Boccaporti e oblò: scelta e installazione

Non ci sono palazzi vicini a togliere luce, a fare ombra o a rovinare la visuale. Va poi sommato che lì, all’interno della barca, l’ambiente è solitamente piuttosto buio, e non particolarmente ventilato. Ecco quindi che gli oblò e i boccaporti diventano essenziali per garantire una buona vivibilità in mare, nonché, nel caso dei secondi, un facile accesso alle parti interne dell’imbarcazione.

Scegliere un boccaporto o un oblò per la barca, però, non è sempre facile. Nella maggior parte dei casi, si tratta della sostituzione di un ‘infisso’ già esistente, e allora bisogna stare molto attenti a rispettare le misure del vecchio oblò o del vecchio passo d’uomo. Molto spesso, tra l’altro, i produttori mantengono dei formati uguali nel tempo, per facilitare la vita dei cantieri e dei diportisti che si trovano a fare delle sostituzioni. Diverso il discorso per chi vuole installare un nuovo oblò o un nuovo boccaporto dove prima non c’era nulla: in quel caso, da un certo punto di vista, c’è una maggiore libertà di movimento, non dovendo sottostare alle misure dell’apertura precedente. Ma è anche noto che le barche raramente accettano di buon grado delle modifiche strutturali, e sono dunque molte le attenzioni da prendere nel momento in cui si decide di ritagliare una nuova apertura.

Dopo la scelta dell’oblò barca o del boccaporto giusto (per dimensioni, per tipologia, per meccanismo di apertura, per materiali e via dicendo) si deve ovviamente concentrare l’attenzione verso l’installazione fatta a regola d’arte: oltre a essere pratica, stabile e funzionale, questa finestra verso l’esterno della barca deve infatti anche essere a tenuta stagna, per una questione di comfort e di sicurezza. Dopo averti dato alcune dritte sulla scelta di questi articoli nautici, quindi, ci dedicheremo al loro montaggio. Buona lettura!

Quando sostituire il boccaporto

Boccaporto, passo d’uomo, osteriggio: chiamalo come vuoi, l’importante è capire che ci stiamo riferendo a quell’apertura che ci permette di passare comodamente dall’esterno all’interno delle barca, facendoci arrivare, tradizionalmente, nel quadrato. Abbiamo parlato di due situazioni differenti: l’installazione di un passo d’uomo nuovo lì dove prima non c’era nulla e il montaggio di un passo d’uomo in sostituzione di un boccaporto vecchio. Ma quando arriva il momento di sostituire il boccaporto? Ebbene, non è detto che ogni qualvolta ci siano dei problemi la sostituzione integrale sia necessaria, anzi: dei problemi meccanici all’apertura e alla chiusura possono per esempio essere risolti con degli interventi di regolazione, nonché magari con la lubrificazione delle parti mobili.

Altre volte, invece, il problema è la tenuta stagna, con qualche infiltrazione laterale: in quel caso, anziché procedere immediatamente con la sostituzione del boccaporto, è possibile rimediare con del silicone o con del mastice, oppure, eventualmente, con la sostituzione della sola guarnizione (anche se questo intervento va pianificato facendo riferimento a quanto dichiarato dal produttore in caso di garanzia ancora valida). E ancora, uno dei problemi più comuni che si riscontrano a livello di passo d’uomo è la presenza di graffi sul pannello, così da rovinare l’impatto estetico sia dall’interno che dall’esterno. In tal caso potrebbe essere possibile trattare il pannello – se di plexiglass – con un apposito rinnovatore, in grado di cancellare i segni, nonché eventuali depositi di sale. Altre volte inoltre possibile cambiare, anziché l’intero osteriggio, il solo pannello acrilico. Questo passaggio potrebbe rendersi utile nell’evenutalità di danneggiamenti seri, nonché, nel caso di boccaporti particolarmente anziani, di plexiglass ‘molli’, che rischiano quindi di rompersi al primo carico, con i rischi che questo potrebbe comportare.

Quando non è possibile intervenire in modo conservativo o cambiare la singola parte del boccaporto, l’unica soluzione è ovviamente smontare il vecchio passo d’uomo e ordinarne uno nuovo delle stesse misure.

cambiare boccaporto barca

Installazione di un nuovo boccaporto o di un nuovo oblò: fattori da considerare

Più sotto ci dedicheremo in modo approfondito al montaggio di un nuovo passo d’uomo sulla barca. Prima, però, vogliamo sottolineare che la cosa non è così scontata. Prima di tutto, nella maggior parte dei casi, è necessario partire dal presupposto che per installare un oblò o un boccaporto è necessario avere a che fare con una superficie completamente piatta. Quelli di Lewmar, per esempio, fanno presente che i loro oblò e passi d’uomo hanno una tolleranza massima di 1 millimetro. A questa considerazione va ovviamente aggiunto il fatto che montare un oblò o un boccaporto dove prima non c’era nulla significa fare un foro piuttosto importante nella struttura della barca: non stiamo parlando di un buco passacavo, ma di una modifica importante della struttura dell’imbarcazione che, se fatta in modo sbagliato o distratto, può compromettere in modo serio l’integrità stessa della barca.

