AIS o radar in barca? Differenze e riflessioni

AIS o radar? Il diportista che vuole aumentare le dotazioni di sicurezza a bordo della barca, andando quindi oltre gli obblighi di legge, può imbattersi in questo dubbio, senza sapere cioè quale preferire tra queste due tecnologie. Entrambe, semplificando al massimo, permettono di rilevare altre imbarcazioni in avvicinamento: il loro funzionamento è però molto diverso, con vantaggi e svantaggi, limiti e benefici. Scegliere tra AIS o radar non è quindi facile, tanto più che non è possibile individuare in assoluto una tecnologia migliore o più efficace. In questa guida cercheremo quindi di spiegare il funzionamento di questi accessori per la navigazione, per mettere poi in evidenza le differenze. Lo anticipiamo però fin da subito: un armatore che volesse intraprendere navigazioni importanti riducendo al minimo i rischi non dovrebbe scegliere tra AIS o radar, installando invece entrambi questi strumenti, integrando le funzioni dell’uno con quelle dell’altro per avere una visione piena. Ricordandosi però – è bene sottolinearlo – che si tratta sempre e comunque di supporti, che necessitano sempre di un comandante presente, competente e attento per garantire una navigazione sicura!

Cos’è il radar e come funziona

Per capire se orientarsi verso AIS o radar in barca vediamo le caratteristiche e il funzionamento di entrambi questi apparecchi. Il radar si basa su una tecnologia più “vecchia”: il termine è l’acronimo Radio Detection And Ranging e indica la capacità di rilevare la distanza e la posizione di uno o più oggetti grazie all’impiego di onde radio. Ma come funziona? In breve, e semplificando un bel po’, un’antenna emette degli impulsi elettromagnetici che viaggiano nell’aria; nel momento in cui colpiscono un ostacolo (come ad esempio una nave, un’isola o uno scoglio) vengono riflessi indietro. Analizzando il tempo che l’eco impiega a tornare e la direzione da cui proviene, il sistema calcola distanza e posizione dell’oggetto: il funzionamento non è quindi troppo diverso da quello del trasduttore di un ecoscandaglio (che però usa delle onde diverse). Il radar funziona anche in condizioni di scarsa visibilità.

Viste le sue potenzialità, il radar continua a essere in uso in diversi campi – dalla navigazione al settore militare, da quello meteorologico a quello dell’aviazione – pur essendo una tecnologia non recentissima: parliamo pur sempre di un sistema conosciuto da oltre 90 anni (venne infatti messo a punto nel 1935 da Robert A. Watson, e fu ampiamente utilizzato durante la Seconda Guerra Mondiale dagli Alleati). Sono ovviamente noti i limiti del radar nautico, che può avere raggi di lettura anche molto ampi, ma che non può “vedere” dietro a degli ostacoli fisici: un radar non riesce per esempio a dirci cosa si trova al di là di uno scoglio, e non vede una barca che si avvicina a noi dietro a un isolotto. Di più: le grandi navi presentano le proprie antenne radar posizionate in alto, tanto che spesso faticano a vedere dei barchini più piccoli, più vicini al livello del mare; non stupisce quindi che per rendersi più evidenti agli occhi dei radar è consigliato – e obbligatorio per la navigazione oltre le 12 miglia – un riflettore radar.

Vediamo ora come funziona l’AIS.

Cos’è l’AIS e come funziona

Abbiamo già spiegato in modo approfondito altrove cos’è, come funziona l’AIS e come sceglierlo: qui, dunque, ci limiteremo a proporre una sintesi. Qui l’acronimo sta per Automatic Identification System, e indica una tecnologia che permette di vedere il traffico – o meglio, una parte di esso – che circonda un’imbarcazione, per mezzo di comunicazioni sulle frequenze VHF. Qui sotto vedremo le differenze che esistono tra le due tecnologie, per decidere in modo informato tra AIS o radar: è bene però sottolineare fin da subito che l’AIS è stato sviluppato a partire dagli anni Novanta espressamente per evitare le collisioni in mare; e che questa tecnologia funziona solo nel momento in cui le altre unità in avvicinamento presentano un ricevitore AIS. Senza di esso, agli occhi di un sistema AIS, un’imbarcazione semplicemente non esiste, non viene segnalata (cosa che ovviamente segna un notevole vantaggio per il radar).

