Verniciare il motore fuoribordo: ecco come fare

Ma è possibile verniciare il motore fuoribordo del gommone? Ho notato che la vernice del fuoribordo è un po’ screpolata, cosa posso fare? Il mio motore fuoribordo Evinrude inizia a dare segni di vecchiaia, come posso ringiovanirlo? Che tipo di vernice posso usare per riportare a nuovo la calandra del mio motore fuoribordo Tohatsu? Esiste una vernice apposita? È meglio usare le bombolette di vernice per barche o utilizzare invece un compressore? O forse per verniciare la calandra del fuoribordo è meglio usare il pennello? Posso fare questo lavoro in casa, pur non avendo grandi competenze in fatto di verniciatura, o è meglio affidarsi a un carrozziere esperto? E per quanto riguarda gli adesivi del motore fuoribordo, devo rassegnarmi ad avere una calandra sì riverniciata a nuovo, ma completamente anonima? E ancora, è meglio dare un fondo prima di passare la vernice finale? E quale fondo bisognerebbe usare per fare in modo che la nuova vernice possa durare a lungo? Quale primer? Quale smalto?

Se sei arrivato qui, anche tu sei alla disperata – o quasi – ricerca di consigli per verniciare il motore fuoribordo della tua barca. E forse, prima di arrivare a questa guida per il fai da te, hai visitato anche qualche forum, dove decine e decine di utenti hanno posto le domande che abbiamo postato qui sopra. Sì, perché quando si ha la necessità di dare una mano di colore al motore fuoribordo, le domande sono tantissime, e le certezze poche, pochissime. Non esiste, di fatto, un manuale specifico con le regole assolute per eseguire questa operazione in modo efficace e senza fare danni. Non è come per la verniciatura dello scafo in legno della barca, azione per la quale di fatto esistono delle regole e dei passaggi ben condivisi. Sull’argomento verniciatura del motore fuoribordo, al contrario, vige l’anarchia, e ognuno adotta dei metodi differenti, con i loro pro e i loro contro.

Noi abbiamo cercato di soppesare per bene tutti i vari metodi, prendendo in considerazione il grado di difficoltà dei lavori necessari, gli accessori che è obbligatorio usare, il costo per l’acquisto dei fondi e delle vernici, la soddisfazione per il risultato finale e la durata della nuova vernice. Valutando tutti questi diversi aspetti, abbiamo deciso di stilare una guida che ti spiega dall’inizio alla fine le tecniche migliori per verniciare il motore fuoribordo della tua barca in modalità fai da te, concentrandoci dapprima sulla calandra, e poi sul piede.

Prima di armarti di carta abrasiva, di prime e di bomboletta spray, quindi, leggi questa guida fino in fondo: il tuo motore fuoribordo te ne sarà immensamente grato!

Come è fatto il motore fuoribordo

Prima di iniziare con la guida su come verniciare il motore fuoribordo, per sicurezza, è meglio vedere un po’ più da vicino come è fatto questo interessante oggetto. Dal basso procedendo verso l’alto abbiamo l’elica, l’ingresso per l’acqua di raffreddamento (sul lato opposto rispetto al perno dell’elica) e il supporto anticavitazionale, il quale chiude la parte del piede poppiero vero e proprio e lascia posto al gambo del motore fuoribordo, che può essere corto o lungo, in base alla necessità della barca su cui è montato. All’estremità superiore del gambo abbiamo la staffa per il supporto del motore, e la barra del trim. Poi abbiamo il cofano, o meglio, la calandra del motore fuoribordo, che copre il motore vero e proprio e lo protegge.
Ebbene, quando si parla di verniciare il motore fuoribordo, in linea generale, ci si riverisce alla verniciatura della calandra e del piede poppiero. Il primo, ben visibile e quindi molto importante per l’impatto estetico complessivo della barca, è minacciato dalla salsedine, dal sole, dalla pioggia e dalle escursioni termiche (per non parlare degli eventuali urti durante il trasporto). Il secondo, invece, si trova sott’acqua durante l’esercizio, ed ha dunque a che fare con tutte le minacce tipiche con cui deve confrontarsi l’opera viva della barca.

