📋 In breve
L’acqua in sentina può avere origini molto diverse: infiltrazioni, condensa, onde, pioggia, ma anche problemi meccanici o strutturali più seri. Il primo passo per capire la gravità è l’assaggio dell’acqua: se è dolce, la causa è tipicamente l’impianto idraulico interno (serbatoi, tubi, guarnizioni, condensa albero passante); se è salata, il problema è a livello dei passascafi, del premistoppa dell’asse dell’elica, della losca del timone o di una falla vera e propria — situazione più grave. Un po’ d’acqua in sentina (dolce, saltuaria, in piccole quantità) è considerabile normale; acqua salata continuativa richiede intervento urgente. La tecnica della farina è un metodo economico ed efficace per individuare il punto esatto di ingresso dell’acqua. La pompa di sentina è dotazione obbligatoria per navigazione oltre 300 metri dalla costa (DPR 435/1991).
Le onde, la pioggia, la condensa, le perdite dell’impianto idraulico: non esiste una barca che si possa dire al sicuro dal problema dell’accumulo dell’acqua a livello della sentina, ed è proprio per questo motivo che la pompa di sentina è un dispositivo che deve essere obbligatoriamente presente su tutte le unità da diporto. Cosa significa avere una sentina invasa da acqua e da altri liquidi? Vuol dire avere un’imbarcazione che, come minimo, emana qui e lì cattivo odore, per l’acqua ristagnante che si mescola spesso ad altri liquidi scivolati in sentina, come per esempio lubrificanti e carburante. Ma vuol dire anche avere del peso inutile in barca, raddoppiare il rischio di osmosi – con l’acqua ad aggredire l’imbarcazione su un nuovo e imprevisto fronte – e mettere a rischio l’impianto elettrico. Ecco dunque che bisogna assolutamente prevedere il montaggio di una pompa di sentina adatta nella propria imbarcazione, così da poter eliminare i fluidi che si raccolgono in questo luogo in modo semplice e veloce. Ma cosa dice nello specifico il regolamento? Quali sono i ‘nemici’ che una pompa di sentina deve affrontare? Quante tipologie di pompa esistono? E ancora, come va utilizzata per assicurare una lunga durata del dispositivo? In questa lunga guida dedicata all’acqua in sentina risponderemo a queste e ad altre domande: buona lettura!
La sentina, un ambiente tutto particolare da tenere sempre sott’occhio
A nessuno piace avere dell’acqua in sentina, per molti motivi differenti. Uno in particolare: fin da piccoli, siamo stati abituati al fatto che una barca che fa acqua è una barca che ‘affonda’. Certo, non è questo il caso delle nostre barche da diporto, che non hanno a che fare con cinematografici scontri con iceberg o con bombardamenti da parte di navi pirata. La correlazione tra acqua in sentina e problemi in vista, però, non è affatto errata: se infatti la pompa di sentina è pensata appositamente per eliminare in modo veloce ed efficace i liquidi che si accumulano in questo ambiente, va anche sottolineato che è di fondamentale importanza capire sempre come è arrivata l’acqua in sentina e perché. I motivi possono essere i più disparati: l’acqua può arrivare in sentina per delle onde durante la navigazione, o per della pioggia. Fin qui, insomma, nessun problema. Ma la sentina può accumulare acqua anche per dei piccoli o grandi problemi a livello strutturale o meccanico della barca: in questo senso, il fluido che si raccoglie al di sotto del pagliolo deve essere interpretato come un importante allarme, un segnale che ci deve invitare a scoprire la fonte del problema.
Acqua dolce o salata? Come capire da dove arriva
Il primo passaggio, come sappiamo tutti, è capire se l’acqua presente in sentina è salata o dolce: a nessuno piace ovviamente ‘assaggiare’ dell’acqua di dubbia provenienza, eppure questo è il modo più semplice e veloce per iniziare il proprio check-up. Se l’acqua è dolce, solitamente, ci si può tranquillizzare fin da subito: non ci sono falle in vista! Ma allora, da dove arriva l’acqua? Il primo possibile responsabile da prendere in considerazione potrebbe essere la principale fonte di acqua dolce dell’imbarcazione, ovvero, ovviamente, l’impianto idraulico della barca. È dunque necessario guardare ai serbatoi, i quali, per i più diversi motivi, potrebbero avere delle perdite. Nei serbatoi rigidi in PVC, le perdite per usura sono praticamente impossibili: si ha a che fare, eventualmente, con delle perdite causate da urti accidentali. I serbatoi in PVC morbido, invece, possono alla lunga perdere a livello del bocchettone, fino allo svuotamento totale. Per quanto riguarda i serbatoi in acciaio, invece, vanno subito analizzate le saldature, le quali potrebbero iniziare a cedere per via del continuo ondeggiare della barca, il quale porta a un continuo sbattere dell’acqua interna.
