Scegliere la barca da pesca

È praticamente un assioma: gli appassionati di pesca, e in particolar modo gli appassionati di pesca in mare, prima o dopo – magari subito, magari dopo anni – desidereranno provare la pesca in barca. C’è chi, su una barca da pesca, praticamente ci nasce, potendo contare su un padre o un qualche parente appassionato diportista e pescatore. C’è chi, invece, ci arriva dopo, provando la barca di amici o noleggiandone una. Da lì, scatta l’amore. Sì, perché praticare questo antichissimo sport dalla barca è tutta un’altra cosa. E da quel momento in poi si inizia ad accarezzare l’idea di acquistare una barca da pesca adatta ai propri utilizzi e al proprio budget. Ma quali fattori bisogna prendere in considerazione per scegliere una barca da pesca

È proprio questo che vedremo oggi, esaminando i vari aspetti che, visti uno dopo l’altro, ci possono aiutare a scegliere la migliore barca da pesca. E questo, ovviamente, non è un risultato uguale per tutti. Qualcuno avrà bisogno di una barca piccola e carrellabile, insomma, una barchetta da pesca. Qualcun altro, invece, dovrà per forza rivolgersi verso una barca per la pesca d’altura, o una barca da pesca sportiva di fascia media. Cambiano poi le motorizzazioni, i pozzetti, i posti di comando, le tecnologie a bordo… insomma, lo stesso scegliere la barca da pesca diventa una sorta di piccolo hobby, un’attività da affrontare con impegno e curiosità per essere certi di fare la scelta giusta. 

Dunque, partiamo: per capire come scegliere la tua barca da pesca, potremmo partire dalle dimensioni che questa dovrà avere!

Le dimensioni della tua barca da pesca

Pesca a bolentino, pesca a drifting, pesca a traina... ogni tecnica di pesca, di fatto, richiede caratteristiche leggermente differenti quanto a imbarcazione e a organizzazione della stessa. Anche per questo motivo, quindi, è da ingenui pretendere di poter trovare una barca da pesca che possa andare bene per qualsiasi pescatore. Qui, però, vogliamo partire da uno sguardo ancora più ampio, partendo per l’appunto dalle dimensioni della barca.

Vogliamo subito sottolineare una cosa: non è vero che più grande è meglio è. Questo atteggiamento, che in fondo in fondo muove i nostri acquisti sia quando vogliamo comprare una barca sia quando vogliamo comprare un’automobile, tende a essere del tutto contro produttivo. Prima di tutto, perché non si sarà mai completamente soddisfatti, in quanto ci sarà sempre una barca più grande alla quale aspirare. In secondo luogo, perché no, una barca più grande (di un metro, di due metri e via dicendo) non è automaticamente migliore. Anzi, sotto certi punti di vista non lo è affatto.

Bisogna inoltre sottolineare che qui non si sta parlando di acquistare una barca generica, non stiamo considerando l’acquisto di una barca da diporto qualunque. Stiamo parlando di scegliere una barca da pesca, che ha un obiettivo principale piuttosto preciso. Ma non bisogna pensare – magari inconsapevolmente – che le dimensioni della barca facciano la differenza sulle capacità di un pescatore. Uno bravo pescatore resterà bravo anche su un kayak gonfiabile da pesca sportiva, mentre un pescatore mediocre resterà mediocre anche sulla più grande delle barche da pesca d’altura.

Partendo da questi presupposti di fondo, come scegliere le dimensioni della tua barca da pesca? I fattori da prendere in considerazione sono tanti. Certamente bisogna pensare al costo, il quale ovviamente tende a crescere insieme alla grandezza della barca. Ma bisogna pensare, per esempio, anche a quanto tempo si passerà a bordo di quella specifica barca da pesca: chi programma uscite di mezza giornata potrà certamente rivolgersi verso una barca più piccola, o magari verso un classico gommone, mentre chi programma uscite più lunghe, su più giornate e con pernottamenti e vita a bordo, dovrà guardare verso qualcosa di più spazioso e confortevole.

