Ancore per ormeggio: la guida definitiva per una sosta in rada senza pensieri

Per ogni diportista, il momento di dar fondo rappresenta il culmine di una giornata di navigazione, l’inizio del relax in una baia protetta. Tuttavia, la scelta delle giuste ancore per ormeggio e la padronanza della tecnica non sono solo questioni di comodità, ma una vera e propria assicurazione sulla sicurezza dell’equipaggio e dell’imbarcazione. Un ancoraggio eseguito male può trasformare un pomeriggio tranquillo in un’emergenza, specialmente se la barca inizia ad “arare” verso la costa o altre imbarcazioni.

Come si chiamano le ancore per ormeggio? Terminologia e ruoli a bordo

Spesso si parla genericamente di “ancora“, ma tecnicamente, a seconda del suo utilizzo e della sua posizione, questo strumento assume nomi specifici. Come si chiama l’ancora per ormeggi?

La distinzione principale avviene tra l’ancora di posta e l’ancora di rispetto (o di speranza). L’ancora di posta è quella principale, solitamente alloggiata sul musone di prua e sempre pronta all’uso per gli ancoraggi quotidiani. L’ancora di rispetto è invece una seconda unità, spesso stivata in un gavone, da utilizzare in situazioni di emergenza o quando le condizioni meteo richiedono un rinforzo della tenuta. È buona norma che queste due ancore siano di tipologie differenti per adattarsi a diversi tipi di fondale.

ancore per ormeggio

Come scegliere l’ancora barca: il calcolo del peso ideale

La domanda cruciale per ogni armatore è legata alle dimensioni dell’attrezzatura. La regola empirica della nautica suggerisce di calcolare un chilogrammo di ancora per ogni metro di lunghezza della barca.

Tuttavia, questo rapporto è puramente indicativo e deve essere adattato al dislocamento reale e alle condizioni d’uso. Se prevedi di ormeggiare in zone soggette a venti forti o se la tua barca ha una presa al vento elevata, è saggio raddoppiare questa proporzione, arrivando fino a 2 kg per metro. Per fare un esempio pratico, un’imbarcazione di 10 metri dovrebbe avere un’ancora principale di almeno 14-16 kg per garantire una tenuta affidabile in ogni condizione.

La scelta del giusto sistema aggrappante dipende da variabili complesse come il dislocamento e il tipo di fondale. Per una panoramica esaustiva, ti invitiamo a consultare l’articolo: Ancore: il cuore della sicurezza in rada. Guida definitiva alla scelta e all’utilizzo, dove troverai tutte le informazioni necessarie per la tua sicurezza a bordo

Tipologie di ancore per ormeggio: design e fondali

Non è solo il peso a determinare la stabilità, ma soprattutto la forma delle marre e la loro capacità di penetrare nel sedimento.

  • Ancore a Vomere o Aratro (CQR, Delta, Bruce): Sono le più diffuse sulle barche di medie dimensioni grazie alla geometria autoraddrizzante. La loro particolarità è che, se la barca ruota e l’ancora inizia ad arare, tendono a penetrare nuovamente nel fondale ristabilendo la presa.
  • Ancore a Marre Piatte (Danforth, Fortress): Eccellenti su sabbia e fango per la loro ampia superficie, ma quasi inutili su rocce o alghe. La Fortress, grazie alla sua leggerezza e facilità di stivaggio, è spesso scelta come ancora di rispetto.
  • Ancore di Nuova Generazione (Rocna, Spade, Ultra Marine): Rappresentano lo stato dell’arte. Dotate di roll-bar o punte zavorrate, assicurano una presa quasi immediata e una stabilità superiore anche con vento forte e brandeggi impegnativi.

Che cima usare per l’ormeggio? Il ruolo fondamentale della linea di ancoraggio

Molti concentrano l’attenzione solo sull’acciaio, dimenticando che l’ancora è efficace solo se supportata da una linea adeguata. Che cima usare per l’ormeggio?

Da non perdere:   Guida scientifica alla scelta del tender ideale per la tua barca

La configurazione ideale prevede un mix tra catena e cima. L’uso di almeno 10 metri di catena tra l’ancora e la cima è vitale: il peso della catena stesa sul fondo assicura che la trazione sull’ancora sia parallela al suolo, massimizzando la presa. Per quanto riguarda la cima, è necessario utilizzare materiali elastici come il nylon o il poliestere alta tenacità, che fungono da ammortizzatore naturale contro gli strappi causati dalle onde. Il diametro deve essere proporzionato al peso della barca e, in inverno o in caso di sosta prolungata, è preferibile optare per cime maggiorate.

Come fare un buon ancoraggio: la tecnica step-by-step

Sapere come fare un buon ancoraggio è una competenza fondamentale che richiede precisione e studio del contesto.

  1. Analisi dell’area: Controlla l’ecoscandaglio per profondità e tipo di fondale. Evita sempre le praterie di Posidonia Oceanica per rispetto dell’ecosistema.
  2. Posizionamento: Avvicinati al punto scelto con la prua al vento o alla corrente e arresta completamente l’imbarcazione.
  3. La Calata: Inizia a calare l’ancora dolcemente mentre la barca indietreggia lentamente. È un errore gravissimo gettare l’ancora a “mucchio” sopra la catena.
  4. Il Calumo: Dai fondo a una quantità di catena/cima pari ad almeno 4 volte la profondità del fondale. Con 5 metri di fondo, dovrai filare almeno 20 metri di linea.
  5. Il Test di Tenuta: Una volta terminato, innesta la retromarcia e dai un breve scatto di gas. Se la barca si ferma e senti la catena tendersi senza vibrazioni, l’ancora ha fatto testa correttamente.

Vuoi fare un ormeggio a prova di uragano? Guarda il nostro video completo.

Come ormeggiare con l’ancora: la manovra in banchina

Spesso l’ancoraggio non avviene in rada, ma in porto. Come ormeggiare con l’ancora quando ci si avvicina a una banchina? Questa manovra, tipica del Mediterraneo (ormeggio di poppa), prevede di calare l’ancora a una distanza pari a circa 3-4 volte la lunghezza della barca rispetto al molo, per poi indietreggiare verso la banchina mantenendo la catena in tensione. Una volta raggiunta la posizione, si fissano le cime di poppa e si cazza il salpa-ancore per stabilizzare il tutto.

Gestire l’ancora incagliata: grippia e grippiale

Cosa fare se l’ancora si incastra tra le rocce? La prevenzione è la soluzione migliore. Utilizzare una grippia (una cima legata al diamante dell’ancora) collegata a un grippiale (un piccolo gavitello di segnalazione) ti permette di segnalare la posizione dell’ancora e di spedarla tirandola dalla direzione opposta. Se non hai usato il grippiale, puoi tentare la tecnica della grippia volante, facendo scendere un peso lungo la catena per cercare di liberare l’unghia.

Sicurezza e attrezzatura di qualità

Padroneggiare le tecniche di ancoraggio e scegliere le giuste ancore per ormeggio trasforma la navigazione in un’esperienza serena e sicura. Ricorda che ogni dettaglio, dal diametro della cima alla manutenzione del salpa-ancore, contribuisce alla stabilità del tuo “rifugio” sull’acqua.

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Scritto da
Alice Ferrara
Alice Ferrara
Il mare è la mia vita: trascorro le estati sulla mia barca a vela Leti, trasformando la passione per la navigazione nel mio lavoro. Esplorare le onde e connettermi con il mare mi riempie di felicità e libertà, creando un legame profondo con questo ambiente straordinario.

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