Un ormeggio distratto può causare danni notevoli. Basta una manovra sbagliata, un errore di calcolo, e l’urto diventa quasi inevitabile, piccolo o grande. A impattare sarà ovviamente la nostra barca, con conseguenze più o meno gravi; in taluni casi possono essere coinvolti anche gli scafi dei vicini di posto, andando così a moltiplicare i danni. Ecco, non stupisce affatto che ormeggiare da soli sia una delle operazioni più ansiogene per i diportisti: tra le banchine dei porti turistici si raggiungono spesso livelli altissimi di stress!
Certo, ci sono tanti fattori che permettono di ridurre i rischi e di conseguenza le preoccupazioni. Ormeggiare da soli diventa ovviamente più facile in assenza di vento e in presenza di spazio a volontà, così come le manovre risultano più semplici al crescere dell’esperienza e delle competenze. A fare la differenza possono però essere anche gli strumenti che stiamo utilizzando: la barca stessa, sapendo che ci sono scafi più comodi e scafi meno comodi da manovrare; ma anche tutti gli accessori ulteriori che possono aiutare i singoli step di questa delicata operazione.
Partendo da quest’ultimo presupposto abbiamo deciso di suggerire alcuni accessori intelligenti per ormeggiare da soli in modo efficiente e sicuro, per proteggere la nostra barca (e quella dei nostri vicini) così come per garantire un buon livello di tranquillità.
Ormeggiare da soli: tutto dipende dalla barca, dal marina e dal meteo
Vogliamo sottolinearlo per chi si trova a entrare or ora nel mondo del diporto: non tutti gli atterraggi in porto sono stressanti, certo che no. Ci sono situazioni in cui al contrario anche il navigante con esperienza ridotta e con accessori ridotti al minimo può ormeggiare in modo assolutamente agevole.
Per dipingere la situazione più facile possiamo pensare al diportista che si muove su un gommone di 5 metri in un marina poco o per nulla affollato, con traffico ridotto al minimo, mare calmo e vento praticamente assente: mettiamoci pure un posto barca generoso, e ormeggiare da soli potrà essere facile per chiunque.
Ovviamente le cose non sono sempre così. Ci sono le raffiche di vento, pronte a sbandare la barca nel mezzo di una manovra delicata; ci sono le giornate d’alta stagione in cui il movimento è intenso e tutti i posti sono occupati, andando a ridurre lo spazio di manovra e il margine di errore; e ovviamente ci sono anche barche più ingombranti, dove è praticamente impossibile tenere ogni angolo sotto controllo in ogni momento.
Si capisce quindi che le difficoltà cambiano in base a tanti fattori, e che l’ormeggio perfetto non si replica mai nello stesso modo: talvolta ormeggiare da soli sarà facilissimo, altre volte potrà essere davvero complicato, con il rischio di rovinare la serenità raccolta durante una bella escursione in barca. Vediamo quindi come affrontare al meglio l’atterraggio in porto e il parcheggio della barca!
Ormeggiare da soli: è una questione di preparazione
Non ci sono dubbi: per ormeggiare da soli riducendo al minimo i rischi e gli intralci, il segreto è preparare tutto con largo anticipo, idealmente prima di entrare in porto. Nel caso in cui non si conosca il porto di atterraggio sarà bene raccogliere tutte le indicazioni del caso: sono preziose le informazioni contenute nel portolano di riferimento, e possono ovviamente aiutare gli stessi responsabili del marina, contattabili tipicamente con la radio VHF al canale dedicato.
Si passa poi alla preparazione operativa dell’ormeggio, che consiste di fatto nel disporre tutto il necessario nella posizione giusta, in modo da rendere le operazioni più facili e veloci quando si sarà negli immediati pressi della banchina. Ecco che allora le cime di ormeggio devono essere ordinate e predisposte (fissate alle gallocce e passate in modo da poter essere lanciate comodamente) così come i parabordi devono essere posizionati nei punti di contatto, per avere la certezza di poter contare sulla loro essenziale protezione (nel caso in cui si ormeggi in presenza di pali i parabordi dovranno invece essere preparati in coperta e solo successivamente posizionati, per non creare ostacoli durante le manovre di ormeggio).
