Il serbatoio carburante della barca: scelta, installazione e manutenzione

Come scegliere il serbatoio carburante per la barca? Quale materiale preferire, e quale invece evitare? E dove posizionare una volta acquistato questo peculiare contenitore, piccolo grande che sia? E ancora, come affrontare nel modo giusto la manutenzione del serbatoio carburante, per la sua salute come per quella della barca? Se ne parla poco, ma quando si nomina le domande si moltiplicano: il serbatoio di benzina o gasolio a bordo della barca è un accessorio tutt’altro che secondario. Nei motori fuoribordo più piccoli il serbatoio è direttamente integrato nel propulsore, mentre quando le barche iniziano a diventare via via più importanti aumentano anche le dimensioni di questi depositi, nascosti in gavoni o nelle parti più basse della barca.

Via dagli occhi, ma non dalla mente: perché ci lascia a secco, perché inizia a perdere, perché accumula dello sporco, il serbatoio carburante può generare un sacco di stress (se non incidenti peggiori). Ecco quindi una guida completa alla gestione del serbatoio di benzina e gasolio in barca, a partire dalla scelta!

Scegliere il serbatoio carburante per la barca

Partiamo da qui, ovvero dai criteri di scelta al momento dell’acquisto del serbatoio carburante per la barca. Basta guardare alla sezione del nostro e-commerce di nautica dedicata ai serbatoi e alle taniche per la benzina per scoprire l’immensità di questo mondo: tra produttori, misure, tipologie e materiali c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Si spazia infatti tra modelli portatili di appena 5 o 10 litri per arrivare a dei grossi serbatoi da 100 o 200 litri, in polietilene o in acciaio; taluni modelli prendono la forma di taniche portatili, altri invece sono grossi parallelepipedi, mentre altri ancora assumono una peculiare forma svasata, per essere posizionati esattamente nel punto più basso della barca, a cavallo della chiglia.

Quali criteri considerare per scegliere il serbatoio carburante per la tua barca? Prima di tutto è bene pensare a quella che dovrà essere l’autonomia complessiva, analizzando le proprie uscite, i consumi del proprio motore marino e la frequenza con cui in genere si riesce a fare rifornimento di carburante. Da una parte c’è ovviamente l’esigenza di avere sempre carburante a sufficienza; dall’altra c’è la volontà di non ingombrare oltre il necessario, di non spendere troppo per l’acquisto del serbatoio carburante, nonché la consapevolezza che un serbatoio esageratamente grande e pieno di carburante appesantirà la barca senza alcun motivo.

Come determinare dunque la grandezza ideale per i serbatoi destinati a contenere il carburante? Meglio fare due conti e aggiungere un margine di sicurezza: la formula che si utilizza normalmente è quella che prevede di suddividere la quantità di carburante da imbarcare in 3. Un terzo per l’andata, un terzo per il rientro, un terzo per coprire gli imprevisti. Qual è l’uscita più lunga che intendi fare? Calcola il fabbisogno di carburante per l’andata e moltiplica per tre: quella dovrà essere la capacità minima del tuo nuovo serbatoio carburante.

Un criterio imprescindibile per scegliere il serbatoio corretto per contenere il carburante della barca è poi quello rappresentato dall’omologazione: a bordo devono infatti esserci solo contenitori costruiti espressamente per contenere del carburante, e di conseguenza omologati.

Due piccoli serbatoi portatili o un solo e fisso?

Nella piccola nautica, per ottimizzare gli spazi e le operazioni, nello scegliere il serbatoio carburante si potrebbe essere spinti ad acquistare, anziché verso un solo contenitore fisso, verso due distinti serbatoi portatili. C’è chi vede in questa mossa una complicazione non necessaria, e chi invece ne apprezza la maggiore flessibilità. Il portatile garantisce peso ridotto, libertà di posizionamento e ingombro minimo, e non difficile eventualmente collegare i due serbatoi con un rubinetto provvisto di deviatore incorporato per gestire comodamente l’afflusso del carburante (senza dover quindi collegare fisicamente tubi diversi); di contro, il fisso rappresenta una soluzione più stabile, seppur meno flessibile.

Il materiale del serbatoio del carburante

Scegliere il serbatoio carburante per la barca, non significa unicamente decidere tra diverse dimensioni: è necessario capire anche quale materiale eleggere come migliore per la propria barca. I materiali più comuni per lo stoccaggio di benzina e gasolio sulle barche sono polietilene, acciaio inox e alluminio, e ognuno di essi presenta vantaggi e svantaggi.

Come è possibile vedere nella categoria dedicata nel nostro negozio online di accessori per la nautica, i serbatoi che vanno per la maggiore, nel mondo del diporto – soprattutto piccolo e medio – sono i modelli in polietilene. Tra i loro punti di forza ci sono la leggerezza, la resistenza alla corrosione, la presenza di tanti modelli in forme differenti, la facilità di installazione, nonché il prezzo. Ci sono poi i modelli in acciaio, più pesanti, più costosi, ma più resistenti nel tempo – se mantenuti nel modo corretto – e tendenzialmente più affidabili quando si parla di dimensioni importanti. Infine c’è il compromesso, rappresentato dai modelli in alluminio.

In linea di massima, quando si parla di volumi ridotti – tipicamente sotto ai 20 litri – la scelta ricade automaticamente sui serbatoi in materiale plastico; da lì in su l’acciaio diventa una possibilità, sapendo però che a parità di volume il modello metallico risulterà più costoso.

