Nossignori, nossignore, non ci sono scuse: chi va per mare deve sapere come fare i nodi marinari più importanti. E no, non basta sapere i loro nomi, e no, nemmeno il fatto di condurre una barca a motore può essere una buona scusa per trascurare i principali nodi marinareschi. Il motivo è semplice: le situazioni in cui un buon nodo può essere fondamentale sono tante e diverse, così come sono tanti e diversi, del resto, i modi in cui una cima nautica può essere annodata.
Oggi vogliamo quindi presentare una guida completa e definitiva per fare i nodi marinari per la barca, i più famosi e importanti: per prima cosa spiegheremo quali sono le fondamentali categorie di nodi marinari, così da far capire subito ai neofiti che diversi nodi hanno differenti funzioni, e che quindi non è possibile sostituirli tra loro senza conseguenze.
Poi lasceremo un po’ di spazio al lessico, nella consapevolezza che spesso, a rendere di difficile comprensione le guide sui nodi marinari, è proprio il fatto di non sapere individuare le diverse “parti” del nodo stesso.
Infine, vedremo uno per uno come fare i nodi marinari più importanti, presentando per ognuno un video tutorial per fare i nodi marinareschi.
Pronti per imparare a fare i nodi marinareschi principali per la vostra barca? Buona lettura!
Le categorie dei nodi marinari
Iniziamo con un po’ di teoria dei nodi marinari: promettiamo che questa parte “astratta” sarà breve e utile, soprattutto per chi è alle primissime armi con le cime nautiche e con i loro utilizzi.
Bisogna dunque sapere che esistono cinque grosse categorie di nodi marinareschi. All’interno di ognuno di questi gruppi ci sono dei nodi che rispondono alla stessa gamma di esigenze, e che dunque presentano pressappoco le medesime funzioni.
Ecco dunque quali sono le categorie di nodi da marinaio:
- Nodi di arresto: lo scopo dei nodi di arresto è quelli di impedire che una cima si sfili inavvertitamente da un bozzello o da un qualsiasi foro. Sono quindi dei nodi che vengono realizzati alle estremità dei cavi, e che possono tra le altre cose essere utili per appesantire una cima o una sagola in vista di un lancio più esatto e più lungo.
- Nodi marinari di giunzione: come suggerisce il nome, questi nodi marinari hanno il compito di unire diverse cime, le quali devono però avere un diametro uguale o perlomeno molto simile.
- Nodi a occhio: anche chi non ha competenza in fatto di nodi marinari ha probabilmente già sentito parlare di gasse, ovvero di asole chiuse realizzate all’estremità dei cavi. Ebbene, questi nodi “a occhio” sono pensati per essere infilati e sfilati velocemente, un po’ come avverrebbe con un cappio.
- Nodi marinari di accorciamento: anche qui il nome del nodo marinario ci aiuta a capirne la sua natura e la sua funzione. Lo scopo qui è infatti quello di rendere più corta una cima, senza però essere costretti a tagliarla (sapendo che il valore e l’utilità di una buona e lunga cima possono essere molto alti). Va peraltro detto che il nodo di accorciamento può essere usato anche per “escludere” dalla parte di cima sottoposta a delle sollecitazioni una sezione danneggiata, che potrebbe soccombere alla trazione.
- Nodi marinari d’avvolgimento: infine abbiamo i nodi deputati a fissare su una cima, a un determinato punto, un oggetto, che dovrà restare stabilmente in quel punto.
Abbiamo visto le categorie dei nodi marinari: diamo un’occhiata al lessico basilare per imparare a fare i nodi marinareschi più importanti, e passiamo poi a vedere nel concreto come fare i nodi marinari!
Il lessico di base per capire come fare i nodi marinari
Qui sotto presenteremo dei video per imparare a fare i nodi marinari. Per capire bene i movimenti e i passaggi necessari, per capire la logica sotto ogni tecnica, per memorizzare il tutto e per imparare magari a insegnare anche ad altre persone come fare i nodi marinari, è necessario avere un lessico di partenza e condiviso. Come indicare altrimenti le parti coinvolte e le azioni necessarie?