Nel caso in cui non si sia riusciti a preparare tutto a tempo debito, come in altre situazioni in cui sia necessario effettuare delle operazioni a bordo prima di raggiungere il posto barca, il consiglio è quello di ormeggiare in modo provvisorio nel primo posto libero e sicuro: un punto di ancoraggio temporaneo permetterà di mettere tutto in ordine prima di affrontare gli ultimi metri!
Da soli ma con l’aiuto a terra: operatori o vicini
Non bisogna dimenticare che navigare da soli non significa per forza dover ormeggiare da soli. In molti porti turistici sono infatti presenti degli ormeggiatori pronti ad assistere i diportisti durante queste fasi delicate. A questo va aggiunto che, così come nei marina c’è quasi sempre qualche curioso pronto a sorridere degli errori altrui, non è affatto rara la presenza di vicini di barca pronti a dare una mano per rendere l’ormeggio più facile – e pure per proteggere la propria stessa barca dagli urti di un vicino in difficoltà!

Gli accessori giusti per un ormeggio senza stress
Arrivati a questo punto possiamo vedere una lista di 10 accessori – piccoli o grandi, semplici o decisamente complessi – che permettono di ormeggiare da soli con meno difficoltà.
- Un parabordo in più: iniziamo con un accorgimento semplice ma prezioso. Per facilitare le operazioni di ormeggio e per essere pronti ad affrontare gli imprevisti sarebbe sempre bene avere a bordo un parabordo in più. Questo per sostituire eventuali parabordi danneggiati o ancora peggio dispersi, nonché per avere una protezione in più in caso di ormeggi più complicati del previsto. Un parabordo aggiuntivo ideale per i diportisti che devono ormeggiare da soli spesso può essere sferico o a pera, sapendo che questi modelli, essendo più ingombranti, possono ridurre i problemi durante accosti imprecisi, magari per via di vento laterale.
- Il mezzo marinaio: non dovrebbe mai mancare a bordo di una barca, eppure ci sono diportisti che non possiedono questo classico accessorio nautico. Con un gancio d’accosto – altro nome del mezzo marinaio – è possibile recuperare le cime e tirarle a sé, posizionarle a distanza, ma anche spostare la barca lateralmente facendo leva su uno scoglio o su una banchina. Esistono peraltro dei modelli “evoluti” di mezzo marinaio, con aste telescopiche o con dei moschettoni per assicurare comodamente le cime.
- Cime d’ormeggio con occhio impiombato: ovviamente per ormeggiare una barca – da soli e non – è necessario avere un numero sufficiente di cime d’ormeggio, della lunghezza sufficiente e in buone condizioni. La regola generale ci dice che a bordo devono esserci almeno 4 cime d’ormeggio, due lunghe quanto l’imbarcazione, da usare come cime di poppa e di prua, e due ancora più lunghe, per essere pronti in ogni situazione. I diportisti che devono ormeggiare da soli farebbero bene ad avere a bordo delle cime con occhio impiombato, per rendere il loro utilizzo più pratico e rapido.
- Gli ammortizzatori per le cime: cosa ci fanno gli ammortizzatori nella lista di accessori utili per ormeggiare da soli? Le molle in acciaio o in gomma hanno il principale scopo di ridurre al minimo i danni che strattoni violenti possono generare a livello delle cime d’ormeggio, delle gallocce, della barca e della banchina. Nel caso dell’ormeggio in solitaria possono risultare particolarmente utili, sapendo che un diportista che si muove da solo si troverà magari ad assicurare dapprima la barca con una sola cima, che da sola dovrà affrontare l’intero peso, magari a fronte di vento importante: poter contare su un ammortizzatore capace di assorbire i contraccolpi può quindi essere prezioso.