Per scegliere dove installare il boccaporto o l’oblò è dunque bene partire dal presupposto che, per quanto di qualità, quell’apertura non potrà garantire lo stesso assetto originario. In caso di dubbio, dunque, è senz’altro il caso di domandare l’opinione di un esperto. In ogni caso, se l’apertura viene fatta lì dove non prevista, è sicuramente meglio provvedere, oltre all’installazione del telaio, a un rinforzo dell’area, così da prevenire qualsiasi deformazione.

Tipologie di boccaporti e di oblò

Partiamo dai boccaporti. A differenziare i fari modelli è in primo luogo il materiale con cui viene realizzato il telaio: si hanno infatti dei passi d’uomo con telaio in plastica, boccaporti con telai in lega metallica e passi uomo in alluminio. A cambiare tra un modello e l’altro, poi, è il profilo. Esistono per esempio dei passi d’uomo pensati per essere installati a filo coperta, e quindi con degli incavi appositamente progettati che permettono di avere un risultato assolutamente minimal: il vantaggio, in questo caso, è quello di eliminare qualsiasi ‘ostacolo’ o sporgenza sulla coperta, così da evitare inciampi e da sfruttare al massimo il posto disponibile.

Ci sono poi i boccaporti a basso profilo, sottili e slanciati, e quelli a profilo medio, più resistenti. Va peraltro detto che che i passi d’uomo a medio profilo non devono essere per forza più sporgenti rispetto a quelli a basso profilo: nel caso dei boccaporti Lewmar, per esempio, il modello medio è reso estremamente simile a quello basso grazie a delle sezioni di telaio più profonde. Esistono poi degli osteriggi ancora più solidi, i quali sono pensati per resistere a qualsiasi intemperie. Altra cosa da pensare nel momento in cui si acquista un passo d’uomo è la sua apertura: alcuni permettono l’apertura a 180 gradi, mentre altri si fermano a 90 gradi.

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Anche per quanto riguarda gli oblò, uno dei principali fattori discriminanti è costituito dal materiale con cui viene realizzato il telaio: si parla quindi di plastica, di ottone cromato, di alluminio, di acciaio inossidabile, di lega leggera, di Nylon, di ABS e via dicendo. Le forme e le dimensioni, poi, cambiano grandemente, in base alla destinazione precisa dell’apertura e allo spazio a disposizione: si va dal classico oblò tondo a quello ellittico, per arrivare ai modelli propriamente rettangolari.

Come installare un nuovo boccaporto

Iniziamo col dire che installare un nuovo passo d’uomo non è per nulla difficile come si potrebbe pensare. Partiamo dal caso più classico, ovvero dalla sostituzione di un boccaporto già presente che, per qualsiasi motivo, non può più essere utilizzato. In questo caso si deve partire, ovviamente, dalla rimozione del precedente. Si parte dunque togliendo tutte le viti e i bulloni che mantengono fisso il telaio: a quel punto, a tenere incassato il vecchio boccaporto è solo il mastice. Si può dunque procedere in due modi: o si prova a dare dei colpetti leggeri dal basso verso l’alto al telaio oppure, per salvaguardare la coperta, si agisce in maniera più cauta. In questo secondo caso si devono porre due cubi di legno sulla coperta, ai lati di una angolo del pozzetto, per sovrastarli con un’asse di legno abbastanza solida. Poi, usando un classico morsetto a G completo di serratura a vite, si ‘arpionerà’ il vecchio telaio e, serrando il morsetto, lo si alzerà di qualche millimetro: a quel punto, con un taglierino, si provvederà a tagliare il mastice e il silicone che tengono incollato il vecchio boccaporto, che a questo punto potrà essere tolto abbastanza facilmente e senza fare danni. Prima di procedere con l’installazione del nuovo passo d’uomo, sarà ovviamente necessario togliere ogni traccia del vecchio mastice, aiutandosi eventualmente con della carta abrasiva. Altro passaggio fondamentale, facile però da dimenticare, è quello di stuccare i fori usati dalle vecchie viti (nel caso in cui il modello di boccaporto non sia esattamente il medesimo).

