Codice Nautico 2019: chi è il mediatore del diporto

Barche, che passione! Chi entra nel mondo della nautica da diporto molto spesso ne resta rapito: non vede l’ora di tornare a bordo della propria barca per veleggiare verso coste sempre nuove, e quando è lontano dall’acqua pensa continuamente a nuove mete e a nuove rotte. All’amore per il mare, in questi casi, si accompagna ovviamente quello per la propria barca, nonché per le barche in generale, siano esse piccole barche a vela o grandi e lussuosi Yacht. Da qui l’idea, molto spesso, di lavorare stabilmente nel mondo della nautica. Le possibilità sono parecchie: i più ambiziosi puntano a diventare skipper professionisti, a detta di molti il ‘lavoro più bello del mondo’ che, però, al fianco dei tantissimi vantaggi di una vita in mezzo al mare, presenta anche dei punti critici da non sottovalutare. Va però detto che quello dello skipper non è l’unico lavoro che permette di stare a tu per tu con il mare ogni singolo giorno: ci sono i marinai, i cuochi, le hostess e via dicendo.E se si volesse lavorare nella nautica, senza però fare la vita di mare? Intendiamoci: prendere continuamente il largo è fantastico, ma essere sempre in giro per il mondo non è certo una vita che può andare bene a chiunque. È però possibile ritagliarsi il proprio ruolo in questo mondo, al fianco delle amate barche, senza fare la vita del marinaio: parliamo di quelle figure che si occupano della compravendita delle imbarcazioni, veri esperti di barche che mettono le proprie conoscenze e i propri contatti al servizio della mediazione marittima.
Ed è proprio di queste figure che parleremo in questo post. Nello specifico, ci concentreremo sul profilo del Mediatore del diporto, così come è stato introdotto a partire dal 2018 dalla Riforma del Codice della Nautica.

Tu sai chi è il Mediatore del diporto? In che modo si distingue dal Mediatore marittimo? E sai come si può diventare Mediatore del diporto? Cerchiamo di andare un po’ più in profondità in questo tema!

La riforma del Codice della nautica da diporto: un riassunto

La figura del Mediatore del diporto non è sempre esistita. Perlomeno, si può dire che, a livello legale, questo particolare ruolo è stato introdotto e normato con la Riforma del Codice della Nautica, ovvero con l’approvazione in data 2 novembre 2017 del decreto legislativo di revisione del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171 (ossia il codice della nautica da riporto) in attuazione dell’articolo 1 della Legge del 7 ottobre 2015, n. 167. Quella del Mediatore del diporto non è stata certo l’unica novità nata da questa riforma, volta a a proteggere l’ambiente marino, ad aumentare la sicurezza della navigazione, a salvaguardare la cultura marinara, a sostenere il turismo costiero sostenibile e, in ogni caso, a salvaguardare sia la vita dell’uomo che quella degli altri essere viventi. Tante e diverse, dunque, le novità introdotte. È stata introdotta, per esempio, una nuova suddivisione delle navi da diporto (e quindi delle barche con una lunghezza maggiore di 24 metri) ii n navi da diporto minori, maggiori e maggiori storiche. È stata decisa l’eliminazione dei registri cartacei, per lasciare posto allo Sportello telematico del Diportista. Con la Riforma del Codice della Nautica, inoltre, il Bollino blu è diventato legge, con l’estensione alle unità commerciali, la validità per tutta la tutta la stagione balneare e il rilascio preventivo. In materia di leasing nautico, poi, è stato deciso che l’utilizzatore – se previsto dal contratto – ha la possibilità di iscrivere la propria barca nel registri senza dover attendere l’intervento della società di leasing. E ancora, non va dimenticato che la Riforma – ai fini dell’applicazione della nautica da diporto – ha equiparato la navigazione da diporto commerciale a quella lusoria (e quindi a scopo di divertimento). Oltre all’introduzione della figura del Mediatore del diporto, inoltre, la Riforma del Codice Nautico ha istituito anche quella dell’Istruttore di vela professionale.

Questo, dunque, per sottolineare che il Mediatore del diporto nasce all’interno di un’ampia riforma del Codice della Nautica, andando a trasformare in legge delle ipotesi che circolavano da quasi tre decenni.

