10 problemi in barca (con la soluzione)

Di problemi in barca ce ne possono essere tantissimi: più grande e complessa è la nostra imbarcazione, più lunga può essere la lista di guasti o problemucci che potrebbero verificarsi a bordo. Se quindi chi si muove su una piccola deriva ha a che fare con un elenco ben ridotto di problemi in barca, diverso è il caso di chi si muove su un modello da crociera. Ecco quindi che, soprattutto in quest’ultimo caso, sarebbe sempre bene essere mentalmente allenati per individuare subito la migliore delle soluzioni, senza farsi mai trovare impreparati. Talvolta si tratta di piccoli guasti, di piccole mancanze di manutenzione, che potrebbero rendere meno confortevole un’uscita in barca; altre volte si può invece avere a che fare con problemi molto grossi, tali da rendere impossibile o poco consigliabile l’utilizzo dell’imbarcazione. Qui abbiamo voluto fare una lista di 10 problemi in barca piccoli e grossi, che potrebbero essere individuati dopo un periodo di abbandono dell’imbarcazione come in una giornata qualsiasi di navigazione. Buona lettura!

guasti e problemi in barca

10 problemi in barca con relativa soluzione

  1. Il fuoribordo è caduto in acqua: partiamo con un problema in barca tutt’altro che piccolo, ma non necessariamente drammatico come si potrebbe pensare. Trovarsi con il fuoribordo in acqua è tutt’altro che remoto, soprattutto quando si ha a che fare con fuoribordo sotto i 40 cavalli; ecco che allora capita ai piccoli gommoni, oppure durante le manovre di alaggio e di varo dei tender. Basta infatti una piccola distrazione, un piede messo in fallo o un movimento poco coordinato per vedere cadere il fuoribordo, talvolta in acque poco profonde, altre volte a parecchi metri dalla superficie. Che fare in questi casi? L’istinto potrebbe essere quello – quando possibile – di tuffarsi subito per recuperare il fuoribordo. In realtà è bene pianificare per bene la cosa, un po’ per una questione di sicurezza, un po’ per non rovinare il motore. Va detto infatti che l’ossidazione causata dall’acqua salata, mentre il fuoribordo sarà in acqua, sarà molto lenta, per accelerare invece nel momento in cui lo stesso fuoribordo verrà recuperato e messo all’aria; molto meglio quindi prima individuare e allertare un meccanico, e poi dare il via alle operazioni di recupero: in questo modo ci si potrà mettere immediatamente al lavoro per il ripristino del fuoribordo (con lo svuotamento dell’alimentazione, il risciacquo, la sostituzione dell’olio e di eventuali altri elementi).
  2. La cuscineria non ha un buon odore: ecco uno dei problemi in barca più tipici a inizio stagione, dopo il lungo rimessaggio invernale. Man mano che aumentano superficie e comfort a bordo incrementano anche le varie cuscinerie, sia quelle esterne che quelle interne. Ma queste, al contrario del vetroresina, tendono ad “assorbire” l’umidità, e quindi con il tempo a emanare cattivi odori; peggio ancora se rinchiuse in spazi poco areati, se bagnate in precedenza distrattamente con dell’acqua salata, e via dicendo. Quando le cuscinerie non hanno un buon odore è bene agire in modo sistematico: tutte le fodere e le parti tessili devono essere lavate in lavatrice (alla temperatura indicata dai produttori) mentre tutto il resto va lasciato all’aria per il maggior tempo possibile.
  3. Le cime d’ormeggio fanno rumore: è assolutamente possibile che un diportista non si renda conto di possedere una barca “rumorosa” fino a quando non si trova a dormire una notte a bordo in marina. Ecco che allora, in piena notte, inizia il concerto, infastidendo chi sta a bordo come i vicini in banchina. Tra i principali responsabili ci sono le cime, e in particolare le molle d’ormeggio metalliche, tipica fonte di cigolii: molto meglio optare per gli smorzatori d’ormeggio in gomma.
  4. L’acqua a bordo puzza: nessuno vorrebbe partire per una crociera per accorgersi successivamente di avere a bordo dell’acqua dolce dall’odore tutt’altro che piacevole. Eppure può succedere, e anzi si tratta di un problema in barca abbastanza tipico. Il responsabile nella maggior parte dei casi non è l’acqua, o meglio, non è la fonte da cui abbiamo abbiamo attinto l’acqua dolce: il dito è quasi sempre da puntare contro il nostro serbatoio d’acqua dolce a bordo, il quale può avere bisogno di una pulizia. Questa può essere affrontata in vari modi. Si può optare per l’utilizzo di un prodotto sterilizzante apposito, da far circolare dal serbatoio alle tubazioni, per eliminare contaminanti e cattivi odori; o si può optare per una pulizia concreta del serbatoio, armandosi di un detergente adatto e di pazienza, per poi risciacquare abbondantemente. Di certo la combinazione di entrambe queste operazioni garantisce il risultato migliore!
