Le principali cause di un naufragio

Prima le donne e i bambini! Il comandante affonda con la nave. Il Titanic, l’Andrea Doria e altre barche diventano il simbolo del naufragio. Quando si pensa ad un naufragio immancabilmente tutti ci prefiguriamo condizioni del mare proibitive, onde alte 10 metri, venti da uragano, la barca che sta affondando e tutti che gridano disperati nella tempesta. Può capitare, ma questo che ho appena descritto è il peggior scenario possibile. Molto spesso le cause di un naufragio sono incuria, distrazione o altri futili motivi.

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Ma innanzitutto

 

Cosa significa naufragare

Il naufragio propriamente detto accade quando una barca si inabissa per cause non dipendenti da un attacco di un’altra imbarcazione ad esempio a seguito di atti di guerra; in tal caso si parla di affondamento. Colare a picco rende l’idea.

 

Le cause del naufragio

Ecco le principali cause di naufragio registrate finora raggruppate in cause interne alla nave ed esterne.

Cause Interne

Avaria. La prima della cause interne è sicuramente l’avaria. Un malfunzionamento importante alle prese a mare dello scafo o alle valvole di sicurezza potrebbe sicuramente causare il naufragio della barca. Come dico sempre nella rubrica “Mi Compro la Barca” controlla sempre che la varie parti che compongono la tua barca siano in perfetta efficienza.  Un’avaria improvvisa al timone o al motore può portarti in prossimità di moli o scogli e di conseguenza portare la nave al naufragio. La sicurezza di un’imbarcazione passa attraverso la sua corretta manutenzione.

Falla. A volte può capitare di sentire la pompa di sentina che ogni tanto si accende e pompa acqua. Se non ne conoscete il motivo forse è meglio cominciare ad indagare. Potrebbe essere un serbatoio che perde, un tubo od un attacco dell’impianto idraulico consumato oppure, nel peggiore dei casi, potrebbe essere una falla. Per prima cosa assaggia l’acqua e stabilisci se è dolce o salata. Se è salata potrebbe darsi che sia acqua accumulata a causa della baderna troppo lenta. Ma se l’acqua aumenta in maniera abnorme è necessario indagare subito sulla causa e possibilmente porvi rimedio nel minor tempo possibile.

 

Errori di navigazione. Il calcolo delle rotte oggi è quasi esclusivamente affidato ai vari software di navigazione installati sui plotter. Clicco qui per partire e là per arrivare ed il gioco è fatto, rotta creata. Non so se ti sei accorto, una volta studiata la rotta, della dicitura che appare immediatamente dopo che recita “Non garantiamo la correttezza di questa rotta e quindi non prendiamo responsabilità in caso di naufragio”… forse la loro frase è meno drammatica della mia ma il succo è questo.

Quindi quando prepari una rotta accertati di crearla con criterio dato che a volte i plotter non calcolano scogli al pelo dell’acqua e altre amenità che nessuno vorrebbe incontrare. Usate il Portolano prima di tutto! E’ vero che in passato la navigazione era meno sicura. Oggi disponiamo di moltissimi ausili tecnologici ma devono essere coadiuvati da un minimo di nozioni elementari di navigazione e soprattutto dal buon senso.

Incendio. Il peggio che può capitare ad una barca è proprio andare a fuoco. In quasi la totalità dei casi di incendio l’imbarcazione è spacciata, soprattutto se in legno o vetroresina. Le cause possono essere molteplici. Impianto elettrico sovraccarico, il motore, il frigorifero, un collegamento eseguito male e molto altro. Sulla mia barca a vela ho tre estintori. Due a poppa ed uno a prua. Dopo aver provato a domare un incendio con questa attrezzatura e non esserci riusciti e data la brevità con cui un incendio può propagarsi a bordo, abbandonare la nave in tempi rapidi diventa una necessità.

Instabilità. Senza portare l’esempio delle grosse navi container voglio parlare del ballast delle nostre barchette. Tutti noi conosciamo il principio di Archimede, secondo cui ogni corpo immerso parzialmente o completamente in un fluido riceve una spinta verticale dal basso verso l’alto, uguale per intensità al peso del volume del fluido spostato».

La barca galleggia e, oltre a galleggiare, può essere caricata di alcune cose quali acqua, cibo, vestiti, etc.. Se il carico della barca è eccessivo e le condizioni marine sono importanti può capitare che una volta che l’imbarcazione raggiunge un certo grado di inclinazione essa non riesca più a tornare alla normale posizione di navigazione. A meno di liberarsi del superfluo come nei film essa continuerà ad inclinarsi fino ad affondare.

 

Cause Esterne

Collisione. La prima delle cause esterne. Per colpa tua, per colpa sua o per colpa del container che abbiamo urtato in navigazione. Anche qui le cause possono essere diverse. Inesperienza, condizioni proibitive, nebbia, e molto altro possono concorrere ad una collisione.  Sappi che nessun sensore, nemmeno il Radar, può sostituirsi alla tua vista aumentata da un bel binocolo. I tuoi occhi sono lo strumento migliore per evitare collisioni.

