Pulizia del fuoribordo: una guida completa

È sotto agli occhi di tutti: la nautica moderna si è spostata sensibilmente verso i motori fuoribordo. E non si parla unicamente dei motori che permettono la guida di una barca senza patente, entro il limite dei 40 cavalli; anzi, negli ultimi anni si è dimostrato in espansione il comparto dei fuoribordo più potenti, bene oltre i 100 cavalli di potenza. Visto il dominio delle motorizzazioni outboard nel mondo contemporaneo del diporto diventa ancora più importante imparare a trattare al meglio questi propulsori, attraverso un’attenta manutenzione nel tempo. Certo, il passaggio più importante per la cura di un motore è quello del tagliando regolare, secondo le disposizioni del produttore – tipicamente ogni anno per l’utilizzo ricreativo – ma non si può scordare che il compito numero uno del diportista è quello di assicurare una buona pulizia del fuoribordo, per mantenerlo efficiente nel tempo.

Ma per quale motivo la pulizia del fuoribordo è così importante? Quali sono i possibili rischi che si affacciano in mancanza di questa attenzione? E, soprattutto, come pulire in modo corretto ed efficace il motore fuoribordo della tua barca, senza fare danni? Vediamo una guida completa, utile per chi non ha grande dimestichezza con questi propulsori come per chi vuol essere certo di sapere davvero tutto il necessario per assicurare la longevità del proprio fuoribordo.

Perché è importante una regolare pulizia del fuoribordo

Tutt’altro che una questione meramente estetica, e nemmeno un comandamento privo di fondamenta da parte del produttore di motori marini. La regolare pulizia del fuoribordo è essenziale perché i depositi di impurità all’interno del propulsore possono mettere seriamente in difficoltà il motore, cosa che porta a performance ridotte, consumi maggiori, crescita della rumorosità e durata minore, nonché a danni potenzialmente molto costosi.

I motori fuoribordo sono pensati per fronteggiare al meglio le diverse minacce della navigazione, dall’ambiente marino alle vibrazioni. Ciò non toglie però che gli accumuli di sale possono fare parecchi danni, così come possono essere pericolosi sabbia, alghe e altri detriti. Il compito del diportista è dunque eliminare regolarmente tutte queste impurità, attraverso una pulizia attenta.

Pensiamo alla minaccia numero uno per chi naviga in mare, ovvero alla salsedine. Il sale contenuto nell’acqua di mare penetra il motore e – insieme ad altri detriti – può andare a creare otturazioni o veri e propri blocchi. Tra i più rischiosi ci sono quelli che vanno a compromettere il funzionamento del sistema di raffreddamento del motore, determinando così rischiosi surriscaldamenti. Di certo non possiamo ridurre il tasso di sale in entrata: l’unica cosa che possiamo fare per salvaguardare l’efficacia e la durata del motore è mettere in campo una regolare pulizia del fuoribordo.

Un diportista che utilizza la barca nei fine settimana, per esempio, farebbe bene a pulire il motore della barca ogni domenica, prima di metterla a riposo per 5 o 6 giorni, così da non dare ai detriti la possibilità di trasformarsi in duri e ostinati depositi.

Ma come avviene nel concreto la pulizia del motore fuoribordo?

come pulire il motore fuoribordo

Come pulire il motore fuoribordo? Tre modi

Al centro della pulizia del motore fuoribordo c’è sempre un elemento fondamentale, ovvero l’acqua dolce. Questo non deve far pensare che chi naviga in acque dolci, ovvero in fiumi e laghi, sia esonerato da questa manutenzione primaria: l’acqua usata per pulire il motore deve infatti essere anche pulita, per non compromettere il lavaggio stesso. Nelle acque di un lago sono invece presenti sabbia, fango, alghe e altre sostanze organiche.

In che modo affrontare la pulizia del motore fuoribordo? Tutto dipende dagli strumenti a propria disposizione, con tecniche più basic (e meno efficaci) e tecniche più avanzate (più efficaci e più comode).

La modalità di pulizia del fuoribordo più basilare è quella che prevede semplicemente di far girare il motore con il piede immerso in un secchio pieno di acqua dolce, oppure, nel caso di motori più grandi, in un barile. Come si può immaginare questa può essere un’operazione tutt’altro che comoda.

Proprio per questo motivo esistono dei dispositivi che permettono una pulizia del fuoribordo più facile e meno faticosa: parliamo ovviamente delle cuffie di lavaggio, che permettono di sfruttare l’acqua dolce di un tubo flessibile per sciacquare i circuiti interni del motore, passando lì dove durante la navigazione passa anche l’acqua salata e sporca. Questa operazione deve essere fatta con motore acceso, e con una pressione dell’acqua ridotta.

Il terzo modo di pulizia del fuoribordo è quello consentito dai motori fuoribordo che integrano un sistema di lavaggio integrato. Non serve più quindi dotarsi di secchi o di cuffie, andando a collegare il tubo dell’acqua dolce direttamente all’entrata per il risciacquo. I motori più all’avanguardia – come i motori fuoribordo Tohatsu – permettono di effettuare la pulizia a motore spento.

La pulizia del fuoribordo, all’esterno

Non solo all’interno: la pulizia del fuoribordo si fa anche all’esterno, per preservare la calandra e le carene del propulsore, così da mantenere queste parti belle e funzionali nel tempo. Questa può peraltro essere una buona occasione per controllare le guarnizioni e la loro tenuta.

