Come lucidare la barca in vetroresina

Abbiamo parlato più volte della manutenzione delle barche in legno, approfondendo la resinatura, la verniciatura, la pulizia, la lucidatura e via dicendo. Piaccia o non piaccia, però, quando si parla di barche da diporto moderne ci si riferisce nella maggior parte dei casi a delle barche in vetroresina, materiale che – dopo le primissime sperimentazioni negli anni Cinquanta – ha iniziato a fare la parte del leone nel mondo della nautica da diporto a partire dagli anni Sessanta e Settanta. Non stupisce, quindi, che quando i nostri utenti ci domandano come lucidare la barca non si riferiscano alle imbarcazioni con scafo in legno, quanto invece alle colleghe in materiale composito. Come lucidare la barca in vetroresina dunque? Ebbene, non si tratta di un’operazione difficile. Certo, chi non ha tempo né manualità può tranquillamente continuare ad affidare questa regolare manutenzione dello scafo a dei professionisti; chi invece ha lo spazio e la voglia di lucidare la propria barca con le proprie mani può certamente farlo, a patto di utilizzare i corretti lucidanti per barca, nel modo giusto.

Una cosa è certa: lucidare la barca in vetroresina è una delle operazioni più soddisfacenti quando si parla della manutenzione dell’imbarcazione. Ci vuole un po’ d’impegno, certo, ma la vista dello scafo perfettamente lucido e splendente ripaga di ogni fatica!

Vetroresina e gelcoat: un ripasso veloce

Prima di vedere passo dopo passo come lucidare una barca in vetroresina vale la pena ricordare brevemente quali sono le caratteristiche di questi scafi (chi si ricorda alla perfezione cos’è il gelcoat può invece saltare questo paragrafo e andare direttamente a quello successivo, dedicato alla pulizia dello scafo). La vetroresina alla quale tutti facciamo riferimento a proposito delle nostre barche è un materiale composito, realizzato cioè da elementi differenti. Si parla di fibre, che conferiscono allo scafo resistenza e stabilità, e di resina, che mantiene le fibre in posizione e permette di creare un corpo unico. Ci sarebbe poi da sottolineare il fatto che esistono diverse tipologie di resine, divise in tre grandi gruppi; in linea di massima, le resine migliori per la costruzione di barche sono quella epossidica e quella in vinilestere (la quale oltre a essere piuttosto performante è anche più economica dell’epossidica). Cosa c’entra il gelcoat? Ebbene, il gelcoat costituisce il rivestimento esterno dello scafo in materiale composito, ed è composto a sua volta da resine e da altre sostanze: il suo scopo è chiaro, ovvero rivestire lo scafo con una pellicola liscia, abbastanza resistente e con porosità prossima allo zero. Il gelcoat, quindi, è quello che va a proteggere lo scafo, in accoppiata con la vernice per barche. Esistono diverse tipologie di gelcoat, come quello ortofalico, quello isoftalico e via dicendo.

La pulizia dello scafo in vetroresina

Ora sappiamo quello che stiamo pulendo quando ci mettiamo a lavoro intorno a una barca in vetroresina: si tratta di un materiale composito, protetto da uno strato di gelcoat e infine da una vernice, che ha il compito di rendere completamente impermeabile lo scafo. Prima di lucidare la barca è ovviamente necessario pulirla per bene, come del resto si fa anche con le automobili e, per dire, con le scarpe eleganti. Ecco quindi che la barca deve essere tirata a secco e messa al sicuro. A questo punto si procede con un primo lavaggio, armati di acqua corrente per rimuovere il “grosso” dello sporco, evitando ovviamente l’idropulitrice (la quale infatti potrebbe rovinare seriamente il gelcoat). Questo passaggio potrebbe risultare più o meno semplice e veloce, in base alle condizioni della barca: in certi casi potrebbe essere necessario armarsi di carta vetrata, in modo da grattare via eventuali incrostazioni. Quando lo scafo sarà ben pulito si potrà passare all’eliminazione della vecchia cera, la quale dovrebbe staccarsi in modo abbastanza veloce, usando gli appositi solventi. Quando tutta la cera esausta sarà stata rimossa, si procederà a un risciacquo dello scafo: ora siamo pronti per vedere come lucidare la barca in vetroresina!

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Come lucidare la barca in vetroresina

A questo punto si presentano due distinte vie per lucidare la barca in vetroresina: uno scafo senza ombra di incrostazioni potrà essere subito trattato con un normale lucidante per barche, mentre uno scafo con qualche incrostazione residua dovrà essere rifinito con della apposita pasta abrasiva: come suggerisce il suo nome, si tratta di una sostanza che va ad “aggredire” la superficie dello scafo, e che va quindi usata con attenzione, di volta in volta su piccole aree.

Lo stesso lucidante, da usare subito dopo per lucidare la barca in vetroresina, presenta una parte abrasiva, la quale è fondamentale per rimuovere eventuali graffi o piccole imperfezioni. I puristi applicano il lucidante per barche a mano, con appositi panni o guanti da carrozziere, mentre altri utilizzano delle levigatrici: in quest’ultimo caso, è fondamentale usare questi dispositivi alle velocità più basse. Una volta lucidata la carena, è bene stendere un nuovo strato di cera: per avere uno scafo davvero splendente, il consiglio è quello di stendere la cera seguendo la direzione già usata per il lucidante. Infine, per un risultato perfetto, si passa al finishing, e quindi all’applicazione di un ultimo strato di lucidante per barche.

Vedrai: con pazienza e con i prodotti giusti per la pulizia e la manutenzione della barca, lucidare la barca in vetroresina non sarà difficile! Ma quando dovrebbe essere lucidata una barca in vetroresina?

Quando fare la lucidatura della barca in vetroresina?

Ma ogni quando si dovrebbe fare questa operazione? Ovviamente tutto dipende da quanto si sporca in fretta una barca, in base al luogo in cui viene ormeggiata, all’utilizzo e via dicendo. Pensiamo per esempio al tipico gommone carrellabile che viene usato solamente nei fine settimana estivi, e che viene quindi portato in acqua la domenica mattina per poi essere rimesso sul carrello la domenica sera, nonché adeguatamente coperto con un telo copribarca. In quel caso la lucidatura del vetroresina può essere fatta praticamente una volta l’anno, perché si avrà un usura davvero ridotta della superficie della barca. Diverso invece il discorso per chi ha che fare con delle barche che passano tutto l’anno – rimessaggio invernale escluso – all’esterno, e magari in acqua, sotto le minacce del sole, della pioggia, del salino, dei gabbiani, del vento e via dicendo. In quel caso la pulizia dovrebbe essere fatta almeno una volta al mese, dedicandosi anche alla lucidatura nel momento i cui ci si rende conto che non basta asportare la sporcizia. In ogni caso, meglio lucidare il vetroresina della barca o al mattino o alla sera, evitando le ore in cui il sole è più alto e forte.

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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