Sempre restando all’interno dell’impianto idraulico della barca, una volta esclusi i serbatoi, lo sguardo dovrebbe andare sui tubi, sulle loro guarnizioni e sulle pompe. Una perdita a questo livello, solitamente, è suggerita dall’accensione automatica della pompa autoclave anche in assenza di utilizzo dell’impianto idraulico. In questo caso non si potrà fare altro che controllare tutto l’impianto centimetro dopo centimetro, facendo particolare attenzione alle guarnizioni e alle fascette in acciaio stringitubo.
Non è detto, però, che l’acqua dolce in sentina debba per forza essere determinata dall’impianto idraulico. Eliminando la pioggia, i serbatoi e i tubi, un po’ d’acqua dolce potrebbe essere il risultato della condensa dell’albero passante, soprattutto durante le stagioni fredde. Va infatti ricordato che l’albero in alluminio, esposto al calore del giorno e al freddo della notte, tende a creare della condensa al suo interno, la quale finisce per depositarsi proprio a livello della sentina.
E se l’acqua fosse invece salata? Una volta eliminata l’ipotesi dell’acqua entrata accidentalmente durante la navigazione – se si esclude una falla per via di un impatto, difficile da ‘dimenticare’ – il problema è solitamente localizzato a livello dei passascafi dell’elettronica, della losca del timone e del premistoppa dell’asse dell’elica.
Se proprio non si dovesse trovare il problema, potrebbe aiutare la tecnica della farina: dopo aver asciugato perfettamente la sentina, è possibile cospargerla – un’area per volta – con un velo di farina. Questo metodo, facile ed economico, permette di individuare, quanto meno, il punto in cui il liquido entra nella sentina, così da dare un indizio in più sulla sua provenienza.

Quanta acqua in sentina è normale?
È una domanda che quasi tutti gli armatori si pongono almeno una volta. La risposta breve: una piccola quantità di acqua dolce saltuaria è normale; qualsiasi acqua salata continuativa è un segnale d’allarme.
Nel dettaglio:
- Fino a 1-2 dita d’acqua dolce sul fondo, saltuariamente: probabilmente condensa (albero passante, tubi in inverno, aria calda-umida in estate) o pioggia entrata da tambuci non perfettamente chiusi. Situazione considerabile normale, ma da monitorare
- Acqua dolce che si accumula rapidamente: probabile perdita da serbatoio o da tubo dell’impianto idraulico. Da indagare
- Acqua salata anche in minima quantità: sempre un segnale d’allarme. Passascafi, premistoppa, losca timone, guarnizioni delle prese a mare vanno controllati subito
- Presenza di olio o carburante: mai considerabile normale. Indica perdite dal motore o dai serbatoi carburante
- Acqua di provenienza sconosciuta che non scompare dopo pulizia: usare la tecnica della farina per individuare l’ingresso
Come regola pratica: una sentina asciutta è sempre l’obiettivo. Una pompa automatica ben dimensionata dovrebbe attivarsi raramente durante la stagione di utilizzo; se si attiva di frequente, va indagata la causa dell’acqua che continua ad arrivare.
Acqua in sentina nelle barche a motore
Le barche a motore presentano alcune specificità rispetto alle barche a vela quando si tratta di acqua in sentina. Il vano motore è tipicamente la zona più bassa dello scafo, insieme alla sentina propriamente detta, e diverse componenti possono contribuire all’ingresso d’acqua:
- Presa a mare del raffreddamento motore: se il circuito ha perdite, l’acqua di raffreddamento (salata) può entrare direttamente in sentina. Il segnale tipico è acqua salata sotto o vicino al motore
- Premistoppa dell’asse dell’elica: componente notoriamente critico nelle barche a motore. Una piccola perdita è considerata normale (2-3 gocce al minuto in navigazione), una perdita significativa richiede sostituzione della treccia o del premistoppa completo
- Scarico motore: nei motori entrobordo, il collettore di scarico può perdere se non correttamente installato o se le guarnizioni sono usurate
- Serbatoio carburante: eventuali perdite di gasolio o benzina in sentina sono estremamente pericolose (rischio incendio) e richiedono intervento tecnico immediato
- Filtro decantatore acqua/gasolio: componente che raccoglie acqua di condensa dal serbatoio carburante. Da svuotare periodicamente per evitare che l’acqua raggiunga il motore
Nelle barche a motore, quindi, la manutenzione preventiva del vano motore è più critica che nelle barche a vela: controlli visivi frequenti, verifica delle guarnizioni delle prese a mare, controllo del premistoppa, ispezione del filtro decantatore sono operazioni da fare all’inizio della stagione e ripetere periodicamente.