- Il gavitello autoaffondante: passiamo ora agli accessori innovativi che permettono di ormeggiare da soli in modo decisamente più comodo. Il primo di questa seconda parte della lista è certamente il gavitello autoaffondante, che può rivoluzionare l’ormeggio con corpo morto. Clik Easy – così si chiama il dispositivo – è un gavitello radiocomandato che permette di recuperare l’ormeggio direttamente a prua, senza dover andare a scorrere la trappa con la mano. Si guadagna così tempo prezioso, non si sporcano le mani e si conserva energia, tutto molto importante per chi ormeggia da solo! Dotato di mezzo marinaio accoppiato (con inserto magnetico) e da piccoli pannelli fotovoltaici per ricaricarsi in autonomia, Clik Easy rende l’ormeggio più liscio.
- Le videocamere nautiche: facciamo un altro passo verso la tecnologia più moderna da utilizzare per ormeggiare da soli. Chi si trova a manovrare barche di dimensioni medie o grandi, con estesi angoli “bui” che non permettono un controllo dalla console durante le manovre di ormeggio, potrebbe considerare di installare una o più telecamere nautiche. Negli ultimi anni sono state lanciate sul mercato videocamere di diversi tipi per la nautica, da quelle che permettono di vedere anche nell’oscurità a quelle che consentono di controllare la risalita dell’ancora al di sotto del musone. Perché non posizionarne una diretta verso poppa per poter avere immagini in tempo reale dell’avvicinamento alla banchina?
- L’elica di prua: con l’elica di prua passiamo al livello successivo. Fino a qualche tempo fa le eliche di manovra erano esclusiva degli yacht più grandi, mentre oggi le bow propeller oggi sono spesso montati anche su barche di dimensioni minori: non è quindi raro vederle installate già dai cantieri su scafi di circa 10 metri. Con l’elica di prua si apre tutto un altro modo di ormeggiare, sapendo che grazie a questo motore anteriore è possibile spostare lateralmente la prua, per mettere (o riportare) in posizione perfetta la barca
- Il sistema di ormeggio assistito visivo: al di sopra di una certa stazza, ormeggiare da soli diventa particolarmente difficile, persino sconsigliabile. Ecco che allora, pensando soprattutto a chi si trova a ormeggiare barche di grandi dimensioni in solitaria o con un equipaggio ridotto, come a chi naviga su una grande barca a motore a ridotta visibilità (perché dalla plancia non si vede bene a poppa, e perché dal fly non si ha la possibilità di intervenire per proteggere la barca) sono stati messi a punto dei sistemi di ormeggio assistito. I più ‘semplici’ sono di tipo visivo, e non vanno quindi a interagire con il governo dei propulsori della barca. Con un numero variabile di telecamere – generalmente 6, montate a filo e poco o per nulla visibili – offrono un panorama completo del perimetro della barca, con distanze, allarmi e via dicendo, andando a eliminare punti ciechi e incertezze.
- Il sistema di ormeggio assistito attivo: infine ci sono loro, i sistemi di ormeggio assistito veri e propri, che oltre a fornire una panoramica sul perimetro della barca, possono intervenire sul governo dei motori e di conseguenza correggere eventuali manovre poco accorte o del tutto errate del comandante; la tipica correzione messa in atto da questi sistemi di ormeggio consiste nell’ancoraggio elettronico, e quindi nell’immobilizzazione (non perfetta ma certamente d’aiuto) della barca – a prescindere dal vento. Funzione, questa, che può essere preziosa per affrontare con estrema calma l’ormeggio, senza quindi la fretta di dover assicurare immediatamente la barca con le cime.
Ecco, questi sono gli accessori più interessanti per ormeggiare da soli o con equipaggio ridotto. E tu, di cosa non faresti mai a meno all’arrivo nel tuo posto barca?

