Per poter navigare con maggiore consapevolezza, per non essere limitati a barche spinte da motori fino a 40 cavalli, persino per potersi affacciare a nuove opportunità lavorative. Di ottimi motivi per fare la patente nautica ce ne sono sicuramente parecchi, e per questo ogni anno le Motorizzazioni e gli Uffici marittimi sfornano migliaia di nuovi patentanti, da Nord a Sud. Tutto questo sapendo che i costi delle patenti nautiche sono tutt’altro che indifferenti, e che anzi, proprio in questi ultimi anni hanno fatto registrare dei consistenti rialzi. L’investimento necessario in termini di impegno, di tempo e di costi per ottenere la patente nautica è peraltro la principale tra le motivazioni che ingrossano le fila dei tanti naviganti che, nel nostro paese, scelgono di restare senza patente nautica, sapendo che in Italia è possibile condurre barche fino a 40 cavalli senza fare alcun esame.
Ma quali sono nel concreto i costi delle patenti nautiche nel 2026? Le tariffe minime sono effettivamente in vigore, nonostante il malcontento di tante scuole nautiche (e di tante persone che desiderano seguire i corsi per la patente)? Vediamolo!
Cosa sono le tariffe minime per le scuole nautiche
Nel 2019 su questo stesso blog abbiamo scritto una lunga guida per spiegare quanto costa la patente nautica in Italia: avevamo così spiegato che le tariffe non variano solamente in base al tipo di licenza richiesta (principalmente entro le 12 miglia o senza limiti) ma anche di scuola in scuola, sapendo che in taluni casi è possibile accedere a corsi nautici più economici, mentre altre volte le lezioni sono più costose. Avevamo quindi spiegato che all’epoca in Italia la tariffa di un corso per la patente nautica presentava una forbice tra i 350 e i 1.000 euro abbondanti, con i costi delle patenti nautiche che crescevano soprattutto insieme all’aumentare delle lezioni pratiche comprese.
In questo scenario eterogeneo, e soggetto insomma alle regole del libero mercato più sfrenato, è stato introdotto nel 2023 il “Regolamento recante la disciplina delle scuole nautiche”, il quale va detto, all’epoca, non ha fatto per nulla rumore. Per diversi mesi infatti questa nuova normativa è rimasta in ombra, per destare curiosità e anche un po’ di scalpore solamente nell’autunno del 2025, quando effettivamente i nuovi minimi per i costi delle patenti nautiche sono entrati in vigore.
Tutto sarebbe partito da delle pressioni provenienti dal mondo delle associazioni di categoria delle scuole guida e delle scuole nautiche, desiderose per l’appunto di avere un tariffario minimo per le scuole nautiche: l’obiettivo era probabilmente quello di ridurre al minimo i casi di concorrenza sleale, aumentando magari il livello medio della qualità dei corsi per la patente per la barca.
Per esaudire questa richiesta è stato per l’appunto introdotto il nuovo tariffario, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 ottobre del 2023. Conseguenza diretta del nuovo Regolamento è in molti casi l’aumento dei costi delle patenti nautiche, con le scuole che si trovano costrette a incrementare – talvolta anche di oltre il 30% – le proprie tariffe. E questo ha creato parecchio malcontento, sia tra chi desiderava approfittare di corsi particolarmente economici sia, nel bene e nel male, tra le scuole che puntavano proprio su delle tariffe più basse per attirare nuovi studenti.

Ma quali sono nel concreto i nuovi costi delle patenti nautiche in base al tariffario minimo in vigore dal 2025?
I costi delle patenti nautiche secondo il Regolamento recante la disciplina delle scuole nautiche
All’altezza dell’articolo 20 il Regolamento recante la disciplina delle scuole nautiche affronta la questione del tariffario, affermando al comma 2 che “Il tariffario deve rispettare gli importi minimi indicati nell’allegato III, che costituisce parte integrante del presente regolamento” per poi precisare alcuni aspetti sugli elementi che devono essere obbligatoriamente presenti nei tariffari presentati dalle singole scuole, quali numero di lezioni, tipo di patente nautica, prestazioni comprese, oneri aggiuntivi non compresi, e via dicendo.
