posto dei motori endotermici più grossi, quando si parla di motori più piccoli la battaglia è decisamente aperta, con i modelli elettrici che sotto parecchi aspetti vincono a mani basse.

Da qui, dunque, l’idea di indicare quelli che possono essere gli utilizzi più intelligenti – e in certi casi quasi ovvi – di un fuoribordo elettrico, anche al fianco di quello endotermico.

I vantaggi del fuoribordo elettrico, in breve

Al di là dell’insuccesso degli incentivi, e allargando lo sguardo sul panorama internazionale, negli ultimi anni i motori fuoribordo elettrici hanno smesso di essere una soluzione di nicchia. Non si tratta, insomma, di propulsori acquistati unicamente da ambientalisti convinti: il fuoribordo elettrico sta diventando una scelta concreta per molti armatori, soprattutto per utilizzi specifici – tra i quali per l’appunto gli impieghi intelligenti che vedremo più sotto.

Ma qual è il principale punto di forza di un fuoribordo elettrico? Certo, il primo motivo per passare a questi propulsori dovrebbe essere l’opportunità di ridurre a zero le emissioni durante la navigazione, ma sarebbe errato ridurre l’acquisto di un motore a batteria alla pura motivazione ambientale. A livello più tecnico è invece giusto dire che la migliore delle caratteristiche di questi motori è rappresentata dalla semplicità di utilizzo: l’avviamento è immediato, e la risposta dell’acceleratore è fluida e precisa, fin dal primissimo istante. Vale inoltre la pena dire che un fuoribordo elettrico è sempre pronto all’utilizzo, cosa che non si può dire invece a proposito di tanti endotermici con una certa età o non manutenuti con zelo.

Per quanto riguarda le performance, il motore elettrico marino offre una coppia disponibile immediatamente, a bassi regimi. Questo permette di avere grande controllo durante le manovre lente, nelle fasi di ormeggio oppure durante la pesca a traina, dove mantenere una velocità costante è fondamentale. A differenza dei classici motori a carburante, inoltre, le vibrazioni del propulsore sono estremamente contenute; ancor più importante è il fatto che la rumorosità risulta quasi assente: un vantaggio che migliora il comfort a bordo e che riduce il disturbo per l’ambiente circostante, rendendo quindi i fuoribordo elettrici doppiamente eco-friendly.

Anche la manutenzione rappresenta un elemento decisivo. Un fuoribordo elettrico, pur essendo figlio di tecnologie più all’avanguardia, nasconde dentro di sé una meccanica molto più semplice rispetto a un modello endotermico; non richiede il cambio dell’olio, la sostituzione di filtri carburante, la pulizia o la sostituzione delle candele, né interventi sull’alimentazione. Tutto questo si traduce in minori costi di gestione, in meno tempo da dedicare alla manutenzione e in una maggiore affidabilità nel corso degli anni, soprattutto per chi utilizza il motore in modo saltuario.

Sul fronte energetico – e sappiamo che qui troviamo quello che forse è lo svantaggio più grande dei modelli elettrici, ovvero l’autonomia non eccelsa – è bene sottolineare che un fuoribordo elettrico consente una gestione più precisa della navigazione. Questo perché, nel caso dei modelli più avanzati, sono disponibili dei display che monitorano i consumi e determinano l’autonomia residua in tempo reale.

Insomma, di ottimi motivi per comprare un fuoribordo elettrico non ne mancano davvero, soprattutto quando si parla di modelli portatili, con un peso inferiore ai 40 o 50 chilogrammi.

Vediamo quindi quali possono essere gli utilizzi intelligenti e “altri” di un buon fuoribordo elettrico: in certi campi, infatti, la loro supremazia rispetto ai modelli endotermici è indiscutibile.

fuoribordo elettrico usi alternativi

Non solo come motore principale della barca

Sta crescendo il numero di diportisti che acquista un fuoribordo elettrico pur senza sostituire il propulsore endotermico della barca. Ecco perché:

Il fuoribordo elettrico per il tender

Il primo e più ovvio tra gli impieghi intelligenti del fuoribordo elettrico è quello che lo vede a poppa del battello di servizio. Per convincere un diportista abituato a spingere il proprio tender con un motore endotermico basterebbero in realtà pochi minuti sullo stesso battello spinto da un modello elettrico: il comfort è tale da far cambiare idea praticamente a tutti. Certo, l’ostacolo maggiore è costituito dal costo di acquisto, con i prezzi dei fuoribordo elettrici che sono più alti rispetto a degli equivalenti modelli a carburante; ma l’esborso iniziale maggiore viene ammortizzato nel tempo dalla manutenzione ridotta o quasi nulla, sapendo che per il modello a combustione interna saranno necessari, oltre alla manodopera, anche filtri, olio, giranti e via dicendo. Se a questo sommassimo la possibilità di ricaricare il motore elettrico con un pannello fotovoltaico per barca, il divario economico si ridurrebbe ulteriormente. Si potrà così avere un motore silenzioso, sempre pronto, più compatto, comodo da stivare in qualsiasi posizione senza il rischio di versamenti. E ovviamente c’è il grandissimo vantaggio di poter navigare con il tender anche in baie protette, dove nessun motore endotermico potrebbe entrare, per raggiungere così luoghi altrimenti impossibili da visitare. Che dire infine della possibilità di abbandonare una volta per tutte le taniche di carburante da portare a bordo per il tender?