Pompa di sentina: ecco cosa dicono le norme italiane
La pompa di sentina fa parte delle dotazioni di sicurezza obbligatorie per ogni unità da diporto che naviga oltre i 300 metri dalla costa. All’origine dell’obbligo c’è il Decreto del Presidente della Repubblica dell’8 novembre 1991, n.435, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 22 gennaio del 1992, nel quale si descrivono gli obblighi per quanto riguarda gli impianti di esaurimento delle sentine. Qui si spiega che, nello specifico, tutte le imbarcazioni di lunghezza uguale o inferiore ai 12 metri devono essere obbligatoriamente provviste di una pompa manuale fissa oppure, in alternativa, di una pompa manuale. Le barche di lunghezza superiore ai 12 metri, invece, devono contare come minimo due pompe fisse: di queste, almeno una delle due deve essere azionata da energia meccanica, mentre l’altra, eventualmente, può essere ad azione manuale.
Di più: la portata di ogni pompa deve essere uguale o superiore al valore espresso in metri cubi all’ora risultante dalla moltiplicazione della lunghezza dell’imbarcazione moltiplicata per il valore fisso di 0,27.
Tipi di pompa di sentina
Non esiste un’unica tipologia di pompa di sentina. Possiamo fare, per prima cosa, una divisione in due grandi famiglie, in base all’energia utilizzata per la propulsione: da una parte ci sono le pompe di sentina elettriche, e dall’altra ci sono invece le pompe di sentina manuali.
Pompa di sentina manuale
Partiamo con quest’ultima tipologia: le pompe di sentina manuali rappresentano una soluzione non solo economica, ma anche sicura, in quanto sono meno soggette a malfunzionamenti. In caso di emergenza, dunque, risultano essere dei dispositivi affidabili, che non risentono di guasti o della mancanza della corrente. D’altra parte, si tratta di articoli piuttosto faticosi da azionare, i quali inoltre non possono vantare la medesima portata delle pompe di sentina elettriche – non è un caso se per le barche più grandi è obbligatoria la presenza di una pompa di sentina elettrica. Riassumendo, dunque, la pompa manuale è un dispositivo su cui si può sempre fare affidamento, che non viene dunque meno al momento del bisogno. Ciononostante, non si può non sottolineare che si tratta di un dispositivo lento, che richiede uno sforzo non indifferente per svuotare un volume consistente di acqua, e che risulta dunque inadatto – come dispositivo unico – in molti casi.
Pompa di sentina elettrica
Per tutti i motivi visti sopra, nel corso degli anni si sono diffuse sempre di più le pompe di sentina elettriche. Si tratta di dispositivi che, in base ai modelli, possono arrivare a pompare in modo rapido quantità importanti di acqua, il tutto fronte di dimensioni e peso contenuti. Esistono diversi tipi di pompa di sentina elettrica. Esistono per esempio i modelli a immersione, imbattibili quanto a portata, a compattezza e – in linea di massima – quanto a prezzo. Come suggerisce il loro nome, le pompe a immersione funzionano una volta immerse nel liquido. Lo svantaggio principale è quello di non poter asciugare del tutto la sentina, avendo la girante leggermente rialzata rispetto al fondo: ne consegue, dunque, il fatto di ritrovarsi inevitabilmente con un fondo bagnato. La pompa va protetta con attenzione da eventuali elementi solidi, che potrebbero bloccare la girante: per questo sono provviste di un filtro in entrata. Oltre a questo, va detto che le pompe a immersione, utilizzando la stessa acqua aspirata per raffreddarsi, non possono lavorare a secco, se non per una manciata di secondi.