In questa guida partiremo dalle tecniche per verniciare la calandra del motore fuoribordo, per poi passare alla verniciatura del piede del motore fuoribordo.

verniciare piede poppiero

Come verniciare la calandra del motore fuoribordo

Di fatto, quando si è a bordo, si vede solamente il cofano del motore: se la vernice della calandra è particolarmente rovinata, l’aspetto complessivo della barca non può che risentirne in modo importante. Per fortuna, però, riverniciare e riportare a nuovo questa parte della barca non è affatto difficile. Prima di iniziare, devi capire qual è il risultato che vuoi ottenere. Vuoi che la tua calandra torni a essere perfettamente come era da nuova? Desideri cambiare colore, riprendendo altri dettagli della tua barca? O magari desideri sì riverniciare il motore fuoribordo, facendolo però spiccare il meno possibile, così da non attirare eventuali sguardi indiscreti nei lunghi periodi in cui lasci il tuo motore fuoribordo montato sulla tua barca in banchina? In base a queste considerazioni dovrai agire in modo leggermente diverso.

Iniziamo. In molti, totalmente a digiuno di lavori di verniciatura, chiedono sui forum se è possibile riverniciare il motore fuoribordo semplicemente pulendo la calandra e applicando un nuovo strato di vernice su quella preesistente. Ovviamente questo è il modo meno indicato per procedere, con un risultato che non potrà che essere scadente e destinato a durare poco. Il lavoro, infatti, è leggermente più complesso – ma di poco.

Bisogna quindi iniziare carteggiando per bene la calandra. Per avere un risultato ottimale si consiglia sempre di usare non la semplice carta vetrata – non quella per il legno, per intenderci – quanto invece quella che si utilizza usualmente nelle carrozzerie, e che quindi può essere bagnata con un po’ d’acqua durante l’utilizzo. Si darà per prima una carteggiata ‘forte’ con una carta abrasiva a grana media, e poi si darà un’ultima passata generale con una carta a grana fine. Il risultato dovrà dunque essere quello di avere una superficie omogenea e completamente liscia. Non è peraltro obbligatorio togliere completamente tutta la vernice vecchia (a meno che le sue condizioni non siano particolarmente pietose).

Terminata la fase della carteggiatura, si potrà passare alla pulizia della calandra, da effettuarsi con con un buon solvente. A questo punto – con cofano ben asciutto – è possibile prepararsi alla verniciatura vera e propria. Si parte dunque applicando con cura il nastro da carrozziere lì dove la vernice non deve arrivare, per poi passare all’applicazione del fondo. Già a questo punto ci sono diverse possibilità per la scelta del fondo da utilizzare: è possibile acquistare in un colorificio industriale ben fornito un fondo specifico per la verniciatura dell’alluminio, oppure è possibile usare un fondo pensato appositamente per il mondo della nautica, come per esempio il fondo Veneziani Epoway, che può essere utilizzato sia come sottosmalto che, per l’appunto, come fondo isolante su alluminio, ferro, vetroresina e legno. Qualcuno consiglia di usare l’ottima e non a caso famosa resina epossidica 10 10 CFS di Cecchi.

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Dopo avere passato il fondo – e dopo aver aspettato circa un’oretta, o comunque il lasso di tempo indicato dal produttore – è possibile iniziare con la verniciatura vera e propria. Quale prodotto usare a questo punto? La via più semplice è certamente quella di usare una bomboletta spray. Ma non una bomboletta spray qualunque: si parla pur sempre di un oggetto esposto agli agenti atmosferici e alle minacce tipiche dell’ambiente marino. Ecco quindi che si rende necessario usare un prodotto pensato squisitamente per la verniciatura dei motori marini, come la Vernice nitrocombinata spray Colorspray di Tk. Si tratta di una vernice a rapida essiccazione, pensata per calandre, gambi e piedi poppieri, e destinata a resistere a lungo agli agenti atmosferici e ai graffi. E non è tutto qui, in quanto questa vernice presenta ben 49 tinte diverse, tra le quali si possono individuare anche le tinte originali dei motori più diffusi, come Yamaha, Mercury, Volvo, Susuki, Fiat, Tohatrsu, Selva, Caterpillar, Finisches, Honda, General Motor e ovviamente Evinrude.

