In questi primi anni di diffusione dei motori fuoribordo elettrici, grazie all’aumentare dei modelli, al progredire della tecnologia e all’ecobonus per i motori marini abbiamo imparato a conoscere le caratteristiche peculiari e i vantaggi di questi propulsori green. Che, per ora, non sono certamente per tutti, prima di tutto per una questione tecnica. Attualmente, infatti, sono effettivamente poche le applicazioni di fuoribordo a batteria su grosse barche a motore con scafi plananti, dove le geometrie stesse richiedono un rapporto tra peso e potenza poco compatibile con gli attuali modelli elettrici. Si è capito però che questi motori possono essere molto interessanti sulle barche a vela, soprattutto su quelle al di sotto dei 10 metri, dove lo scafo dislocante può essere spinto con potenze ridotte, senza peraltro patire eccessivamente l’ulteriore peso delle batterie. E ancora, i motori elettrici sono ottime scelte per i tender nonché per i barchini da usare per la pesca. Ma come scegliere la potenza del fuoribordo elettrico in base all’effettivo utilizzo? Abituati a ragionare su motori endotermici e su cavalli, e quindi dentro a categorie ben precise, il mondo dei watt può creare non poca confusione.
In questo articolo vedremo dunque le nozioni necessarie e le considerazioni da fare per scegliere la potenza del fuoribordo elettrico ideale per la propria barca. Buona lettura!
Potenza del fuoribordo elettrico in cavalli: una spiegazione
Partiamo con la teoria: per scegliere la potenza del fuoribordo elettrico è necessario capire le relative differenze rispetto ai motori endotermici che per anni abbiamo installato a poppa delle nostre barche. Conosciamo tutti i vantaggi della transizione elettrica in campo nautico, con propulsori che non producono emissioni nocive durante l’utilizzo, con l’energia elettrica che può essere generata in modo rinnovabile, e con netti benefici a livello di silenziosità e di semplicità di utilizzo e manutenzione.
Ci sono però ovviamente anche i noti svantaggi. Il costo dei fuoribordo elettrici è ancora maggiore rispetto a quello dei modelli a carburante; la potenza dei propulsori elettrici più grossi è ancora lontana dal poter pareggiare quella dei colleghi endotermici; e l’autonomia è per forza di cose ridotta, essendo legata a pesanti batterie. Come visto sopra, insomma, la transizione elettrica nautica ad oggi ha delle vie di sviluppo piuttosto precise.
Detto questo, per scegliere la potenza del fuoribordo elettrico bisogna sapere fin dall’inizio che non si troverà questo dato espresso in CV o in HP, pur sapendo che taluni marchi, come Torqeedo, vengono incontro al diportista indicando la “potenza equivalente” in cavalli. La potenza dei fuoribordo elettrici è infatti comunemente espressa in Watt o in Kilowatt, mentre più raramente si opta per l’indicazione della spinta (in libbre o in chilogrammi).
Nel nostro e-commerce di accessori per la nautica è possibile trovare motori fuoribordo elettrici estremamente compatti e leggeri: pensiamo all’avanguardistico Temo 450, per tender e barchini, che pesa appena 4,9 chilogrammi e ha una potenza in uscita di 200 Watt, equivalente a una spinta di 12 chilogrammi. D’altra parte ci sono motori fuoribordo elettrici molto più potenti, come il Torqeedo Cruise 12.0 R, che eroga ben 12 kW di potenza: qui il produttore spiega che la resa è quella di un fuoribordo a carburante di 25 CV, per spingere quindi potenzialmente imbarcazioni fino a 10 tonnellate.
A questo punto, per scegliere la potenza del fuoribordo elettrico, vale la pena sottolineare che l’utilizzo da parte dell’utente – a livello di manetta – è diverso rispetto a quello tipico dei modelli a carburante, con conseguenze dirette sul momento dell’acquisto.