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Come affrontare la pulizia esterna del fuoribordo? Ebbene, questa attività è decisamente più semplice di quella che abbiamo già visto. Chi pulisce assiduamente il motore potrà accontentarsi di usare dell’acqua dolce e di asciugare poi il tutto con un panno morbido e pulito; chi invece non pulisce la calandra da un po’ o ha che fare con tracce di grasso dovrà usare un detergente nautico, avendo cura di evitare in ogni caso detergenti generici aggressivi, acidi o peggio ancora solventi.

Vale la pena ricordare che, per mantenere il motore pulito – nonché lontano da polveri o insetti, come dall’azione degli agenti atmosferici – può essere prezioso un coprimotore. Alcuni modelli sono interi, pensati per il riposo e il rimessaggio; altri sono invece solamente superiori, a misura di calandra, e possono essere impiegati anche durante la navigazione.

Come pulire nel modo corretto gli anodi sacrificali

Occuparsi della pulizia del fuoribordo significa anche controllare i vari “zinchi” presenti per difendere il propulsore stesso dalle correnti galvaniche. Cosa vuol dire controllare gli anodi sacrificali? Semplice: significa accertarsi che stanno lavorando bene e che possano farlo ancora nelle prossime settimane. Un anodo sacrificale che sta lavorando manifesta dei segnali di usura, laddove uno zinco che si mostra dopo diverso tempo come nuovo dovrebbe far sorgere qualche dubbio sulla sua effettiva efficacia. Un anodo eccessivamente usurato, e quindi molto corroso, andrebbe invece sostituito, così da non far venir meno la protezione catodica.

La pulizia degli anodi sacrificali del motore fuoribordo risulta essenziale sia per poter valutare correttamente il loro stato, sia per eliminare eventuali depositi che potrebbero ridurne l’efficacia. Occhio: ci sono tanti tutorial che suggeriscono di pulire gli anodi sacrificali con delle spazzole metalliche, che permettono quindi di “grattare” via lo sporco in modo efficace. Come ci hanno spiegato i tecnici Tohatsu, però, la scelta delle spazzole metalliche può essere rischiosa, perché queste tendono a lasciare dei residui di ferro sull’anodo; tali residui, una volta immerso il motore in acqua, si ossidano, creando una pellicola che compromette il funzionamento dell’anodo sacrificale. Molto meglio quindi usare delle spazzole di plastica dura per la pulizia degli zinchi!

L’importanza di pulire anche il serbatoio

Abbiamo visto quanto è importante la pulizia del fuoribordo e come effettuarla. Ma attenzione: lo sporco all’interno del motore non viene traghettato unicamente dall’acqua in cui si sta navigando. C’è infatti un’altra sostanza liquida che entra nel propulsore marino durante l’utilizzo. Parliamo ovviamente del carburante, il quale viene custodito nel serbatoio, che può essere incorporato nel fuoribordo o può essere esterno, collegato al motore attraverso una linea di alimentazione. Ebbene, per assicurarsi che il carburante non porti sporcizia all’interno del motore è bene assicurarsi di usare combustibile di qualità, di pulire regolarmente il serbatoio e di sostituire regolarmente i filtri.

Non è tutto qui. È da sottolineare anche il fatto che pure l’acqua presente nel serbatoio può fare danni. Per questo è bene assicurarsi che non ci siano infiltrazioni nel serbatoio e ricordarsi di viaggiare sempre con il serbatoio pieno, per ridurre al minimo la condensa che si crea al suo interno.

Errori da evitare per la pulizia del fuoribordo

Sintetizziamo quindi qui sotto quali sono gli errori (spesso molto comuni) che devono essere evitati nella pulizia del fuoribordo:

  • Dimenticarsi di pulire il motore dopo l’utilizzo;
  • Usare detergenti aggressivi e prodotti non pensati per l’utilizzo nautico;
  • Non approfittare dell’occasione per controllare gli anodi, o pulirli con strumenti sbagliati;
  • Dimenticarsi della pulizia del serbatoio, da farsi una volta all’anno.

Prevenire è meglio che curare

Come anticipato, la pulizia del fuoribordo deve essere una costante. E lo deve essere – magari con una frequenza minore – anche per chi utilizza la barca in acque meno “aggressive” come quelle di laghi e fiumi. Insomma, dalla pulizia del motore marino non si scampa. Va però sottolineato che ci sono situazioni in cui il propulsore rischia di sporcarsi di più. Pensiamo per l’appunto alla navigazione in acque particolarmente contaminate, ma anche e soprattutto ai passaggi su fondali particolarmente bassi e sabbiosi. Man a mano che si riduce la distanza tra l’elica e il fondale, infatti, cresce la quantità di sabbia che viene risucchiata all’interno del circuito di raffreddamento del motore: per questo motivo sarebbe sempre buona norma tenersi lontani dalle secche, per evitare di strozzare il propulsore con pugni di sabbia. Il rischio principale è quello di compromettere il termostato, così da avere repentini surriscaldamenti.

Bene, ora sai tutto il necessario per la pulizia del tuo motore: sul nostro e-commerce per la nautica puoi trovare detergenti e spazzole per la pulizia della tua barca, come anche nuovi anodi e teli coprimotore.

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.
  1. Appena cliccato sulla prima stella, il sistema mi ha impedito di cliccare anche sulle altre 4. Quindi il mio giudizio sull’articolo ” come pulire il motore fb sarebbe di 5/5.
    Consiglio di migliorare il sistema di valutazione

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