Come proteggersi dal sole in barca: le tre mosse giuste

Bello uscire in barca d’estate: è proprio quello che aspettiamo tutto l’anno. Stupendo lasciarsi accarezzare dalla brezza, abbracciati dai raggi del sole, rinfrescandosi di tanto in tanto con un tuffo. Non si dovrebbe mai dimenticare però che l’esposizione ai raggi ultravioletti può essere dannosa; anzi, l’esposizione eccessiva e non protetta al sole è sempre pericolosa. Si parla prima di tutto delle famigerate e comuni scottature solari, che possono farci passare parecchie ore scomode e persino a una o due notti insonni. Ma proteggersi dal sole in barca non è un bene solo per l’immediato! Bisogna infatti pensare anche ai danni a lungo termine dei raggi solari. Ci riferiamo alla formazione di rughe e alla cheratosi, alla malattie croniche della pelle, per arrivare fino ai più pericolosi tumori cutanei. Basti pensare a questo proposito che, come dimostrato da uno studio pubblicato sull’International Journal of Cancer, il 91% di tutti i melanomi degli Stati Uniti è collegato a delle radiazioni UV: ne deriva quindi che sarebbe possibile prevenire in modo efficace questi tumori cutanei semplicemente proteggendo la pelle dai raggi solari. Ma come proteggersi dal sole in barca in modo efficace? Ecco le tre mosse da fare per non rischiare!

Come proteggersi dal sole in barca: l’abbigliamento giusto

La prima mossa per proteggersi dal sole in barca è scegliere l’abbigliamento corretto. L’idea sarebbe quella di indossare degli indumenti abbastanza leggeri e confortevoli da essere tenuti anche nelle ore più calde del giorno, senza essere “obbligati” a restare costantemente esposti ai raggi solari. No vanno ovviamente bene le T-shirt in rete: dobbiamo indossare dei capi che riescano effettivamente a proteggere dai raggi ultravioletti, e quindi T-shirt o polo leggere e shorts per barca.

Un’attenzione particolare deve andare alla testa, per evitare colpi di sole. I cappellini con visiera permettono di proteggere sia la testa che il visto, mentre i modelli da pescatore permettono di proteggere anche il collo (quando il sole è allo zenit). E ancora, non si dovrebbe dimenticare che il sole fa male anche agli occhi, a partire dall’affaticamento, soprattutto se in presenza del riverbero dell’acqua: ci sono a questo proposito degli occhiali da sole con lenti polarizzate pensati squisitamente per la navigazione (l’importante è scegliere delle lenti con un indice di protezione pari o superiore a 3).

Proteggere la pelle da sole con le creme solari, usate bene

Va da sé che, per proteggersi dal sole in barca, non ci si può affidare solamente all’abbigliamento: parti del corpo restano infatti scoperte, e non va certo eliminato il piacere di restare semplicemente in costume tra un tuffo e l’altro! Ecco che allora entrano in gioco le creme solari, le quali possono essere molto efficaci, a patto però di essere utilizzate nel modo giusto. Prima di tutto è necessario scegliere la protezione solare con un idoneo SPF, e dunque con il giusto grado di protezione. Come è noto il fattore SPF si muove tipicamente tra il 10 e il 50: per scegliere quello adatto è necessario considerare il proprio fototipo, la propria età, il proprio livello di abbronzatura nonché la latitudine (sapendo che più ci si avvicina ai tropici e all’equatore, più i raggi del sole tendono a farsi violenti). Il consiglio, in ogni caso, sarebbe sempre quello di non scendere sotto al fattore SPF 30, usando creme solari a protezione 50 per bambini e ragazzi.

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Ma non basta scegliere la crema solare giusta! È necessario usarla nel modo corretto. Ecco che allora la protezione solare dovrebbe essere messa prima di esporsi al sole – almeno mezzora prima – e essere distesa in modo omogeneo e piuttosto abbondante, sapendo che strati sottilissimi di crema solare sono poco efficaci: i dermatologi, per dare una dritta, spiegano che per proteggere tutto il corpo sono necessari circa 35 millilitri di crema, pressappoco quanto una tazzina di caffè di prodotto. E ancora, la protezione solare va rimessa regolarmente, sapendo che il sudore e ancora di più i bagni tendono a far sparire la protezione, anche nel caso di creme solari resistenti all’acqua. Infine, due avvertimenti importanti: prima di tutto, il sole delle ore centrali della giornata, soprattutto tra le 12 e le 14, mette a dura prova qualsiasi protezione; in secondo luogo, le creme solari tendono a scadere in fretta, tipicamente a 6 o 12 mesi dalla loro apertura, risultando quindi molto meno efficaci!

Creare ombra in barca con i tendalini

Infine, per proteggersi dal sole in barca, c’è ovviamente la protezione nautica per eccellenza: parliamo del tendalino per barca, la copertura che permette di avere ombra a bordo, nel posto giusto. Di fatto si tratta di un accessorio essenziale per chi esce in barca in gruppo o in famiglia: non c’è praticamente nessuno che, in piena estate, non cerca almeno un po’ di refrigero e di ombra nelle ore più calde della giornata!

tendalini per barca proteggersi dal sole

Tutto sta nello scegliere il tendalino giusto per la propria imbarcazione, sapendo che esistono cappottine pensate appositamente per le barche a motore e per i gommoni e tendalini pensati squisitamente per le barche a vela. Ci sono poi cappottine a 2, a 3 o a 4 archi, in base alle dimensioni della zona d’ombra che si intende creare e alla stabilità che si vuole raggiungere (la quale è influenzata anche dal materiale e dal diametro dei tubolari degli archi stessi). Non va dimenticato che i tendalini e le cappottine sono pensati per essere aperti quando la barca è ferma o quando procede a velocità molto ridotte: guai a chi pensa di mettersi a cavalcare le onde con la cappottina aperta!

Ecco, queste sono le attenzioni principali per proteggersi dal sole in barca: la combinazione di tendalino, abbigliamento adatto e creme solari dovrebbe garantire una buona difesa dai raggi solari, per non andare incontro a scottature o a danni alla pelle!

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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