📋 In breve
Quando la barca fa acqua, la sequenza corretta di azioni è: 1) capire la situazione (assaggio acqua per determinare se dolce o salata: se salata è grave), 2) attivare la pompa di sentina e cominciare a svuotare, 3) lanciare l’allarme via radio VHF se la situazione appare seria, 4) preparare la zattera di salvataggio per un’eventuale evacuazione, 5) cercare e accecare la falla usando coni turafalle, pasta turafalle o rimedi di fortuna (panni, pezzi di compensato puntellati, secchi premuti contro l’apertura). Attenzione: un piccolo foro può far passare oltre 200 litri d’acqua al minuto, molto più di quanto qualsiasi pompa possa smaltire. La rapidità e la lucidità sono fondamentali.
Cosa fare quando la barca fa acqua? Qualche giorno fa abbiamo visto quelli che sono i motivi più comuni dell’allagamento della barca: oggi faremo un passo ulteriore, ovvero vedremo cosa fare nel momento in cui ci si accorge di avere dell’acqua a bordo. Parliamo di una situazione che nessun diportista vorrebbe vivere, e che fortunatamente succede molto di rado. Ma, pur trattandosi di un’eventualità abbastanza remota, è di primaria importanza sapere come reagire nel modo giusto. Prima di tutto per salvare sé stessi e gli altri passeggeri, in secondo luogo per mettere in salvo – quando possibile – la propria imbarcazione. Per un serbatoio d’acqua barca che perde, per una presa a mare che non fa più il suo lavoro, per un urto, per un oblò barca aperto: di motivi per i quali potremmo trovarci con dell’acqua a bordo ce ne sono diversi. L’importante è prima di tutto capire cosa sta accadendo, e quindi agire di conseguenza, senza farsi prendere dal panico. Vediamo quindi da dove iniziare!
⚠️ Procedura di emergenza in 5 step
1. VERIFICA: assaggia l’acqua. Se salata = falla nello scafo o passascafi. Se dolce = perdita da impianto interno (meno urgente ma da indagare)
2. POMPA: attiva subito tutte le pompe di sentina disponibili (elettriche automatiche + manuali)
3. ALLARME: se la situazione appare seria, lancia MAYDAY via VHF sul canale 16 (formula: “MAYDAY MAYDAY MAYDAY – qui è [nome barca] – posizione – natura emergenza – persone a bordo”)
4. PREPARA: metti in acqua la zattera di salvataggio, distribuisci giubbotti, prepara documenti e VHF portatile
5. ACCECA: cerca la falla e chiudila con quello che hai (cono turafalle, pasta, panni, compensato puntellato). Ogni minuto guadagnato è vitale
La barca fa acqua: capire la situazione
Partiamo da un presupposto fondamentale: nel momento in cui ci si accorge che la barca fa acqua, la situazione può essere già molto grave. In tutti casi, prima di agire, è necessario farsi un’idea dell’emergenza falla che si sta affrontando. In assenza di indizi evidenti, e quindi in assenza di un urto o di un danneggiamento visibile, sarà nostro compito essenziale capire se l’acqua sta arrivando dall’esterno o dall’interno: insomma, si dovrà procedere con l’assaggio. Se l’acqua che troviamo in sentina o nel fondo della barca è salata, stiamo affrontando un problema potenzialmente grave; se l’acqua è dolce, probabilmente abbiamo a che fare con la perdita di un serbatoio d’acqua dolce, o di un tubo a esso attaccato. In quest’ultimo caso, ovviamente, la situazione sarà meno grave.
