Proteggere la barca in inverno: i 10 +1 errori da non fare

Inizia ottobre: per molti, moltissimi, la stagione della nautica è alle spalle, e di navigare se ne riparla l’anno prossimo. È quindi questo il momento di pensare al rimessaggio della barca, con tutte le attenzioni, i lavoretti, i controlli da fare per assicurarsi che l’anno venturo quella stessa barca sia in condizioni ideali per una navigazione sicura e confortevole, nonché per avere la certezza di non vedere ridotto il suo valore di mercato. Per proteggere la barca in inverno è quindi bene organizzare il rimessaggio senza trascurare nulla, pur sapendo che ci sono vie anche parecchio diverse da percorrere. E non si parla unicamente del bivio tra rimessaggio a secco o in acqua: prima ancora c’è da considerare se occuparsi personalmente di tutte le operazioni necessarie o se, viceversa, affidarsi a dei professionisti, per definire qui in modo formale ed esatto tutte le operazioni che questi ultimi dovranno compiere per proteggere la barca in inverno e per prepararla per la prossima stagione. Vuoi per risparmiare un po’, vuoi per la passione di curare la propria barca con le proprie mani, vuoi per la voglia di mantenere il contatto con lo scafo, sono tantissimi i diportisti che scelgono di gestire in autonomia il rimessaggio invernale: ecco dunque gli errori da non fare!

Gli errori da non fare per proteggere la barca in inverno

Scegliere il luogo sbagliato

Ecco il primo errore da non fare per proteggere la barca in inverno: scegliere il luogo errato per il rimessaggio invernale. Qui gli errori possibili sono i più diversi! Pensiamo a chi opta al rimessaggio in acqua pur non utilizzando la barca nei mesi freddi, nemmeno nelle domeniche di sole, esponendo così la propria imbarcazione alle minacce del mare e del meteo senza motivazioni, soprattutto se si tratta di porticcioli esposti; ma pensiamo anche a chi opta per il rimessaggio a secco, ma in luoghi che non offrono sufficientemente protezione, senza avere in loco la possibilità di prendersi cura della barca stessa. Il luogo perfetto per il rimessaggio invernale della barca va scelto valutando attentamente i propri obiettivi, il proprio budget (sapendo che ci sono diversi costi per un rimessaggio invernale fatto bene) nonché le condizioni e il tipo di barca!

Pensare che all’interno il telo copribarca non serva

Solitamente chi non utilizza l’imbarcazione nei mesi invernali e che vuole assicurarsi di proteggere la barca in inverno senza compromessi opta per il rimessaggio sulla terraferma, e per di più all’interno di capannoni: qui non si devono infatti temere né burrasche, né piogge. Ma sbaglia chi pensa che, posizionando la barca all’interno di un capannone, non sia necessario coprirla con apposito telo barca. La copertura dell’imbarcazione è infatti un elemento essenziale per proteggere la barca in inverno, anche indoor, sapendo che anche nei garage e sotto le tettoie si ha a che fare con minacce come polvere, sporcizia, insetti e animaletti vari in cerca di rifugio per la stagione fredda. Questo sapendo che un telo copribarca per uso interno può ovviamente costare meno rispetto a un telo di copertura per barca da usare per l’esterno durante la stagione invernale!

Dimenticare che la barca deve respirare

L’obbligo morale (ed economico) di coprire la barca con un apposito telo durante il rimessaggio invernale non deve portare a dimenticare che la barca stessa deve “respirare”. Come è noto infatti una delle principali minacce dalle quali è necessario proteggere la barca in inverno è la formazione di muffe, causate innanzitutto dalla presenza di umidità a bordo. Indoor o outdoor, dunque, il telo della barca deve permettere il passaggio d’aria, grazie a una traspirazione del tessuto e/o grazie ad apposite prese d’aria.

Non pensare ai topi

Più sopra si sono nominati gli “animaletti” che potrebbero decidere di fare rotta verso una barca disabitata e in rimessaggio. Tra gli ospiti più dannosi ci sono ovviamente i topi, nemici giurati dei naviganti fin dai secoli più antichi. Parliamo di bestiole in grado di arrampicarsi in ogni dove, di percorrere cime e catene, e persino di nuotare con una certa agevolezza. Il problema è che, una volta di passaggio sulla barca, potrebbero sgranocchiare qualsiasi cosa: cibo lasciato inavvertitamente a bordo, ovviamente, ma anche materassi, fili elettrici, tender, vele, e via dicendo. Fondamentale è quindi prevenire l’arrembaggio, chiudendo ogni possibile accesso – lasciando dunque passare l’aria solo dalle apposite bocchette del telo di copertura – e mettendo in sicurezza il passaggio della catena dell’ancora e gli altri pertugi presenti.

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rimessaggio barche

Lasciare i serbatoi pieni (o vuoti)

Come comportarsi con i serbatoi per proteggere la barca in inverno? Dipende dal serbatoio! Nel caso di quelli dell’acqua è bene svuotare tutto, per evitare che il contenuto si ghiacci, finendo per stressare le pareti, e per prevenire la proliferazione di microrganismi e di alghe: sarebbe quindi bene svuotare e sterilizzare. Per quanto riguarda invece i serbatoi del gasolio, il discorso è contrario: sarebbe infatti bene fare il pieno, evitando dunque la presenza di aria, così da prevenire la corrosione del serbatoio stesso. Nel caso dei serbatoi di benzina, invece, sarà bene tenere al loro interno pochissimo carburante.