Come diventare mediatore del diporto

L’istituzione del Mediatore del diporto

Il Mediatore del diporto fa la sua comparsa nell’articolo 49 ter del Codice della Nautica del diporto. Qui si dice nello specifico che «è mediatore del diporto colui che mette in relazione, anche attraverso attività di consulenza, due o più parti per la conclusione di contratti di costruzione, compravendita, locazione, noleggio e ormeggio di unità da diporto». Si specifica subito dopo che «il mediatore del diporto può svolgere esclusivamente l’attività indicata al comma 2 nonché, fermo restando quanto previsto dalle disposizioni di cui alla legge 4 aprile 1977, n. 135, e alla legge 8 agosto 1991, n. 264, le attività connesse o strumentali e svolge la propria attività professionale senza essere legato ad alcune delle parti da rapporti di collaborazione, di dipendenza, di rappresentanza o da rapporti che ne possano compromettere l’indipendenza». Sempre all’interno dell’articolo 49 ter, si spiega che il Mediatore del diporto non può delegare le sue funzioni a nessun altra persona che non sia a sua volta certificata come mediatore: questo significa, insomma, che anche all’interno di una collaborazione, la responsabilità resta sempre e comunque del Mediatore del diporto, che deve compiere in prima persona le attività tipiche del suo ruolo.
Nell’articolo 49 quater vengono poi definite le attività specifiche del Mediatore del diporto.

Prima di vedere nello specifico quali sono i compiti assegnati a questa figura, nonché di scoprire i corsi e gli esami per diventare Mediatore del diporto, è però necessario fare un passo indietro, per andare a definire una figura che si potrebbe confondere con questo nuovo profilo. Parliamo, ovviamente, del Mediatore marittimo.

Prima del Mediatore del diporto: il Mediatore marittimo

C’è chi ha riassunto la figura del Mediatore del diporto come una ‘sotto-figura’ del Mediatore marittimo. Certamente questa visione è semplicistica, e da un certo punto di vista non è nemmeno del tutto corretta, ma funziona comunque piuttosto bene per spiegare la situazione a chi non ha mai sentito parlare né dell’uno né dell’altro. Vediamo quindi di capire, prima di tutto, chi è il Mediatore marittimo, una figura che esisteva ben prima della Riforma del Codice della nautica da diporto.

Il Mediatore marittimo è infatti normato nella legge del 12 marzo 1968 n. 478, nonché nel successivo Regolamento di istituzione, che si trova nel DPR del 4 gennaio 1973 n. 166. A partire dagli anni Settanta, quindi, il Mediatore marittimo è quel professionista che esercita l’attività di mediazione tra le parti, con l’obiettivo di arrivare alla stipula di un contratto di noleggio, di locazione, di trasporto marittimo di cose o di persone oppure, ovviamente, di vendita. Si tratta, dunque, della versione nautica del ben più noto agente immobiliare che media i processi di compravendita di case. Attenzione: nella definizione di Mediatore marittimo abbiamo detto che si occupa anche di mediare durante la stipula di contratti relativi al trasporto marittimo di cose o di persone. Si capisce dunque che il Mediatore marittimo – ed è fondamentale capire questa differenza prima di passare all’analisi del Mediatore del diporto – si occupa anche della mediazione in campo mercantile.

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Come si può intuire, dunque, la comprensione delle attività del Mediatore marittimo ci può aiutare a capire anche quelle che sono le attività di questa nuova figura istituita con la riforma del Codice della Nautica. Diciamo dunque che il Mediatore marittimo si occupa principalmente di comprare, vendere e noleggiare barche di qualunque tipo per conto di clienti paganti, facendo quindi da mediatore tra le due parti. Ma in che modo fa da tramite? Beh, ovviamente lo fa in tutti i modi possibili, purché efficaci per permettere il raggiungimento dell’obiettivo posto dal cliente. È lui che organizza le visite a bordo, è lui che pubblica gli annunci e le descrizioni delle barche sulle riviste del settore e sui portali specializzati (e non), è lui che organizza e pianifica le uscite di prova della barca, ed è lui che segue passo dopo passo i clienti nella stipula del contratto.

Come anticipato, il mediatore nautico è un po’ l’agente immobiliare del mondo della barche. Ecco dunque che, guardando la questione da questo punto di vista, si capisce che ovviamente non gli spetta uno stipendio regolare, quanto invece una commissione sulla vendita, la quale per l’appunto si aggira sulle stesse percentuali richieste degli agenti immobiliari (variando dunque tra il 3 e il 6% della cifra finale, percentuale che deve essere corrisposta al mediatore da entrambe le parti coinvolte).

Non si può certo iniziare a fare il Mediatore marittimo dall’oggi al domani, partendo da una buona conoscenza delle barche e da qualche buon contatto. Nossignore: per svolgere questa professione, oltre a essere un cittadino italiano e essere in possesso di un titolo di studio pari come minimo alla scuola media inferiore (ma ovviamente aiuta avere almeno un diploma) è necessario aver superato l’apposito esame, essere iscritti alla Camera di Commercio ed essere moralmente e penalmente puliti. Questo significa che, per essere un Mediatore marittimo, è necessario non essere stati reclusi per reati che permettono pene superiori a i due anni, non essere stati interdetti e non avere a carico condanne penali verso la pubblica amministrazione.

