Facciamo un altro passo in avanti per capire il funzionamento delle barche a vela, magari in vista di un corso per prendere la patente nautica. Qualche settimana fa abbiamo visto i diversi tipi di vela, presentando dunque genoa, spinnaker, trinchetto e via dicendo. Non a caso però quella lista si apriva con randa e fiocco, esattamente in quest’ordine; e non a caso queste sono le uniche vele che – spesso – conoscono anche i non velisti. Randa e fiocco rappresentano infatti le vele principali di una barca spinta dal vento, ed è esattamente da loro che si parte per imparare a manovrare. Vediamo quindi come sono fatte randa e fiocco, e come interagiscono tra loro.
Qual è la vela randa e come è fatta
La randa è la vela più importante delle barche a vela odierne: a dimostrarlo c’è il fatto di trovare questa vela issata sull’albero maestro, nonché il fatto che, su molte imbarcazioni, la randa è l’unica a sfruttare la forza propulsiva del vento. Non a caso quando si parla di questa vela si usa dire che è il “motore” della barca a vela, essendo deputata a risalire il vento. In inglese, del resto, questa stessa vela viene indicata con il nome “mainsail”.
Ma com’è fatta nel concreto una randa? C’è da dire che nel corso degli anni, o delle epoche, la randa ha cambiato più volte forma. Oggi, in quello che si chiamano armamenti moderni bermudiani, abbiamo a che fare con una vela triangolare, posizionata a poppavia dell’albero maestro: parlando di randa e fiocco, è bene specificare che la prima è più grande del secondo. Il lato fissato sull’albero, verticale, si chiama inferitura; quello orizzontale, sul boma, si chiama base; quello obliquo, l’unico libero, viene detto balumina. Anche gli angoli hanno dei nomi propri, ovvero il punto di penna, in alto; il punto di mura, lì dove si incontrano boma e albero; e il punto di scotta, tra balumina e base.
S’è detto che la balumina è l’unico lato della randa a essere libero. Ma non si tratta di un pezzo di tessuto alla completa mercé del vento: all’interno di questo lato della randa scorre infatti il meolo, ovvero un cavo che ci permette, quando necessario, di tesare questo bordo.
Non si deve peraltro pensare che la randa sia una “tovaglia” senza nervo. A dare rigidità a questa grande vela ci sono delle stecche orizzontali, che corrono tra inferitura e balumina. La randa può presentare inoltre una o più mano di terzaroli, ovvero un sistema orizzontale che permette di ridurre le dimensioni della randa.
Per quanto riguarda il materiale, ormai si dà per scontato che la randa sia realizzata in dacron, una fibra sintetica leggera e soffice, realizzata con delle fibre di poliestere.
Abbiamo detto che la randa è fissata all’albero; vale la pena specificare che su quest’ultimo è presente un sistema di fissaggio con canaletta, canestrelli e inferiture, che permette per l’appunto di issare e abbassare questa grande vela. Prima di passare alle regolazioni della randa, vale la pena specificare che negli ultimi anni hanno guadagnato preferenze le rande rollabili, pensate dunque per essere arrotolate intorno al boma.
La regolazione della randa: accenni
La randa può essere regolata agendo su diverse manovre correnti: drizza, scotta, tesabase, vang, trasto e cunningham. Non stupisce quindi il fatto che la regolazione perfetta di questa vela maestra sia tutt’altro che semplice, avendo a che fare con tante manovre che influiscono sia sul suo comportamento e sulle sue performance.
Issata per mezzo di una drizza, la sua apertura viene regolata per mezzo della scotta, mentre il vangt permette per esempio di regolare la posizione verticale del boma. Ma non vogliamo creare confusione con informazioni al momento non fondamentali: quello che ci siamo proposti è infatti spiegare come sono fatte randa e fiocco. Passiamo dunque al secondo!

Qual è la vela fiocco e come è fatta
Randa e fiocco non sono del tutto differenti. Anche questa seconda vela è infatti triangolare. E ancora, i nomi dei lati, visti sopra, sono uguali per randa e fiocco, dove troveremo ancora base, balumina e inferitura. A differenza di quanto visto con la randa, però, l’inferitura non passa sull’albero, quanto invece nello strallo; la base del fiocco non è supportata dal boma, ma è invece un bordo libero della vela, così come la balumina. Il fiocco è infatti montato a prua dell’albero, ed ha la funzione principale di consentire le andature di bolina o strette, avendo di fatto il ruolo di ala.
Randa e fiocco condividono anche i nomi degli angoli, con il punto di penna, il punto di mura e il punto di scotta. Per quanto riguarda le dimensioni, il fiocco propriamente detto non supera l’albero; nel momento in cui il punto di scotta avanzi al di là di questo punto si avrà invece un genoa, ovvero una vela di prua più grande del classico fiocco.
Come accennato, supporto fondamentale del fiocco è lo strallo, alla base del quale si trova tipicamente il rollafiocco, che permette per l’appunto di avvolgerlo rapidamente e comodamente, così da variare la superficie della vela in pochi secondi.
La regolazione del fiocco: accenni
Vediamo ora come deve essere regolato il fiocco: tipicamente si va ad agire sulle scotte, e in rari specifici sulla drizza. Nell’eventualità di vento leggero si andrà per esempio a lascare un po’, per far spanciare la balumina, mentre nel caso di vento forte si farà il contrario, cazzando la drizza. È inoltre possibile agire sui carrelli del fiocco, per spostare il punto di scotta verso poppa o verso prua, per potenziare o depotenziare la barca, anche e soprattutto in base alle condizioni del vento
Randa e fiocco: gli effetti reciproci
Vediamo ora brevemente come interagiscono randa e fiocco. Abbiamo visto che quest’ultimo – a differenza del citato genoa – non si sovrappone alla randa, fermandosi appena prima dell’albero. L’utilizzo accoppiato di queste due vele è quello classico, per risalire il vento; diversamente, in caso di andatura portante, sarà preferibile usare insieme alla randa un altro tipo di vela, quali per esempio spinnaker o gennaker, più grandi del fiocco, nonché più leggere e dalla caratteristica forma semisferica.
Detto questo, come interagiscono randa e fiocco? In assenza del secondo, e quindi senza nessuna vela di prua , il vento non trova ostacoli, arrivando dritto alla randa. Nel momento in cui viene issato il fiocco, l’aria non può che passare sottovento alla vela di prua, peraltro in misura minore.
Di fatto, nel momento in cui si issa il fiocco, il cosiddetto punto di ristagno della randa – ovvero il punto ideale che separa il flusso d’aria che transita sull’estradosso da quello che transita sull’intradosso – si trova più vicino all’albero, riducendo il rischio di stallo; andando a cazzare il fiocco si avrà una riduzione progressiva della velocità nello slot, andando a diminuire di conseguenza anche il differenziale di pressione tra i due lati sopravento e sottovento della randa.
Ma qui stiamo scivolando sul tecnico: in questa sede lo abbiamo fatto solo per sottolineare come non sia possibile sottovalutare l’interazione tra randa e fiocco. Vale quindi la pena sottolineare dunque che anche la randa influisce sulle performance della vela di prua, migliorando l’efficienza del fiocco, che riesce così a produrre una spinta maggiore.

