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    Primer, antivegetative 

    Quanto spesso tiri a secco la tua imbarcazione? Non troppo di frequente? Ebbene, allora molto probabilmente hai bisogno di un buon barattolo di vernice antivegetativa per barca. Di fatto, applicare la vegetativa per barche è tra i lavori più comuni tra i diportisti, anzi, questa azione potrebbe persino essere vista come la più tipica tra le attività di manutenzione delle imbarcazioni. Hai qualche dubbio su quale prodotto scegliere? Vuoi qualche informazione in più sull'antivegetativa autolevigante e su quella elettronica? Vuoi sapere quali sono mediamente i prezzi dell'antivegetativa? Bene, in questa piccola guida ti spiegheremo tutto quello che devi sapere su questo particolare prodotto per proteggere lo scavo di una barca dalle minacce della vegetazione marina.

     

    Che cos'è l'antivegetativa?

    Partiamo con alcune delle domande più diffuse tra chi si avvicina per le prime volte alla manutenzione delle barche: cosa è, e come funziona l'antivegetativa per barca? A che cosa serve? La funzione di questo prodotto è quella di contrastare e di prevenire l'adesione alle carene dell'imbarcazione di organismi marini che, una volta presenti, potrebbero colonizzare molto velocemente l'intero scafo, causando dei problemi non trascurabili. Parliamo principalmente dell'attacco silenzioso di alghe, di denti di cane e di limo, sicuramente non molto gentili nei confronti delle carene delle nostre barche. Le incrostazioni dello scafo non si limitano infatti a insidiare le prestazioni dell'imbarcazione, arrivando a danneggiare lo scafo stesso.

     

    Ma qual è la composizione di questo prodotto? L’antivegetativa è fatta da biocidi (ma non solo), i quali per appunto impediscono la formazione della flora e della fauna marina. Vogliamo spendere qualche secondo per imparare cosa sono i biocidi?

     

    I biocidi, in sintesi

     

    Abbiamo anticipato che le antivegetative sono composte per lo più da biocidi. Ma cos'è questa particolare sostanza? Ebbene, si definisce biocida qualsiasi prodotto contenente dei microrganismi attivi in grado di eliminare i rendere inattivi altri organismi. Si parla principalmente di quattro diversi tipi di biocidi, ovvero i disinfettanti, i preservanti, i prodotti per il controllo degli animali nocivi e altri tipi di biocidi.

     

    A livello di antivegetative per barche, il biocida più diffuso è certamente l'ossido di rame, il quale con gli anni ha via via sostituito lo stagno (quest'ultimo, infatti, è stato di recente messo alla porta per il suo marcato impatto ambientale)

     

    Come funzionano le vernici antivegetative per barche?

     

    Parliamo dell'antivegetativa Veneziani, dell'antivegetativa Boero, dell'antivegetativa International e di tutte le altre vernici di questo tipo che puoi comprare online e nei negozi fisici: il funzionamento di base è il medesimo. Di fatto l'antivegetativa per barche va a rilasciare nell'ambiente – in modo controllato – una quantità minima ma comunque efficace di biocidi, in grado di ridurre al massimo l'azione degli organismi e dei microrganismi pericolosi per la salute dello scafo.

     

    A partire da questa base comune si distinguono poi diverse tipologie di vernici. Per chi è particolarmente attento all'ambiente esiste per esempio l'opzione ecologica della antivegetativa Veneziani, ovvero la conosciutissima Seventy, vernice all'acqua che puoi trovare nel nostro e-commerce a prezzi davvero convenienti. In linea generale, però si distinguono due grandi gruppi di vernici: da una parte, infatti, c'è l'antivegetativa autolevigante, mentre dall'altra c'è l'antivegetativa a matrice dura. Che differenza esiste tra questi due prodotti? Te lo spieghiamo nel prossimo paragrafo.

     

    Antivegetative autoleviganti: che cosa sono?

     

    Qualcuno le chiama idrosolubili, qualcun altro autopulenti: parliamo ovviamente delle antivegetative autoleviganti. Stiamo parlando di particolari vernici pensate per avere una doppia azione, la prima di ordine chimico e la seconda di ordine meccanico. Va infatti sottolineato che questa antivegetativa per barca si rinnova da se stessa grazie al movimento stesso dell'imbarcazione. Proprio così: è la stessa acqua marina che, strisciando contro lo scafo, toglie di strato in strato la vernice, levigandola a poco a poco, in modo graduale. Attraverso questa azione ablativa la vernice antivegetativa autolevigante è così sempre fresca e attiva.

     

    Qualcuno potrebbe domandarsi se questa continua dissoluzione possa portare ad una scomparsa totale della protezione, ma nel caso di un lavoro fatto a regola d’arte non c'è davvero rischio: si parla infatti di una levigatura di pochi micron, la quale quindi non può compromettere la barriera delle carene nel giro di una sola stagione.

