I fattori da considerare per la scelta dell’ancora

Ce ne sono davvero parecchie, e variano per forma, per dimensione, per peso, per materiale e per concezione. Sul nostro negozio di nautica online ne puoi trovare di appuntite o di tondeggianti, di acciaio o di tessuto, di fisse o di pieghevoli, di pesanti o di leggere, e via dicendo. Scegliere l’ancora per la barca non è affatto semplice, né scontato, perché ci sono diversi fattori da tenere in considerazione. Prima di tutto, per scegliere l’ancora più adatta per la tua barca, devi pensare alle dimensioni della tua imbarcazione: uno yacht di 30 metri non può certo accontentarsi della stessa ancora di una barca a vela da 4 metri. Sarebbe un po’ come cercare di mettere i freni di una bicicletta su un camion e sperare, ingenuamente, di vederli effettivamente fermare il pesante mezzo al momento del bisogno. Non basta, però, tenere in considerazione le dimensioni – e quindi il peso – dell’imbarcazione. Per scegliere l’ancora giusta per una barca è anche necessario pensare al fondale che quell’ancora si troverà ad affrontare. Come ben sanno i naviganti con un minimo di esperienza, infatti, laggiù, sotto metri e metri di acqua, ci possono essere situazioni del tutto differenti: ci sono fondali rocciosi e fondali sabbiosi, fondali ricchi di vegetazione e fondali, invece, del tutto privi di piante e alghe. In base al tipo di fondale, ovviamente, servono ancore differenti.

In questa piccola guida alla scelta dell’ancora per barca, quindi, andremo a vedere quelli che sono i diversi tipi di rampone, riportandone peculiarità, vantaggi e svantaggi. Ma non ci limiteremo a questo: parleremo anche del peso più adatto di questo accessorio nautico, della catena necessaria, del grippiale e di tutto quello che devi tenere in considerazione per avere il migliore set cima-catena-ancora.

I tipi di ancora per barca

L’ancora a ceppo: Ammiragliato

Ecco l’ancora per eccellenza. Prova a domandare a un bambino di disegnare un’ancora per barca: non ti disegnerà certo un’ancora Bruce o un’ancora Bügel, no, quella che vedrai sul foglio sarà la classica Ammiragliato, ovvero un’ancora a ceppo. Si tratta di un accessorio nautico molto efficiente, il quale, però, non è molto diffuso tra le navi da diporto: parliamo infatti di un’ancora pesante e ingombrante. La sua efficacia, del resto, è tale proprio in virtù del peso importante e della posizione delle marre, le quali sono ottime sia per un fondale sabbioso, in cui affondare e fare presa, sia per un fondale ricco di alghe. Esiste però una tipologia speciale di ancora Ammiragliato, a ceppo sfilabile, che permette di ridurne lingombro. In tutti i casi, l’Ammiragliato non si presta come prima ancora per una barca da diporto: meglio prenderla in considerazione, in caso, come ancora di speranza (vedremo dopo di cosa si tratta nel dettaglio) per la sua grande versatilità.

L’ancora a vomere / ad aratro: CQR e Delta

In questa categoria rientrano l’ancora CQR e l’ancora Delta, la quale deriva direttamente dalla prima. Il richiamo all’aratro illustra piuttosto bene quelle che sono le caratteristiche morfologiche di queste ancore, le quali proprio per la loro particolare forma risultano molto efficaci: non è un caso se ‘CQR’ è l’abbreviazione per la parola inglese ‘secure’, ovvero ‘sicuro’. Le ancore ad aratro hanno una storia piuttosto curiosa: non sono nate come ancore per barca, quanto invece come ancore per idrovolanti (negli anni Trenta), e da questo aspetto si capisce il perché si è puntato in modo così deciso in direzione di uno strumento in grado di garantire un’alta tenuta a fronte di un peso ridotto. Per dare un’idea dell’efficacia delle CQR, basti dire che, a parità di peso, questa ancora presenta una tenuta due volte superiore a quella di un’ancora a ceppo dello stesso peso. Si tratta di un’ancora che funziona su tutti i tipi di fondali – senza peraltro eccellere particolarmente in nessuno di questi. Tra gli altri vantaggi vanno ricordati la facilità di installare il grippiale e la possibilità di fare nuovamente presa dopo un’eventuale arata. Il perfezionamento della CQR, come anticipato, è l’ancora Delta, la quale permette un migliore posizionamento automatico a prua, nel momento in cui viene issata dal salpancora.

tipo di ancora barca

L’ancora a cucchiaio: l’ancora Bruce

L’ancora Bruce presenta un unica grande marra di forma semicircolare, la quale si innalza sui due lati con due punte. L’ancora Bruce è stata concepita per la prima volta nel 1972 da Peter Bruce, ingegnere navale che lavorava alla progettazione di un valido sistema di ancoraggio per le piattaforme petrolifere. Funziona molto bene su tutti i fondali, eccezion fatta per quelli fangosi o per quelli particolarmente erbosi o rocciosi. L’ancora Bruce conosce molti modelli derivati, come per esempio la Trefoi, le Spade, le Rocna e via dicendo.
Lo svantaggio dell’ancora Bruce è costituito dal non semplicissimo stivaggio, vista la sua particolare forma; va però detto che, a parità di peso, lavora meglio della CQR e della Danforth, e si integra alla perfezione al musone di prua.

