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Elenco dei prodotti per il produttore Eurovinil

Zattere di salvataggio autogonfiabili, tender, giubbotti di salvataggio: quando si parla di sicurezza in mare si parla dell'Eurovinil di Grosseto. L'azienda è attiva da decenni nella progettazione e nella realizzazione di articoli pneumatici per la marina, per le Forze armate e per la nautica da diporto. Fondata nel 1958, Eurovinil è contraddistinta dal continuo progresso di innovazione tecnologica e dall’ininterrotto superamento della qualità dei prodotti.



La qualità dei prodotti di Eurovinil, tra l'altro, è confermata dalle numerose certificazioni ricevute negli anni: nel 1984 Eurovinil ha guadagnato la certificazione di qualità aziendale AQAP 1 in ambito militare, mentre nel 1989 l'azienda di Grosseto è stata la prima azienda italiana nel settore nautico ad ottenere la certificazione ISO 9001 in ambito civile, corrispondente all'odierna 9001:2000.



Tutti sanno che Eurovinil produce e distribuisce zattere di salvataggio per il diporto, ma va sottolineato che questa storica impresa realizza anche prodotti per il mercato professionale e militare, nonché per la protezione civile. Di fianco alla realizzazione delle normali zattere di salvataggio, infatti, c'è la produzione di zattere ultraleggere per l'aviazione, di strutture pneumatiche da campo e persino di prodotti per il mercato industriale, come i resistenti cuscini divaricatori per l'estrazione del marmo.



Va sottolineato che, a partire dal 1996, l'azienda toscana è entrata a fare parte del gruppo inglese Wardle Storeys, il quale dal 2002 va sotto l'etichetta di Survitec Group, e che racchiude sotto il medesimo ombrello grandissimi brand del mondo nautico (come Crewsaver, Yak, Rfd e tanti altri).



Per individuare le origini di Eurovinil e dei suoi prodotti, dunque, bisogna guardare indietro nei decenni. Per gran parte degli anni Sessanta l'azienda si è limitata a produrre gonfiabili balneari e per il tempo libero, specializzandosi nella produzione di prodotti promozionali per colossi come Walt Disney e Nivea. Nel '69 arriva la svolta, con la produzione del primo battello pneumatico: da quel momento in poi, Eurovinil non uscirà più dal settore della nautica.



Quasi un decennio dopo, nel '77, dagli stabilimenti di Grosseto esce quella che sarà la prima zattera-autogonfiabile approvata in Italia per la navigazione da diporto, così da avviare il lungo percorso di di Eurovinil nell’universo della sicurezza nautica. La qualità dei suoi prodotti spinge la Marina Mercantile a commissionare, nel 1984, la realizzazione della propria zattera, in conformità con la Convenzione Internazionale per la Sicurezza della vita in mare (S.O.L.A.S.). L'anno successivo, grazie ad una potente evoluzione tecnologica, l'azienda inizia a produrre tende a struttura pneumatica per le sezioni logistiche e sanitarie della Protezione Civile e delle Forze Armate, nonché per Medici Senza Frontiere e per la Croce Rossa.


Come si sceglie la zattera di salvataggio Eurovinil giusta? Ecco tutte le regole


Come è noto, tra le tante dotazioni di sicurezza che devono essere presenti a bordo di una barca ci sono anche le zattere di salvataggio, come quelle prodotte da Eurovinil. Va sottolineato che la struttura delle zattere devono sottostare a precise regole, le quali in qualche caso possono sembrare perfino esagerate. Si ha però a che fare con dei dispositivi che, in caso di emergenza, possono e devono salvare delle vite umane, e per questo devono essere prodotti in modo perfetto e come tali preservati. A decidere le caratteristiche produttive e le tempistiche delle revisioni obbligatorie (come vedremo poi, la stessa Eurovinil offre la revisione delle zattere) è a partire dal 1994 il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto, il quale recepisce le direttive del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. In primo luogo, per acquistare una zattera di salvataggio, è necessario sapere che esistono due tipologie distinte di zattere: quelle di tipo costiero, obbligatorie per le imbarcazioni che navigano tra le 6 e le 12 miglia dalla costa, e quelle di altura, per tutte le barche che oltrepassano tale limite. Partiamo dalla normativa relativa alla zattera costiera


