Al momento di acquistare un nuovo motore fuoribordo per la propria barca o per il proprio tender, tutti quanti andiamo alla ricerca di informazioni, di opinioni, di dati, di certezze in grado di aiutarci a prendere la decisione giusta. L’obiettivo finale è ovviamente quello di selezionare il propulsore con il miglior rapporto qualità prezzo, e che sia inoltre in linea con le proprie attitudini e con i propri obiettivi: c’è chi, per esempio, riconosce parecchio valore alla performance sportive del motore marino, e chi invece mette davanti a qualsiasi altra cosa il peso ridotto, oppure la facilità di manutenzione. Tutto dipende per l’appunto dall’utilizzo che se ne intende fare, dal tipo di motore al quale si sta puntando, e via dicendo. Ebbene, come ben sa chi ha già cercato un propulsore nel nostro e-commerce, la nostra preferenza va nettamente per i motori fuoribordo Tohatsu, un marchio con una storia lunga oltre 100 anni e che da decenni porta sul mercato nautico internazionale propulsori di alta qualità.
Il team di Tohatsu Italia ce lo dice sempre: questi motori marini rappresentano un’eccellenza da scoprire, essendo caratterizzati da performance e caratteristiche di livello superiore, senza però vantare l’enorme sistema promozionale di altri brand. Per questo motivo abbiamo deciso di presentarti l’opinione e l’esperienza di chi ha già scoperto questi propulsori 100% made in Japan: partiamo dalle parole di un nostro fidatissimo ed esperto collaboratore, ovvero con la recensione di Tohatsu da parte di Fabio Portesan!
La nostra fonte: Fabio Portesan
Non abbiamo scelto a caso la ‘fonte’ per questa approfondita recensione di Tohatsu: per raccogliere delle opinioni esperte su questo motore fuoribordo ci siamo infatti rivolti a chi in mare ci passa davvero tanto, tantissimo tempo, ovvero a un amico e collaboratore di lungo corso di HiNelson. Parliamo ovviamente di Fabio Portesan, che da ben 8 anni vive a bordo di Valeila: autore, conduttore e soprattutto velista, che da 3 anni utilizza un fuoribordo di questo eccellente brand giapponese.
Il motore fuoribordo Tohatsu: il MFS6
Ma quale sarà il propulsore al centro di questa recensione di Tohatsu? Protagonista sarà un modello della gamma “portatili” di Tohatsu, ovvero il fuoribordo a 4 tempi e da 6hp MFS6. Si tratta di un bestseller della casa giapponese, apprezzato in generale per la sua compattezza come per la sua leggerezza (va sottolineato che il peso ridotto è tra i più rinomati punti forti dell’intero catalogo Tohatsu).
Diamo due dati tecnici prima di lasciare spazio alle opinioni di Portesan su Tohatsu: il peso di questo fuoribordo, nella sua versione più leggera, è di appena 25 chilogrammi; l’avviamento è manuale, e la cilindrata è da 123 cc.
Fabio, ancora più nello specifico, possiede un MFS6 a gambo corto, utilizzandolo principalmente sul proprio tender (i gambi lunghi sono pensati tendenzialmente per le barchette a vela). Detto questo, passiamo al sodo, e scopriamo la recensione di Tohatsu a partire dalle parole di Fabio.
La recensione di Tohatsu di Portesan
Come anticipato, la recensione di Tohatsu di Portesan si basa su tre anni di utilizzo. Ma non abbiamo per l’appunto chiesto le opinioni su questo fuoribordo giapponese a un diportista “della domenica” (e magari delle sole domeniche tra luglio e agosto). Lo abbiamo chiesto a chi in barca ci vive davvero, e pure da anni.
Ecco: per dare il giusto peso alle opinioni che Fabio ci ha dato sul Tohatsu MFS6 è bene tenere in considerazione questo scenario di utilizzo ‘pesante’ e continuo. “Sono ormai tre anni che usiamo questo fuoribordo da 6 cavalli e posso dire, senza esitazioni, che non ci ha mai dato un problema” inizia Fabio.
L’incipit promette bene. E certo, nemmeno la famiglia Portesan utilizza il piccolo fuoribordo portatile ogni giorno. Ma “l’abbiamo acceso anche dopo mesi di inattività, portato in giro su tender, barche a vela e gommoni, anche con mare formato, e ogni volta ha fatto il suo lavoro in silenzio, senza vibrazioni, senza sorprese”. Ovviamente è anche questo che un diportista cerca in un motore fuoribordo: essere sempre pronto, anche quando non lo si utilizza da un po’.