     

    Va precisato che l'antivegetativa autolevigante non è adatta per barche particolarmente veloci – per quelle si dovrebbe passare all’utilizzo di prodotti specifici, come per esempio l'antivegetativa Veneziani Speedy Carbonium – sposandosi invece alla perfezione con le imbarcazioni da crociera. Vuoi conoscere un ultimo vantaggio? L'azione levigante dell'acqua rende facilissima la rimozione finale della vernice protettiva al termine stagione, mediante idropulizia!

     

    Ecco un esempio grafico di come i biocidi all’interno della vernice autolevigante si presentano a inizio stagione e a fine stagione:

     

    Antivegetative a matrice dura: che cosa sono? Che differenza c'è rispetto alle autoleviganti?

    In questi prodotti l'azione meccanica caratteristica delle pitture autoleviganti è del tutto assente, per lasciare spazio alla sola azione chimica. Come suggerisce il loro stesso nome, le antivegetative a matrice dura sono molto resistenti all'abrasione, essendo realizzate con un legante polimerico, generalmente di natura vinilica o acrilica. Se dunque le autoleviganti sono consigliate per le navi da crociera, le pitture a matrice dura sono perfette per tutte quelle imbarcazioni che puntano alla velocità, nonché per quelle barche che sono di sovente alate e carrellate.

     

    Volendo gettare uno sguardo al prezzo delle antivegetative si può scoprire che, in linea generale, le vernici a matrice dura tendono a costare meno delle antivegetative autoleviganti. Essendo più resistenti, le vernici a matrice dura non temono variazioni in termini di correnti, di salinità e di temperatura, e per questo motivo sono molto spesso scelte anche da chi, pur non portando imbarcazioni veloci, effettuano lunghe traversate.

     

    Quando utilizzare, dunque, un’antivegetativa a matrice dura, nello specifico? I produttori ci dicono che il loro utilizzo è fondamentale per le imbarcazioni che oltrepassano i 30-35 nodi, soprattutto su componenti come assi, pinne stabilizzatrici, eliche, alette e piedi poppieri. Lo stesso discorso vale per tutte la parti soggette a forte abrasione ed usura, dove è necessario utilizzare antivegetative non solubili o a bassissima solubilità,

     

    Un esempio di come sarà una antivegetativa a matrice dura ad inizio stagione e poi a fine stagione:

     

    Una nota fondamentale: ogni tre o quattro stagioni si consiglia di pulire a fondo la carena, asportando i residui di matrice non attiva dell’antivegetativa. Riassumendo, è fondamentale utilizzare un’antivegetativa a matrice dura quando l’imbarcazione raggiunge alte velocità e nei casi in cui si navighi in acque salmastre o porti con forti correnti di marea.

     

    E la vernice antifouling a matrice mista?

    Non c'è due senza tre, anche se va detto che qui non si tratta esattamente di una scelta diversa, quanto invece di un compromesso. Parliamo delle vernici a matrice mista, via di mezzo tra le altre due vernici che ben si presta per l'utilizzo di chi non sa decidersi tra i vantaggi dell'una o dell'altra opzione. In linea generale si può affermare che queste vernici vantano un'ottima resistenza ai raggi solari e quindi ultravioletti; sul lato operativo, invece, si distinguono per un buon scorrimento.

     

    Antivegetativa per barca: come si decide quanta ne deve essere utilizzata sulla propria imbarcazione?

    Nello stendere questa importante vernice sulla barca non si può andare a occhio, né a sentimento: è importante individuare la giusta quantità, in quanto l'efficacia dell'antivegetativa dipende anche da questo passaggio. Uno spessore diverso può portare a dei risultati differenti. Vuoi sapere cosa può succedere in questi casi? Ebbene, per fare un esempio, una vernice antivegetativa autolevigante potrebbe finire per consumarsi troppo velocemente, così da non garantire la protezione dello scafo per tutta la stagione.

     

    Esiste però una formula che ci può aiutare ad effettuare una verniciatura esatta e scientifica della nostra barca – non scoraggiarti, non è assolutamente difficile come sembra. Sono tre i dati di partenza da quale dobbiamo partire per trovare la superficie verniciabile di una barca, ovvero:

     

    Il valore A, ovvero la lunghezza al galleggiamento

    Il valore B, corrispondente al baglio massimo della barca

    Il valore C, ovvero il pescaggio dell'imbarcazione

     

    Una volta individuate queste tre cifre, si devono inserire in questa formula:

     

    [A * (B+2C)]=

     

    Niente di troppo complicato, vero? (Per rendere più preciso il risultato si può moltiplicare il tutto per il coefficiente di curvatura dello scafo, che differisce tra le varie tipologie di barche). Così facendo, avremo la superficie totale da trattare, in base alla quale potremo calcolare la quantità di antivegetativa necessaria. Questo ultimo calcolo dovrà essere fatto tenendo presente della resa del prodotto scelto, la quale varia di vernice in vernice. In linea di massima, però, si parla di un litro prodotto ogni 10 metri quadrati: dividendo la superficie calcolata con la formula di cui sopra per la resa, dunque, si avrà la quantità esatta di antivegetativa necessaria per una mano.