La vernice – da spruzzare a circa 30 centimetri dalla calandra e stando ben attenti a non fare delle colature – deve essere data in più mani. Infine, eventualmente, è possibile dare una rifinitura finale con una vernice trasparente. Va sottolineato il fatto che utilizzando delle vernici nitrocombinate è necessario lavorare in un ambiente ben ventilato – meglio ancora se all’aperto – utilizzando delle mascherine da carrozziere per non respirare la vernice stessa.

Ovviamente la bomboletta spray non è l’unica opzione. Chi è disposto a spendere di più e che ha a disposizione un compressore può infatti optare per l’aerografo, usando l’ugello giusto per la vernice usata (solitamente si opta per un ugello più largo per il fondo e un più stretto per la vernice finale).

Resta, ovviamente, la questione degli adesivi. Tutte i motori fuoribordo, infatti, vengono venduti con dei grossi adesivi posizionati sulle calandre, riportanti il brand e il modello del propulsore marino. Per sverniciare e verniciare il cofano questi adesivi devono essere ovviamente tolti, eventualmente aiutandosi con un asciugacapelli. Se si desidera però tornare ad avere una calandra uguale all’originale, è necessario entrare in possesso di nuovi adesivi: la via più semplice, in questi casi, è contattare uno studio grafico o una tipografia – anche online – e ordinare i nuovi adesivi facendo avere loro il file da stampare. Solitamente è possibile farsi recapitare tutti gli adesivi del caso spendendo qualche decina di euro.

Ora che abbiamo capito come verniciare la parte superiore del motore marino, possiamo concentrarci sull’altra parte maggiormente soggetta a interventi di questo tipo, ovvero il piede poppiero.

Come verniciare il piede poppiero del motore fuoribordo

Si potrebbe pensare che, in linea generale, le operazioni da fare per riportare a nuovo il piede poppiero del motore fuoribordo siano del tutto simili a quelle previste per la calandra del medesimo propulsore. Ebbene, non è così: il piede poppiero, infatti, ha a che fare con minacce diverse e ulteriori rispetto a quelle del cofano. Stiamo parlando di una parte della barca che passa ore – giornate – immersa in acqua.

Come si procede? Ebbene, prima di tutto si smonta l’elica, nonché tutte le eventuali parti in plastica presenti. Poi si deve procedere con una pulizia attenta di tutta la parte interessata, usando un prodotto sgrassante bello potente: non ci deve essere alcuna traccia di olio, di lubrificanti o di grassi.

Quando il piede poppiero sarà pulito alla perfezione, si passerà alla carteggiatura. Non si tratta però di una superficie ‘comoda’ come quella della calandra: qui ci sono rientranze, spigoli e via dicendo. Una piccola levigatrice potrebbe certamente essere utile per le aree più grandi, ma a un certo punto non si potrà fare altro che procedere pazientemente a mano armati di spazzole per il ferro e raschietti.

A questo punto si inizia con la verniciatura, a partire da un buon primer nautico: la scelta è infinita, e la resa è in ogni caso equivalente o superiore rispetto ai primer per leghe usate in carrozzeria. Dopo aver aspettato un po’ – il primer deve essere completamente asciutto – è possibile passare alla realizzazione del fondo. Anche qui la scelta è vasta: si può usare il fondo che abbiamo visto sopra, oppure si può velocizzare il tutto usando un fondo nautico in bomboletta spray.

Dopo aver dato una o due mani di fondo (per eliminare eventuali segni precedenti o causati dalla levigatura), una volta completamente asciutto, è possibile dare la vernice finale al piede, usando anche in questo caso la bomboletta spray corrispondente al colore originale del motore.

É possibile, va sottolineato, anche agire in modo diverso. Per avere un risultato ancora più resistente è possibile procedere sul piede poppiero del fuoribordo come si procede professionalmente sui piedi ‘fissi’, usando dunque due mani di primer, due mani di resina epossidica 10 10 CFS, un’altra mano di primer e, infine, due mani di antivegetativa, da scegliere tra le antivegetative per eliche, assi e piedi poppieri.

Ora sei decisamente pronto per rimettere a nuovo il tuo motore fuoribordo!

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.
  1. Nel caso della seconda opzione usando la resina epossidica 1010CFS questa va applicata a pennello.
    Quindi dopo va carteggiata per procedere all’azione successiva.
    Ho visto che non hai menzionato la vernice finale, ma solo l’anti vegetativa

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