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Il motore ausiliario elettrico

C’è un altro utilizzo intelligente del fuoribordo elettrico, ed è quello di motore ausiliario, per le più differenti esigenze. Qui non c’è che l’imbarazzo della scelta: pensiamo per esempio alle tante associazioni o compagnie che organizzano dei tour lungo la costa, e che spegnendo il motore principale a carburante e accendendo quello elettrico potrebbero accedere a delle aree protette, per creare nuovi e ben più interessanti itinerari. Ma pensiamo, più in generale, anche alla sicurezza di poter contare su un motore ausiliario “di riserva”, nel caso in cui il propulsore endotermico ci lasci “a piedi” durante la navigazione; ovviamente qui il vantaggio del modello elettrico è quello di non dipendere dalla medesima linea carburante – come avviene invece con la doppia motorizzazione – così da poter sempre subentrare con successo in caso di guasto. E ancora, non va trascurata la possibilità di utilizzare il fuoribordo elettrico ausiliario come aiuto nelle fasi di ormeggio o di disormeggio, montato a poppa, per avere un aiuto prezioso nel caso di manovre difficili in spazi stretti.

Il motore per la traina

Infine, il terzo ovvio utilizzo intelligente del fuoribordo elettrico è quello di motore per la pesca a traina. Qui, lo sappiamo, ci sono fuoribordo elettrici pensati esclusivamente per questo utilizzo, ovvero i trolling motor, a potenze molto ridotte, da usare quindi esclusivamente in assenza di vento o di corrente; a prua o a poppa, il motore elettrico presenta ovvi vantaggi rispetto a quello endotermico per la traina, spaziando dalla ridotta rumorosità per arrivare fino alla velocità minima costante, cosa che invece per i motori a carburante risulta difficile o persino rischioso (andando incontro al rischio di surriscaldamento).

Motore elettrico per barca: i marchi più interessanti

In questi anni qui ad HiNelson abbiamo preso in esame tutti i produttori di fuoribordo elettrici per la nautica, e abbiamo selezionato uno dopo l’altro i marchi più interessanti. Se nel mondo dei motori endotermici ormai i fuoribordo dei diversi produttori tendono ormai ad assomigliarsi, questo non accade tra i propulsori a batteria: ecco che allora le differenze tra i vari brand qui sono molto importanti, con i diversi produttori che si sono “specializzati” in aree differenti.

  • Torqeedo: marchio tedesco tra i pionieri della propulsione elettrica nautica, è apprezzato per l’elevata efficienza energetica, l’affidabilità dei sistemi integrati e la vasta gamma di motori dedicati a tender e piccole imbarcazioni. Tra i marchi che abbiamo selezionato spicca per la potenza dei suoi fuoribordo più importanti.
  • ePropulsion: specializzato in motori elettrici compatti e versatili, si distingue per soluzioni tecnologiche moderne, batterie evolute e un ottimo equilibrio tra autonomia, peso contenuto e semplicità di utilizzo.
  • Garmin: un marchio che non ha bisogno di presentazioni, grazie alla sua presenza consolidata e decisamente vasta nel mondo della nautica. Ha sviluppato dei sistemi elettrici orientati alla pesca e alla navigazione tecnica, integrando motori, ecoscandagli e dispositivi digitali di controllo in un unico ecosistema avanzato.

  • Tohatsu: lo storico brand di fuoribordo giapponesi, conosciuto in tutto il mondo per la grande affidabilità dei propulsori, e con una lunga esperienza nella produzione di fuoribordo portatili per ogni esigenza, ha messo a punto anche un fuoribordo elettrico – Alaris 6.0 – che sta attirando una crescente attenzione
  • Temo: un brand francese riconoscibile per il design ultracompatto dei suoi motori elettrici portatili, ideati principalmente per essere utilizzati su tender e piccole derive, con grande attenzione a leggerezza e trasportabilità.

Motore elettrico per barca: non siamo così lontani dalla svolta

Abbiamo visto quali sono gli utilizzi intelligenti e diversi di un fuoribordo elettrico, consapevoli che tanti diportisti ancora oggi non sono pronti ad affidarsi unicamente a un propulsore a batteria, abbandonando totalmente i classici modelli a carburante. Allo stesso tempo, il mondo attuale della nautica sta dimostrando che l’elettrificazione sta avvenendo anche lì dove non si parla di pochi kW necessari: citando uno dei casi più eclatanti, pensiamo allo storico cantiere austriaco Frauscher, che di recente ha collaborato con Porsche per creare un motoscafo sportivo 100% elettrico, impiegando la tecnologia di propulsione e le batterie della Porsche Macan elettrica. Restando all’incontro tra automotive e nautica, qualcosa di molto simile hanno fatto anche Maserati e BMW. Ma non si tratta unicamente di queste piccole e speciali nicchie: ci sono grossi produttori che puntano tutto sui motori elettrici. Il primo che viene in mente è certamente il cantiere sloveno Greenline Yachts, con un’intera gamma di imbarcazioni nativamente ibrida ed elettrica, anche grazie al dispiego di pannelli fotovoltaici. Ci sono poi i grandi investimenti nell’elettrificazione fatti dal Gruppo Beneteau, o ancora, da Azimut e da Sanlorenzo.

Forse in fondo l’elettrificazione della nautica non sarà spinta dal piccolo fuoribordo elettrico, ausiliario o per il tender, quanto invece dai più grandi propulsori degli yacht più moderni. Di certo però un fuoribordo portatile a batteria può rendere la tua esperienza in barca più soddisfacente, più confortevole e più ecofriendly!

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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