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Nello specifico, un sistema AIS funziona tra transponder che inviano una serie di informazioni relative all’unità su cui sono installati. Vengono quindi veicolati dati statici, relativi all’imbarcazione, come tipo di barca, nome, dimensioni, codice MMSI, destinazione, e via dicendo; nonché dati dinamici, quali posizione, velocità e rotta. Ma attenzione: non tutti i dispositivi AIS trasmettono tali segnali. Ci sono infatti dei sistemi più semplici, pensati espressamente per il diporto, che si limitano a ricevere il segnale di altre barche più grandi.

Introdotte queste due tecnologie e i relativi funzionamenti, per scegliere tra AIS o radar è utile ora mettere in luce le principali differenze.

AIS o radar: una guida

Le differenze fondamentali tra AIS e radar

Come detto, non esiste in assoluto una tecnologia migliore dell’altra: è possibile al contrario dire che questi due dispositivi danno il meglio in situazioni differenti. Ecco le differenze da ricordare:

  • Il radar vede tutto, ma non sempre: come detto il radar vede tutto, senza che un oggetto debba contenere un ricevitore. Per questo vede anche isole, montagne, scogli. Ma basta che si frapponga qualcosa tra l’antenna radar e l’oggetto in questione per renderlo invisibile: ecco che allora una barca che passa dietro a uno scoglio scompare dai radar, così come anche un’onda alta, per assurdo, potrebbe far scomparire una barca, magari solo momentaneamente.
  • L’AIS vede anche “dietro alle cose”, ma solo se c’è un ricevitore: con l’AIS non ci sono ostacoli, e quindi possiamo “vedere” anche dietro a delle isole. Non riesce però a vedere nessun oggetto che non abbia un AIS a bordo: boe, scogli, barche senza ricevitori sono quindi totalmente invisibili.
  • Il tipo di informazione: l’AIS ci dà un sacco di informazioni sulle unità individuate, dal nome alla velocità, dal pescaggio all’MMSI, laddove il radar si ferma ai pochi dati che si possono ricavare dalla pura eco (e quindi dal rimbalzo) delle onde radio.

AIS o radar: i costi

Viste le principali differenze tra i due sistemi, per scegliere tra AIS o radar può certamente essere utile e apprezzato anche un confronto dei prezzi. Quanto costa un apparecchio radar per una barca, e quanto costa invece un dispositivo AIS? Partiamo dai radar: in base alla tipologia e alla potenza i prezzi di listino cambiano parecchio, ma è possibile dire che, in linea di massima, un radar dome compatto e moderno costa attualmente circa 2.000 – 3.000 euro; con una portata che, nei casi migliori, arriva fino a 48 miglia nautiche. Per avere portate maggiori ci si deve discostare dalle soluzioni compatte, per passare ad antenne aperte decisamente più costose, per yacht di grandi dimensioni.

E per quanto riguarda invece i costi dei dispositivi AIS? Sul mercato esistono delle ottime radio VHF con ricevitore AIS a partire da 600 – 700 euro; spendendo di più è possibile installare a bordo anche dei ricetrasmettitori AIS che permettono non solo di ricevere dati, ma anche di inviare i propri, rendendosi così visibili alle altre barche.

AIS o radar? Strumenti diversi che non si escludono a vicenda

Dunque, quale scegliere tra AIS e radar? Non ci sono dubbi: viste le differenze tra i due sistemi e tra le informazioni che vengono presentate al diportista, la soluzione ideale sarebbe quella di non scegliere tra radar e AIS, installando a bordo entrambi i dispositivi, per poter colmare le lacune di entrambi e avere una visione massima.

Detto questo, di certo un primo passo, per aumentare la sicurezza della navigazione senza sforare il budget imposto per la propria barca, può essere certamente quello di installare a bordo un VHF con ricevitore AIS integrato, così da avere informazioni sempre aggiornate e precise sulla rotta delle unità più grandi che si muovono nei paraggi. Chi invece ha in mente navigazioni più importanti può rendere il tutto più sicuro installando un’antenna radar compatta in alto, sull’albero, sul flybridge o su T-top, per collegare il tutto al chartplotter.

E tu, cosa sceglieresti? AIS o radar?

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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