Altra tipologia di pompe di sentina sono le autoadescanti, le quali, anziché essere installate obbligatoriamente lì dove si raccoglie il fluido in fondo alla sentina, possono essere posizionate altrove, potendo contare su un tubo pescante. Si tratta di dispositivi più duraturi e più resistenti (i motori delle sentine a immersione risentono infatti della inevitabile condensa) i quali però non possono competere con le pompe di sentina a immersione quanto a portata.
Nella scelta delle pompa di immersione elettrica è necessario prima di tutto individuare il dispositivo con la tensione coerente con quella della propria imbarcazione. Risulta poi molto utile – soprattutto per le pompe che non possono lavorare a secco – poter contare su un sistema di avvio e di spegnimento automatico, il quale può essere integrato nella pompa stessa oppure può essere costituito da un interruttore automatico esterno.

Pompa di sentina automatica: qualche consiglio utile
I sensori per l’avvio automatico delle pompe di sentina, come si può immaginare, sono particolarmente utili per le barche che vengono lasciate in porto senza una custodia regolare: chi ci assicura che, durante le settimane o persino i mesi di assenza, la nostra sentina non si riempia d’acqua? È dunque molto utile poter fare affidamento su una pompa che, in caso di bisogno, possa accendersi e quindi spegnersi automaticamente. Stiamo però parlando, in ogni caso, di un dispositivo elettrico, con tutti i capricci che gli strumenti elettrici portano con sé: meglio non affidare per troppo tempo la salute della nostra barca a questi accessori. Meglio, dunque, passare di tanto in tanto a dare un’occhiata alla sentina.
In tanti si domandano però come gestire il collegamento della pompa di sentina elettronica automatica alle batterie. Chi vuole mantenere la pompa sempre all’erta, e quindi sempre pronta a risucchiare verso l’esterno l’acqua accumulata in sentina (magari dopo delle piogge molto abbondanti) deve infatti provvedere sempre un connessione alla batteria. La soluzione più intelligente è quella di lavorare in modo intelligente con lo staccabatteria, oppure in ogni caso collegare la pompa alla batteria dei servizi, così da salvaguardare la batteria del motore. In questo modo si potrebbe avere la certezza di avere energia a sufficiente per gestire delle normali infiltrazioni d’acqua, pur senza andare a disturbare la batteria del motore, che sarà così pronta all’uso al momento del bisogno.
Sempre parlando di pompa di sentina automatica, poi, è bene prendere in considerazione la tipologia di sensore: ci sono infatti sensori meccanici, che si attivano per mezzo di galleggiante; ci sono i sensori a pressione, che attivano al variare per l’appunto della pressione; e infine ci sono i più moderni sensori elettronici, costruiti con dei doppi dischi di acciaio senza contatto, la cui connessione avviene per l’appunto nel momento in cui l’acqua si insinua tra di loro.
Ora hai qualche dritta in più per capire le cause dell’acqua in sentina e per scegliere la pompa di sentina adatta alla tua barca. A prescindere da quanto detto e dai regolamenti, però, ti consigliamo di avere a bordo, sempre e comunque, anche una pompa in più, e almeno una pompa manuale. La tua barca ha una sola pompa di sentina elettrica? Procurati anche una pompa di sentina manuale da utilizzare in caso di emergenza, così da non restare fregato per una banale avaria dell’impianto elettrico. Non si sa mai quando e quanto potrebbe fare comodo il fatto di avere a bordo un sistema di svuotamento in più!

Il corretto utilizzo della pompa di sentina
Ora hai le informazioni necessarie per acquistare la pompa di sentina più adatta per la tua barca. L’importante, da lì in poi, sarà utilizzarla nel modo giusto, in modo da farla durare a lungo nel tempo. Per le pompe di sentina ad azione manuale, in realtà, non esistono particolari norme da seguire: sarà sufficiente posizionarle nel luogo giusto ed evitare di azionarle con movimenti troppo bruschi.
Per quanto riguarda le pompe elettriche, in linea generale, nessuna di esse dovrebbe essere fatta girare a secco. Le pompe a immersione, come visto, non dovrebbero farlo praticamente mai, per non surriscaldare il motore. Le pompe autodescanti sono più resistenti in tal senso, ma non di molto: per non sbagliare, come anticipato, la migliore soluzione è costituita dagli interruttori automatici oppure, come minimo, da delle spie che indichino lo status della pompa, indicando chiaramente se questa è accesa o spenta.
