Termocamere marine: a cosa servono?

A che cosa servono le telecamere marine a bordo delle barche? Vedere meglio, vedere di più, vedere in ogni condizione: questa è sempre stata un’esigenza molto sentita nel campo della navigazione, che non a caso accolse con un certo entusiasmo i cannocchiali galileiani e li usò dal diciassettesimo secolo fino al secolo scorso, ovvero fino all’avvento commerciale dei primi prismi ottici. E certo, ancora oggi a bordo delle barche, da diporto e non solo, i binocoli rappresentano degli strumenti utili e preziosi; cionondimeno, è sempre più comune affidarsi alla visione indiretta, mediata cioè da un display digitale, come accade per l’appunto nel caso delle termocamere marine per barca.

In effetti siamo già abituati ad affidarci ai display di bordo per vedere ‘meglio e di più’: pensiamo a quante informazioni utilissime ci può dare il chartplotter sulle condizioni del fondale marino, grazie ai dati raccolti dal trasduttore; ma pensiamo ovviamente anche ai radar, preziosi alleati di chi naviga in mare aperto, con una portata che in certi casi supera le 90 miglia.

E poi ci sono per l’appunto loro, le termocamere marine, che aumentano iperbolicamente la capacità visiva in condizioni di oscurità (e non solo, come vedremo). Ma quali sono quindi i vantaggi di avere una termocamera marittima a bordo della barca? Come funzionano questi dispositivi, e in quali casi possono rivelarsi estremamente utili?

Come funzionano le termocamere marine

Prima di capire cosa possono fare le telecamere marine per il diportista, cerchiamo di spiegare in modo semplice e veloce come funziona una termocamera marittima. Vale la pena sottolineare, a livello di introduzione, che esistono diverse tecnologie che permettono di riportare su uno schermo delle immagini abbastanza chiare della realtà anche lì dove l’occhio umano scorge in realtà poco o nulla.

Molte di queste rientrano per l’appunto sotto il termine ‘termocamere’, presentando però dei funzionamenti differenti. La termocamera propriamente detta fornisce un’immagine termica di quello che si trova di fronte, rappresentando quindi un’immagine con delle tonalità o con dei colori differenti in base alle temperature individuate sulle diverse superfici filmate.

Per questo si parla più propriamente di telecamere termografiche, ovvero di dispositivi che risultano particolarmente sensibili alle radiazioni infrarosse, e che vengono utilizzati per diversi impieghi in campo militare ma anche industriale, agricolo e civile. E, per l’appunto, nel diporto.

Per completezza, vale la pena specificare che una termocamera radiometrica permette di rilevare la temperatura rilevata in ogni punto dell’immagine filmata, cosa che invece una termocamera non radiometrica non dà la possibilità di fare. Di base, stimando il livello di energia immagazzinato in ogni punto (che diventerà poi un pixel) viene riprodotta un’immagine, che può essere in bianco o nero o con dei colori “falsi”, ricostruiti per l’appunto in base alla temperatura percepita.

termocamere marine FLIR Rarymarine
Crediti immagine: FLIR

Nel caso delle termocamere multispettrali marine, le informazioni raccolte sono di diverso tipo, relative cioè a un più ampio spettro elettromagnetico, attingendo da infrarossi, temperature e bande visibili. Si capisce quindi che l’immagine restituita da una termocamera multispettrale, partendo da un bagaglio più ricco di informazioni raccolte, sarà di qualità maggiore.

Ma quali sono i benefici dell’installare una telecamera termica a bordo di una barca?

I vantaggi della termocamera in barca

Ci sono tanti vantaggi nell’installare una termocamera in barca: ovviamente l’obiettivo principale del diportista è quello di avere una buona visione notturna, anche se come vedremo tra poco non si tratta unicamente di questo.

Chi conosce il mercato dei dispositivi nautici per la visione notturna sa bene che esistono delle telecamere che offrono l’opzione della visione in condizioni di illuminazione ridotta, la quale si basa sulla presenza di piccole o piccolissime quantità di luce per riprodurre un’immagine a livello del display, andando cioè a intensificare quanto captato. Il problema di questi dispositivi sta però nel fatto che lungo la costa sono presenti moltitudini di punti di illuminazione, e quindi di luci brillanti che finiscono per abbagliare le telecamere stesse, rendendo l’immagine restituita poco comprensibile; di contro, queste stesse telecamere in condizioni di oscurità assoluta non funzionano affatto, non riuscendo a lavorare in assenza totale di luce.

Le termocamere marine non conoscono invece problemi di questo tipo: l’assenza totale di luce o la presenza di fari abbaglianti non sono ostacoli, sapendo che le telecamere termiche funzionano in base al calore emesso dai diversi oggetti. E no, barche, banchine, boe, strutture e scogli non possono nascondere la propria temperatura, risultando di conseguenza sempre visibili attraverso i sensori multispettrali delle migliori termocamere marine.

È un dato di fatto: di giorno come di notte, al sole o nella nebbia più fitta, ogni cosa emette dell’energia termica che una termocamera può captare, restituendo peraltro delle immagini con un contrasto netto.

Si potrebbe forse pensare che la barca che presenta a bordo un radar possa tranquillamente fare a meno di una termocamera, ma non può essere trascurato il fatto che i radar presentano dei risultati non particolarmente immediati, né facili da interpretare. Le immagini restituite dalle termocamere marine in tempo reale sono invece assolutamente intuitive, andando a completare, a integrare e a spiegare quanto magari anticipato dal radar.

Quindi sì, il principale vantaggio di avere una telecamera termica in barca è quello di poter vedere chiaramente anche nell’oscurità più completa, per vedere segnali, rocce affioranti, ponti, altre unità o pericolosi oggetti galleggianti che potrebbero danneggiare lo scafo.