La zattera costiera


Oltre a produrre le zattere per le navigazioni oltre le 12 miglia dalla costa, Eurovinil produce anche le cosiddette zattere costiere, le quali corrispondono a quanto riportato dalla normativa internazionale ISO 9650. Questa tipologia di zattera di salvataggio ha sostituito i vecchi atolli, i quali, lungi dall'essere delle vere zattere, offrivano ai naufraghi unicamente la possibilità di aggrapparsi, restando quindi in acqua. Le zattere di salvataggio costiere, invece, offrono un riparo più confortevole e più sicuro, presentandosi di fatto come una versione ridotta e semplificata delle zattere oceaniche. A differenza dei modelli per la navigazione oltre le 12 miglia, non esiste nessuna copertura, il fondo è costituito da un unico strato e il pacco dotazioni è ridotto, prefigurando - vista la distanza ridotta dalla costa - un più rapido arrivo dei soccorsi. Ogni zattera deve essere fornita di un'apposita scaletta per facilitare l'entrata delle persone dall'acqua, accompagnata da una lunga maniglia esterna. Anche all'interno, va specificato, esiste una maniglia, utile per i movimenti dei naufraghi nonché, eventualmente, per raddrizzare la zattera in caso di rovesciamento. Il tubolare superiore della zattera deve essere provvisto di elementi altamente visibili, come delle strisce catarifrangenti. Cosa deve essere presente nel pacco di emergenza conservato nella zattera? Nello specifico devono essere presenti 1 gonfiatore, 1 fischietto, 1 kit di riparazione, 1 coltello galleggiante, 2 pagaie, 1 sassola, 2 spugne, 1 torcia elettrica e 1 razione di un quarto di litro per ogni persona ospitata.


La zattera oceanica


La zattera oceanica, anche detta zattera di salvataggio d'altura, è quella zattera obbligatoria per tutte le navi che navigano oltre le 12 miglia. In linea di massima le regole sono le medesime di quelle dette a proposito delle zattere costiere, con alcune eccezioni: questi mezzi di fortuna, infatti, sono fatti in previsione di eventuali tempi lunghi prima dell'arrivo dei soccorsi. In questo caso la zattera di salvataggio deve essere munita di copertura, nonché di un fondo doppio, per garantire una maggiore protezione termica. A questo scopo, le zattere oceaniche sono fornite anche da apposite sacche termiche. Non è tutto qui: oltre le 12 miglia le zattere devono essere fornite di luci interne ed esterne, nonché di fuochi, di razzi e di altre fondamentali dotazioni di bordo per la sicurezza di tutti i passeggeri.


Revisioni Eurovinil: ogni quanto va revisionata la zattera di salvataggio?


La revisione delle zattere di salvataggio non è semplice né piana come quella delle automobili, e per questo non è raro ritrovarsi involontariamente a saltare qualche scadenza – a tutto scapito della nostra sicurezza, per non parlare delle possibili sanzioni alle quali si va incontro non rispettando i termini legali. In primo luogo va detto che lo scadenzario delle revisioni non è del tutto uguale per quanto riguarda le zattere di salvataggio costiere e le zattere d'altura: c'è infatti una piccola differenza che andremo presto ad evidenziare. Partiamo dalle zattere di salvataggio per la navigazione entro le 12 miglia dalla costa: la loro prima revisione va effettuata a 36 mesi dall'acquisto. Da lì in poi, i successivi controlli andranno invece fatti ogni 24 mesi. Ma attenzione, non è così semplice: ad una revisione Ordinaria segue una revisione Straordinaria, e così via. La prima revisione, dopo 3 anni dall'acquisto, è di tipo ordinario, mentre la seconda sarà Straordinaria, la terza nuovamente Ordinaria e la quarta, dopo 9 anni, sarà di nuovo Straordinaria. Chiaro? Il meccanismo delle revisioni ordinarie e straordinarie si ripete del tutto simile per quanto riguarda la zattere oceaniche, con una sola grande differenza: in questo caso, infatti, la prima revisione è da effettuarsi non a 36 mesi dall'acquisto, quanto invece entro i primi 24 mesi. Fare confusione potrebbe voler dire andare incontro a sanzioni salate!


Revisione delle zattere di salvataggio Eurovinil: in che cosa consiste?


Abbiamo dunque chiarito quale sono le scadenze fondamentali per quanto riguarda le revisioni delle zattere di salvataggio: ma in che cosa consiste, nel concreto, la revisione di questi mezzi d'emergenza? Quali operazioni compiono i tecnici di Eurovinil, nello stabilimento di Grosseto, quando ricevono una zattera da revisionare? Ebbene, le azioni da compiere sono diverse: La bombola viene pesata e, se necessario, sostituita La parte pneumatica viene sottoposta a test e in sovrappressione, per verificare la sua effettiva tenuta le valvole vengono controllate e, in caso, sostituite l'armamento nel suo complesso viene monitorato le dotazioni di bordo in scadenza vengono sostituite con accessori nuovi il contenitore, laddove danneggiato, viene sostituito se sporca, la zattera viene pulita, e quindi resa pronta all'utilizzo di emergenza.


