La manutenzione delle esche artificiali: una guida

Oggi vedremo come affrontare in modo corretto la manutenzione delle esche artificiali. Di motivi per prendersi cura degli artificiali da pesca di certo non ne mancano: pensiamo per esempio al fatto che questi piccoli oggettini sono fatti in un certo modo – con il dato colore, con la data resistenza, con i dati movimenti – per rendere il più efficace possibile la nostra attività di pesca. Ecco allora che una esca un po’ arrugginita, un po’ meno brillante, un po’ meno resistente, un po’ meno mobile, sarà per forza di cose meno efficiente. C’è poi il fatto che l’acquisto di un’esca artificiale è un piccolo investimento, che va curato nel tempo: un artificiale da pesca trattato male, però, tende a durare poco, così da tramutarsi in un pessimo investimento. Ci sono poi i fattori legati all’estetica, quelli legati alla praticità di utilizzo, quelli legati alla sicurezza (non è il massimo maneggiare ami arrugginiti) e quelli legati all’orgoglio di avere dell’attrezzatura da pesca in buono stato. Non è infatti certamente bello, in mezzo ad altri pescatori, aprire la propria cassetta da pesca e mostrare un mucchio di esche artificiali disordinate, arrugginite e spesso inservibili. Insomma, di motivi per leggere fino in fondo questa guida non ne mancano: vediamo come affrontare la manutenzione delle esche artificiali a livello ordinario e straordinario!

La manutenzione ordinaria: la cura degli artificiali durante l’utilizzo

Parlando di manutenzione ordinaria delle esche artificiali facciamo riferimento a tutte quelle piccole ma fondamentali azioni di cura che possiamo – dobbiamo – mettere in campo quando usciamo per pescare. Si parla quindi di attenzioni che il buon pescatore trasforma in abitudini regolari, che rubano tutto sommato poco tempo e che permettono di rendere le uscite future più efficaci, più piacevoli e più pratiche.

Il controllo delle esche artificiali durante l’utilizzo

Il primo consiglio che vogliamo dare per la manutenzione delle esche artificiali è un po’ banale, ma vale la pena sottolinearlo: gli artificiali andrebbero controllati durante l’utilizzo. Questo vuol dire che non guasta dare un’occhiata critica all’esca prima del lancio, e che guasta ancora meno guardarla più attentamente dopo una cattura, dopo che questa ha sbattuto contro un sasso o dopo magari un incaglio in acqua. Nella maggior parte dei casi sarà tutto in ordine: certe volte invece ci si troverà con dei danni più o meno importanti, tali da spostare l’esca artificiale in uno speciale reparto della cassetta da pesca dedicato alle esche da sottoporre a manutenzione straordinaria. Talvolta però basterà semplicemente dare un’affilata veloce all’amo, con lima o pietra affilatrice, sfregando dal gambo verso la punta. Operazione che, se attrezzati, può essere fatta velocemente anche durante la battuta di pesca.

La corretta asciugatura degli artificiali da pesca

Durante la battuta di pesca sarebbe sempre bene tenere separate le esche utilizzate da quelli non utilizzate, così da sapere quali artificiali risultano bagnati e sporchi e quali, invece, dovrebbero essere in buona salute. Premesso che arrivati a casa anche le cassette da pesca contenenti gli artificiali non usati dovrebbero restare un po’ aperte, per evitare il formarsi della condensa, quello che è davvero obbligatorio al termine di una battuta è sciacquare con acqua dolce (meglio ancora se tiepida nel caso di pesca in mare, per scogliere facilmente il salino) tutti gli artificiali usati per poi lasciarli asciugare all’aria, uno distante dall’altro. Così facendo si eviterà la formazione di ruggine, nemico numero 1 della manutenzione delle esche artificiali. La ruggine tipicamente aggredisce prima di tutto ami e ancorette, per poi propagarsi sul resto dell’artificiale rendendolo prima brutto – e quindi poco attraente per i predatori – e infine inservibile.

Chi ne ha la possibilità farebbe bene ad avere delle apposite “rastrelliere” per ami: basterà infilare dei piccoli chiodini in un’asse di legno per appendere le esche e lasciarle asciugare per alcuni giorni. C’è chi dice che l’asciugatura possa essere evitata praticando dei forellini nelle scatole delle artificiali, per lasciarle “respirare”: certo è meglio di nulla, ma non si può certo sperare in questo modo di salvare del tutto gli artificiali dall’umidità e dalle sue conseguenze nefaste.