L’esame in questione per diventare Mediatore marittimo è orale, e tratta una serie di argomenti utili per lo svolgimento concreto della professione. É necessaria una conoscenza di tutte le norme generali che regolano il ruolo del mediatore, a partire da quelle presenti nel Codice Civile; è inoltre obbligatoria una buona conoscenza dei contratti di locazione, di noleggio e di compravendita. E ancora, è necessario conoscere in modo sufficiente le nozioni circa la costruzione e la manutenzione di barche e di navi, nonché conoscere il mondo delle assicurazioni per barche. Per superare l’esame è poi necessario avere un sufficiente livello di inglese spendibili a livello pratico, nonché conoscere il codice della nautica da diporto.

A questo punto, si può vedere nel dettaglio chi è e di che cosa si occupa il mediatore del diporto.

Mediatore marittimo

Il Mediatore del diporto

Il Mediatore del diporto si distingue dal Mediatore marittimo per il campo del lavoro. La nuova figura si occupa infatti di consulenza per la conclusione di contratti di costruzione, di compravendita, di locazione, di noleggio, di comodato, di ormeggio e di locazione finanziaria di unità da diporto, e quindi per imbarcazioni che navigano a puro scopo ricreativo o sportivo, senza fini commerciali.
Gli esperti di giurisprudenza ci dicono che la figura professionale del Mediatore del diporto ha una disciplina ibrida, presa in parte dal Codice Civile, e in parte dalla legislazione relativa al raccomandatario marittimo (Legge n.135 del 1977).

Per essere un Mediatore del diporto è necessario avere 18 anni ed essere cittadino dell’Unione Europea, ed avere tutti i requisiti di onorabilità che abbiamo già visto qualche riga più in su per quanto riguarda il Mediatore marittimo. Deve inoltre frequentare l’apposito corso per mediatori del diporto, costituito da lezioni teoriche e da lezioni pratiche, e infine deve superare l’esame. Gli unici che, per svolgere le attività del Mediatore del diporto, non devono superare il relativo esame, sono per l’appunto i mediatori marittimi, i quali hanno già dimostrato le loro conoscenze nel loro specifico – e onnicomprensivo – esame. Il Mediatore del diporto deve inoltre aver stipulato una polizza assicurativa per responsabilità civile, da poter usare in caso di errori propri o di terzi.

Ma chi organizza i corsi per diventare Mediatore del diporto? Ebbene, la legge ci dice che sono le stesse Regioni a dover organizzare i suddetti corsi. Questo non significa però che questi siano gratuiti: il costo di accesso ai corsi in questione è commisurato alle spese sostenute dalle Regioni per gestire le lezioni, ed è deciso a cadenza triennale dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.

Nel comma 6 dell’articolo 49 quater già citato, vengono annotate le sanzioni disciplinari per i mediatori del diporto che vengono meno alla deontologia disciplinare: si parla, in base alla condotta, di un semplice ammonimento, di una censura che consiste nel biasimo formale, in una sospensione o, nei casi più, all’inibizione perpetua dall’attività.

mediatore del diporto

Corsi ed esami per diventare Mediatore del diporto: aggiornamento 2021

Siamo voluti tornare su questo argomento due anni dopo la pubblicazione di questo articolo,  per aggiornarvi sull’andamento della figura del Mediatore del diporto a circa 4 anni dalla sua istituzione. Ebbene, a quanto pare in Italia si parla ancora solo ed esclusivamente del Mediatore marittimo, per il quale si vedono i soliti concorsi e i soliti esami, indetti dalle Camere di Commercio nelle differenti parti d’Italia. Giusto pochi giorni fa, per esempio, è scaduto il termine per la presentazione delle domande di ammissione per affrontare l’esame per diventare mediatore marittimo per il compartimento marittimo di Imperia, per il compartimento marittimo di La Spezia e per il compartimento marittimo di Savona. E per quanto riguarda il Mediatore del diporto? Per ora tutto tace, o quasi, con una figura creata dal nulla che però a quanto pare resta ancora sulla carta. E questo a fronte della necessità, come specificato al comma dell’articolo 49-quater della già citata legge, dell’obbligo del mediatore del diporto di “aver frequentato un apposito corso teorico-pratico e superato il relativo esame”. Gli unici a non dove affrontare esami sono proprio i mediatori marittimi di cui alla legge 12 marzo 1968, n. 478. Nella stessa normativa, al punto 4, si legge che il corso è “organizzato annualmente dalle Regioni”. Noi, però, non abbiamo colto alcun segnale in tal senso. E voi?