L’ancora a marre articolate: la Danforth e la Hall

Molto conosciuta e molto diffusa, la Danforth è la più utilizzata tra le ancore a marre articolate. Si tratta di un’ancora piatta, con delle marre molto estese e, di contro, un peso contenuto. Resa particolare dal diamante snodato, questa ancora funziona molto bene – in virtù della grandezza delle marre – su fondali sabbiosi, rivelandosi invece inadatta su rocce e su posidonia. Chi possiede una Danforth – come prima o seconda ancora – deve ricordarsi, di tanto in tanto, di controllare lo snodo delle marre, le quali, se bloccate, non possono che avere un’efficacia limitata.
Appartiene alla famiglia delle ancore a marre articolate anche la Hall, la quale però è molto pesante e presenta della marre non piatte, quanto invece piuttosto grosse. Ha una buona presa sulla maggior parte dei fondali ma, visto il suo peso, viene utilizzata solo sulle navi o su delle barche di dimensioni importanti.

L’ancora a ombrello / a grappino

Ecco qui l’ancora espressamente pensata e realizzate per le barche di dimensioni ridotte. Si tratta infatti di un’ancora piccola, leggere e richiudibile (nelle versioni moderne), proprio come un ombrello, la quale è dunque particolarmente funzionale dove lo spazio è minimo, come per esempio su un gommone o su una barca a vela di dimensioni estremamente ridotte. Al momento dell’utilizzo basta aprirla – proprio come un ombrello – e calarla in acqua, pur sapendo che la sua tenuta non è eccezionale (si rivela però buona sui fondali rocciosi).

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Solitamente i cantieri equipaggiano le barche con delle ancore polivalenti, lasciando poi al diportista l’eventuale cambio di ancora in base al tipo di fondale che si andrà ad affrontare in prevalenza. Al di là di quanto detto per ogni tipologia qui sopra riportata, possiamo dire che, in linea generale, le ancore con marre piatte e grandi lavorano bene in fondali ghiaiosi e sabbiosi, laddove invece le marre sottili sono pensate soprattutto per le rocce e per il fango.

peso ancora barca

Le ancore di nuova generazione

Va detto che vengono sviluppate continuamente nuove ancore per barca, per inseguire quello o quell’altro vantaggio. Pensiamo per esempio all’ancora Spade, disegnata al termine degli anni Novanta in Francia da Alain Poiraud, a partire da una rielaborazione dell’ancora Bruce che abbiamo visto sopra, con la marra concava, che per posizionarsi nel modo corretto in acqua è realizzata concentrando il peso in punta. Per raggiungere questo scopo – ed è questa una delle maggiori peculiarità dell’ancora Spade – il gambo dell’ancora è vuoto, e quindi leggerissimo, anche se non particolarmente resistente. Va però detto che, al momento dei test, l’ancora Spade si posiziona quasi sempre nelle primissime posizioni, insieme a un’altra ancora di nuova generazione. Parliamo ovviamente della Rocna, anche lei molto recente: messa a punto in Nuova Zelanda nel 2004, è un’ancora che parte dai punti di forza della Spade e da quelli di un’altra ancora abbastanza giovane, la Bügel, progettata negli anni Ottanta in Germania. Dalla prima prende l’idea della marra concava, dalla seconda il rollbar, per avere una resistenza alla flessione estremamente accentuata. Ma non è tutto qui, in quanto l’ancora Rocna se la gioca bene anche per quanto riguarda la stabilità e il rapporto tra peso e superficie offerta. Grazie alla sua forma, l’ancora Rocna si comporta bene anche su fondali particolarmente ricchi di alghe, e una volta fatta presa offre una resistenza difficile da battere.

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Ma di ancore “giovani” ne esistono molte altre, seppur meno famose. Parliamo di ancore come la Bulwagga, la Sarca, l’Ultra e la Mantus (queste ultime due a tenuta dinamica), giusto per citarne alcune.

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Quanto deve pesare un’ancora per barca?

Quanti chili deve vantare l’ancora perfetta? Ebbene, il peso cambia in base alla stazza della barca stessa. Un vecchio detto inglese ci ricorda che il peso ideale si desume calcolando ‘una libbra di ancora per ogni piede di barca’. Una barca di 40 piedi, dunque, richiederebbe un’ancora Bruce da 18 chilogrammi. Per non dover fare difficili trasformazioni – e per non affidarci a delle antiche massime della marineria anglosassone – possiamo invece mantenere la semplice regola di un chilogrammo di peso per ogni metro di lunghezza della barca. Se ne deduce quindi che, volendo gettare l’ancora su un fondale sabbioso, una barca a vela di dieci metri – per esempio – dovrà poter contare su un’ancora Bruce da 10 chilogrammi (optando in caso per un’ancora Bruce da 16 chilogrammi nell’eventualità di ancoraggio in zone esposte o ventose). Al peso dell’ancora, però, va aggiunto anche quello della catena, il che, nel complesso, andrà a creare una massa tendenzialmente imponente (per fortuna esistono i verricelli salpancora!).