Come conservare le esche dure e morbide

Sia le esche artificiali dure che quelle morbide vanno lavate e asciugate dopo l’utilizzo. Le esche morbide andrebbero tenute separate l’una dall’altra, per evitare che facciano adesione e che perdano colore per via dell’attrito. Per quanto riguarda le esche artificiali dure, una volta asciutte possono essere riposte nella cassetta da pesca; chi ha spazio a disposizione però potrebbe ipotizzare di lasciarle “appese” ordinatamente sulla rastrelliera di cui sopra, in modo da tenerle all’aria e da avere sempre una visione completa sull’arsenale a propria disposizione, per organizzare al meglio le proprie uscite. Va detto peraltro che l’ipotesi delle esche “appese” permette anche di evitare con maggiore sicurezza la deformazione di eventuali parti delicate, a partire per esempio delle antialghe in nylon.

manutenzione artificiali da pesca

La manutenzione delle esche artificiali straordinaria

Chi esegue una buona manutenzione ordinaria degli artificiali durante le battute di pesca e al rientro in casa ha già fatto più di metà della strada per avere delle attrezzature di pesca in buono stato. Questo senza dimenticare il fatto che chi impara ad avere cura degli artificiali sarà più propenso a trattare bene anche canne da pesca e mulinelli. Detto questo, passiamo alla manutenzione straordinaria degli artificiali, sapendo che nel tempo si mettono da parte delle esche con qualche difetto, rimandando la riparazione o la messa in ordine a tempo debito. La manutenzione straordinaria si può fare ogni 6 mesi o una volta all’anno, magari in una giornata invernale in cui proprio non si ha il coraggio di uscire a pescare, pur avendo un po’ di tempo a disposizione. Ecco, quello è il momento giusto per darsi alla manutenzione delle esche artificiali.

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Togliere la ruggine dagli artificiali

Come detto, la ruggine è il nemico numero 1 delle esche artificiali. Di certo riservando del tempo alla pulizia e all’asciugatura degli artificiali usati durante le singole battute di pesca è possibile ridurre al minimo il rischio, ma di tanto in tanto si troverà comunque la comparsa di piccole macchie di ruggine. Il pescatore accorto troverà solo dei segni superficiali di ruggine, che potranno essere eliminati semplicemente strofinando in modo delicato il lato più duro delle normali spugne per piatti.

Come cambiare le ancorette delle esche artificiali

Perché arrugginiti, perché troppo rovinati per risultare efficaci, perché rotti, perché nativamente inadeguati: di motivi per sostituire ami da pesca e ancorette agli artificiali non ne mancano di certo, e il momento della manutenzione straordinaria delle esche è quello perfetto per prendersene cura. Basterà mettersi al lavoro con una pinza multiuso da pesca, da utilizzare per aprire lo split ring e togliere le vecchie ancorette; va detto che con un po’ di pratica è possibile effettuare il tutto con un unico passaggio, usano la nuova ancoretta per “spingere fuori” quella vecchia. E usando le pinze multiuso si evita di rompersi le unghie!

Lubrificare gli ami

Per essere più efficaci, per resistere meglio all’ossidazione, è buona norma di tanto in tanto dare una lubrificata ad ancorette e ami, e in generale a tutte le parti metalliche. I lubrificanti spray, a partire dal mitico WD-40, sono anche in questo caso alleati preziosi.

Nuova brillantezza ai minnows

Chi ha maggiore pazienza, dopo la pulizia e la lubrificazione delle esche artificiali, potrebbe prendere in considerazione anche di dare una mano di vernice trasparente ai minnows più rovinati ma ancora in buona forma. Pensiamo a quegli artificiali rigidi che risultano rigati e opacizzati per azione dei sassi e dei denti dei pesci, così da diventare meno affascinanti ai nostri occhi come a quelli dei predatori. Una mano sottile di vernice lucida, tipicamente bicomponente, può fare la differenza.

Lavare le scatole e le cassette da pesca

Infine, l’ultimo consiglio per la manutenzione delle esche artificiali è quello di lavare anche le cassette da pesca e gli scomparti dedicati alla conservazione della minuteria, così da eliminare depositi e odori.  

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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