Bisogna poi pensare a quante persone dovranno stare su quella barca. Sei un lupo di mare solitario? Vuoi uscire in mare con la tua famigliola? Oppure la tua barca da pesca dovrà ospitare tutti i tuoi amici pescatori? Ovviamente dalla risposta che darai a queste domande dovrai variare i metri della tua barca da pesca.

Ma non è tutto qui. Se vuoi avere una barca da mettere sul carrello tutti i giorni o quasi, dovrai rivolgerti verso un’imbarcazione non troppo grande. I vantaggi non sono da trascurare: una barca facilmente carrellabile ci risparmia i soldi dell’ormeggio, rende molto meno impegnativa la manutenzione, a partire dalla formazione di vegetazione sullo scafo, ci permette di mettere al sicuro la barca da sguardi potenzialmente molesti e via dicendo. Ma affinché questo sia possibile, la barca non deve essere né troppo lunga, né troppo larga (al di sotto dei 255 centimetri).

Pensa a una barca di 5 metri: potrà essere caricata facilmente sul carrello per essere portata ogni volta a casa, nonché per essere usata anche nelle acque interne. Potrà montare un motore non eccessivamente potente, così da ridurre i consumi, potrà ospitare senza problemi 3 o persino 4 persone. Insomma, talvolta ‘piccola’ è davvero meglio!

barca da pesca

Barca o gommone?

Ecco l’immancabile questione, al confronto del quale l’essere o non essere di shakespeariana memoria è ben poca cosa. Meglio una barca o un gommone? E, più nello specifico, meglio una barca da pesca o un gommone da pesca?

Ebbene, risolviamo semplicemente la questione sottolineando quali sono i pro e i contro dei gommoni. Di vantaggi ce ne sono senz’altro parecchi, e lo sanno bene tutti quanti i gommoni che mai e poi mai sostituirebbero un gommone con una barca. Chi cerca sicurezza, leggerezza, consumi bassi, agibilità, portabilità, un buon rapporto tra peso e potenza e non vuole passare un tempo eccessiva in mezzo al mare, può certamente prendere in considerazione un gommone: i modelli semirigidi del resto offrono performance che nulla hanno da invidiare dalle classiche barche. Certo, uno svantaggio c’è: i tubolari, per forza di cose, non possono che togliere spazio, rendendo il tutto leggermente più ristretto.

Poi ovviamente è necessario scegliere il gommone giusto in base alla tecnica di tecnica che si vorrà adottare: lo spazio nel pozzetto non dovrà essere tantissimo in un gommone da drifting, mentre invece chi pratica spinning vorrà avere un pozzetto completamente libero e ampio.

Il pozzetto della barca da pesca

Giacché l’argomento è stato toccato per i gommoni, ampliamo anche per le barche in generale la discussione relativa al pozzetto. Quando si compra una barca da pesca, l’analisi di questa parte è fondamentale, in quanto è proprio qui, ovviamente, che si svolte praticamente tutta l’attività. Ne consegue quindi – soprattutto per certe tecniche, come visto sopra – che è necessario poter contare su uno spazio non troppo ristretto, che deve essere sgombro, senza che ci sia la necessità di guardare dove si mette i piedi, tra seggiole, cambi di livello e cerniere, tutti ostacoli che al momento sbagliato possono risultare non solo fastidiosi, ma anche rischiosi.

Per quanto riguarda le murate, è necessario che siano abbastanza alte, per per non compromettere la sicurezza (70 – 80 centimetri sono solitamente l’ideale, anche in relazione all’altezza del pescatore) e dotate di tutto il necessario per la pesca. Meglio, dunque, se la parte superiore è imbottita, e se il capo banda è sufficientemente ampio per un’installazione stabile di portacanne da barca.

