Migliori fuoribordo: benzina, diesel, elettrico o GPL?

Scegliere il motore fuoribordo per la propria barca non è mai semplice. Ancora prima, chi vuole acquistare una barca ha in realtà altri quesiti importanti riguardanti la motorizzazione, a partire dalla sempre presente discussione tra motore fuoribordo, motore entrofuoribordo e motore entrobordo, ognuno dei quali, si sa, presente vantaggi e svantaggi. Ma quando, dopo giorni, settimane e mesi passati a riflettere su questo primo scoglio, si decide di premiare il motore fuoribordo, inizia tutto un nuovo processo decisionale. Le variabili in gioco sono infatti tante, tantissime. Ci si deve domandare quanti cavalli serviranno per poter spingere in modo soddisfacente la propria barca. Ci si domanderà poi quanti motori fuoribordo serviranno: meglio un solo motore potente o due – o tre, o quattro – motori meno potenti? Si sa, il doppio motore in certe occasioni è impagabile, si pensi per esempio alle operazioni di ormeggio. E poi ci sono altre questioni, relative al grande dilemma tra 2 e 4 tempi, relative al peso, alla cilindrata, all’architettura, all’elica, al brand e ovviamente al prezzo. Insomma, chi deve acquistare un motore fuoribordo per la propria barca, sia questa un tender, un gommone, una barca da pesca o una barca a vela, ha parecchie cose alle quali pensare.

Ecco, questo articolo è pensato per instillare un ulteriore dubbio, e quindi per risolverlo almeno in parte. Nella maggior parte dei casi, infatti, chi accarezza l’idea di acquistare un nuovo motore fuoribordo pensa più o meno automaticamente al motore fuoribordo a benzina, scelta quasi scontata. Eppure, in realtà, a guardare più da vicino la questione, si scopre che le opzioni sono in realtà 4, e ognuna di esse offre dei vantaggi da non trascurare in determinate situazioni. In questi ultimi anni, per esempio, è possibile prendere in considerazione anche l’acquisto di motori fuoribordo diesel, che in passato non hanno mai avuto grande fortuna; è possibile pensare di acquistare dei motori fuoribordo GPL, per ridurre l’impatto ambientale della propria imbarcazione; e, per eliminarlo quasi completamente, è infine possibile optare per un motore fuoribordo elettrico. Ognuna di queste motorizzazioni, ovviamente, ha delle caratteristiche peculiari e specifiche, che le porta a essere papabili solo in certi casi – eccezion fatta per i classici fuoribordo a benzina: vediamo dunque i pro e i contro di tutte queste opzioni.

Il motore fuoribordo a benzina, la scelta classica
Il fuoribordo diesel, per la serie: a volte ritornano
Il motore fuoribordo GPL, e il diporto riduce il suo impatto ambientale
Il fuoribordo del futuro: il motore elettrico
[Aggiornamento 2022] Niente ecobonus per i motori nautici

Il motore fuoribordo a benzina, la scelta classica

Il motore fuoribordo a benzina è la scelta classica, anzi, per molti è “la” scelta, l’unica possibile. In questo articolo, però, dimostreremo che le cose non sono esattamente così. Tutti conosciamo del resto quelle che sono le caratteristiche principali del motore fuoribordo a benzina, e per questo non perderemo troppo tempo intorno a questa prima opzione. Si tratta dell’opzione più ovvia, che permette prestazioni più elevate e che non esce dagli schemi. Per farla breve, nessuno ‘sbaglia’ ad acquistare un motore fuoribordo a benzina per la propria barca: è un po’ quella che si può definire come la scelta sicura, anche solo per il semplice fatto che si è praticamente sempre fatto così – e un motivo, di certo, ci sarà. Il gregge, negli ultimi anni, si è spinto in modo deciso verso i motori fuoribordo benzina 4 tempi, tanto che oggi questa sembra la strada da imboccare a occhi chiusi, senza nessun dubbio. Va però sottolineato che gli intervalli di manutenzione sono molto più lunghi per i motori a 2 tempi rispetto a quelli dei motori a 4 tempi e che il primo ha tendenzialmente dei valori di coppia superiori di parecchio rispetto a quello del secondo, così da abbassare i consumi a parità di velocità. E questo lo diciamo, di fatto, solo per spezzare alcune frecce a favore del ‘perdente’ motore fuoribordo a 2 tempi.

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Il fuoribordo diesel, per la serie: a volte ritornano

E poi… e poi ci sono i motori fuoribordo diesel. Se nel mondo degli entrofuoribordo il gasolio è sempre un’alternativa, nel caso dei fuoribordo si tratta di un’eccezione piuttosto rara. Il primo fuoribordo alimentato a diesel nacque una trentina d’anni fa, nelle officine Ruggerini. Fece senz’altro parlare di sé all’interno del settore, indubbiamente, ma quell’esperimento non è certo classificabile come un successo. Eppure… eppure negli ultimi anni l’ipotesi del fuoribordo a gasolio sembra farsi nuovamente spazio. Insomma, in molti neppure lo sanno, ma di motori fuoribordo diesel, in commercio, ce ne sono, e nemmeno pochissimi. Nella maggior parte dei casi, è vero, si tratta di propulsori non destinati al diporto, quanto invece a impieghi professionali.