Dimenticarsi di controllare gli impianti

Prima di lasciare la barca per un periodo lungo è bene controllare tutti gli impianti di bordo, cosa peraltro che risulta obbligatoria per l’ordinaria manutenzione del rimessaggio invernale, per capire quali interventi dovranno essere fatti. Ci sono forse perdite a livello di scarichi, di tubi o di tenute stagne? E come sta l’impianto elettrico? Ci sono fenomeni visibili di corrosione? C’è il rischio di pericolosi cortocircuiti?

Non scollegare le batterie

Ecco un grande errore che tanti diportisti neofiti commettono durante il rimessaggio invernale, mancando così l’obiettivo di proteggere la barca in inverno: lasciare tutte le batterie collegate all’impianto elettrico! Bisogna sapere che qui lo scopo è quello di mantenere le batterie cariche, così da preservarle in salute. L’ideale, quando possibile, sarebbe infatti quello di scollegarle e portarle a terra, idealmente in un luogo asciutto e non eccessivamente freddo, per ricordarsi di caricarle ogni mese o due; questo non è sempre possibile. Possiamo quindi lasciare le batterie a bordo, ma cariche e scollegate, e con i morsetti belli puliti e ingrassati.

Non fare una manutenzione completa del motore (di tutti)

Che si parli di rimessaggio di una barca a motore o di una barca a vela, non ci sono dubbi: tra i passaggi fondamentali per proteggere una barca in inverno c’è la manutenzione del motore, e più nello specifico di tutti i propulsori presenti. C’è quindi chi si dovrà occupare solo della manutenzione del motore entrobordo o fuoribordo della propria barca; e chi dovrà prestare attenzione anche al motore fuoribordo del tender o persino al trolling motor! Dimenticarsi del tagliandino di un propulsore può trasformarsi in un’amara o amarissima sorpresa la primavera successiva.

Dimenticarsi del salpancora

Il verricello dell’ancora andrebbe manutentato in profondità a cadenza annuale, e di certo il momento in cui ci si organizza per proteggere la barca in inverno è quello giusto. L’iter a parole è semplice e subito detto: smontare, pulire, ingrassare, rimontare, così da individuare tra l’altro eventuali anomalie. Sarebbe inoltre bene lavare l’ancora con acqua dolce prima di metterla a riposo durante l’inverno!

Rimandare la pulizia

La manutenzione del motore, il controllo degli impianti e dei dispositivi caricati a bordo, la cura delle batterie e dei serbatoi, lo svuotamento degli interni e dei tessili, il lavaggio delle vele e delle cime: non ci sono dubbi, per proteggere la barca d’inverno ci sono tantissime cose da fare, e per questo si potrebbe essere tentati di rimandare la pulizia generale a fine rimessaggio. Errore! La pulizia della carena, della coperta, degli interni e degli acciai va fatta prima di mettere a riposo la barca, sapendo che lo “lo sporco” eventualmente presente continuerà ad aggredire la barca per tutti i mesi invernali, chiamando per altra ulteriore sporcizia. Meglio quindi effettuare una pulizia più veloce, più efficace e più sicura prima che posticipare tutto a fine stagione, ritrovandosi ad avere a che fare con una barca in condizioni ben peggiori.

Evitare di lasciare la barca incustodita troppo a lungo

Infine, l’errore che si fa fin troppo spesso è quello di trascurare del tutto la barca durante il rimessaggio invernale, per ricordarsene solamente a primavera. E certo, per alcuni diportisti, per via dell’effettiva distanza tra luogo del rimessaggio invernale e abitazione, è quasi inevitabile: in questi casi sarebbe però bene incaricare qualcuno di controllare velocemente la barca di tanto in tanto, sapendo che ci possono essere i più disparati problemi. Pensiamo per esempio al controllo della tenuta dell’invaso nel caso del rimessaggio a secco, soprattutto prima dell’arrivo di una perturbazione che potrebbe mettere a rischio la posizione della barca; ma anche a delle insidiose infiltrazioni dalla coperta – per via di una guarnizione rotta o di una giuntura compromessa – con la pioggia che scorre verso il basso e finisce da appesantire la barca al punto da farla affondare in caso di rimessaggio in acqua; o ancora, ai possibili furti, che risultano più probabili nel momento in cui un luogo di rimessaggio risulta del tutto trascurato per settimane e settimane.

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.
  1. Molto interessante. Io con il cagnaro coprivo tutta la barca , compreso il musone dell’ancora , passando sopra le draglie fin sotto la falchetta. Inoltre dalla falchetta mettevo le gonne fin sotto la fiancata, per cui la barca era dentro un bozzolo. Per tenere il tutto in tensione usavo la catena che svolgevo tutto attorno alla barca, alla quale con cimette appendevo cagnaro e gonne. Con questo sistema circolava l’aria ed era facilmente controllabile

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