Zattera di salvataggio: quando è obbligatoria e quando no?

La speranza è ovviamente sempre quella di non dover mai utilizzare questa e nessun’altra dotazione di sicurezza: su questo non ci sono davvero dubbi. Vale però sempre la pena ricordare che la zattera di salvataggio è un dispositivo estremamente prezioso, che può salvare l’intero equipaggio in caso di gravi incidenti al largo, e quindi anche nel malaugurato caso di di incendio a bordo o di affondamento. Ecco che allora, nonostante nessun diportista sia particolarmente felice di spendere centinaia se non migliaia di euro per questa dotazione, e che nessun navigante sia desideroso di avere ulteriore ingombro a bordo, le zattere restano fondamentali. Ma non sempre: quando la zattera di salvataggio è obbligatoria, e quando invece è possibile mollare gli ormeggi senza avere a bordo un dispositivo di questo tipo? Il Regolamento di attuazione del Codice della Nautica di fine 2024 ha infatti cambiato alcune delle carte in tavola, con delle apprezzate “semplificazioni”, le quali però hanno creato anche qualche dubbio sull’effettiva obbligatorietà di questa dotazione di sicurezza nei diversi scenari.

Quando la zattera di salvataggio è obbligatoria?

Per capire quando la zattera di salvataggio è obbligatoria e quando invece non lo è determinante ricordare una regola essenziale nel mondo della nautica: le normative da rispettare sono quelle dettate dal legislatore del Paese rappresentato dalla bandiera della propria barca. Ecco che allora tutti i diportisti che navigano su barche battenti bandiera italiana dovranno rispettare quanto riportato dal nostro Codice della Nautica.

Il regolamento italiano prevede delle regole generali che dispongono in modo molto chiaro quando la zattera di salvataggio è obbligatoria e quando non lo è.

  • La zattera di salvataggio non è obbligatoria per le barche che navigano entro le 6 miglia dalla costa; il diportista che non supera tale limite può quindi decidere se presentare a bordo questo battello di emergenza o se farne a meno, confidando sul fatto che la distanza ridotta dalla terraferma possa essere una garanzia sufficiente di sicurezza;
  • La zattera di salvataggio diventa obbligatoria nel momento in cui si superano le 6 miglia dalla costa. Più nello specifico, nella navigazione tra le 6 e le 12 miglia la legge obbliga ad essere dotati di una zattera di salvataggio di tipo costiero; superate le 12 miglia, la disposizione generale prevede che a bordo delle barche sia presente una zattera di tipo oceanico.

I tipi di zattera: costiera e oceanica

Spiegato quando la zattera di salvataggio è obbligatoria e quando invece resta a discrezione del diportista, è bene spiegare quali sono le differenze tra modello costiero e modello oceanico. La differenziazione nasce da un bisogno che ogni diportista conosce molto bene, ovvero quello di ridurre al minimo gli ingombri a bordo, così come i costi di acquisto e di manutenzione delle dotazioni di sicurezza. Non a caso, dunque, la tabella delle dotazioni di sicurezza varia grandemente in base alle distanza di navigazione dalla costa, ben oltre alla semplice distinzione tra i due modelli di zattere.

Ecco che allora i diportisti che non superano le 12 miglia possono imbarcare un modello di zattera più semplice, più leggero, con una dotazione minore: per l’appunto, la zattera costiera. Va peraltro detto che fino a non molti anni fa per la navigazione entro le 12 miglia non era prevista nessuna vera e propria zattera: era infatti sufficiente l’atollo di emergenza, ovvero una sorta di boa galleggiante alla quale i naufraghi potevano “attaccarsi” in attesa dei soccorsi.

Ora si parla in tutti i casi di vere e proprie zattere autogonfiabili: il modello oceanico, però, è progettato per affrontare un recupero più lento da parte dei soccorsi, nonché per resistere a condizioni meteorologiche più difficili. Per questo le zattere di salvataggio oltre le 12 miglia sono dotate di una tenda per proteggere gli occupanti da sole e pioggia, una copertura peraltro munita spesso di un dispositivo per raccogliere l’acqua piovana.

Quando la zattera costiera può sostituire quella oceanica?

Abbiamo visto quando la zattera di salvataggio è obbligatoria nei due distinti modelli: va però detto che, a partire dal Regolamento di attuazione del Codice della Nautica, ovvero dal Decreto 17 settembre 2024, n. 133, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 settembre 2024 ed entrato in vigore il mese successivo, sono state apportate importanti modifiche.

