Guida alla scelta dell’ancora: 15 ancore per la tua barca

La forma, il peso, il numero di marre, l’ingombro, il materiale, la lunghezza della catena. Il tutto rapportato al tipo di fondale, al peso della barca, allo spazio disponibile, alla profondità, alla frequenza di utilizzo. Insomma, quando si deve scegliere un’ancora per la barca ci sono davvero tanti, tantissimi fattori da prendere in considerazione. Il rischio, infatti, è quello di ritrovarsi a navigare con delle ancore che, una volta calate sui fondali, non assicureranno un ormeggio sicuro.

Molto meglio, dunque, spendere qualche minuto del proprio tempo a scoprire quelle che sono le principali caratteristiche di ogni tipo di ancora per barca, per poi pensare a quali sono i fondali che si affronteranno, quali saranno le condizioni di utilizzo e quali sono, ovviamente, le caratteristiche della propria barca. In questo lungo articolo, dunque, passeremo in rassegna le principali tipologie di ancore per barca, pensando a quelle che sono le esigenze principali dei diportisti: parleremo quindi delle ancore più piccole e semplici, destinate per esempio a piccoli gommoni, e parleremo di ancore più ingombranti e più complesse, tali da mantenere saldamente ormeggiato un grande yacht.

Quale ancora scegliere: non basta un’ancora sola

Si parla spesso della ‘scelta dell’ancora’ per la propria barca. In realtà, però, si dovrebbe parlare sempre della ‘scelta delle ancore‘ per la propria imbarcazione. Sì, perché a bordo ci devono sempre essere almeno due ancore. Una già pronta all’uso – chiamata di posta – e un’altra a riposo, da utilizzare in situazioni particolari o in caso di emergenza – questa seconda ancora viene chiamata di rispetto o di speranza.

È importante che le due ancore scelte per la propria barca siano di tipologie diverse: una, per esempio, dovrà avere una tenuta ottimale sui fondali di fango, mentre l’altra dovrà comportarsi egregiamente sui fondali di roccia. Si tende però anche a scegliere l’ancora di rispetto anche in base alla facilità di stivaggio. Una delle scelte più classiche, per esempio, è quella di dotare la propria barca di un’ancora CQR e di un’ancora Danforth.

Del resto le situazioni in cui è consigliabile ottimizzare l’ancoraggio con una doppia ancora non sono poche, né particolarmente rare. Il diportista che teme l’arrivo di un forte vento potrebbe per esempio optare per l’afforco, ovvero per un’operazione che prevede di calare in mare due ancore a formare un angolo uguale o maggiore a 45 gradi. In altre situazioni può tornare più utile appennellare, ovvero usare la medesima linea per due ancore, con la seconda collegata con uno spezzone di catena al diamante della prima. Sulle modalità di utilizzo della doppia ancora, del resto, la discussione è sempre aperta tra i diportisti, e spesso è anche vivace. L’importante, in tutti i casi, è avere a bordo il necessario per prendere l’una o l’altra via.

Scegliere l’ancora giusta

Quando si pensa all’ancora per barca la nostra mente va direttamente all’Ammiragliato, con la sua forma iconica e classica, che la rende, almeno quanto a tradizione, la regina di tutte le ancore. Ma di certo l’ancora Ammiragliato non si coniuga molto bene con le esigenze dei diportisti, a partire dal suo ingombro tutt’altro che trascurabile. E allora è necessario guardare altrove, tra i tanti tipi di ancore sfoderate dai vari brand negli ultimi anni. Solitamente i cantieri dotano le barche di un’ancora polivalente, la quale dunque, senza eccellere in nessuna particolare situazione, si comporta degnamente su quasi tutti i fondali. Questo significa, però, che in alcune situazioni quella particolare ancora può essere insufficiente per assicurare un ormeggi sicuro e stabile.

Prima di dare un occhio alle tipologie specifiche di ancora, quindi, vogliamo fare un’introduzione teorica, pur senza dilungarci eccessivamente. Devi dunque sapere che, in linea generale, per fondali fatti di sabbia e di ghiaia sono particolarmente indicate le ancore con marre grandi e piatte, le quali riescono a introdursi nel fondale e, grazie alla loro superficie importante, a opporre una buona resistenza. Al contrario, le ancore con delle marre sottili sono più funzionali quando si affrontano fondali di rocce e, in parte, di fango. In base al dislocamento di una barca, poi, è necessario scegliere il peso dell’ancora.