Il ruolo della pompa di sentina se la barca si allaga
Una volta capito se l’acqua è dolce o salata (una questione di pochi secondi) procederemo con l’accendere la pompa di sentina, aiuto essenziale per salvare la barca. Sbaglia però chi pensa che questo strumento possa sempre fare il miracolo. Va infatti detto che un foro piccolo, nel quale passerebbe a mala pena un dito, può far passare più di 200 litri d’acqua al minuto, con una portata via via maggiore con l’affondare della barca. Si capisce quindi che una pompa di sentina capace di smaltire 40, 60, 80 litri al minuto potrà solo ritardare l’affondamento, ma non certo bloccarlo. Per questo motivo sarà bene eventualmente usare – se disponibile lo strumento e la manodopera – anche una pompa manuale, nonché eventualmente dei secchi. In casi disperati si potrebbe persino pensare di usare la pompa per il raffreddamento del motore, chiudendo la presa a mare del propulsore.
Si è però visto che lo svuotamento della barca può essere insufficiente per garantirne la salvezza. In molti casi è quindi bene procedere con altri passaggi fondamentali, sempre con lucidità e rapidità (certo, un conto è scriverlo, un altro conto è farlo: avere però stampati in mente i passaggi necessari ci aiuterà ad affrontare questa situazione nel miglior modo possibile).
Come svuotare la barca dall’acqua
Svuotare la barca dall’acqua in caso di emergenza richiede l’uso combinato di tutti gli strumenti disponibili a bordo. Non affidarti mai a un solo dispositivo: la ridondanza è l’unica vera sicurezza in mare.
Strumenti per svuotare la barca in emergenza
- Pompa di sentina elettrica automatica: primo strumento da attivare (in genere si attiva automaticamente al rilevamento dell’acqua). Verifica visivamente che sia in funzione e che il tubo di scarico stia effettivamente espellendo acqua all’esterno
- Pompa di sentina manuale: se disponibile, azionarla parallelamente all’elettrica. Ricorda che è un lavoro fisicamente impegnativo — organizza turni tra le persone a bordo
- Pompa di raffreddamento del motore: in situazioni disperate, chiudendo la presa a mare del propulsore, la pompa di raffreddamento può essere “dirottata” ad aspirare acqua dalla sentina. Manovra da esperti, ma può fare la differenza
- Pompa autoclave dell’impianto idraulico: alcune configurazioni permettono di usare anche questa. Verifica il tuo impianto in condizioni tranquille (prima dell’emergenza), così sei preparato
- Secchi e contenitori: metodo antico ma efficacissimo. Un secchio da 10 litri usato con energia può muovere 60-100 litri al minuto, competitivo con le pompe più piccole
- VHF portatile a mano: mentre svuoti, tieni il VHF portatile pronto per eventuale MAYDAY. Se la barca affonda, il VHF fisso a bordo affonda con lei
Coordinamento dell’equipaggio
In emergenza, il fattore umano è determinante. Se hai persone a bordo, assegna ruoli chiari:
- Una persona alle pompe (controllo funzionamento, alternanza turni)
- Una persona ai secchi se necessario
- Una persona alla ricerca della falla (ispezione approfondita dello scafo)
- Una persona al VHF/telefono per contatti con soccorsi
- Una persona alla zattera (preparazione per evacuazione se necessaria)
Se sei solo a bordo, l’ordine di priorità cambia: prima MAYDAY via VHF (per avvisare i soccorsi che potrebbero impiegare 30-60 minuti ad arrivare), poi svuotamento e ricerca falla.
Acqua nel doppio fondo della barca
Alcune barche moderne hanno un doppio fondo, ovvero una struttura a due strati con un’intercapedine tra pagliolo e scafo. Se l’acqua si accumula nel doppio fondo, la situazione presenta alcune particolarità rispetto alla sentina classica:
- L’acqua è meno visibile: sotto il pagliolo, un accumulo d’acqua nel doppio fondo può passare inosservato per giorni o settimane, causando osmosi, sviluppo di odori, potenziali cortocircuiti nell’impianto elettrico se questo passa nell’intercapedine
- La pompa di sentina potrebbe non funzionare: se la pompa è posizionata sopra il pagliolo o in un compartimento separato dal doppio fondo, non può aspirare l’acqua da lì. Verificare il posizionamento della pompa
- Serve un accesso al doppio fondo: la maggior parte delle barche moderne ha oblò di ispezione o pannelli rimovibili per accedere al doppio fondo. Familiarizzati con questi accessi in condizioni tranquille
- Ispezione periodica obbligatoria: apri e ispeziona il doppio fondo almeno una volta all’anno, tipicamente in fase di rimessaggio invernale o pre-varo primaverile
Se rilevi acqua nel doppio fondo: identifica il livello con una torcia, apri gli accessi disponibili, aspira l’acqua con pompa portatile o secchio, asciuga con panni assorbenti, cerca il punto di ingresso applicando la tecnica della farina.
