C’è chi la propria barca ce l’ha stabilmente ormeggiata nel proprio porto turistico di fiducia, sia esso lungo la costa del mare o sulle rive di un lago. E talvolta in quello stesso marina viene effettuato anche il rimessaggio invernale dello scafo, che finisce quindi per muoversi unicamente durante la navigazione. C’è poi, invece, chi riconosce al diporto un carattere più itinerante, pur a fronte di barche di dimensioni tendenzialmente ridotte: sono infatti tantissimi gli appassionati di nautica che trasportano in lungo e in largo il proprio scafo rimorchiandolo con la propria automobile, utilizzando quindi un carrello portabarca, così da poter varare di volta in volta la propria barca da porti e coste differenti. Per dire, così attrezzati è possibile alare la propria barca nel nel Golfo di Napoli, assicurarla al proprio carrello e vararla meno di tre ore dopo nel Golfo di Manfredonia, nel Mare Adriatico. Il fascino di un approccio di questo tipo alla nautica è innegabile! Ma cosa è necessario considerare per acquistare un rimorchio per barca? Qui ti proponiamo una guida completa, prendendo in considerazione misure massime, normative, tipologie, costi, manutenzioni e utilizzo corretto. Buona lettura!
Cosa dice il Codice della Strada sul rimorchio per barca: requisiti e obblighi
Ancora prima di acquistare un rimorchio per barca è necessario informarsi su cosa dice la normativa italiana in merito agli obblighi e ai requisiti per la sua circolazione lungo la rete stradale.
La legge fondamentale da tenere in considerazione è l’articolo 56 comma 4 del Codice della Strada, che definisce i carrelli appendice, ovvero quei piccoli rimorchi dotati di due ruote che possono essere usati anche per portare dei semplici bagagli. I carrelli appendice di per sé non hanno l’obbligo di essere dotati di impianto frenante, ma devono rispettare dei limiti ben precisi: nel caso di auto con massa a vuoto non superiore ai 1.000 chilogrammi, devono pesare a pieno carico meno di 300 chili ed essere larghi al massimo 120 centimetri; nel caso di auto con massa a vuoto al di sopra dei 1.000 chilogrammi, devono pesare a pieno carico meno di 600 chili ed essere larghi al massimo 150 centimetri, con lunghezza massima di 2,50 metri.
Ne risulta quindi che un carrello appendice difficilmente può essere impiegato per trasportare uno scafo di dimensioni sufficienti! Ne consegue che il diportista nella maggior parte dei casi deve acquistare un carrello d’altra categoria, ovvero un rimorchio TATS (acronimo di Trasporto Attrezzature Turistiche e Sportive), le cui caratteristiche sono riportate sempre nell’articolo 56 del Codice della Strada. Per la loro struttura, i rimorchi TATS sono pensati esclusivamente per trasportare barche, o tutt’al più alianti; sono considerati veicoli a sé stanti (a differenza dei carrelli appendici, che sono visti come integrati all’auto) e possono avere o meno un impianto frenante (il quale ha il plus di aumentare sicurezza e stabilità, ma anche costi e peso maggiori).

