La migliore barca a vela per il giro del mondo

Il giro del mondo in barca a vela è … il giro del mondo in barca a vela. Mollare tutto – ma non proprio tutto-tutto: è possibile partire anche con la compagna o con il compagno, e persino con i figli – e circumnavigare il globo a vele spiegate è il sogno del cassetto di una moltitudine di diportisti. Gli ostacoli da affrontare sono ovviamente tanti: difficile mollare il lavoro per l’arco di tempo necessario, non facilissimo acquistare una barca adatta ad affrontare l’oceano in sicurezza, per pochi trovare senza problemi il budget necessario per affrontare questa avventura, decisamente ‘il viaggio di una vita”. Non si tratta, insomma, solamente di trovare la migliore barca a vela per il giro del mondo: questo è un quesito bello grosso, ma è solo il primo! Sì, perché il giro del mondo va assaporato, e va fatto in sicurezza, giorno dopo giorno, con calma. Certo, Thomas Coville ha circumnavigato il globo in solitaria in 49 giorni con il suo maxi trimarano Sodebo, frantumando il record precedente (i 57 giorni di Francis Joyon). E Joyon, poi, s è ripreso il record, completando il giro del globo in 40 giorni e 23 ore. La maggior parte di chi pensa al giro del mondo in barca a vela, però, lo fa a partire da un’altra prospettiva, con la volontà di visitare e scoprire tantissime città, tantissimi Paesi, le più diverse culture.

In questo post ti vogliamo dimostrare che sì, fare il giro del mondo in barca a vela non è una cosa da tutti, ma che non è nemmeno impossibile come potresti pensare. Parleremo ovviamente di come individuare la migliore barca a vela per il giro del mondo, ma parleremo anche di compromessi, di esempi reali e, infine, di budget.

La migliore barca a vela per il giro del mondo: i requisiti fondamentali

Questione di dislocamento

Lo scafo giusto

La migliore barca a vela per il giro del mondo: qualche esempio reale

Calcolare il budget per fare il giro del mondo in barca a vela

barca a vela per oceano

La migliore barca a vela per il giro del mondo: i requisiti fondamentali

Qual è la migliore barca a vela per il giro del mondo? Cosa bisogna ricercare in una barca per affrontare gli oceani, per passare per i capi di Buona Speranza, Leuwin e Horn, per vivere a bordo per lunghe settimane e per lunghi mesi? Non ci si può illudere che la stessa barca con cui abbiamo fatto al massimo delle crociere di una decina di giorni sia giusta – o quantomeno pronta – per affrontare il giro del globo.

Non esistono, va detto, delle regole rigide o assolute. A guardar bene, se si volessero esplorare quelli che sono gli scali strategici, ovvero quei porti che vengono usati praticamente da tutti i velisti che effettuano il giro del mondo, si scorgerebbero barche d’ogni tipo, a confermare che le possibilità sono tante. Nuovi o decisamente datati, monoscafi o multiscafi: tra Panama, Canarie, Polinesia e ovviamente Gibilterra si vede praticamente qualsiasi cosa. Certo, ci sono delle costanti, ma si intravedono anche i gusti tipici di certe ‘culture marinare’. I francesi che affrontano gli oceani optano per lo più per gli scafi d’alluminio, scelta peculiare e non condivisa dai tedeschi, che si affidano per lo più all’acciaio, concedendo ben poco al superfluo. Si riconoscono abbastanza agevolmente anche gli americani che affrontano il giro del mondo: loro il giro del mondo lo vogliono fare con calma e comodamente, magari con scafi a doppia prua.

Per capire qual è la migliore barca per il giro del mondo bisogna dunque allontanarsi da qualche momento dalle pure caratteristiche tecniche e domandarsi cosa ricercare nell’imbarcazione ideale. Indubbiamente deve essere una barca in grado di garantire una buona tenuta del mare, anche nel caso in cui le condizioni meteorologiche non siano delle migliori. Certo, è vero che, scegliendo ben bene le rotte e le stagioni per evitare uragani, i rischi si riducono, ma è anche vero che navigare in oceano è molto diverso del navigare lungo la costa, con traversate che alcune volte non certo possono definirsi tranquille.

La barca scelta dovrebbe poi essere facile da condurre anche con un equipaggio ridotto. Questo perché spesso il giro del mondo si effettua davvero con poche persone a bordo, e in ogni caso è bene poter condurre anche mentre gli altri riposano. Bisogna poi prevedere la possibilità di incontrare venti deboli, con i quali una buona barca dovrebbe però filare in modo sufficiente.

Non si deve poi trascurare il fatto che la barca per il giro del mondo non è un solo mezzo di trasporto. Certo, nessuna barca a vela da crociera lo è, verissimo. Ma questa barca in particolare dovrà essere una vera e propria casa per tantissimo tempo, e certe comodità, per un viaggio piacevole, sono obbligatorie: il pozzetto deve essere abbastanza ampio, per essere effettivamente vivibile in base al numero di persone a bordo, i serbatoi dell’acqua e del carburante devono essere molto capienti e via dicendo.