Spingere al massimo un motore marino elettrico: perché sì
Una cosa che si deve assolutamente tenere in considerazione nello scegliere la potenza del fuoribordo elettrico è che paragonare questi propulsori a quelli endotermici può risultare sbagliato da parecchi punti di vista. Bisogna infatti sapere che i motori a carburante non sono costruiti per essere utilizzati al massimo: questo significa che, se la nostra barca è spinta da un propulsore da 300 cavalli, molto raramente in un utilizzo normale sfrutteremo realmente tutta questa cavalleria, tenendo un livello medio di giri motore ben al di sotto del massimo.
Ecco, nel caso dei motori elettrici le cose sono differenti: sono infatti progettati per essere spinti al massimo, e anzi per lavorare meglio quando si va “a manetta”. Certo, l’autonomia si riduce all’aumentare della potenza richiesta, ma questo vale ovviamente anche per i motori endotermici.

Cavalli motore e watt: la conversione
Abbiamo visto che non è corretto cercare una corrispondenza tra i Watt di un motore elettrico e i cavalli di un fuoribordo a carburante. Sappiamo però che molti diportisti sono interessati comunque a questa conversione, per avere un dato più concreto per differenziare un fuoribordo elettrico dall’altro e per avere rassicurazioni circa i fuoribordo elettrici che possono essere utilizzati anche senza avere la patente nautica.
È quindi bene sapere che il cavallo – o meglio, il cavallo vapore – è stato utilizzato fin dall’inizio della rivoluzione industriale per capire “a quanti cavalli corrispondeva una macchina”. Se quindi in precedenza erano necessari 3 cavalli per fare quella stessa attività (per trascinare un carro, per sollevare un peso, e via dicendo) un macchinario che riusciva a fare quella stessa cosa aveva una potenza di 3 CV. Si è successivamente precisata questa unità di misura, affermando – semplifichiamo un po’ – che un cavallo equivale alla potenza necessaria per sollevare un peso di 75 chilogrammi alla velocità di un metro al secondo.
Dall’altra parte abbiamo il Watt, l’unità di misura della potenza del Sistema Internazionale: un watt corrisponde a 1 joule al secondo; un cavallo vapore corrisponde a 735.5 Watt. Ne deriva allora che un motore da 10 cavalli sprigiona 7.355 watt di potenza, ovvero 7,35 kW.
Motore della barca elettrico senza patente nautica: fino a quale potenza?
Le conversioni fatte qui sopra, lo abbiamo detto, non dovrebbero essere prese come oro colato per capire come scegliere la potenza del fuoribordo elettrico ideale per la propria barca. Abbiamo infatti visto che il Torqeedo Cruise 12.0 R, con i suoi 12 kW di potenza, equivale a un fuoribordo classico da 25 cavalli, anche se la conversione matematica ci porterebbe a pensare altrimenti.
Ma attenzione: conoscere la conversione tra Watt e CV è importante per sapere quali motori elettrici marini è possibile condurre anche senza patente nautica. Sappiamo infatti che il Codice della nautica da diporto vieta di guidare motori sopra ai 40,8 cavalli senza patente; qui entra in gioco la conversione matematica esatta, con i motori fuoribordo elettrici fino a 30 kW che possono essere guidati senza patente nautica nel pieno rispetto della legge italiana.
Come scegliere la potenza del fuoribordo elettrico: qualche esempio
Può essere infine utile vedere alcuni esempi pratici per capire come scegliere la potenza del fuoribordo elettrico ideale. Un punto di riferimento da tenere a mente può essere quello dei 1.000 Watt, ovvero del kW di potenza: entro tale soglia i fuoribordo elettrici sono pensati per le poppe di tender; al di sopra di tale livello è possibile pensare al fuoribordo anche per piccoli gommoni, o per vere e proprie barche. Il Torqeedo Cruise 3.0 R, con una potenza di 3 kW, si comporta come un fuoribordo da 6 cavalli, così da poter spingere un piccolo gommone; il Cruise 10.0 T, con potenza di 10 kW e una resa equivalente ai 20 HP, può spingere imbarcazioni di oltre 8 tonnellate, e per le sue caratteristiche può risultare prezioso su taxi boat o su barche da lavoro.