Ma fino a dove ci si può spingere nell’acquistare un rimorchio per barca? Ebbene, tutto dipende dalla patente di guida (dell’auto): chi ha la sola patente B deve limitarsi ai 3.500 chilogrammi totali tra 3.500 di massa tra auto e rimorchio; chi la patente B96, e dunque con l’apposita estensione, può portare il limite della massa complessiva a 4.250 chilogrammi.
E poi… poi ci sono le dimensioni massime della barca che può essere trasportata su un rimorchio? Ebbene, secondo il Codice della Strada un’auto che traina un rimorchio porta barca diventa automaticamente un autotreno, e dunque il riferimento legislativo in questo caso è l’articolo 54, comma 1 lettera H, che setta il limite complessivo a 18,35 metri (tra motrice e rimorchio). Insomma, ben al di là delle comuni esigenze di chi vuole rimorchiare uno scafo con la propria automobile, tanto più che la larghezza massima è di 2,55 metri. Infine, c’è il limite d’altezza, settato a 4 metri.
Come scegliere il carrello per la tua barca
Conoscere i riferimenti normativi è fondamentale per capire come muoversi per acquistare un rimorchio per barca: ma per scegliere il carrello portabarca più idoneo ci sono anche altri elementi da tenere in considerazione! Sarà ovviamente bene pensare alle dimensioni della propria barca, posseduta o da acquistare in seguito, e quindi di fatto alle proprie esigenze. Va detto che i cantieri conoscono benissimo i dettami del Codice della Strada, ed è quindi un fiorire di barche con baglio di 255 centimetri, sapendo che modelli di queste dimensioni possono ospitare 2 o perfino 4 posti letto.
Detto questo, va sottolineato che per acquistare un rimorchio per barca è necessario capire la differenza tra carrelli a rulli e a guide laterali. I primi, più costosi, sono pensati per le operazioni di alaggio e di varo in acque poco profonde, per far “scorrere” lo scafo sui rulli; i secondi, più semplici e quindi anche più economici, devono invece essere sommersi completamente in acqua per varare lo scafo come per alarlo. Se nel caso dei carrelli a rulli ci sono tanti elementi che devono essere manutenuti nel tempo (a partire dai diversi rulli) nei modelli a guide la struttura è molto semplificata, ma c’è da considerare il fatto che qui freni, molle, assi e mozzi sono maggiormente soggetti ai danni dell’acqua, soprattutto se marina. In linea di massima – ma non è assolutamente una regola assoluta – i carrelli a rulli sono preferibili per le barche a motore, mentre quelli a guide laterali sono più adatti per trasportare le barche a vela, a patto di avere un buon supporto per la chiglia.
Quanto costa acquistare un rimorchio per barca
Come si è visto sopra, dimensioni e caratteristiche di un carrello porta barca possono variare anche in modo significativo: non stupisce quindi che chi si trova ad acquistare un rimorchio per barca può imbattersi in prezzi anche molto differenti. Per farsi un’idea, un rimorchio a rulli con impianto frenante per barche fino a 8 metri, con peso a vuoto di circa 300 chilogrammi, può indicativamente costare tra i 3.300 e i 5.000 euro; a fare la differenza sono elementi come il numero di assi, il tipo di freni, l’impianto luci, la zincatura dei diversi elementi, e via dicendo.
La manutenzione del carrello della barca
Nell’acquistare un rimorchio per barca è bene sapere che questo non potrà essere dimenticato e trascurato: così come quando si acquista uno scafo ci si impegna nella sua manutenzione nel tempo, allo stesso modo anche nel comprare un carrello porta barca si aggiungono impegni da mantenere nel tempo. Trattandosi di un mezzo circolante su strada, anche il rimorchio per barca deve essere sottoposto regolarmente a revisione: la prima a 4 anni di vita, le successive ogni due anni. Ma la manutenzione del carrello porta barca va ben oltre al semplice obbligo normativo di revisione! Sarà bene controllare a inizio e a fine stagione le condizioni del telaio, soprattutto a livello di saldature e di bullonerie; nel caso di rulli è essenziale controllare la loro usura, sapendo che sul nostro store si possono acquistare rulli di ricambio di qualsiasi tipo, dimensione e forma. Non bisogna inoltre scordare di controllare periodicamente freni, ruote e impianto elettrico, per un trasporto sicuro della barca.
Come usare correttamente il rimorchio barca sullo scivolo
Acquistare un rimorchio per barca è solo la prima tra le operazioni “delicate” di chi si dà alla nautica carrellabile! Per poter trasformare il proprio sogno itinerante in piena libertà in realtà sarà necessario trovare degli scivoli a disposizione, strutture che in Italia purtroppo non abbondano. E, quando presenti, possono essere chiusi al pubblico, piccoli, malmessi, scivolosi, e via dicendo.

Di norma, per servirsi di un rimorchio per barca è bene avere a disposizione un’auto pesante, meglio ancora se con quattro ruote motrici. Dati questi presupposti, è sempre bene controllare attentamente lo scivolo prima di procedere, per individuare limiti da non oltrepassare con le ruote e aree particolarmente scivolose.
Diremo di più: nel caso di scivoli pendenti o scivolosi, sarebbe sempre bene avventurarsi esclusivamente con quattro ruote motrici, e possibilmente con blocco differenziale almeno posteriore, così di riuscire a risalire la rampa in modo sufficientemente agevole, senza doversi ingegnare con paranchi, corde, verricelli e quant’altro!


Articolo ben scritto,molto esaustivo aiuta a togliere molti dubbi sull’argomento