 

Arenamento. “Capitano, ci siamo arenati”. Quante volte l’abbiamo sentita questa frase nei film di pirati? Capita più spesso di quanto possa sembrare possibile. L’ancora speda mentre non siamo in barca, confondiamo le luci di atterraggio con quelle della spiaggia e in un attimo la barca smette di essere governabile mentre le onde la spingono inesorabilmente verso la spiaggia. Se si è fortunati la possibilità è che la marea, o qualcuno, possa venirti in aiuto sbloccando la situazione.

Da non perdere:   La regata oceanica Ostar di Ida Castiglioni.

Incaglio. Quando la barca atterra bloccandosi su di uno scoglio od un altro corpo sommerso e rimane appunto “incagliata”. Scogli semisommersi, barriere coralline, relitti sono grandi nemici del nostro scafo in VTR. Controlla bene che sulla tua rotta non ci siano pericoli.

Eventi Meteomarini. Ciò che descrivo al principio di questo articolo; onde alte, vento forte, pioggia, fulmini, visibilità ridotta. Già presi singolarmente questi eventi sono difficili da gestire mentre tutti insieme diventano una fonte di stress incredibile. Capitare in una tempesta dovendosi preoccupare di tutti questi elementi richiede una calma eccezionale ed anche esperienza nell’affrontare situazioni estreme. Sappi che anche il mare più calmo nasconde un animo tempestoso che può emergere da un momento all’altro quindi sii sempre pronto.

Attacchi Marini. Alcuni casi documentati provano che talune volte animali quali balene, orchi ed a volte squali attaccano le imbarcazioni. E’ clamoroso il caso in cui un velista fu attaccato ed affondato da una balena perchè scambiato per un rivale in amore. La balena in questione colpì ripetutamente la barca fino a che la chiglia venne divelta e l’imbarcazione si capovolse.

Lo stesso velista, dopo aver ricomprato un’altra barca e tentato di attraversare l’Atlantico, venne di nuovo abbordato da una balena che gli ruppe il timone. Negli ultimi anni invece le Orche seguono le barche dei pescatori danneggiandole per rallentare la loro corsa e potersi così cibare di ciò che trovano nelle reti a strascico.

 

Dopo aver preso in rassegna le cause del naufragio voglio darti qualche consiglio su come precauzionarsi al meglio

 

Buone norme prima di mollare gli ormeggi.

Se non sei tu ad occuparti della manutenzione a secco chiedi a chi se ne è occupato cosa ha fatto ed esegui un esame visuale dei lavori effettuati. Se hai deciso di installare attrezzature che richiedono nuovi fori nello scafo controlla una volta varata la barca che non ci siano vie d’acqua nei pressi della nuova presa a mare.

E’ una buona regola avere una check list con tutti i controlli da effettuare prima della partenza e dopo essere arrivati. Se la tua barca è a terra controlla minuziosamente tutte le prese a mare. Assicurati che non si muovano dalla loro sedi e non presentino segni di corrosioni. Ispezioni regolari di tubi flessibili e del loro serraggio, sentine sgombre da acqua, pompe di sentina in ordine devono essere la priorità. Controlla sempre il livello di carica delle batterie e dell’olio motore.

In generale ogni barca richiede una manutenzione regolare per mantenerla in buone condizioni.

Assicurati che le condizioni meteorologiche dichiarate dal bollettino meteo o dalle App che sei abituato ad utilizzare non siano superiori alle tue capacità. Come già detto i cambiamenti climatici spesso sono repentini quindi fai sempre attenzione alle condizioni meteorologiche prima di salire a bordo della tua nave.

 

Buone norme in navigazione

Anche navigando con l’autopilota e soprattutto nelle lunghe traversate non ti fidare mai solo degli strumenti. Qualcuno di guardia sul ponte ci vuole sempre. Radar e AIS sempre acceso sono un’ottima cosa ma, nonostante questo, durante la mia traversata atlantica abbiamo dovuto chiamare via VHF quattro Cargo con intenzioni poco chiare riguardo la loro rotta ed in tre casi hanno dovuto variare itinerario per non collidere con noi.

In caso di visibilità ridotta, rallentare e accendere tutte le luci di navigazione. In prossimità di zone che non conosci naviga con prudenza e senza brusche accelerazioni. Riducendo la velocità ridurrai anche la forza dell’impatto di un oggetto sulla tua chiglia.

Controlla sulla carta e sul plotter in anticipo la zona che vuoi visitare. Se le condizioni meteorologiche diventano pericolose, assicurati di disporre dei mezzi adeguati per comunicare con i servizi di emergenza. Un semplice VHF portatile può salvarti la vita.

E’ consigliabile avere almeno un metro di acqua fra te ed il fondo se non di più, soprattutto in caso di maree e onde.

 

Oggi abbiamo esplorato le possibili cause di un naufragio. Nel prossimo articolo ti spiegherò “Come sopravvivere ad un naufragio in mare aperto”.

 

La tua ultima sicurezza in barca è rappresentata dalla zattera di salvataggio. Assicurati del suo perfetto  funzionamento

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Scritto da
Fabio Portesan
Fabio Portesan
Navigo nel Mediterraneo con la mia famiglia dal 2017. Fino al 2021 ho sperimentato il vivere in barca in tutte le stagioni accumulando un po' di esperienza marina. VideoMaker per passione e scrittore per necessità realizzo video di cultura marinara e manutenzione nautica dedicati ad un utilizzo più consapevole della barca ed alla salvaguardia dell'ambiente marino.

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