Emergenza falla: lanciare l’allarme
Già a questo punto si dovrebbe avere un’idea di massima della gravità della situazione: nel momento in cui ci sia la possibilità che l’emergenza falla possa essere o diventare grave, è certamente bene lanciare l’allarme, usando la radio VHF. È di certo bene farlo prima che dopo, un po’ per dare tempo ai soccorritori, un po’ perché chi aspetta troppo potrebbe rischiare di trovarsi con l’acqua alle batterie.
Ma non è tutto qui. Se la situazione si presenta difficile, è bene pensare prima di tutto a mettere tutti in salvo, o quanto meno a preparare una via di fuga, preparando e mettendo in mare la zattera di salvataggio.
Il MAYDAY: come lanciare l’allarme via VHF
Il MAYDAY è il segnale internazionale di allarme in mare, riservato alle situazioni in cui c’è pericolo grave e imminente per persone o imbarcazione. Va lanciato sul canale 16 VHF (che tutte le barche sono tenute a monitorare) o sul canale 70 DSC se disponibile.
Formula corretta del MAYDAY
La formula standard riconosciuta a livello internazionale è la seguente. Ripetila con calma, distintamente, senza urlare:
MAYDAY MAYDAY MAYDAY
Qui è [nome barca], [nome barca], [nome barca]
Indicativo di chiamata: [se disponibile]
MAYDAY [nome barca]
Posizione: [latitudine e longitudine, o rilevamento e distanza da punto noto]
Natura emergenza: [es. “sta affondando per falla”, “sta imbarcando acqua”]
Numero persone a bordo: [numero]
Chiedo assistenza immediata. Passo.
Cosa fare dopo il MAYDAY
- Attendi risposta: la Guardia Costiera o altre imbarcazioni risponderanno tipicamente entro pochi minuti. Rimani in ascolto sul canale 16
- Non cambiare frequenza a meno che ti venga esplicitamente chiesto dai soccorritori
- Continua a fornire aggiornamenti sulla tua situazione (ogni 5-10 minuti, o quando cambia significativamente)
- Se hai un EPIRB (radiofaro di emergenza satellitare), attivalo — trasmetterà la tua posizione GPS via satellite anche se il VHF si scarica
- Prepara documenti: patente nautica, documenti personali, telefono, chiavi impermeabili — tutto in una borsa stagna
Ricorda: il MAYDAY va lanciato SUBITO al minimo dubbio serio. Meglio “sprecare” un MAYDAY se poi la situazione si risolve, che aspettare troppo e non riuscire a comunicare quando è troppo tardi. Il canale 16 è monitorato 24/7 dalla Guardia Costiera in Italia e nella maggior parte dei paesi mediterranei.
La barca fa acqua: accecare la falla
A questo punto ci si potrà concentrare sulla ricerca e sulla chiusura della falla. Chi sa di aver urtato qualcosa potrà dirigersi verso il punto incriminato, mentre gli altri dovranno prendere in considerazione qualsiasi punto debole, a partire ovviamente dalle prese a mare. L’ispezione deve essere scrupolosa, da prua a poppa, di area in area, dai lavandini a vano motore. Ci si potrebbe imbattere in una presa a mare aperta con un tubo volato via, così da poter chiudere la presa stessa, oppure con una presa a mare del tutto saltata. In quest’ultimo caso, come in quello di una falla conseguente a un urto, ovviamente è necessario accecare la falla, usando qualsiasi cosa a nostra disposizione. Dovremmo avere a bordo dei coni turafalle ed eventualmente della pasta turafalle, aiutandosi laddove necessario anche con panni, pezzi di vela, pezzi di compensato puntellati con pertiche di fortuna, secchi premuti contro l’apertura e via dicendo.
