WC marini: consigli per l’uso corretto

Grande comodità o immenso incubo? Il wc marino è entrambe le cose. É comodissimo, anzi, praticamente indispensabile, perché lì, in mezzo al mare, non ci sono certo dei bar in cui fermarsi, bere un caffè e passare alla toilette: avere a bordo un wc nautico dove fare i propri bisogni, insomma, diventa molto spesso essenziale. Ma non è un caso se molto skipper guardano al wc marino con un certo timore, come se la comodità fosse sormontata dalla paura dei guasti e delle manutenzioni necessarie. Intendiamoci: usare un wc marino non è affatto difficile, né la sua manutenzione richiede interventi particolarmente complessi. È però anche vero che la manutenzione e la cura del wc nautico finiscono sempre in fondo alla lista delle to do list di tanti armatori, e che la maggior parte dei marinai di lungo corso ha almeno un paio di ‘incubi’ da narrare sull’argomento dei wc marini, a causa dell’utilizzo scorretto da parte di membri sprovveduti dell’equipaggio.

Potremmo riassumere in questo modo la questione: il wc nautico è un accessorio estremamente utile e comodo per chi effettua delle uscite in barca che non siano brevissime, e in caso di crociera è effettivamente essenziale. Si tratta dunque di una comodità, che resta tale fino al momento in cui viene utilizzata nel modo corretto, seguendo le regole una a una, e fino a quando viene sottoposta a regolare manutenzione. Se una di queste due semplici condizioni viene a mancare… la tragedia è dietro l’angolo. Vuoi essere certo di non rovinare la tua prossima crociera con la tua barca a vela o con la tua barca a motore? Allora leggi fino in fondo questa piccola guida: ripasseremo insieme l’utilizzo del bagno in barca, spiegheremo le differenze tra wc nautico manuale ed elettrico e tra wc marino a scarico in mare e tra wc con serbatoio delle acque nere e maceratore. E sì, lo sappiamo anche noi che questo non è un argomento particolarmente piacevole. Eppure, fidati, è sempre meglio conoscere alla perfezione il funzionamento e i problemi dei wc marini, per non rischiare di mandare a monte un’intera vacanza in barca!

Il galateo del wc marino

Partiamo dal presupposto che la grandissima parte dei problemi e dei guasti dei wc delle barche sono dovuti a un utilizzo scorretto da parte dell’equipaggio, in particolare per quanto riguarda la gestione dello scarico, soprattutto nel caso, ovviamente, dei wc nautici a pompa manuale. È dunque doveroso spiegare per filo e per segno a tutti quelli che salgono in barca le fondamentali regole di utilizzo del bagno nautico, a partire da quello che potremmo chiamare galateo del bagno in barca: non si tratta di regole tecniche (quelle le vedremo dopo) quanto invece di consigli sensati, insomma, dell’educazione necessaria per usare il wc marino senza fare danni e senza creare inutili imbarazzi.

Lì fuori ci sono file e file di skipper che terrorizzano chi sale in barca e che praticamente vietano l’utilizzo del wc nautico. Questa è una grossa esagerazione, che può rendere una crociera – quella breve ma soprattutto quella lunga– una vera e propria tortura. Molto meglio, invece, mettere il wc marino a disposizione di tutti, con la certezza che tutti quanti, però, abbiano capito fino in fondo le regole che seguono (e il loro motivo d’essere).

Prima di iniziare, va segnalato che negli Stati Uniti, per legge, tutte le unità da diporto provviste di wc marino sono obbligate a montare anche un impianto per le acque nere, e quindi un serbatoio apposito, o eventualmente un diverso sistema per il trattamento dei liquami. Lo scopo, assolutamente nobile, è quello di salvaguardare l’ecosistema marino. In Italia, per ora, non esiste nulla di simile, ma è chiaro che l’orientamento, a livello internazionale, è ormai quello. Gran parte delle regole che seguono, infatti, sono pensate non solo per non rovinare le vacanze o per non danneggiare il wc marino, ma anche per non ‘inquinare’ il mare laddove non strettamente necessario.

Partiamo dal presupposto per cui, come sappiamo tutti, il wc marino – sia quello manuale che quello elettrico – non è poi tanto diverso da quello che usiamo tutti i giorni a casa nostra. Si nota però subito una differenza: è più piccolo. Ed ecco dunque che la prima regola del galateo per usare il bagno in barca si rivolge agli uomini, che sono comunemente abituati a fare la pipì in piedi. Ebbene, in barca, complice l’instabilità del mezzo e le dimensioni ridotte del wc, la regola generale è quella di abbandonare la posizione eretta e sedersi sulla tazza, così da non lasciare sgraditi e fastidiosissimi ricordi a chi utilizzerà subito dopo il wc. Va peraltro detto che, di per sé, in navigazione, si può sempre optare per una minzione in piedi e del tutto libera di ostacoli: parliamo ovviamente della possibilità, sfruttatissima, di fare la pipì direttamente a poppa, la quale può essere utilizzata sia dagli uomini che, con qualche attenzione in più, anche dalle donne.