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Da quel momento in poi si è aperta la possibilità, anche per le unità di diporto che navigano oltre le 12 miglia dalla costa, di sostituire la zattera di salvataggio oceanica con un più economico e più leggero modello costiero. Occhio: tale possibilità è tale solo per i diportisti che si muovono all’interno della zona SAR, ovvero entro i confini dell’area denominata Search and Rescue, dove si può effettivamente stimare un arrivo sufficientemente rapido dei soccorsi. Altra condizione per poter sostituire la zattera oceanica con quella costiera è la presenza a bordo di un GPS, eventualmente anche portatile, e di un EPIRB (oppure eventualmente di un telefono satellitare che presenti la funzione per le chiamate di emergenza).

Quando il tender può sostituire la zattera?

C’è un’altra novità introdotta dal Regolamento di attuazione del Codice della Nautica del 2024, che modifica in modo non trascurabile la risposta alla domandaQuando la zattera di salvataggio è obbligatoria?”. Chi naviga oltre le 6 miglia ma entro le 12 miglia, e  che quindi sarebbe obbligato ad avere a bordo una zattera costiera, può sostituirla con un tender. Più nello specifico, affinché tale sostituzione possa essere legittima, il proprio battello di servizio deve essere un natante pneumatico con marcatura CE di categoria A, B o C, e deve rispettare gli standard UNI EN ISO 6185.  Da qui in poi valgono le medesime regole per le zattere di salvataggio: ecco che allora il tender deve essere sufficientemente capiente per ospitare tutti i passeggeri a bordo, e che deve essere dotato del kit di sopravvivenza previsto per le zattere costiere. E ancora, è fatto obbligo di mantenere il tender sempre pronto all’uso: deve quindi essere gonfio e posizionato sul ponte della barca, per poterlo mettere in mare manualmente e in modo rapido.

obbligatorietà zattere di salvataggio: quando

Quando la zattera di salvataggio è obbligatoria sul gommone?

Ecco un’altra questione comune, questa volta da parte dei gommonauti: quando la zattera di salvataggio è obbligatoria sui RIB? Prima del settembre 2024, non c’era nessuna distinzione tra battelli pneumatici e barche senza tubolari, pur tra le lamentele dei proprietari di gommoni. Il legislatore ha infine accolto queste lamentele, giudicando positivamente la “non affondabilità” dei gommoni. Ecco che allora la zattera di salvataggio non risulta più tra le dotazioni di sicurezza obbligatorie per i gommoni che navigano entro le 12 miglia dalla costa. Questo a patto di avere gommoni marcati CE, di categoria A, B o C e rispettosi degli standard UNI EN ISO 6185. Per poter godere di questa “semplificazione” i gommonauti devono dotarsi di un kit di sopravvivenza nonché di un estintore aggiuntivo.

Quando la zattera di salvataggio è obbligatoria all’estero?

Come visto, l’obbligatorietà delle zattere di salvataggio dipende dai singoli Paesi, e quindi dalla bandiera battente. Ecco che allora la Francia ha optato per l’obbligatorietà dopo le 6 miglia, disponendo due diverse zattere: una per navigare tra le 6 e le 60 miglia, un’altra oltre le 60 miglia. Per fare un altro esempio, la Polonia – tra i paesi attualmente favoriti per chi cerca una bandiera battente con regole più lasche – non dispone nessun reale obbligo per la zattera di salvataggio.

 Ovviamente dove non arriva il legislatore dovrebbe però sempre arrivare il buonsenso: perché rischiare mettendosi in navigazione a distanza dalla costa senza una dotazione per le emergenze? Il consiglio è dunque sempre quello di averne a bordo una, e di posizionare corettamente la zattera di salvataggio per poterla mettere in mare rapidamente al bisogno.

Le scadenze delle revisioni: un ripasso

Abbiamo dunque visto nel dettaglio quando la zattera di salvataggio è obbligatoria, quando non lo è e quando può essere sostituita con un semplice battello di servizio. Vale la pena ricordare che queste dotazioni di sicurezza devono essere sottoposte a regolare revisione: per le zattere costiere l’obbligo cade dopo 3 anni dall’acquisto e successivamente ogni 2 anni; per i modelli oceanici l’obbligo di revisione è fin da subito biennale.

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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