I fuoribordo a gasolio sono per esempio molto apprezzati, negli ultimi anni, dall’esercito statunitense, il quale ha deciso di abbandonare progressivamente le motorizzazioni nautiche a benzina. Per quale motivo? Prima di tutto per una ragione di maggiore sicurezza. Ma non solo, anzi: molto probabilmente, la scelta del gasolio è legata a una maggiore razionalizzazione della gestione degli impianti di bordo, i quali funzionano proprio a gasolio. Perché avere due differenti combustibili a bordo?

Ecco quindi che, spinti da campi esterni da quelli da diporto vero e proprio, i motori fuoribordo a diesel prendono coraggio. Certo, questo non cambia poco o nulla rispetto a tutto quello che sappiamo oggi: nel campo nautico, i motori diesel non hanno ancora raggiunto le performance dei colleghi a benzina, come invece è successo nel settore automobilistico. Indubbiamente, però, i costi di gestione sono minori per i motori a gasolio, che hanno dalla loro una manutenzione certamente meno pressante.

Rispondendo alle richieste dell’esercito USA, Mercury ha prodotto il motore fuoribordo a gasolio Racing 175 DSI, a partire dal monoblocco a due tempi Optimax V6 di 3 litri di cilindrata. Il nome dato al nuovo motore potrebbe ingannare: si tratta forse di motori da gara? Il fatto che siano stati sviluppati su precise esigenze militari e che siano alimentati a gasolio pone certamente parecchi quesiti in merito. In realtà, il nome ‘Racing’ è da ricondurre semplicemente alla creazione del propulsore avvenuta all’interno dello stesso reparto in cui si sviluppano i motori da competizione del noto marchio. Questo nuovo motore, anomalo sotto molti aspetti diversi, verrà montato sulle motovedette Usa.

Ma Mercury non è l’unico brand che sta tentando la via del gasolio per i fuoribordo: si è mossa in quella direzione, più vicino a noi, anche l’azienda tedesca Neander Shark, in collaborazione con Selva Marine, i cui turbodiesel sono distribuiti da Yanmar. E ancora, non si può dimenticare l’azienda inglese Cox Marine, che l’anno scorso ha presentato dei potenti fuoribordo diesel da 200 cavalli: stando alle dichiarazioni dell’azienda, sarebbe possibile montare 4 motori CXO300 al posto di 4 fuoribordo a benzina della medesima potenza per ottenere prestazioni uguali o persino superiori, il tutto con un consumo inferiore e un’autonomia maggiore fino al 25%.

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I motori fuoribordo diesel restano senz’altro un prodotto ‘di nicchia’. Ma non si può certo continuare a pensare che non esistano! Vista l’opzione a gasolio, passiamo a due motorizzazioni decisamente più sostenibili sul piano ambientale: parliamo infatti di fuoribordo GPL ed elettrici.

Il motore fuoribordo GPL, e il diporto riduce il suo impatto ambientale

motore fuoribordo GPL

Partiamo dalle basi, per non lasciare nulla al caso: tutti sanno cosa sono i motori a benzina o a diesel, ma non è detto che tutti sappiano anche cosa sono i motori GPL. Questo è un acronimo, che sta per Gas di Petrolio Liquefatto (anche se in molti credono sbagliando che si tratti di un acronimo per Gas Propano Liquido). Si tratta dunque di una miscela di gas, soprattutto propano e butano, che si presenta però non in uno stato gassoso, quanto invece liquido, essendo sottoposta a una pressione fino a 10 bar. Il risultato è  un carburante a basso impatto ambientale, in virtù della ridotta presenza di residui dovuti dalla combustione e del marginale contenuto di zolfo. Oltre a essere poco impattante per l’ambiente, è inodore, e pure incolore: per questo motivo vengono addizionato dei coloranti e dell’etaniolo, così da rendere un’eventuale perdita individuabile.

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Perché, quindi, si dovrebbe scegliere un motore fuoribordo GPL per la propria barca? Prima di tutto, per una questione ambientale: questi propulsori inquinano il 30% circa in meno. I consumi, poi, sono ridotti al minimo. Prendiamo, per esempio, il Tohatsu 5 hp MFS GPL, il primo fuoribordo alimentato a GPL sviluppato e prodotto interamente da un produttore di fuoribordo. Con questo motore a bassi consumi si arriva a consumare solo 1 chilogrammo di propano per un ora di attività. Tutto questo si traduce in un risparmio potenziale di circa il 50% rispetto a dei normali motori fuoribordo a benzina. Questo modello, va sottolineato, è disponibile in diverse versioni, in base al tipo di barca su cui sarà montato, a gambo corto, lungo e Sail Pro, con gambo extra-lungo.