Altra regola del galateo del wc marino è quella di non utilizzarlo mai in porto, e nemmeno in rada, e in ogni caso quando nelle vicinanze della barca ci sono bagnanti, o altre unità da diporto. Tutto questo, ovviamente, vale per i wc nautici con scarico diretto in mare, e non, invece, per i bagni per barca provvisti di serbatoio per le acque nere. In linea di massima, il wc marino non andrebbe mai utilizzato quando non è strettamente necessario. E di certo, quanto si è vicini o in prossimità di un molo dotato di pratiche ‘toilette terrestri’, l’utilizzo del wc marino non dovrebbe essere mai preso in considerazione.

Il galateo del wc marino – prima di passare alle regole tecniche – si conclude sul capitolo carta igienica. Questa non dovrebbe in linea di massima essere buttata nel wc. Il motivo è semplice: prima di tutto, i foglietti di carta potrebbero finire per aumentare la possibilità di intasare gli scarichi degli impianti; in secondo luogo, in caso di scarico diretto a mare, anche la carta igienica finirebbe tra le onde, inquinando il mare. Ecco dunque perché la carta igienica dovrebbe essere riposta altrove, in appositi sacchetti e cestini, per poi essere ‘cestinata’ a terra. Di certo questa procedura non è semplice, né particolarmente piacevole – non è un caso se tante persone fanno di tutto per trattenere ‘i bisogni’ fino al primo porto utile. Molti skipper, d’altronde, autorizzando i propri passeggeri a buttare nel wc marino la carta igienica, con parsimonia, al massimo 3 o 4 strappi. Si tratta di un compromesso per rendere meno disagevole la vita di bordo, il quale però, ovviamente, di certo non aiuta l’ecosistema marino.

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Come usare in modo corretto il wc marino

In questa guida sull’utilizzo del wc marino prenderemo in considerazione quello che è probabilmente il più diffuso e, allo stesso tempo, più ‘problematico’ tra i modelli. Parliamo ovviamente del wc marino manuale con scarico diretto a mare, quello che spesso e volentieri mette in crisi i principianti, che di conseguenza maltrattano lo scarico e finiscono per creare il caos.

In realtà, va anticipato fin da subito, utilizzare il wc marino con pompa manuale in modo corretto non è affatto difficile: basta capire il tuo funzionamento! Devi dunque sapere che il più semplice dei bagni per barca presenta due tubi, e dunque due prese a mare. Una serve per caricare l’acqua, e l’altra per scaricare a mare. Questi due tubi sono governati entrambi dalla medesima pompa, la quale viene a sua volta governata da una valvola di carico e di scarico, la quale – lato utente – si presenta come una levetta, la quale tipicamente può essere spostata a sinistra e a destra.

La leva della pompa resta sempre una: a decidere quale sarà l’azione una volta azionata è quindi la levetta posteriore, la quale, se spostata da un lato (solitamente a destra) attiverà la funzione scarico, e se spostata dall’altra (solitamente a sinistra) attiverà la funzione carico. Nel primo caso, e quindi con la funzione scarico, azionando la pompa si procederà con lo scarico dell’acqua e dei bisogni in mare; nel secondo caso, con la funzione carico, la pompa farà due cose, caricando l’acqua di mare e scaricando quella interna alla tazza. Non è niente di particolarmente diabolico o difficoltoso, come ben sanno tutte quelle persone che hanno usato queste tazze in più di un’occasione. I veri lupi di mare, di fronte a queste spiegazioni, non potranno che sorridere e passare oltre… ma nel caso dei delicati wc marini è sempre meglio precisare tutto nei minimi dettagli, onde evitare tragedie in alto mare.

il bagno della barca, regole

Una volta messa dalla parte giusta la levetta che regola la valvola di carico e scarico si potrà azionare la pompa manuale, la quale è provvista da una leva che, solitamente, si presenta come una semplice pompa a stantuffo, come quella quella che usiamo per gonfiare la ruota delle biciclette. Altre volte, invece, la pompa manuale deve essere azionata attraverso una leva da spostare avanti indietro.