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Ma non è tutto qui, in quanto le termocamere marine possono risultare altamente preziose in caso di emergenza in mare, aumentando iperbolicamente la capacità di visione di chi desidera prestare soccorso: non a caso le telecamere termiche risultano molto diffuse a livello delle imbarcazioni usate quotidianamente dai soccorritori marini.

Le termocamere marine Flir

Una gamma molto ampia di termocamere marine è quella proposta da Flir, leader mondiale nella progettazione, produzione e commercializzazione di termocamere; tra i propri marchi conta Flir anche Raymarine, che si occupa per l’appunto anche della commercializzazione dei dispositivi in campo nautico.

Diamo un’occhiata ai principali modelli della gamma di termocamere Flir per la nautica da diporto:

Termocamera Flir M232

Decisamente compatta e pesante appena 2,7 chilogrammi, questa termocamera è pensata appositamente per garantire ai diportisti una navigazione sempre informata e sicura tra boe, banchine, ponti e altre imbarcazioni, a qualsiasi ora e in qualunque condizione, nonché a trovare più velocemente eventuali persone in acqua. La risoluzione offerta da questo modello di termocamera da barca è di 320 × 240, con una visualizzazione che spazia a 360 gradi e uno zoom in 4X.

Termocamera marittima Flir M300C

Robusta e capace di offrire visibilità perfetta nell’oscurità, nella nebbia o di fronte al riverbero del sole, questa telecamera termica da barca pesa 6,3 chilogrammi e presenta una stabilizzazione giroscopica avanzata, per eliminare l’effetto del beccheggio e dello spostamento verticale. La navigazione diventa così più sicura in ogni condizione, anche a fronte di mare grosso e buio; con la telecamera termica marittima Flir M300C è possibile scorgere un’imbarcazione da 30 piedi a 1850 metri e una persona a 560 metri.

Telecamera di bordo multispettrale Flir M364C LR

L’unione di una telecamera da barca ad alta definizione e di una termocamera avanzata, per una percezione perfetta dell’ambiente circostante. Combinando i dettagli individuati dalla camera ad alta definizione e la visione termica e a colori, il risultato è ricco e completo, anche grazie alla stabilizzazione giroscopica a due assi. Il peso della telecamera multispettrale è di 6,3 chilogrammi, con una risoluzione fino a 1920 per 1080; in questo caso è possibile individuare un’imbarcazione da 30 piedi fino a 3.700 metri di distanza, e una persona a 1.030 metri.

Termocamera multisensore di bordo Flir M400XR

Qui il pubblico di riferimento è quello dei soccorritori, portando sul mercato un dispositivo dotato di telecamera HD a colori a lungo raggio e un sensore termico che offre video di risoluzione 640 per 480 pixel, con un alto livello di dettaglio. Visto il pubblico di riferimento, questa termocamera presenta anche una modalità antincendio, andando a rilevare istantaneamente punti caldi e fiamme grazie a una tavola di colori isotermici; ci sono poi altre funzionalità utili per le forze dell’ordine e di sorveglianza, come per esempio la funzionalità di inseguimento.  

La realtà aumentata Raymarine ClearCruise

Parlando di termocamere marine, e nello specifico delle telecamere termiche Flir proposte da Raymarine, può essere utile aggiungere il fatto che questi innovativi dispositivi possono essere impiegati sulle imbarcazioni da diporto per costruire dei veri e propri sistemi di realtà aumentata, per prendere sempre le migliori decisioni sul passo successivo in navigazione, potendo contare su un mare di informazioni dettagliate.

Tutto questo è possibile grazie alla realtà aumentata ClearCruise, che va a sovrapporre diversi oggetti di navigazione direttamente sul display video ad alta definizione di Axiom (la gamma di chartplotter che presenta display multifunzione per la navigazione dai 7 fino ai 24 pollici).

Il diportista che ha dalla sua ClearCruise può quindi visualizzare a schermo degli oggetti di navigazione critici sovraimpressi, con delle grafiche arricchite in tempo reale; ecco che allora sul display compaiono per esempio delle etichette di vari colori, le quali riportano informazioni preziose quali l’identificazione dell’oggetto, il suo stato e la valutazione del rischio (nel caso di imbarcazioni dotate di AIS).

L’ecosistema ClearCruise è ovviamente compatibile con le termocamere Flir: tutto parte dal sensore di rotta e GPS a realtà aumentata AR200.

Le termocamere per il monitoraggio termico delle apparecchiature

Nella maggior parte dei casi, quando si parla di termocamere marine, si fa riferimento all’impiego di telecamere termiche che aiutino il diportista a visualizzare in modo chiaro l’ambiente circostante, a prescindere dalle effettive condizioni di visibilità. Non è però sempre questo il caso: esistono infatti anche dei sistemi avanzati di monitoraggio termico per barche, che hanno l’obiettivo di tenere costantemente sott’occhio le parti più critiche della propria imbarcazione.

La termocamera FLIR MTMS è per esempio pensata per essere connessa ai chartplotter Raymarine in modo da assicurare il monitoraggio termico e continuo di aree come i motori, i collettori di scarico e via dicendo. E non si parla unicamente di un monitoraggio passivo: nel momento in cui il sistema MTMS rileva delle anomalie, ovvero delle temperature insolitamente alte (oltre a una soglia preimpostata come sicura) invia automaticamente degli avvisi acustici.

Diventa così possibile identificare con certezza e in modo tempestivo eventuali criticità a bordo, per agire prima che sia troppo tardi.

Crediti immagine di copertina: FLIR

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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