Come scegliere la canna da casting?

Una serie di canne da pesca infinita, con lunghezza, azione, prezzo e caratteristiche del tutto diverse. Come scegliere la canna da casting senza fare errori, e senza compromettere la propria attività da pesca? Alcuni pescatori inesperti o poco attenti in realtà non si pongono particolari domande, e scelgono semplicemente una canna da pesca in grado di lanciare delle esche da un peso tot a un peso tot, qualsiasi essa sia. In realtà è bene pensare alla tecnica, all’accoppiamento con il mulinello, al livello di esperienza, alla preda e via dicendo. Vediamo quindi a cosa pensare per scegliere la canna da casting!

 

La canna da casting e la canna da spinning

Iniziamo con il primo dubbio che tantissimi pescatori hanno in testa quando si parla di scegliere una canna da casting. É proprio obbligatorio acquistare una canna da casting quando si possiede già una canna da spinning? Ovviamente non esistono regole assolute. Stiamo però parlando di due canne da pesca che nascono come molto diverse: la canna da spinning ha un mulinello a bobina fissa, serrato nella parte interna della canna, nella stessa parte in cui si trovano gli anelli; la canna da casting, invece, è sempre con mulinello a bobina rotante, e sempre con anelli sulla parte superiore del blank. In ogni caso, la canna da casting è pensata per avere una torsione controllata nella parte opposta degli anelli.

L’azione della canna da pesca a casting

Cerchiamo di capire come scegliere la pesca da casting a partire dall’azione. Possiamo dividere le canne da casting in 3 categorie riguardo la loro azione, ovvero in canne dall’azione morbida (slow moderate o moderate), ad azione regolare (moderate fast) oppure ad azione di punta (fast ed extra fast). Nel primo caso abbiamo una canna che segue le sollecitazioni dell’esca, l’ideale per i crankbait , che aiuta a ridurre le possibilità di perdere il pesce in seguito a una allamata. Nel caso della canna ad azione regolare si ha una canna morbida ma non troppo, leggermente più nervosa, da usare con artificiali di tipo jerk. Infine abbiamo la canna da casting fast, con una curvatura bassa del grezzo e con un’azione decisamente di punta, perfetta per la pesca con esche in silicone, quest’azione di fatti ci consente di avere una sensibilità accentuata tale da permetterci di percepire la conformità del fondale.

In linea di massima, il principiante della pesca a casting dovrebbe optare per una canna senza grossi limiti, e quindi non eccessivamente specifica, da poter utilizzare sia con hard bait che con soft bait, con un’azione moderate fast. Solo più tardi, quando si avrà raggiunto un buon livello di lancio, si potrà optare per delle tecniche più specifiche, dal drop shot alla pesca con le glide swimbait andando quindi ad acquistare delle canne da casting più specializzate.

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Scegliere la canna da casting: alcuni esempi

Poniamo un presupposto fondamentale che sarà utile anche per il resto dell’articolo: i principianti, per imparare a lanciare, dovrebbero evitare le esche artificiali troppo leggere, andando quindi sempre dai 7 grammi in su. Pensiamo al pescatore che desidera usare dei shallow crank, dei crankbait nel bass fishing. Quale canna da casting scegliere in questo caso? Qui il pescatore che vorrà approcciarsi al lancio di questi artificiali dovrà orientarsi verso una canna moderate o moderate fast, con una lunghezza di circa 2 metri e un casting compreso tra i 5 e i 16 grammi. E il pescatore che invece ha la necessità di usare dei jerkbait? Si potrà optare per una canna da pesca leggermente più lunga, con un’azione moderate fast, sui 210 centimetri, con un casting tra i 5 e i  28 grammi. Va detto che questi sono esempi puramente indicativi, come già detto in precedenza la canna da casting va scelta non solo per la tipologia di esca che si vuole lanciare, ma anche, e soprattutto al tipo di predatore che vogliamo pescare.

Scegliere il filo

Quale filo scegliere per la propria canna da pesca? Meglio scegliere, soprattutto all’inizio, una lenza da pesca senza memoria, e quindi un filo che non “prende” la forma del mulinello: quelli che tendono a ricurvarsi, infatti, moltiplicano le possibilità di trovarsi a fare parrucche. La soluzione migliore sarebbe il filo trecciato spinning, che però per il principiante può essere troppo costoso; meglio iniziare con un filo fluorocarbon (e imparare in ogni caso a disfare le parrucche!)

Scegliere il mulinello

Il mulinello da casting deve essere sempre scelto in relazione alla canna da pesca e all’esca usata. Le diverse esche esercitano infatti un livello differente di resistenza all’acqua. All’aumentare della resistenza, che è in genere alta nel caso dei crankbait, il mulinello dovrà vantare via via un rapporto sempre più lento. L’obiettivo è quello di ridurre al minimo la fatica al livello del braccio che regge la canna da pesca, e allo stesso tempo non costringerci a recuperare troppo velocemente con l’altra mano, tale da alterare troppo il giusto movimento dell’esca; così come per la scelta delle canne, anche per il mulinello si dovrà fare un ragionamento sul tipo di preda che vogliamo insidiare, più la preda sarà grande, più la scelta del mulinello dovrà ricadere su di un trazione importante (max drag.) valutando quindi di scegliere un mulinello low profile fino ad arrivare ai mulinelli da casting al luccio round profile.

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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