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.
  1. Ciao, ma di questi corsi organizzati dalle Regioni per prepararsi all’esame e poter ottenere il Titolo di Mediatore Marittimo, si sa qualcosa???
    Ho cercato, ma sembra che ancora nessuna Regione ne abbia organizzato qualcuno.

    • Ciao Norma, hai ragione, per ora effettivamente sembra ancora piuttosto immobile. Nei prossimi mesi dovrebbe muoversi qualcosa!

  2. Buongiorno Nicola, prima di tutto ti faccio le congratulazioni per la chiarezza e competenza dell’articolo riguardo alla figura del mediatore da diporto, volevo sapere se ad oggi 28/08/2020 vi sia qualche novità riguardo alla disponibilità e sedi dei corsi relativi a tale figura.

    Grazie, Mauro

  3. Sembra che ad oggi (settembre 2020), nonostante la legge sia stata approvata quasi 3 anni fa, ancora nessuno abbia istituito corsi ed esami per il conseguimento della qualifica di mediatore del diporto, che di fatto ancora rimane del tutto teorica. L’unica abilitazione per eseguire la mediazione di imbarcazioni da diporto, purtroppo, rimane ancora quella conseguente al titolo di mediatore marittimo. Ciò implica il doversi preparare su argomenti che poi non hanno attinenza al lavoro che si va a fare, nel momento in cui uno sceglie di volersi occupare, appunto, esclusivamente di mediazione di imbarcazioni da diporto. Speriamo che la situazione si sblocchi il prima possibile.

  4. Salve, chiedo un suo aiuto per un problema di acquisto di un natante.
    Il mediatore non è stato chiaro nel riferire lo stato di conservazione dell’ unità, risultato che la barca ha dei problemi in tutto il quadro dei comandi della consolle compreso il monoleva del cambio; il motore ha una grossa perdita di olio e non prende potenza quindi la barca è lenta e non Plana per niente. Elica da cambiare ecc..
    Io per ragioni di tempo del proprietario che non è mai presente sono stato convinto a pagare la barca senza provarla!
    Rinvenuti i problemi alla mia prima prova del natante mio ritrovo a dover dare solo più 200 euro su una cifra di 8000, e una sola promessa del mediatore che mi farà aggiustare il motore e quant’ altro dal meccanico che sehuiva la stessa barca.
    Che documento posso far produrre dal mediatore che mi possa tutelare al fine di non avere in seguito sorprese di nuovo sul motore e sul resto? P.s. nemmeno il salpancora elettrico funziona!
    La ringrazio in anticipo per una sua risposta in aiuto.
    Cordiali saluti
    Matteo

  5. Complimenti per la professionalità e chiarezza del tuo articolo. Sono anch’io delll’ambiente nautico essendo più di 20 che opero in questo settore: prima imbarcata con diverse funzioni ora nei cantieri nautici per rafting e cosi via Pero, adesso, desidero cambiare di nuovo aprendo un piattaforma on-line che presenta diverse tipologie di barche adibite a charter, il mio ruolo sarà nel pubblicizzare le medesime e la ricerca clienti; quindi il mio contratto sarà solo fra me e il proprietario dell’imbarcazione. Ti chiedo una opinione: pur essendo stato esutivo nel tuo articolo, per questa nuova “avventura” che mi accingo a fare, dovrò avere comunque il titolo di mediatore da diporto? Lo vorrò fare, il corso, perché mi piace non certo per un futuro lavoro avendo 60 anni. Grazie

    • Buongiorno Daniela, ti ringrazio, e ti faccio gli auguri per questa nuova interessante avventura. Teoricamente parlando, è da definirsi mediatore del diporto chi “”he mette in relazione, anche attraverso attività di consulenza, due o più parti per la conclusione di contratti di costruzione, compravendita, locazione, noleggio e ormeggio di unità da diporto”. Sempre in linea teorica, quindi, sembrerebbe bene nel tuo caso seguire le modalità di iscrizione al registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l’attività di mediatore del diporto

  6. Buongiorno, vi seguo da tempo e vi faccio i complimenti per la capacità di spiegare ogni argomento esaustivamente ma con semplicità. In merito al mediatore vi chiederei però un approfondimento circa le sue responsabilità in fase di stesura di un preliminare di contratto, ovvero è suo compito e responsabilità verificare che ci siano tutti i documenti necessari per la compravendita e che corrispondano al vero? Dove posso trovare eventualmente informazioni?
    Grazie

    • Buongiorno Stefano, ti ringraziamo per i complimenti. Per avere delle informazioni certe e precise ti consigliamo di rivolgerti direttamente alla Gazzetta Ufficiale, e più nello specifico all’art. 49 ter e quater del d.lgs. 18 luglio 2005, n. 171 e le relative note.

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