Vediamo quindi come le diverse parti di una cima finiscono per avere diversi nomi nel momento in cui queste vengono coinvolte nella realizzazione di un nodo da marinaio:
- Corrente: questo termine indica la parte di cima che si muove, e che quindi, anche a nodo ultimato, potrà muoversi, restando dunque tendenzialmente “lenta”;
- Dormiente: possiamo indicare il dormiente come il contrario del corrente; abbiamo dunque qui la parte di cima che si muove poco o che resta immobile, e che quindi in genere è deputata a sostenere il peso per cui è stato fatto il nodo;
- Mezzo collo: nel momento in cui prendiamo la cima e creiamo un “occhiello”, facendo quindi incrociare dormiente e corrente con tre quarti di giro, avremo un mezzo collo;
- Mezzo collo dritto: si parla di mezzo collo dritto ogni volta che il corrente passa al di sopra del dormiente;
- Mezzo collo rovescio: al contrario, nel mezzo collo rovescio il corrente passa al di sotto del dormiente;
- Collo completo: qui non ci si ferma al tre quarti di giro, ma si fa un giro completo, pur senza effettuare nessun nodo; il risultato sarà sempre un occhiello, ma senza incroci;
- Doppino: prendi la cima e falla cadere sull’indice, con il corrente e il dormiente che di dispongono in parallelo. Quello è un doppino;
- Volta tonda: il mezzo collo come visto è un tre quarti di giro, un collo completo è un giro totale, mentre una volta tonda è un giro e mezzo, con il corrente che fa un giro e mezzo, formando di fatto un doppino “particolare”.
È finita la teoria, passiamo alla pratica: vediamo come fare i nodi marinari!

Come fare un nodo piano
Partiamo con uno dei più semplici nodi marinari: parliamo del nodo piano, che fa parte della categoria di nodi marinareschi di giunzione. Come abbiamo visto sopra, quindi, lo scopo del nodo piano è quello di unire due cime che presentano un diametro simile o ancora meglio uguale.
Chi inizia a fare i nodi marinari dal piano capirà che iniziare è decisamente facile: basta prendere un po’ di confidenza con le cime! Partiamo prendendo in mano un’estremità delle due cime: sovrapponiamole, passiamo una sopra l’altra, poi sotto, e infine tiriamo le estremità. Avremo così fatto un nodo piano, semplice e veloce, comodo peraltro anche per essere sciolto rapidamente.
Vista la rapidità di realizzazione e di scioglimento, il nodo piano è perfetto per esempio per assicurare temporaneamente un piccolo natante per una sosta veloce all’ormeggio.
Vuoi una mano in più per capire come fare i nodi marinari piani? Abbiamo realizzato una guida dedicata (ovvero il Tutorial nodi marinari: come fare un nodo piano a regola d’arte) nonché un video, che trovi qui sotto.
Video per fare un nodo piano
Come fare un nodo Savoia
Per via della sua forma, il nodo Savoia viene talvolta indicato anche come “nodo a 8”: fare i nodi marinari di questo tipo vuol dire infatti fare tanti 8 con la cima! Anche qui parliamo di un nodo marinaresco semplice, tanto da guadagnarsi il primo posto per diffusione tra i nodi di arresto.
Una curiosità: il nome Savoia è da ricondurre alla sua presenza sullo stemma della famiglia nobiliare, sotto la corona da regnanti.
Per fare un nodo Savoia, partiamo con il fare un anello; passiamo l’estremità di riferimento della cima all’interno dell’anello stesso, e ripetiamo quest’ultima operazione. Avremo così un 8!
Qui abbiamo scritto un approfondimento dedicato a questo particolare nodo da marinaio; sotto, invece, ti mostriamo in un video come farlo in modo semplice e intuitivo.
Video per fare il nodo Savoia
Come fare un nodo parlato
Un nodo chiacchierone? Imparare a fare i nodi marinari vuol dire anche imparare i loro nomi. Nel caso del nodo parlato è però difficile capire il perché di questa parola. In questo caso abbiamo un nodo di avvolgimento, il cui scopo principale può essere individuato nell’assicurazione dei parabordi alle draglie delle barche, per averli così all’altezza perfetta.
Il nodo parlato è infatti veloce e facile non solo da fare, ma anche da sciogliere e da regolare: alzare o abbassare il parabordi per metterlo in posizione diventa così un gioco da ragazzi, anche nel caso dei parabordi più grandi e pesanti.