Come fare la revisione della zattera di salvataggio Eurovinil?


La tua zattera ha bisogno di una revisione e non sai a chi rivolgerti? Ci pensiamo noi! Proprio così: HiNelson attiva infatti per i propri clienti un servizio di ritiro gratuito della zattera, per consegnarla direttamente all'unico centro di revisione autorizzato in Italia, ovvero agli stabilimenti Eurovini di Grosseto. Quanto ritornerà tra le tue mani, la zattera sarà revisionata e pronta ad affrontare altri due anni insieme a te. Vuoi una stima delle tempistiche richieste? Ebbene, devi sapere che, oltre ai giorni necessari alla pura spedizione, la revisione richiede circa 10 giorni lavorativi.


Il posizionamento della zattera a bordo


Bene, hai acquistato la tua nuova zattera conforme alle normative vigenti. Dove la posizionerai all'interno della tua barca? Ebbene, in realtà non c'è una regola assoluta da seguire. Insomma, è una questione di logica e di buon senso. La zattera, richiusa nel suo pratico contenitore, va infatti posizionata in un punto facilmente raggiungibile in caso di emergenza. Cosa vuol dire questo? Beh, innanzitutto non va posizionata a sottocoperta, ovvero in un luogo difficilmente accessibile, e dal quale, nel caos dell'emergenza, diventerebbe difficile estrarre l'ingombrante zattera richiusa in tempi rapidi. Si potrebbe dunque pensare di posizionarla all'interno di un gavone esterno, scelta che però può essere controproducente nel caso in cui quest'ultimo sia riempito con altre attrezzature, le quali potrebbero rendere difficoltosa l'estrazione della zattera. Non ci si deve dunque stupire se, in vari modelli di imbarcazioni, i costruttori hanno ben pensato di ricavare uno spazio apposito per il ricovero della zattera richiusa, concepito appositamente per un suo facilissimo e rapidissimo utilizzo: non ci sono infatti sportelli sottochiave o simili, quanto invece pratiche cinghie da aprire con un solo gesto veloce, per mettere subito sé stessi e gli altri passeggeri al sicuro sul mezzo di emergenza.


Come si utilizza una zattera da salvataggio in caso di bisogno?


Le zattere di salvataggio Eurovinil, così come inteso dalla normativa internazionale, sono pensate per poter essere protagoniste di un utilizzo semplice e intuitivo. Al momento del bisogno sarà dunque necessario tirare la sagola collegata alla borsa per attivare il processo di gonfiaggio istantaneo, per poter così mettere la zattera in acqua. Non sempre, però quest'azione viene eseguita del migliore dei modi, e talvolta l'impatto con l'acqua finisce per capovolgere la zattera durante la sua apertura completa. In questo caso, dunque, diventa necessario raddrizzare il mezzo gonfiabile: per farlo, la procedura prevede di afferrare la scaletta e, facendo leva con il proprio corpo, tirare nella propria direzione. In questo modo la zattera dovrebbe tornare abbastanza facilmente nella posizione giusta. Una volta saliti a bordo, sarà possibile prendere possesso delle dotazioni previste e, in caso di bisogno, utilizzare le pagaie per spostarsi. Va però sottolineato il fatto che, viste le dimensioni ridotte, le pagaie permettono sì degli spostamenti, ma minimi e certamente non comodi, né veloci. Da lì in poi, in caso di naufragio protratto, è necessario effettuare tutte le operazioni di sicurezza del caso. In molti casi, per esempio – a causa del ribaltamento della zattera, o magari per l'entrata maldestra dei passeggeri – ci si potrebbe trovare con dell'acqua a bordo. Questa situazione è però stata ampiamente prevista dai costruttori come Eurovinil e dalla normativa, e per questo, all'interno delle sacche contenenti le dotazioni di bordo, sarà possibile trovare una coppia di spugne: basterà utilizzare il coltello gonfiabile d'obbligo per aprire la sacca, estrarre le due spugne e iniziare a 'riempirle' con l'acqua presente sul fondo. Per velocizzare l'operazione, anziché spremere continuamente le spugne verso l'esterno, si può usare la sassola presente nella medesima sacca. . Nelle ore notturne si rende invece necessario utilizzare i segnalatori di emergenza, ovvero i fuochi a mano oppure, eventualmente, le boette fumogene o il razzo. Quanto all'idratazione, ogni zattera di salvataggio deve essere provvista di una razione d'acqua per ogni passeggero: una zattera per sei persone, dunque, metterà a disposizione dei naufraghi 6 dosi d'acqua da 250 ml.

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