  5. Apro i rubinetti e non esce nulla: ecco un problema in barca potenzialmente grosso, che però potrebbe avere una soluzione effettivamente molto veloce. Dai rubinetti a bordo non esce acqua? Senza farsi prendere dal panico, controlliamo la presenza di ostruzioni a livello dei filtri dell’acqua dolce. In assenza di ostruzioni, l’attenzione dovrà andare all‘autoclave, che potrebbe essere bloccata: nei casi più fortunati basterà un spruzzata di spray sbloccante su contatti; potrebbe altre volte essere necessario comprare un nuovo pressostato per l’autoclave (sapendo che sul nostro negozio online si possono pressostati di ricambio a poco più di 10 euro).
  6. Una cima è finita nell’elica: ecco uno dei problemi in barca più tipici, soprattutto quando si naviga lungo costa o in luoghi particolarmente affollati. L’arrotolamento di una cima intorno all’asse dell’elica di una barca può avere conseguenze molto gravi, anche a livello di sicurezza: rimanere senza propulsione durante una manovra delicata vuol dire potenzialmente fare danni molto grossi (pochi anni fa a Sanremo una vela francese finì per esempio contro gli scogli proprio per via di una cima incastrata nell’elica). Cosa fare quindi nel caso in cui una cima finisce tra le pale della nostra elica? Prima di tutto è bene fermare la barca e dare fondo all’ancora; solo a questo punto, e solo in condizioni di meteo favorevole, ci si potrà immergere e, armati di maschera e di coltello da sub, mettersi al lavoro con pazienza per liberare l’elica. Va detto che la presenza di onde potrebbe rendere l’operazione non solo difficile, ma anche pericolosa: il movimento sussultorio dello scafo potrebbe infatti portare l’elica stessa o l’albero a colpirci. Si capisce quindi che, laddove possibile – magari in presenza di un motore di rispetto – è sempre meglio affrontare la situazione in banchina, meglio ancora facendosi aiutare da un professionista o da un sub ben attrezzato.
  7. C’è dell’acqua in sentina: mai dimenticarsi di lanciare un’occhiata in sentina, che dovrebbe essere sempre asciutta; sbaglia chi si affida totalmente alla pompa di sentina credendo che, grazie a questa, ci si possa dimenticare di questo angusto ambiente della propria barca. Meglio controllare regolarmente la situazione e, in caso di presenza di acqua, controllare se si tratta di acqua dolce o salata: così facendo si potrà capire la fonte, e risalire alla causa. Anche per questo motivo – per facilitare l’individuazione del problema – sarebbe sempre bene avere una sentina pulita.
  8. Il salpa ancora fa fatica: un salpa ancora in salute e senza problemi lavora che è una meraviglia; nel momento in cui si accorge che il verricello inizia a faticare e a perdere colpi, è bene mettersi subito al lavoro per individuare il problema, per non rovinare né il salpa ancora né la catena. Diamo un’occhiata al barbotin, e dopo averlo smontato puliamo il tutto; eliminiamo eventuali ossidazioni sui cavi del teleruttore, e diamo poi un’occhiata alla catena, filandola tutta a terra per pulire e controllare ogni anello (questa è l’occasione per pulire anche il suo gavone). A questo punto il salpa ancora dovrebbe funzionare bene: in caso contrario, è il momento di contattare un professionista.
  9. Il wc nautico puzza: nessuno vuole partire per una crociera in una barca con il wc nautico che emana cattivi odori. Va però detto che, nella maggior parte dei casi, la soluzione è semplice: basterà usare regolarmente dei prodotti appositi per la pulizia dello scarico; in caso contrario, potrebbe essere utile sostituire il tubo di scarico, caratterizzato spesso da gomma porosa.
  10. I metalli a bordo sono arrugginiti: sì, come si può capire da questa lista, parecchi problemi in barca sono legati proprio all’umidità. La quale può fare danni anche a livello dei metalli presenti a bordo, dai candelieri in poi. In presenza di tracce di ruggine leggere è possibile usare un detergente nautico per metalli; in caso di elementi compromessi sarà invece necessario procedere con la loro sostituzione.
Da non perdere:   Miglio nautico: quanto misura e perché si usa

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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