Scegliere la catena giusta per l’ancora

In questo articoli ti stiamo aiutando a individuare l’ancora migliore per la tua barca. La più efficace delle ancore per barca può però ben poco se la catena e la cima scelte per l’ancoraggio sono inadatte. Ma perché è d’obbligo utilizzare una catena per l’ancora? Ebbene, va sottolineato che questo accessorio non lavora bene quando la trazione è perpendicolare al fondale. No, l’ancora dà il meglio nel momento in cui la trazione è parallela al fondo, cosa che non si può certo avverare nella situazione in cui l’ancora è aggrappata a una cima che si sviluppa verticalmente tra la barca e il fondale. Ecco perché si utilizza la tipica catena metallica: questa, per via del suo peso, si adagia sul fondale, così da esercitare una trazione orizzontale – aiutata dallo spostarsi indietro della nave rispetto al punto in cui si è gettata l’ancora. Ne consegue dunque che quest’ultima, per muoversi e per arare sul fondale, si troverà a dover fronteggiare non solo l’acqua, ma anche la sabbia, il fango, le rocce, la vegetazione e la ghiaia posti sul fondale.

Va poi sottolineato che una catena è estremamente più resistente di una qualsiasi cima tessile, la quale si rovinerebbe grandemente nel restare impigliata in fondali rocciosi. Non va poi dimenticato che il peso della catena costituisce indirettamente un buona ammortizzatore, eliminando gli scossoni e gli strattoni che si potrebbero sentire con una semplice cima in caso di ancoraggio in acque mosse. La barca di cui prima, ovvero la nostra barca a vela di dieci metri, dovrà fornire all’ancora Bruce da 10 chilogrammi una catena di circa 25-30 metri. Le barche più piccole, per ridurre il peso a bordo, possono sostituire parte della catena con una cima tessile, avendo però l’attenzione di lasciare sempre e comunque i 10 metri finali in catena, per i motivi sopra riportati. Un gommone dotato di un’ancora a grappino, invece, potrà accontentarsi di un ancoraggio ‘posticcio’ fatto in totale assenza di catena – e quindi con la sola cima.

In ogni caso, l’insieme ancora-cima- catena dovrebbe essere lungo almeno 3 volte più della distanza tra la superficie dell’acqua e il fondale, così da rendere possibile l’appoggiarsi della catena sul fondale.

ancoraggio

Cos’è il grippiale

Parlando dell’ancora CQR, sopra, abbiamo nominato il grippiale. Di che cosa si tratta? Con questo termine si fa riferimento a una cima lunga poco più del fondale legata da una parte al diamante dell’ancora e, sopra, a una piccola boa, chiamata per l’appunto grippiale. Questo galleggiante viene abbandonato in acqua nel momento in cui si dà ancora, e così, naturalmente, resterà sopra all’ancora stessa una volta depositata sul fondo. Il grippiale risulta comodissimo in caso di ancora incagliata: in tal caso basterà infatti portarsi vicino al galleggiante e, recuperando la cima ad esso collegata, liberare l’ancora. Stiamo parlando, quindi, di uno spedatore estremamente pratico.

Ancora di rispetto

Un’unità di diporto – eccezion fatta per le imbarcazioni più piccole – dovrebbe sempre avere a bordo due ancore. La seconda ancora viene chiamata anche ancora di rispetto, di speranza o di riserva. Questa viene utilizzata in molte situazioni differenti. Ipotizziamo che la nostra prima ancora sia una Bruce, la quale non dà certo il meglio di sé in caso di fondale rocciosi. In una tale situazione sarà senz’altro meglio poter contare su un’ancora di rispetto di tipologia diversa, come per esempio una Rocna. E ancora, la seconda ancora può essere utilizzata nel momento in cui, dovendo ancorare in una rada ventosa, il rischio di arare risulti alto: in quel caso, con una doppia ancora, si potranno dormire sonni più tranquilli.

Conclusione

Ora sai quali fattori devono essere presi in considerazione per acquistare l’ancora giusta per la tua barca, nonché la catena che la collegherà alla alla tua prua. Va ricordato che non basta scegliere l’ancora giusta: questo accessorio nautico va infatti usato nel modo corretto, mettendo in pratica delle operazioni da manuale, con una manovra perfetta, atta a distendere lentamente la linea di ancoraggio. (Clicca qui se invece stavi cercando una guida per la migliore ancora galleggiante)

Hai capito quale ancora dovresti acquistare in base alla stazza della tua barca e ai fondali che affronterai durante la nuova stagione?

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.
  1. Ciao ho un robalo 18.20 pesa circa 1500 kg non ha il verricello elettrico che tipologia di ancora mi consigli vado a pesca su fondali sabbiosi quanti metri di catena mi serve ? Grazie

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