La riparazione di una barca in vetroresina

La vetroresina ha tanti vantaggi rispetto ad altri materiali, ed è proprio per questo che viene largamente utilizzata per costruire imbarcazioni di ogni tipo e di ogni dimensione. Va però detto che questo materiale non è assolutamente infrangibile, e ci si potrebbe quindi trovare prima o dopo a dover affrontare una piccola falla, una crepa, un significativo assottigliamento, e via dicendo. E questi danni possono essere presenti sullo scafo della nostra barca a vela, sulle parti in vetroresina del nostro tender, sullo scafo del nostro dinghy, e via dicendo. Quando il problema è ridotto, e se si ha una certa manualità, è possibile procedere con una riparazione della vetroresina fai da te: tutto sta nell’avere gli strumenti e i prodotti giusti, e nel seguire passo per passo le istruzioni che ti daremo in questo articolo. Vediamo quindi come procedere con la riparazione di una barca in vetroresina, partendo da quelli che sono i prodotti necessari. Buona lettura!

Riparare uno scafo in vetroresina: il necessario

  • La fibra di vetro in fogli
  • La resina, di tipo epossidico oppure a base di poliestere
  • Il catalizzatore
  • Un pennello
  • Una levigatrice (oppure una piccola mola a smeriglio)
  • Un flaconcino di acetone
  • Una mascherina
  • Dei guanti da lavoro
  • Degli occhiali protettici
  • Dello stucco per la finitura
Riparare uno scafo in vetroresina: il necessario

Questi sono i prodotti necessari per poter riparare uno scafo in vetroresina, nel caso si abbia a che fare con un danno tutto sommato contenuto. Va detto che nel nostro e-commerce, per semplificare gli acquisti, mettiamo a disposizione un super kit per la riparazione del vetroresina. Si parla del kit di Osculati, il quale contiene 1 chilogrammo di fibra di vetro, 2 flaconi di resina, 2 flaconcini di catalizzatore, dello stucco gelcoat, del superpolish e i piccoli attrezzi necessari per affrontare questo intervento di manutenzione della barca. Così facendo non si dovrà quindi procedere con l’acquisto singolo di ogni singolo elemento, perdendo poco tempo, risparmiando un po’ di euro e avendo la sicurezza di avere tra le mani dei prodotti che sono pensati fin dal principio per dare il meglio una volta usati insieme.
Orbene, ipotizziamo che tu abbia già tutto il necessario: quali sono i passaggi da seguire per la riparazione fai da te della vetroresina della barca?

I passaggi per la riparazione della vetroresina della barca

Prima di tutto, per riparare una barca in vetroresina, andiamo a preparare la superficie danneggiata. Indossiamo i dispositivi per la protezione personale (guanti, mascherina e occhiali) e andiamo ad azionare la nostra levigatrice o, in alternativa, la nostra smerigliatrice, senza andarci troppo pesanti: l’obiettivo è eliminare ogni asperità e gli eventuali pezzi di vetroresina che non risultano perfettamente in sede. Una volta preparata in tal modo la superficie, andremo a pulirla per bene, per non compromettere in alcun modo l’adesione dei prodotti che useremo tra poco. È quindi il turno dello acetone, che con il suo effetto sgrassante toglierà ogni presenza estranea.

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A questo punto possiamo iniziare con la riparazione vera e propria del vetroresina. Prima di mettere mano alla resina, prepariamo qualche foglio di fibra di vetro, tagliando della misura giusta. Prepariamo poi la resina, avendo l’accortezza di renderla abbastanza fluida, per poterla spennellare comodamente: deve raggiungere una condizione simile a quella del latte (di poco più densa dell’acqua, per intenderci). Andiamo ora a spennellare la superficie danneggiata con la resina, per poi appoggiare il nostro primo foglio di fibra di vetro, con l’attenzione di non far formare delle bolle: può essere utile in certi casi “stendere” la fibra con un piccolo rullo. Trascorsa una decina di minuti, sarà possibile applicare il secondo foglio di fibra di vetro, fino a raggiungere lo spessore desiderato. È bene, va sottolineato, non esagerare con la resina: è sufficiente quel tanto di liquido necessario per bagnare la fibra di vetro, e niente di più.

In meno di un’ora, quindi, si sarà riusciti a posizionare e inglobare 3 o eventualmente 4 fogli di fibra di vetro. Ora il tutto deve essere lasciato a riposare, almeno per una dozzina di ore.

Rifinire la riparazione in vetroresina

La riparazione del vetroresina è effettuata: ora non resta che rifinire il tutto. Durante le ore di riposo, la polimerizzazione farà il suo lavoro, presentando infine una superficie dura e stabile; ora ci vorrà dello stucco, per proteggere l’opera e per poterne migliorare anche l’estetica. Lo stucco deve essere steso e lasciato ad asciugare, per poi procedere – tipicamente il giorno dopo – alla carteggiatura, che deve essere leggera ma decisa, per dare omogeneità al tutto. Non resta a questo punto che dare la vernice finale: se tutto è stato fatto con attenzione e con i prodotti giusti, lo scafo avrà una solidità e una resistenza pari al nuovo. Ed è proprio questo uno dei tanti punti forti della vetroresina!

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.
  1. ottima giuda mah vorrei capire se puo essere meglio intervenire dal esterno verso l’ interno o dal interno, nel mio caso specifico ho una pilotina di circa 350kg e la falla e posta verso il centro della chiglia, quindi sarebbe più comodo partire dal foro e venire verso l’interno ma non sono convinto che tenga la pressione sono aperto a consigli

    • Buongiorno Bruno, scusaci per il ritardo, il tuo commento ci era sfuggito. Per prima cosa bisogna capire di che grandezza è la falla, quanto è estesa e se interessa parti strutturali: questi dati possono cambiare leggermente la cosa. In ogni caso la ricostruzione di parti dello scafo viene sempre fatta intervenendo sia esternamente che internamente. Più nello specifico, esternamente si andrà a tappare la falla ricostruendo la lamina di vetroresina, e internamente si andrà a consolidare la riparazione rinforzando le parti di delaminazione e gli ancoraggi a parti strutturali. Quindi in linea di massima si inizia dall’esterno per poi agire all’interno.

  2. Buongiorno grazie per i vostri chiarimenti stamane ho scoperto la falla da sopra per posizionare dal interno un sostegno in legno che mi è stato consigliato essere legno trattato la falla e di circa 35 x30 interverrò poi dal esterno incrociando gli strati vi manderei le immagini della falla ma attraverso questo sistema non riesco

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