Ora che abbiamo capito quali sono gli strumenti che ci troviamo quando siamo di fronte a un wc nautico a pompa manuale, possiamo riassumere il tutto, per capire nel concreto come utilizzare il bagno della barca. Appena entrati si dovrà controllare che le due prese a mare siano aperte, e che quindi il tubo di carico e il tubo di scarico siano utilizzabili.

Fatto questo, dovrai immettere un po’ di acqua nella tazza, girando dunque la levetta della valvola di carico e scarico (la quale durante la navigazione dovrebbe sempre essere settata su scarico, così da non far risalire l’acqua del mare a causa delle onde). Una volta fatti i tuoi bisogni, dovrai scaricare e pulire il wc marino. La procedura per farlo nel modo corretto – senza essere troppo aggressivi con la pompa – è quella di mettere la levetta sull’opzione scarico, e dare 4 o 5 pompate. Poi, dopo aver impostato la valvola su carico, pompare almeno 7-8 volte, per poi, infine, impostare la leva su scarico (dove dovrà essere lasciata una volta abbandonato il bagno) e pompare fino a quando la tazza non sarà completamente vuota.

Wc elettrici, maceratori e serbatoi per le acque nere: oltre il wc nautico manuale con scarico diretto a mare

Il wc marino manuale con scarico diretto a mare che abbiamo visto fino ad adesso non è, ovviamente, l’unica opzione possibile. Esistono per esempio tanti wc marini elettrici, i quali al posto della pompa manuale presentano un dispositivo per rendere le operazioni di scarico più veloci e pratiche. Ma esistono soprattutto dei wc che, anziché scaricare le acque nere in mare, le immagazzinano, così da non inquinare le acque e da permettere l’utilizzo del wc marino praticamente in ogni situazione – anche nei porti.

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Tra le soluzioni migliori, in questi casi, c’è quella di dotarsi di un serbatoio per la raccolta delle acque nere in barca con scarico in coperta. Invece di scaricare direttamente in mare, quindi, si potrà fare affidamento su un serbatoio a bordo, il quale permetterà dunque di avere un’autonomia per un numero variabile di giorni, anche per chi se ne sta ormeggiato in porto o in rada. Non bisogna però scordare che il serbatoio va di tanto in tanto svuotato, e purtroppo, per ora, non sono tanti i porti in Italia dotati di un apposito servizio per lo svuotamento dei serbatoi delle acque nere con scarico in coperta (in questi casi una comoda pompa provvede allo svuotamento degli scarichi direttamente dalla coperta, in modo pratico, pulito e veloce).

Una soluzione intelligente può essere quella di dotare il proprio wc marino dotato di serbatoio per le acque nere con una speciale valvola a due vie, in modo da selezionare, di volta in volta, tra lo scarico diretto in mare e lo scarico nel serbatoio. Optando per lo scarico in mare, verrà azionato il maceratore, una particolare pompa elettrica che si frappone tra il serbatoio per le acque nere e lo presa a mare per lo scarico.

Arrivato a questo punto, dovresti sapere tutto il necessario per usare correttamente il tuo wc marino, e potresti anche aver raccolto qualche idea per renderlo più efficiente. Ora non ti resta che prendertene cura con degli interventi periodici di manutenzione. Oltre a individuare eventuali perdite in tempo, ti consigliamo di usare del grasso di vasellina per rendere lo stantuffo delle pompe manuali più morbido, scorrevole e resistente, nonché di lubrificare di tanto in tanto il wc con dell’olio e di controllare le prese a mare.

 

Guarda il nostro video sulla manutenzione del WC Marino

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.
  1. Dico che non ho capito perchè il wc marino, specie quelli delle barche a vela, è così complesso e delicato. Non credo ci sia una sicura necessità tecnica far gli scarichi così piccoli tali da intasarsi per un po’ di carta igienica (d’accordo che deve essere poca!)! Basterebbe progettare scarichi e tubazioni di pochissimi centrimetri più larghi, quale impedimento tecnico ci sarebbe? Inoltre, ho visto che questa estrema attenzione varrebbe anche per barche “importanti”, ma cavolo, spendo centinaia di migliaia di euro, se non milioni e mi devo portare appresso la carta igienica usata oppure preoccuparmi se c***o più del normale? ;)) E dai…

    • Buongiorno Luca, tutti quanti desidererebbero le comodità del WC di casa anche in barca! Ci sono però due dati di fatto: primo, non possiamo inquinare il mare; secondo, non possiamo contare su un impianto fognario in barca. Da qui la necessità di adattare il WC al mondo nautico, con tutti gli svantaggi del caso, soprattutto nel caso di imbarcazioni non mastodontiche.

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