Il posto di comando sulla barca da pesca

Qui ovviamente il discorso cambia tantissimo tra barche grandi e piccole. In generale, però, il posto di comando della barca da pesca deve proteggere il conducente: il parabrezza è il minimo, la cabina è l’optimum. Questo luogo, oltre a garantire una buona visibilità, deve essere predisposto per ospitare tutta l’attrezzatura per la pesca, a partire ovviamente dall’ecoscandaglio.

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Il motore della barca da pesca

Se scegliere la barca da pesca perfetta è difficile, individuare il motore giusto per questa imbarcazione può essere ancora più spinoso. Non perché la cosa sia in sé complicata, quanto invece perché ognuno, con il tempo, si è fatto una propria opinione, difficile da scalfire. In questa sede, quindi, partiremo dai pro e i contro di ogni soluzione.

Si parte dall’entrobordo. Il motore entrobordo permette una comoda pesca di poppa, avendo elica e timone sotto la carena: questo è certamente il principale vantaggio a cui guardare. Il più importante svantaggio del motore entrobordo, come è noto, è invece il prezzo iniziale, il quale è tendenzialmente più alto. Ma non è tutto qui: il motore entrobordo è più rumoroso, crea vibrazioni maggiori e non permette la stessa facilità di manovra.

L’entrofuoribordo, classico compromesso. Rispetto all’entrobordo richiede certamente una manutenzione maggiore, ma offre una manovrabilità sicuramente migliore. Se non viene installato sotto il pagliolo, l’entrofuoribordo non può che compromettere l’ampiezza del pozzetto, il quale, come abbiamo visto, in certe situazioni deve essere invece molto ampio.

Il motore fuoribordo vince sotto l’aspetto delle prestazioni e della gestione, sia sul lato della manutenzione che sull’uso vero e proprio. Vogliamo davvero pensare a quanta differenza c’è tra una lenza incastrata nell’elica di un fuoribordo e una lenza agganciata dall’elica dell’entrobordo?

Scegliere la barca da pesca per la pesca d’altura

Pescare lì dove il mare è più profondo, magari lì dove le coste sono diventate ormai solo un vago ricordo. Lì, a partire dai 30 metri di profondità, è possibile trovare pesci spada e tonni. Ma si sa, la pesca d’altura non si pratica con una barchetta di dimensioni ridotte. Ecco quindi che in questo caso è necessario acquistare una barca per la pesca d’altura.

Qui il discorso cambia: si allungano i tempi, la navigazione diventa più complessa. Le barche non possono quindi che diventare più grandi, salutando definitivamente la possibilità del carrello. Ma non è tutto qui: le barche di questo tipo richiedono tutto un altro tipo di manutenzione, dallo scafo agli impianti elettrici e idraulici.

L’esperienza può però essere impagabile. Entrano in gioco le sedie da combattimento, i motori più potenti, i flybridge, la pesca in compagnia di parecchi amici e via dicendo. Non si tratta più di un’uscita in mare condita magari da un pisolino, no, qui di navigazione vera e propria e di vita di mare: i fattori da prendere in considerazione, quindi, diventano tantissimi.

Il Fisherman giusto

Impossibile parlare della barca da pesca perfetta senza tirare in mezzo il termine fisherman. Un neofita del mondo delle barche da pesca sportive potrebbe infatti fare confusione, dal momento in cui la parola fisherman viene usata spesso a caso da venditori di barche da pesca nuove e usate. Il termine dovrebbe infatti indicare una determinata classe di barche da pesca realizzando seguendo i principi basilari dei costruttori statunitensi, ma va detto che ormai viene utilizzato per indicare qualsiasi barca per la pesca sportiva. Facciamo quindi un po’ di chiarezza a livello lessicale.

Il fisherman vero e proprio, quello che viene definito così nell’immaginario comune, è quello dotato di cabina. Se ne riconoscono in linea generale due tipologie differenti: da una parte ci sono i cuddy cabin, con prua a ponte per contenere una cabina vera e propria (di fatto questi fisherman possono essere utilizzati anche per delle crociere); dall’altra ci sono i fisherman walkaround, i quali, come suggerisce il termine, si distinguono per la possibilità di camminare tutto intorono alla barca, per la tipica ristrettezza della tuga.

scegliere la barca da pesca

Acquistare una barca da pesca usata

Tutto quello che abbiamo detto finora vale ovviamente sia per le barche nuove che per le barche da pesca usate. Ma attenzione: quando si vuole comprare una barca usata ci sono tantissime cose da controllare. Nel caso delle barche da pesca, poi, ci sono dei fattori da prendere in considerazione in modo particolare.