Il fuoribordo del futuro: il motore elettrico

Con i fuoribordo elettrici siamo nel futuro: abbiamo già visto, del resto, che la barca elettrica non è più un sogno, quanto una solida – e talvolta molto veloce – realtà. Lo stesso vale ovviamente per il motore fuoribordo elettrico, il quale non è più una rarissima eccezione. Anzi, sono sempre di più i produttori che portano sul mercato questi dispositivi – anche se sono ancora pochi i produttori tradizionali che hanno deciso di affiancare ai propri motori a benzina anche dei corrispettivi elettrici.

Quali sono i vantaggi dei motori elettrici? Il primo, anche qui, è ovvio, ed è legato all’impatto ambientale ridotto a zero durante l’utilizzo: qui non ci sono carburanti fossili, non ci sono residui, non ci sono gas nocivi. Se l’energia elettrica utilizzata per ricaricare le batterie del motore fosse da prodotta da fonti pulite pulite – idroelettrico, fotovoltaico, eolico, eccetera – allora si potrebbe arrivare alla perfezione. Oltre ad abbattere le emissioni gassose tipiche dei carburanti fossili, l’opzione elettrica è inoltre silenziosa, cosa che, ovviamente, non può che far piacere a tutti quei pescatori che non vogliono assolutamente spaventare i pesci, e che però di tanto in tanto hanno bisogno di azionare i motori.

Certo, i motori fuoribordo attualmente in commercio – escludiamo quindi i prototipi – sono pensati solo ed esclusivamente per delle imbarcazioni piccole, e quindi principalmente tender, piccoli gommoni e barchette. Del resto i motori fuoribordo elettrici nascono come sensibile evoluzione dei motori che già anni fa venivano usati come delle eliche da prua, e quindi per effettuare degli spostamenti molto precisi e tendenzialmente molto brevi. Da lì sono stati sviluppati i primi motori fuoribordo per natanti, che adesso si affacciano sempre meno timidamente sul mercato.

Chi si mette alla ricerca di un motore fuoribordo elettrico ha di fronte a sé una scelta molto, molto ampia: chi pensa che, trattandosi di un prodotto di nicchia, ci sia poca concorrenza, è in torto. Anzi, sarebbe quasi impossibile riunire tutti i marchi grandi e piccoli che hanno iniziato a portare sul mercato questi silenziosissimi motori nautici. Le differenze sono grandi: alcuni spiccano per la grande autonomia, altri per la loro leggerezza, altri per la velocità massima consentita, altri ancora per i consumi particolarmente ridotti.
Il brand che va per la maggiore per quanto riguarda i motori elettrici è senza ombra di dubbio Torqueedo, che per il 2020 è pronto a presentare due nuovi modelli (forte dei 100mila motori elettrici venduti nei suo primi 15 anni di storia). Il primo sarà un ultraleggero pensato per i kayak, o meglio, per i kayak usati per la pesca. Il secondo sarà invece un nuovo modello della fortunata serie Cruise, il Cruise 10.0T, un 10 kW di potenza che può spingere fino a 30 chilometri orari.

Con questa veloce panoramica su motori fuoribordo elettrici, GPL e diesel, abbiamo voluto mettere in evidenza che no, i fuoribordo a benzina non sono assolutamente una scelta obbligata. Possono essere la più diffusa, la più banale, e in certi casi sì, la più logica. Ma non l’unica!

 

[Aggiornamento 2022] Niente ecobonus per i motori nautici

quale motore fuoribordo per barca

Anche chi deve acquistare una nuova auto può ritrovarsi a scegliere tra benzina, diesel, GPL e motore elettrico. nel settore automotive, però, c’è un fattore in più, e che nel settore nautico manca ancora del tutto, e che tira dalla parte dei motori green. Parliamo ovviamente degli incentivi, degli ecobonus, e quindi di quei finanziamenti che stanno spingendo il pubblico, pian piano, verso le motorizzazioni maggiormente rispettose dell’ambiente. Il problema è che per ora non ci sono vere e proprie misure di questo tipo. Mancano le sovvenzioni statali ai cantieri affinché si buttino nel campo dell’elettrificazione, mancano gli incentivi per il compratore, mancano gli incentivi per i porti e per i marina. Basti pensare alla reazione dei veneziani quando si sono visti proporre lo stesso incentivo proposto per l’acquisto di un monopattino elettrico (500 euro) per l’elettrificazione della loro barca nell’estate del 2020. Insomma, da questo punto di vista c’è ancora tanto da fare, con le barche che sono trattate in modo totalmente diverso rispetto alle auto, anche lì – vedi Venezia – dove le barche costituiscono il normale e quotidiano mezzo di trasporto.

 

Guarda il nostro video sulla Manutenzione Fuoribordo

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.
  1. Salve, vorrei acquistare il mio primo gommone, il Nemaxx 330, vorrei un parere su di esso e su quale motore fuori bordo installargli, grazie.

  2. un saluto a tutti, mi chiamo marco e, il mio post odierno, è x chiedere un consiglio/suggerimento tecnico a chiunque voglia darmelo, e cioè: oggetto: motorizzare gommone “Mac-co twethytree; nello specifico vorrei motorizzarlo con uno o più motori elettrici, ma quale marca e, sopratutto quale potenza? ringrazio chiunque mi dia suggerimenti in merito.
    marco

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