La lunghezza perfetta e il dislocamento della barca

Quanto deve essere grande una barca a vela per poter affrontare gli oceani, o meglio, per poter affrontare senza problema di sorta il giro del mondo? Anche qui, non ci sono regole fisse. Di certo, però, la lunghezza della barca – e altri dati collaterali come il numero di cabine – deve essere definita da una parte dal numero di passeggeri che ci saranno a bordo, e dall’altra da budget a disposizione, con il prezzo della barca che, a prescindere da tutti gli altri aspetti, aumenta con il crescere delle dimensioni.

Partendo da queste considerazioni, ci sono delle coppie di giramondo che affrontano questo lunghissimo viaggio con barche al di sotto dei 10 metri, anzi, trovare coppie o solitari che partono per il giro del globo su barche di 8-9 metri non è un evento raro. La dimensione della barca a vela per il giro del mondo, insomma, diventa una questione personale, un compromesso che cambia di volta in volta in base al budget, all’equipaggio e al livello di comfort che si vuole mantenere durante il viaggio.

Se si volesse indicare quella che è la misura più gettonata per le barche a vela per il giro del mondo, probabilmente si dovrebbe puntare intorno ai 12 metri, per avere comfort sufficiente, una buona capacità di stivaggio e sì, delle prestazioni buone, per sfruttare al meglio il vento. Di fatto, risparmiare su una barca in termini di prestazioni veliche significa spendere successivamente di più in termini di tempo e anche in termini di soldi, per carburante, usura del motore e manutenzione dello stesso, ma va anche sottolineato che con il crescere del volume dell’imbarcazione crescerà parallelamente anche la necessità di poter contare su un potente motore marino.

L’attenzione posta alla lunghezza della barca non deve sviare da quella da porre ad altri aspetti fondamentali, come per esempio il dislocamento della barca, il quale nella maggior parte dei casi è leggero: i produttori costruiscono infatti sempre più barche con grandi volumi ma a dislocamento leggero, le quali però ovviamente, nel momento in cui vengono caricate di tutto il necessario per affrontare il giro del mondo, non possono che salutare la ‘vecchia’ linea di galleggiamento, affondando ben oltre il consueto. Questo, ovviamente, compromette le prestazioni della barca, e velocizza inoltre l’usura dell’imbarcazione nel suo complesso, essendo stata pensata per galleggiare più facilmente. É dunque bene da una parte non esagerare con i dislocamenti leggeri, e dall’altra – come sempre – non portare a bordo cose superflue.

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Il problema, però, è che chi parte per il giro del mondo deve imbarcare viveri, ricambi per gli impianti di bordo, serbatoi pieni d’acqua potabile, serbatoi pieni di carburante, utensili per la manutenzione della barca, vele di rispetto e via dicendo.

Lo scafo giusto

Quale tipe di chiglia scegliere per la barca che deve affrontare il giro del mondo? Per molto tempo la scelta è stata quella delle barche a chiglia lunga, per la loro tenuta della rotta. Questa considerazione è però semplicistica, in quanto ci sono tanti, tanti altri aspetti da tenere sott’occhio. Negli ultimi anni, gli esperti sono sempre più propensi a privilegiare degli scafi sinuosi e con dei rapporti armoniosi, e quindi senza poppa eccessivamente larghe, nonché senza prua troppo stretta (in base alla lunghezza).

Nello scegliere la barca giusta bisogna inoltre pensare al pescaggio. Chi è alla ricerca di buone prestazioni veliche dovrebbe guardare a un baricentro basso, ma così facendo, spinti da questo desiderio, si rischierebbe di avere delle difficoltà nella navigazione in bassi fondali, che ovviamente si possono incontrare anche durante la navigazione intorno al globo.

La migliore barca a vela per il giro del mondo: qualche esempio reale

Sopra abbiamo citato le barche a vela che si incontrano in quelli che sono i porti più battuti dai giramondo. Non lo abbiamo certo fatto a caso: guardare quello che usano gli altri per effettuare il giro del mondo in barca a vela è senz’altro prezioso per scegliere quale imbarcazione acquistare, tenendo ben presente, però, che non tutti hanno le medesime esigenze. Certo, potendo davvero scegliere, quasi tutti si butterebbero probabilmente su delle barche progettate fin dal principio per delle crociere illimitate, dotate di tutti i comfort per una navigazione oceanica di primo livello, con scafi da 15 metri, pozzetti riparati, interni curati e via dicendo.