Dove posizionare il serbatoio della benzina in barca

Una volta scelto il tipo di serbatoio carburante per la propria barca è necessario scegliere dove installarlo: la posizione determinerà infatti spesso anche la “forma” del contenitore. La maggior parte dei serbatoi presenta una forma rettangolare, a formare un parallelepipedo che, nei formati più piccoli, e quindi portatili, presenta anche una maniglia incorporata, per permettere spostamenti più confortevoli; tanti modelli in materiale plastico sono peraltro distinti da delle “costolature”, che hanno tra le altre cose il pregio di rendere più facile il fissaggio in posizione. Ma ci sono anche dei modelli che assumono delle forme più particolari, per adattarsi all’interno di spazi estremamente bassi, o serbatoi che, come anticipato, assumono una forma carenata, per essere posizionati nella parte più bassa e centrale della barca, e quindi immediatamente sopra alla chiglia seguendo ai lati l’inclinazione della barca, così da sfruttare alla perfezione lo spazio disponibile in sentina.

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In effetti, quanto a distribuzione dei pesi, quella sarebbe la posizione migliore. Certo, nel caso di serbatoi carburante piccoli, di pochi litri, la posizione sulla barca ha conseguenze minime, ma quando la quantità di combustibile aumenta, cresce anche il peso da distribuire in modo saggio: lo scopo dovrebbe essere qui quello di mantenere un baricentro basso, se possibile sotto alla linea di galleggiamento, rispettando la fisica con cui è stata concepita la barca.

Ci sono poi altre considerazioni da fare per scegliere la migliore posizione per il serbatoio della benzina. Questo dovrebbe essere sempre facilmente raggiungibile, sia per fare il pieno, sia per la manutenzione. Ancora, sarebbe bene evitare di installare il serbatoio nelle immediate vicinanze del motore (per evitare drammatici incidenti) in ogni caso, il luogo scelto – se chiuso – dovrebbe essere ben ventilato. Non è un caso se i vani dedicati dai cantieri presentano delle apposite aperture.

scegliere serbatoi benzina per barca

L’installazione del serbatoio

Definita la posizione ideale e acquistato il serbatoio carburante perfetto per la propria barca, è finalmente possibile passare alla sua installazione a bordo. Gli sforzi necessari variano in base al tipo e alle dimensioni del contenitore scelto: in caso di piccolo serbatoio portatile, come per esempio quelli che sono in tutto e per tutto delle taniche attrezzate, basterà assicurare il deposito con una cinghia, assicurando così l’immobilità durante la navigazione, per non danneggiare la barca e non andare incontro a perdite di carburante. Nel nostro negozio online, a questo proposito, sono presenti diverse tipologie di cinghie per il fissaggio dei serbatoi.

E nel caso di serbatoi più grandi? Anche qui le cinghie possono risolvere egregiamente il problema, permettendo peraltro di rimuovere all’occorrenza il serbatoio carburante per una manutenzione straordinaria o per altri interventi. Ci sono poi installazioni permanenti, che prevedono telai in metallo o simili. Nei regolamenti di utilizzo dei serbatoi non è raro leggere precisazioni circa l’obbligatorietà di far poggiare completamente in modo uniforme la superficie inferiore, che dovrebbe essere in grado di attutire gli urti che le onde producono a livello dello scafo (ottimi quindi i materassini espansi).

Per perfezionare l’installazione può inoltre essere utile rendere più facile l’operazione di rifornimento, dotando il serbatoio di un vano a incasso volto a “raccogliere” le gocce di carburante che potrebbero cadere o fuoriuscire.

Occhio al livello di benzina: il monitor

Nei sistemi più rudimentali, e nel caso dei contenitori più piccoli, il controllo del carburante si fa ad occhio, semplicemente lanciando lo sguardo al contenitore. Chi naviga su barche più strutturate o in ogni caso desidera maggiore precisione e più comfort – nonché maggiore sicurezza – farà invece bene a munirsi, se non già presente nel serbatoio carburante, di un sensore di livello – tipicamente con flangia a 5 fori – da collegare a un indicatore di livello, da piazzare in console.

La pulizia dei serbatoi: come si fa

Siamo arrivati quasi alla fine di questa guida sulla gestione del serbatoio carburante in barca: l’ultimo aspetto da affrontare è quello relativo alla pulizia, sapendo che un contenitore lasciato a sé stesso potrebbe generare problemi rilevanti. A questo scopo peraltro esistono degli addittivi per serbatoi che permettono di ridurre al minimo le probabilità di contaminazione.

Detto questo, per pulire un serbatoio – sia esso portatile o fisso – sarà bene sbarcarlo e, in un luogo ventilato, svuotarlo completamente. Per rimuovere i depositi presenti sul fondo sarà bene usare con un potente sgrassatore, che nella maggior parte dei casi, se lasciato agire, risolverà già di per sé il problema; altre volte sarà invece necessario uno sforzo in più, facendo cadere all’interno del serbatoio il capo di una catena in metallo (tenendo ben fisso all’esterno l’altro capo) e poi agitare il tutto. C’è chi allo scopo inserisce all’interno del serbatoio anche sassi oppure dadi metallici; non sarà però sempre facile, una volta terminato, farli tornare all’esterno.

Nel caso di serbatoi piccoli possono inoltre essere utili approcci più mirati, con dei lunghi (e vecchi) pennelli curvi da imbianchino o con altri “manici” che permettano di far arrivare lungo i bordi del serbatoio una spugna intrisa di sgrassatore. Una volta terminato, è fondamentale assicurarsi che nulla resti all’interno del serbatoio carburante, per poi controllare il filtro, risciacquare e attendere l’asciugatura completa prima di riposizionare il contenitore e fare il pieno.

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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