     

    Occhio, però, a non saltare l'ultimo passaggio del calcolo, ovvero il raddoppio del risultato finale: si consiglia infatti sempre di applicare due mani di prodotto su tutto lo scafo. Una barca con una superficie verniciabile di circa 30 metri quadrati, dunque, avrà bisogno di circa 3 litri di prodotto per ogni mano, e quindi, finalmente, di 6 litri totali.

     

    Nel dubbio, è comunque meglio acquistare della vernice in più. Ci sono infatti delle parti specifiche che richiedono non una, non due, ma ben tre mani di prodotto: parliamo del timone, della linea di galleggiamento e di altre aree sottoposte ad una erosione più elevata (le quali, come vedremo, possono anche essere trattate con della vernice specifica).

     

    Compatibilità tra vari tipi vernice antivegetativa

    Abbiamo visto sopra che, in linea generale, esistono due differenti tipologie di vernice protettiva per le imbarcazioni. Come ci si deve comportare al momento dell'applicazione di una nuova vernice? Guardando a quelle a matrice dura, non ci sono grossi problemi, in quanto esse possono essere ricoperte anche con dei prodotti autoleviganti. Questi ultimi, invece, possono essere ricoperti unicamente con delle vernici della stessa tipologia. Nel caso si volesse passare da una vernice antivegetativa autolevigante ad una a matrice dura, dunque, si renderebbe necessario applicare una mano di isolante, così da separare i due diversi strati.

     

    La vernice antivegetativa per le parti speciali della barca

    Chi si prende cura della propria barca di anno in anno lo sa molto bene: per eliche, assi, piedi poppieri, timoni e bulbi è consigliato l'utilizzo di vernice speciali, così da garantire il benessere di queste zone particolarmente esposte.

     

    Preparare lo scafo per l'applicazione dell'antivegetativa

    Va sottolineato che, prima di ogni nuova applicazione, lo strato sottostante va attentamente carteggiato. Come abbiamo anticipato, nel caso della vernice autolevigante ci si potrà affidare quasi totalmente all'idropulizia, mentre nel caso delle vernici a matrice dura si farà un po' più di fatica. Per essere certi di non andare a intaccare delle parti che successivamente non verranno toccate dalla nuova vernice è consigliabile delimitare l'area da carteggiare con del nastro gommato. Si dovrà iniziare con una carta abrasiva piuttosto grossa, per poi invece ultimare – appena prima della verniciatura – con una carta a grana fine, così da avere uno scafo il più liscio possibile.

     

    Ma cosa succede, invece, nel caso di uno scafo nuovo o riportato a crudo? Cosa bisogna fare prima di utilizzare la nostra vernice antivegetativa? Si dovrà procedere – dopo aver eliminato eventuali resti di paraffina e di cera – alla stesura di un primer, da scegliere in base al materiale da proteggere. Un esempio? Ancora prima di scegliere la più adatta antivegetativa per barche in vetroresina, nel caso di scafo nuovo o portato a crudo sarà necessario dotarsi anche di un primer ancorante per vetroresina, come quello prodotto per esempio da Veneziani.

     

    Veneziani, Boero, Cecchi, International... Quali vernici antivegetative scegliere?

    Esistono davvero molti brand che commercializzano antivegetative di qualità: ci sono le antivegetative Cecchi, International e Boero... Noi di HiNelson abbiamo però una particolare preferenza per le vernici antivegetative Veneziani. Parliamo del resto di un'azienda prestigiosa fondata nel lontanissimo 1863 in quel di Trieste, che seppe attirare fin da subito l'attenzione delle marine militari, da quella britannica in poi. L'innovazione, negli oltre 120 mila metri cubici degli stabilimenti Veneziani, è di casa. Ben 1.500 metri quadrati sono infatti dedicati alla ricerca e allo sviluppo, con oltre 35 tecnici specializzati che garantiscono un costante miglioramento dei prodotti. E di certo il mercato apprezza: l'azienda triestina produce infatti circa 27 milioni di chilogrammi di prodotti finiti ogni anno.

     

    Un capitolo a parte: antivegetativa elettronica

     

    Qui parliamo qualcosa di completamente diverso: l’antivegetativa elettronica non è infatti una vernice. No, è invece un dispositivo elettrico che, grazie a dei trasduttori ad ultrasuoni, riesce a distruggere alghe e altri tipi di organismi che potrebbero minacciare le carene della barche. Si parla dunque di una moderna e tecnologica alternativa alle classiche vernici protettive.

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