barca a vela per giro del mondo

Ma non è così. Per nostra fortuna non si contano i resoconti online di navigatori – solitari, in coppia, in gruppo o in famiglia – che hanno deciso di affrontare il giro del mondo per poi raccontare liberamente le proprie scelte e le proprie esperienze. Ed è proprio questo il punto: capire cosa queste persone hanno affrontato con quella precisa tipologia di barca. Navigando per i forum internazionali si scopre che Peter e Jeanne Pockel, per esempio, hanno navigato ovunque nel mondo per tre lustri, affrontando cicloni e uragani, con il loro Jeanneau Sun Fizz, una barca ben progettata, leggera e veloce di 12 metri. Non è tutto qui: Jeanne ha spiegato che «abbiamo conosciuto persone che, pur con barche più classiche e più pesanti, hanno incontrato difficoltà ben maggiori alle nostre». Liza e Andy Copland, da parte loro, hanno portato a termine il giro del mondo sul loro Beneteau First 38 del 1985, spiegando che «questa barca ha dato prova di essere una combinazione perfetta tra sicurezza, performance e sicurezza, continuando a essere anche un’abitazione confortevole una volta ormeggiata». Non stupisce il giro del mondo di Ivo Orlic sul Grand Soleil 46.3, elegante fast cruising yacht. Anne Brevig e Martin Vennesland hanno invece girato il mondo per quasi 10 anni sul Gib Sea 40, barca che li ha portati in salvo anche in condizioni estreme.

Il record del giro del mondo sulla barca a vela più piccola è del polacco Szymon Kuczynsku, che ha completato il giro del mondo in solitario e senza aiuto su una barca da 6,36 metri. Il record precedente era dell’italo francese Alessandro di Benedetto, che 8 anni prima aveva circumnavigato il globo su un guscio di 6,50 metri. Va però detto che, se De Benedetto aveva completato il giro in 268 giorni, il polacco ha impiegato 2 giorni in più, percorrendo 29mila miglia partendo da Plymouth, in Inghilterra.

Insomma, di possibilità ce ne sono davvero tante.

Calcolare il budget per fare il giro del mondo in barca a vela

Quanto costa fare il giro del mondo in barca a vela? Ebbene, sparare una cifra valida per tutti è davvero difficile: le voci da prendere in considerazione sono tante. C’è, ovviamente, il prezzo della barca, che può variare in modo incalcolabile. Certo, chi ha poche pretese e budget ridotto può cavarsela con qualche decina di migliaia di euro. Ma è anche vero che l’allestimento di una barca ‘normale’ per affrontare il giro del mondo può benissimo costare più di un terzo del prezzo stesso della barca!

Potremmo azzardare, come prezzo d’esempio per una barca (ovviamente usata) pronta per affrontare effettivamente il giro del mondo, una finestra di partenza compresa tra i 75.000 e i 110.000 euro. Ovviamente è possibile salire senza limiti. É possibile anche scendere, ma con difficoltà crescenti.

Non c’è, però, solamente il prezzo d’acquisto e di allestimento della barca a vela. Bisogna calcolare anche l’assicurazione della barca, che vista l’avventura che  si para davanti deve essere un’ottima polizza, che possa coprire tutti i possibili danni, nonché l’eventuale recupero. Il propulsore primario della barca sarà sempre l’apparato velico, ma non si potrà fare a meno, di tanto in tanto, di affidarsi al motore, con tutte le spese relative a carburante e alla manutenzione del motore, e quindi filtri, olio e via dicendo. Difficile, tra assicurazione e costi relativi al motore, restare al di sotto di 16.000 euro.

Ci sono poi i costi burocratici difficilmente stimabili prima di partire, ovvero tariffe per porti e passaggi in canali, da stimare tra i 4.000 e i 6.000 euro, a braccio. Ci dovrà poi essere il capitolo dedicato a cibo, bevande, eventuali pernottamenti in albergo, entrate in musei, eventuali scooter o auto noleggiate sul posto, ristoranti più o meno sfiziosi e via dicendo. Anche qui, ovviamente, la somma può cambiare in base a tantissime cose. C’è chi effettua il giro del mondo in un anno, chi in quattro anni, con ovvie spese alimentari che si moltiplicano; c’è chi non dormirà mai in albergo, e chi lo farà tutte le volte che sarà possibile farlo; e ancora, c’è chi mangerà praticamente sempre a bordo, riempiendo la stiva lì dove la spesa costa meno, e chi invece vorrà sedersi in tutti i ristoranti delle città visitate. Insomma, difficile fare una stima reale: possiamo però stimare che due persone parsimoniose ma non eccessivamente, senza dunque privarsi di troppi piaceri durante il viaggio, potranno allocare a questa voce circa 18.000 euro, per un viaggio di circa 2 anni. Impossibile, ovviamente, non conteggiare 5.000 euro per gli imprevisti: un ricambio per il motore che non si era portato a bordo, una tassa non prevista e così via. Lasciamo a te le somme finali!

 

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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