E per l’appunto si parla di un fuoribordo portatile, di quelli insomma che vengono spostati spesso, dal garage all’auto, dalla banchina alla barca, dalla barca al tender, e via dicendo. E se il peso contenuto è un dato oggettivo – come si diceva, 25 chilogrammi per la sua versione più leggera – Fabio sottolinea la compattezza e la facilità di trasporto “grazie alle maniglie ergonomiche, una comodità non da poco quando devi metterlo e toglierlo dal tender più volte a settimana”. Il riferimento è alle grandi maniglie di trasporto anteriori e posteriori, ideali per sollevare e spostare comodamente il fuoribordo.
Va peraltro detto che, per facilitare al massimo l’alaggio del fuoribordo e il suo posizionamento sul tender, Fabio ha pensato bene di dotare il fuoribordo da 6 cavalli di Tohatsu di un’imbracatura da trasporto, per sfruttare al meglio la gruetta a bordo della sua Valeila (sia la gruetta che l’imbracatura per fuoribordo sono disponibili nel nostro store online).

Il vero plus individuato da Fabio è però un altro, ovvero “la possibilità di stoccarlo in tre posizioni diverse senza il rischio di perdite d’olio: una cosa che chi vive a bordo o si sposta spesso apprezza davvero”. A nessuno piace avere infatti a che fare con un motore che perde, nemmeno per un posizionamento sfortunato. Questo fuoribordo può esser stoccato sul lato sinistro, sul lato anteriore e sul lato destro, rivolto verso il basso, senza temere perdite.
E per quanto riguarda l’autonomia? Qui il discorso cambia in base al modello scelto: Fabio per il suo tender ha optato per il modello con serbatoio interno ed esterno, “utile quando serve fare più strada e sapere di avere anche il serbatoio interno come riserva”. Nello specifico si parla di un serbatoio interno con capacità 1,15 L e un serbatoio esterno da 12 L
L’opinione di Fabio sull’MFS6
Non si può chiudere la recensione di Tohatsu senza accennare al livello di rumorosità del fuoribordo MFS6: “Dicono che è silenzioso… e io confermo” ci spiega Fabio, che in chiusura ci tiene anche a sottolineare che questo “è anche uno dei pochi piccoli fuoribordo con la leva del cambio montata frontalmente, comoda soprattutto in manovra”.
E no, non si può trascurare nemmeno il fatto che parliamo di un motore fuoribordo – come peraltro praticamente tutti i fuoribordo di casa Tohatsu fino a 140 cv – con una garanzia di 7 anni: nel caso dei modello fino a 30cv, e quindi anche per l’MFS6, la garanzia è inclusa nel prezzo. A proposito di questa eccezionale garanzia, Fabio ci confida che “in tre anni non abbiamo mai avuto motivo di usarla” anche perché “basta eseguire la manutenzione ordinaria e invernarlo in maniera corretta”.
In conclusione, sintetizza Fabio, “se stai cercando un motore affidabile per il tuo tender o per una piccola barca, il Tohatsu MFS6 è una certezza”.


Ho un Tohatsu 4 tempi 6 Hp gambo lungo da diversi anni. Il motore va bene, ma da subito, appena comprato nuovo, si è rotta la vite della frizione del gambo (quella che regola quanto deve essere dura la rotazione nell’asse verticale del motore). La vite si rompe all’improvviso mentre navigo e no, non la stringo troppo… Visto che, ad oggi, dopo 5 interventi da parte di 3 meccanici autorizzati diversi il problema non è stato risolto, ritengo che sia un problema strutturale del motore. Nessuno dei meccanici consultati riesce a capire perché succeda, ma succede.
Ogni anno lo faccio sistemare e dura una settimana, poi lo lego con uno stroppo e finisco la stagione così.
(ho anche contattato il rappresentante per l’italia, ma non è servito a niente).
Ciao Pierpaolo, ci dispiace per la sua brutta esperienza, se volesse farci sapere la matricola e il nome delle officine che ha frequentato possiamo cercare di trovare una soluzione definitiva, puoi scriverci tramite l’email [email protected]
Buonasera, il 6 CV potrebbe andare bene per una barca a vela di 6,50 m peso 1000 kg ?
Ciao Alessandro, in linea di massima un 6 cv 4T su una vela di 6,5 m / 1000 kg è un motore minimo ma ancora plausibile per manovre e spostamenti in condizioni meteo buone (poca onda, poco vento).
Prima di sceglierlo però verifichi sempre: cosa indica la targhetta/omologazione della barca come potenza consigliata e dove navigherà (in zone con corrente/vento/onda marcati può essere meglio qualcosa di un po’ più potente, es. 8–10 cv).
Se resta nei limiti dell’omologazione e lo usa con mare “amico”, un 6 cv può andare, sapendo che è una soluzione più tranquilla che brillante.