Come tappare una presa a mare che perde
Le prese a mare sono uno dei punti più critici per potenziali infiltrazioni. Se una presa a mare cede, ecco come procedere:
- Chiudi immediatamente la valvola della presa a mare (di solito una manopola sopra la presa stessa). Se la manopola è rotta o non si muove, procedi al punto 2
- Inserisci un cono turafalle nel foro della presa a mare. I coni sono di legno o gomma dura, di diverse dimensioni. Vanno spinti con forza (anche a martellate se necessario) all’interno del foro fino a bloccarne il flusso
- Se il cono non è sufficiente, aggiungi pasta turafalle epossidica intorno al cono per sigillare i bordi. La pasta si indurisce in 5-15 minuti in acqua salata
- Rimedio di fortuna: se non hai coni a bordo, puoi tamponare temporaneamente con panni compressi, pezzi di legno, sacchetti di plastica riempiti di stracci — tutto quello che possa creare un tappo
- Controlla ogni tot minuti: sotto pressione dell’acqua, il tappo può cedere. Sii pronto a rinforzarlo o sostituirlo
Falla conseguente a un urto
Se la falla è dovuta a un urto (scoglio, altro natante, corpo galleggiante) e si trova sotto la linea di galleggiamento, la situazione è particolarmente delicata. Alcune strategie:
- Sposta il peso dalla parte opposta: se possibile, spostare passeggeri, dotazioni pesanti e liquidi verso il lato opposto alla falla. Inclinare la barca può portare la falla al di sopra della linea di galleggiamento, riducendo drasticamente l’ingresso d’acqua
- Vela di tessuto tesa esternamente: passare una vela o telone all’esterno dello scafo, sotto la falla, e tenderlo. La pressione dell’acqua stessa preme il tessuto contro la falla riducendo notevolmente l’infiltrazione. Tecnica classica ma efficace
- Compensato puntellato dall’interno: taglia un pezzo di compensato leggermente più grande della falla, applica silicone o gomma nautica sui bordi, e puntellalo contro la falla usando pertiche o attrezzi come leva
- Riduci velocità: se sei in navigazione, riduci la velocità al minimo. La pressione dell’acqua contro lo scafo aumenta con la velocità
Prevenzione: come evitare che la barca faccia acqua
La migliore emergenza è quella che non arriva mai. Ecco le pratiche di manutenzione preventiva che riducono drasticamente il rischio di infiltrazioni:
Controlli periodici obbligatori
- Prese a mare: verifica ogni stagione l’integrità delle valvole, la libertà di movimento delle manopole, l’assenza di corrosione. Sostituisci ogni 5-10 anni le prese a mare in bronzo (obbligatorio) o in DZR
- Passascafi: verifica sigillature, guarnizioni, serraggio. Un passascafo non a tenuta è la causa più comune di infiltrazioni lente
- Fascette stringitubo: doppie e in AISI 316. Verifica il serraggio ogni stagione. Vibrazioni le allentano nel tempo
- Tubi: verifica integrità (crepe, secchezza, bolle) e sostituisci ogni 5-8 anni
- Premistoppa asse elica: controllo e serraggio periodico. Nel caso di premistoppa tradizionali con treccia, ripianta la treccia ogni 3-5 anni
- Losca del timone: verifica guarnizioni, sostituisci ogni 5-10 anni
- Oblò e tambuci: verifica guarnizioni, sigillature, meccanismi di chiusura
- Chiglia e opera viva: ispezione a barca alata almeno una volta all’anno, ricerca di crepe o osmosi
Dotazioni di emergenza consigliate
Oltre alle dotazioni obbligatorie per legge, è utile avere sempre a bordo:
- Set di coni turafalle di diverse dimensioni (per diversi diametri di prese a mare)
- Pasta turafalle epossidica a rapida presa in acqua
- Pezzo di compensato marino (30×40 cm circa) tenuto in un vano accessibile
- Silicone rapido nautico
- Pompa manuale portatile di riserva
- Secchi (almeno 2, capacità 10-12 litri)
- VHF portatile a mano impermeabile
- Borsa stagna per documenti e telefono
💡 Serve equipaggiare la barca per la sicurezza?