Per quanto riguarda il nocciolo della questione, il tariffario dei costi delle patenti nautiche così come definito nel 2023 e attualmente in vigore è:
| Patente | Motore € | Vela € |
| Cat. D, tipo D1 | 700 | – |
| Cat. A-C-D, tipo D2, entro 12 miglia dalla costa | 1.100,00 | 1.100,00 |
| Integrazione da entro 12 miglia a senza limiti | 600 | 600 |
| Cat. A-C-D, tipo D2 senza alcun limite dalla costa | 1.400,00 | 1.400,00 |
| Cat. B | 3.000,00 | – |
| Uscite pratiche supplementari a quelle già incluse nei corsi | |
| Uscite pratiche a motore 1 ora | 90 |
| Uscite pratiche a vela 1 ora | 90 |
| Uscite pratiche nave | 500 |
Viene precisato inoltre che in queste tariffe devono essere compresi tutti i costi a carico degli studenti, al netto delle spese amministrative per la presentazione della richiesta di ammissione all’esame, del rilascio della patente e del certificato medico.
Il tariffario minimo e il ricorso al TAR
Alla luce delle nuove soglie minime dei costi delle patenti nautiche, nel 2026 un corso per una patente senza limiti dalla costa non potrà costare meno di 1.400 euro: va detto che il mercato, perlomeno fino al 2025, presentava talvolta offerte con prezzi praticamente dimezzati.
Contro il tariffario minimo si sono mossi in tanti – seppur con un certo ritardo: non solo scuole nautiche, ma anche riviste del settore. La contromisura più concreta è stata quella di un ricorso al TAR del Lazio da parte di una scuola velica (Altura), una tra le tante che offrivano corsi e lezioni per la patente nautica a tariffe nettamente inferiori a quelle riportate nel Regolamento emanato nel 2023. Va peraltro aggiunto che non sono solamente le tariffe minime ad alimentare il ricorso: anche altri aspetti del Regolamento, quali il requisito patrimoniale minimo per le scuole nautiche, sono entrati nel discorso.
Cosa ha risposto il TAR del Lazio? Per ora niente, ma solo perché ha ritenuto che la questione non sia di sua esclusiva competenza: i giudici hanno infatti sospeso il giudizio per chiamare in causa la Corte Costituzionale, affinché questa esprima una sua opinione in merito. Il dubbio, in estrema sintesi, è quindi quello di avere a che fare con un regolamento anticostituzionale.
Per ora dunque la situazione non è chiarissima. Le tariffe minime per i costi delle patenti nautiche sono assolutamente in vigore, e le scuole nautiche che decidono di proporre prezzi inferiori lo fanno nella consapevolezza di andare incontro a possibili sanzioni pesanti, tra le quali il ritiro della licenza.
D’altra parte a difendere il Regolamento recante la disciplina delle scuole nautiche c’è un blocco coeso, con quattro ministeri interessati a non effettuare alcuna modifica, con il supporto di Confarca, sottolineando come l’obiettivo sia e resti quello di evitare la concorrenza sleale.
La spinta verso la nautica
Questa piccola rivoluzione dei costi delle patenti nautiche non accade in un momento qualsiasi. Come è noto infatti sono state messe in atto diverse misure per avvicinare maggiormente il pubblico alla nautica, spaziando dalle recenti semplificazioni del Codice per arrivare fino all’introduzione della patente D1, che permette anche di guidare barche con motori fuoribordo fino a 150 cavalli a fronte di un esame più semplice. Il tariffario minimo per le scuole nautiche potrebbe invece portare all’effetto opposto, pur sapendo che nessuno è obbligato a frequentare un corso; esiste sempre l’opzione della patente nautica da privatista, scenario nel quale le nuove regole hanno un impatto ridotto. In tal caso infatti è possibile studiare in autonomia a casa, limitandosi a svolgere presso una scuola nautica unicamente le 5 ore di pratica previste come soglia minima dalle regole: stando al tariffario attuale, queste lezioni costerebbero come minimo 450 euro.