Come fare i nodi marinari parlati? Abbiamo una cima, e abbiamo un “tubolare” attorno al quale fare il nodo: avvolgiamo quindi due volte la cima intorno a esso, e poi facciamo passare l’estremità della cima nella seconda spira che abbiamo fatto. Il nodo parlato è pronto!
Qui abbiamo scritto un tutorial dedicato al nodo parlato; sotto, invece, ti mostriamo in un video pratico come farlo in modo veloce.
Video per fare il nodo parlato
Come fare un nodo del Francescano
La nostra guida su come fare i nodi marinari continua, questa volta con un nodo leggermente più complicato, ma assolutamente non troppo difficile! Lo scopo qui è creare un anello resistente, capace di sopportare carichi importanti, nonché facilmente regolabile.
Come per fare i nodi marinari di altri tipi, anche nel caso del francescano si parte facendo un doppino, per poi far passare intorno al dormiente il corrente, risalendo verso l’alto, e quindi verso l’occhiello: si parla tendenzialmente di minimo due o tre avvolgimenti, sapendo che in linea di massima all’aumentare dei passaggi servirà più cima a disposizione, e che però si avrà poi un nodo più facile da impugnare.Infine, per chiudere questo nodo e renderlo stabile, si passerà l’estremità del dormiente nel doppino finale.
Una curiosità: ci si rivolge a questo nodo marinaro anche con il termine “nodo di prusik”. Il suo utilizzo è quello di arresto oppure di appesantimento, per dei lanci perfetti.
Video per fare il nodo del Francescano
Come fare una Gassa d’Amante
Uno tra i nodi marinareschi più celebri: chi vuole imparare a fare i nodi marinari punta spesso a lui, alla Gassa d’Amante. Il nome è fascinoso, il nodo è sicuro e piuttosto versatile, per creare un anello fisso, capace di resistere anche sotto tensioni importanti.
Per fare il principe tra i nodi marinari, chiamato peraltro anche nodo bolina, esistono tanti modi diversi: i più virtuosi riescono a farlo anche usando una sola mano!
Come fare una gassa d’amante? Abbiamo la nostra cima: prendiamola e creiamo un collo completo, quindi passiamo all’interno dell’anello creato l’estremità stessa, passando da sotto; continuiamo, facendo passare la stessa estremità anche sotto al dormiente, per poi tornare verso l’anello. Serriamo, e la gassa d’amante è fatta!
Nella nostra guida nostro articolo “La gassa d’amante doppia: come realizzare questo utilissimo nodo con qualsiasi cima” troverai un ulteriore approfondimento su come fare questi nodi marinai; qui sotto invece un video veloce!
Video per fare la Gassa d’Amante
Come fare un nodo bandiera
Dopo aver visto come fare i nodi marinari un pochino più complessi, torniamo sul terreno dei nodi marinareschi semplici, con il nodo bandiera. Qui abbiamo a che fare con un altro nodo di giunzione, sempre per cime con lo stesso diametro, utile nel caso in cui sia necessario avere qualcosa di più resistente rispetto al classico nodo piano.
Prendiamo le due cime, e affianchiamo gli ultimi centimetri delle due estremità. Facciamo un doppino con una cima, e infiliamo al suo interno l’altra estremità, da sotto, per sormontare poi il dormiente, e quindi infilare sotto di esso, abbracciare l’altra estremità del doppino e quindi infilare nel nodo, per poi stringere. In parole più semplici, fare un nodo bandiera significa fare un nodo semplice con ciascuna estremità intorno all’altra corda!
Abbiamo approfondito come fare i nodi marinari di questo tipo nella guida “Il nodo bandiera: come farlo e come si può usare”. Qui sotto il video esplicativo.
Video per fare il nodo di bandiera
Il nodo di galloccia
Ecco l’ultimo esempio di questa guida che spiega come fare i nodi marinari più famosi. Come suggerisce in modo chiaro il suo nome, questo nodo serve principalmente per fissare una cima intorno a una galloccia in modo facile, veloce e resistente.
Anche qui abbiamo una sorta di nodo a 8: si tesa la cima, le si fa fare un giro completo intorno alla base della galloccia, e poi si da una volta incrociando a 8, per strozzare infine la cima con un mezzo collo (come abbiamo visto sopra, questo significa di fatto far fare alla cima un giro su sé stesso).
Qui sotto, come per gli altri nodi, un video che mostra come fissare una cima a una galloccia con questo nodo.