E se invece si va installare un boccaporto nuovo su una coperta vergine? Ebbene, come anticipato, è certamente il caso di pensare molto attentamente alla posizione giusta e all’eventuale rinforzo della coperta, chiedendo eventualmente l’opinione di un esperto. Individuata la zona, si dovrà tracciare esattamente il taglio da effettuare, utilizzando – laddove presente – lo schema di taglio, fornito dal produttore. Una volta riportato il disegno sulla coperta, e dopo aver controllato attentamente che questo non vada a toccare cavi dell’impianto elettrico, tubi dell’impianto idraulico o altri dispositivi, è possibile, con la dovuta calma, iniziare a praticare il foro: il modo più efficace prevede di praticare un buco con un trapano per poi ritagliare il profilo in cui sarà incassato il telaio con un seghetto alternativo. Una volta terminato il foro – dopo aver controllato se fisicamente il telaio del boccaporto coincide – sarà possibile curare il taglio effettuato con della carta vetrata, nonché segnare attentamente i fori da fare per fissare il telaio alla coperta. Rimosso il boccaporto, usando il trapano, dovranno essere effettuati i fori di invito per le viti autofilettanti, nonché i fori totali per gli eventuali bulloni passanti. Siamo ormai agli sgoccioli: non resta ora che applicare il mastice sigillante nell’area indicate e quindi applicare il boccaporto, da fissare immediatamente con le viti e con i bulloni passanti in modo da farlo arrivare nella sua sede definitiva. A questo punto, non di dovrà fare altro che asportare con cura il mastice in eccesso sui bordi, usando della carta o del tessuto.

Come anticipato, si tratta tutto sommato di un’operazione semplice. Le difficoltà non si trovano, infatti, a livello del montaggio del boccaporto, quanto invece a monte, nel momento della scelta del modello e, ancora di più, nella definizione del luogo esatto in cui installare l’apertura. Va inoltre precisato che, prima di procedere con l’installazione, va verificata la posizione delle cerniere rispetto alla coperta: bisogna infatti assicurarsi che, una volta aperto, il pannello – se abilitato per l’apertura a 180 gradi – vada a disporsi orizzontalmente sulla coperta, senza andare a toccare lo spigolo di questa poco sopra alle cerniere: questo, a lungo andare, può infatti rovinare il pannello, nonché mettere sotto stress l’intero telaio.

Come installare un nuovo oblò

Vista l’installazione di un boccaporto, quella di un oblò non può che risultare ancora più semplice. La sostituzione di un vecchio oblò con un’apertura di pari forma e dimensione non presenta problemi, soprattutto alla luce di quanto abbiamo visto sopra. Ipotizziamo, quindi, l’installazione di un nuovo oblò. Si procederà anche questa volta prima di tutto alla scelta della posizione più adatta, avendo cura di trovare una superficie piana (anche qui, per esempio, gli oblò Lewmar ammettono al massimo una tolleranza di un millimetro).

Si iniziano i lavori, anche in questo caso, riportando lo schema di taglio sulla superficie scelta, segnando il perimetro e avendo particolare cura nell’indicare gli angoli, tipicamente arrotondati. Dopo aver controllato che l’area sia completamente sgombra da cavi elettrici e da altri passaggi, e dopo aver effettuato il buco d’avvio con il trapano, si deve proseguire pian piano con il seghetto alternativo, per verificare al termine del taglio l’esattezza del lavoro infilando il telaio dell’oblò. Approfittando del telaio si segnano dunque i fori di fissaggio, si toglie l’oblò e si provvede a coprire l’area interessata con del mastice sigillante per poi applicare il telaio, fare pressione, e dunque applicare anche il telaio interno, sempre dopo aver applicato del mastice. Dopo aver fissato le viti, non resta che eliminare e ripulire il mastice in eccesso.

Ora non ti resta che scegliere il boccaporto o l’oblò più adatti per la tua barca: sul nostro e-commerce puoi trovare ottimi modelli Lewmar, FS, Nuova Rade, Gebo, Nautica F4 e Bomar

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.
  1. ciao Nicola,
    in merito ad un oblò Lewmar serie Standard, come faccio a calcolare la larghezza del taglio R1?
    in sostanza come faccio a distinguere l’angolo tra un modello 1 e un modello 1RE?
    Sulla mia barca ho già impostato una luce di dimensioni corrispondenti ai modelli 1 e 1RE, solo che c’era il plexiglass esterno. Mi piacerebbe applicare gli oblò apribili ma non vorrei fare errori nell’ordine di acquisto.
    Grazie per la collaborazione

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