Abbiamo già per esempio considerato il discorso del motore, il quale però, nel caso di una barca usata, diventa leggermente più complesso. Nel momento in cui valuti una barca usata con un motore di potenza limitata, ti senti di fronte a una barca più gestibile, più economica, meno spinta. Ma è anche vero che un motore da 50 cavalli montato su una barca che potrebbe benissimo gestire un motore da 150 cavalli può essere altamente stressato, e quindi essere vicino alla fine dei suoi giorni per via dell’alta usura meccanica. Se non si vuole essere costretti ad affrontare immediatamente un intervento di sostituzione del motore, quindi, è il caso di riflettere attentamente su questo punto.

Un’occhiata particolare deve essere data agli impianti in generale. Si sa, vivere una barca significa mettere mano all’impianto elettrico e idraulico, per installare quello o quell’altro dispositivo o per riparare qualche piccolo danno. Il problema, però, è che spesso questi interventi vengono fatti in modo disattento: non è affatto raro ritrovarsi ad avere a che fare con degli impianto elettrici non isolati, con dispersioni o magari scarichi di massa. Meglio controllare, e semmai abbassare il prezzo!

Ancora, alle volte le barche da pesca vengono vendute con la strumentazione elettronica compresa, come per esempio l’ecoscandaglio. Niente male: in quel caso il trasduttore è già montato, e non serve altro che prendere dimestichezza con lo schermo per partire subito con un’uscita. Ma comprare un ecoscandaglio troppo datato potrebbe essere un errore, anche per chi non è assolutamente interessato ad avere a bordo l’ultimo ritrovato del mercato: un dispositivo elettronico vecchio non ci darà infatti la possibilità di trovare aggiornamenti, ricambi e cablaggi.

Lasciare la riva senza barca: l’opzione Belly Boat e Kayak per la pesca

scegliere la barca da pesca kayak

Ci sono persone che desiderano darsi alla pesca lontano dalla riva, e che però, per i più svariati motivi, non vogliono o non possono acquistare una barca. Pensiamo a ostacoli economici, a questioni relative alla patente nautica, a tutto quello che una barca vera e propria richiede (dall’ormeggio al carrello), e via dicendo. Va detto che ci sono anche dei compromessi, come per esempio la pesca in kayak: da farsi solamente con condizioni meteo buone o ottime, questa attività riserva grandi soddisfazioni, essendo per l’appunto un attività che comprende tanti momenti differenti, dalla pagaiata all’attesa. Sicuramente è possibile fare kayak fishing anche usando dei kayak gonfiabili, ma chi cerca maggiore libertà, e soprattutto maggiore stabilità trasversale – per pescare stando in piedi sulla canoa – dovrà guardare piuttosto a dei veri e propri kayak da pesca, completi di portacanne e spazio a volontà.

Altro mezzo che permette di pescare lontano dalla riva pur senza possedere né una barca né un gommone è poi il Belly Boat: si parla di un piccolo gommoncino economico, leggero, di ingombro ridotto e organizzatissimo, per avere con sé tutto il necessario per pescare in tranquillità. Certo, esistono diversi modelli tra i quali scegliere, in base alla proprie esigenze. In ogni caso, però, si tratta di un valido supporto per il pescatore, in particolar modo per chi pesca in laghi, stagni e fiumi, spostandosi con le pinne.

Insomma, scegliere una barca da pesca, nuova o usata, non è facilissimo, ma non è davvero impossibile. Basta tenere in considerazione gli aspetti giusti, e scegliere il mezzo più adatto a soddisfare le proprie esigenze!

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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