Nella sezione dotazioni di sicurezza barca trovi la gamma completa di attrezzature obbligatorie e consigliate. Per lo svuotamento c’è la sezione pompa di sentina, per le comunicazioni di emergenza la sezione VHF marino, e per l’evacuazione la sezione zattera per barca.
Domande frequenti su cosa fare quando la barca fa acqua
Come riconosco un’infiltrazione grave da una normale?
Il primo test è l’assaggio dell’acqua: se è dolce, l’origine è quasi certamente interna (serbatoio, tubi, condensa) e la situazione è meno urgente. Se è salata, è sempre un segnale d’allarme che richiede intervento immediato. Il secondo indicatore è la velocità di accumulo: se l’acqua aumenta visibilmente ogni pochi minuti, la falla è consistente e serve MAYDAY subito. Se aumenta di pochi centimetri all’ora, hai tempo per indagare con calma ma comunque agire.
La pompa di sentina può salvare la barca da una falla?
Dipende dalla portata della falla. Come già visto, un piccolo foro può far passare 200+ litri al minuto, contro i 40-100 l/min di una pompa media. Le pompe possono ritardare l’affondamento (guadagnando tempo per soccorsi o rientro in porto) ma raramente possono bloccarlo completamente in caso di falla vera. Per questo è essenziale accecare la falla parallelamente allo svuotamento.
Cosa succede se lancio un MAYDAY senza vera emergenza?
Un MAYDAY falso o esagerato è una violazione grave e sanzionata (fino a diverse migliaia di euro di multa, con conseguenze anche penali in casi gravi). Ma in caso di dubbio genuino sulla gravità della situazione, meglio lanciare il MAYDAY e poi eventualmente annullarlo se la situazione si risolve. La Guardia Costiera preferisce sempre intervenire “per niente” che arrivare in ritardo. Un MAYDAY annullato non è una violazione.
Quanto tempo ho per reagire quando la barca fa acqua?
Dipende dall’entità della falla e dalle dimensioni della barca. Come indicazione generale, una falla di media entità (10-20 mm di diametro) in una barca di 8-10 metri può fare affondare la barca in 30-90 minuti. Falle più grandi possono ridurre questo tempo a 10-30 minuti. Le prime azioni (svuotamento + MAYDAY) vanno fatte nei primi 2-3 minuti dalla scoperta.
Quando devo abbandonare la barca?
L’ordine dei fattori è sempre: sicurezza delle persone > salvezza della barca. Se nonostante svuotamento e accecamento parziale della falla l’acqua continua a salire visibilmente e i soccorsi sono lontani, prepararsi all’evacuazione è la scelta giusta. Il momento di abbandonare è quando l’acqua raggiunge le batterie (perdita comunicazioni, luci, motore) o quando l’assetto della barca diventa instabile. La regola non scritta è: “abbandona la barca solo quando devi salire sulla zattera” — non prima, ma nemmeno un secondo dopo.
Approfondimenti sull’acqua a bordo
Sul blog HiNelson trovi altri contenuti dedicati per approfondire diversi aspetti dell’acqua a bordo e della sicurezza in mare:
- Allagamento della barca: le cause più comuni: guida alle cause principali dell’allagamento e come prevenirle
- Acqua in sentina: cause e diagnosi: come capire da dove arriva l’acqua in sentina (dolce o salata), tecnica della farina, controllo serbatoi
- Come funziona la pompa di sentina: meccanismo tecnico, manutenzione stagionale, pulizia sentina
- Dotazioni di sicurezza obbligatorie: cosa deve essere a bordo per legge e cosa è consigliato