In ogni caso, per il benessere della pompa, la sentina deve essere pulita, per eliminare ogni possibile elemento che potrebbe danneggiare le giranti o rovinare le membrane. Lo stesso filtro della pompa, inoltre, dovrebbe essere pulito e liberato, così da facilitare la vita al dispositivo ed evitare rottura. Nel caso di pompa con girante in gomma – e non di bronzo – è sicuramente utile controllare a cadenza periodica lo stato di questo elemento, sostituendola in caso di usura eccessiva.
💡 Serve una pompa di sentina o ricambi per la manutenzione?
Nella sezione pompa di sentina a catalogo trovi la gamma completa di pompe manuali, elettriche e automatiche filtrabili per portata, tensione e brand (Jabsco, Rule, Osculati, Whale, Marco, Plastimo e altri). Per l’accensione automatica c’è la sezione interruttori pompa di sentina.
Domande frequenti sull’acqua in sentina
È normale avere sempre un po’ d’acqua in sentina?
Sì, una piccola quantità di acqua dolce saltuaria (fino a 1-2 dita sul fondo) è normale e generalmente riconducibile a condensa, pioggia da tambuci, o piccole umidità dell’aria. Diventa anomalo se l’acqua è salata (segnale d’allarme sempre), se si accumula rapidamente (perdita da serbatoio o tubo), se contiene olio o carburante (perdita da motore o serbatoi).
L’acqua in sentina è dolce ma non trovo la perdita, cosa faccio?
Prima di tutto verifica che la pompa autoclave non si attivi da sola quando l’impianto idraulico è inattivo (indicatore di perdita nascosta). Controlla tutti i tubi dell’impianto idraulico centimetro per centimetro, con particolare attenzione a guarnizioni e fascette. Se non trovi nulla, applica la tecnica della farina: asciuga la sentina, cospargila di farina un’area per volta, aspetta 24-48 ore e osserva dove si è impastata (lì è il punto di ingresso). Ricorda anche di considerare la condensa dell’albero passante in periodi freddi.
Ho trovato acqua salata in sentina, quanto è grave?
L’acqua salata in sentina è sempre un segnale d’allarme. Le cause tipiche sono: passascafi dell’elettronica non a tenuta, premistoppa dell’asse dell’elica usurato, losca del timone che perde, guarnizione di una presa a mare deteriorata, guarnizione dello scarico motore, o (nei casi peggiori) una falla vera nello scafo. In ogni caso richiede intervento immediato: chiudi la presa a mare del componente sospetto se possibile, verifica se la pompa di sentina automatica riesce a mantenere sotto controllo l’infiltrazione, contatta un tecnico specializzato.
Cos’è la tecnica della farina e come funziona?
È un metodo semplice ed economico per individuare il punto esatto in cui l’acqua entra nella sentina. Si procede così: asciuga completamente la sentina, cospargi di farina un’area limitata (0,5-1 m²), aspetta 24-48 ore, osserva dove la farina si è impastata o è scomparsa (lì c’è l’ingresso d’acqua). Ripeti in aree diverse fino a individuare il punto. Vantaggi: costo nullo, nessun rischio per l’imbarcazione, molto efficace per perdite intermittenti difficili da localizzare a occhio.
Che tipo di pompa di sentina devo avere per la mia barca?
Le regole minime le stabilisce il DPR 435/1991: barche fino a 12 metri devono avere almeno una pompa (manuale fissa o manuale portatile), barche oltre 12 metri devono avere almeno 2 pompe fisse di cui una elettrica. La portata deve essere almeno lunghezza barca × 0,27 in m³/h. Al di là del minimo di legge, la configurazione consigliata è: 1 pompa elettrica automatica + 1 pompa manuale come backup. Le pompe manuali di sicurezza sono utili anche in caso di guasto elettrico o batterie scariche.
Approfondimenti sulla sentina e sulla pompa di sentina
Sul blog HiNelson trovi altri contenuti dedicati per approfondire diversi aspetti della sentina e della pompa di sentina:
- Come funziona la pompa di sentina: guida al meccanismo tecnico (battitore-soffietto-valvola), manutenzione stagionale, come pulire la sentina della barca
- Pompa di sentina automatica: le tipologie di sensore: guida ai sensori meccanici, a pressione ed elettronici per l’accensione automatica
- Come installare la pompa di sentina automatica: guida passo passo all’installazione, collegamento alla batteria e cablaggio
- La barca fa acqua: cosa fare per salvarla: procedure di emergenza in caso di falla o allagamento importante