Certo, alcune tipologie di ancora riescono a parità di peso a offrire – in determinante situazioni – un ancoraggio molto più stabile di un’ancora inadatta. In linea di massima, però, si parte sempre dal presupposto che per una barca di 6 metri è sufficiente un’ancora di circa 8-10 chilogrammi, laddove invece un barca di 10 metri richiede un peso di 14-16 chilogrammi. Le ancora più pesanti, intorno ai 30 chilogrammi, sono invece necessarie per le barche superiori ai 18 metri.

Quindi quale ancora scegliere?

15 ancore per la tua barca

Vediamo, dunque, tra quali ancore puoi concretamente scegliere per la tua barca, partendo per l’appunto dalla nostra +1, ovvero da un modello molto particolare.

+1 – L’ancora galleggiante

L’ancora galleggiante, quanto a forma, a materiali e a utilizzo, si discosta da qualsiasi altra ancora per barca. Si tratta, infatti, di un ancora destinata a rallentare e stabilizzare l’imbarcazione in condizioni meteo avverse, tenendo allo stesso tempo la prua (e la poppa) in posizione, così da non avere le onde che colpiscono lo scafo di traverso e avere di conseguenza una barca difficilmente governabile. Il funzionamento di questa ancora è intuitivo: l’effetto è un po’ quello del paracadute, e grazie alla sua superficie frena la barca. Spesso l’ancora galleggiante viene usata durante la pesca in drifting, quando la corrente e il vento portano a una velocità tale da compromettere la riuscita dell’attività, finendo per sollevare le esche impiombate.

2- L’ancora a ombrello

Ecco un’ancora pensata per barche piccole e per gommoni non troppo lunghi. Qui a vincere non è tanto la tenuta, quando invece l’ingombro davvero minimo. Il vantaggio dell’ancora a ombrello è infatti il suo meccanismo di apertura e chiusura, che ricorda per l’appunto quello del classico ombrello e che permette di riporre l’ancora a riposo praticamente ovunque. É disponibile in vari formati e quindi in diversi pesi, ma in tutti i casi si avrà un ancoraggio non particolarmente efficiente, con capacità di tenuta ridotte, eccezion fatta per i fondali prettamente rocciosi. Qui, grazie alle sue marre sottili, l’ancora a ombrello dà del suo meglio.

3- L’ancora Rockfish

Ecco un’altra ancora per natanti di dimensioni particolarmente ridotte. Se possibile, l’ancora Rockfish è ancora più semplice dell’ancora a ombrello: si tratta semplicemente di un tubo metallico provvisto di 4 rampini metallici – per questo viene chiamata anche ancora a rampino – che possono funzionare in modo sufficiente in presenza di fondali rocciosi o particolarmente ricchi di vegetazione. Anche in questo caso l’ingombro è ridotto, soprattutto poiché le marre appuntite possono essere spostate tutte su un unico piano.

4- L’ancora Danforth

Eccoci con la prima delle ancore ‘serie’ per barca. Si tratta di un’ancora con marre piatte che, come abbiamo visto, risultano particolarmente efficaci su fondali di fango e sabbia, laddove invece possono fare poco in caso di rocce e di vegetazione. Il vantaggio dell’ancora Danforth è quello di avere il diamante snodato, che permette dunque un certo movimento delle marre.

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5- L’ancora CQR

Ecco il capostipite di ancore oggigiorno estremamente diffuse, ovvero le ancore a vomere e o ad aratro. A progettare questa famosa ancora fu il matematico sir Geoffrey Ingram Taylor, nel 1933, che la battezzò CQR come contrazione della parola inglese ‘secure’. Qual è la peculiarità di questa tipologia di ancore? Proprio per assumere la posizione di un vomere, una volta arrivate sul fondale tendono a piegarsi, in modo da penetrare il fondale.

Questo si rivela particolarmente utile anche nei casi in cui l’ancora si trova ad arare e, quindi a perdere la presa e ad avanzare: anche in questo caso, l’ancora tenderà a piegarsi, e a inserirsi nuovamente nel fondale. Le ancore CQR funzionano bene su quasi tutti i fondali, eccezion fatta per i fondali con vegetazione – soprattutto per la leggerezza che contraddistingue queste ancore. Lewmar propone tra le altre anche delle ancore CQR in acciaio galvanizzato, per una maggiore protezione contro la corrosione.

6- L’ancora Delta

Ci sono principalmente due evoluzioni delle ancore CQR, ovvero l’ancora Bruce e l’ancora Delta. Si tratta sempre di ancore a vomere, le quali però non presentano lo snodo tra marre e fuso della progenitrice. L’ancora Delta è particolarmente apprezzata, inoltre, per assumere automaticamente la posizione giusta quando viene issata sul musone di prua. Lewmar propone diverse tipologie di ancore Delta, dai modelli in acciaio zincato a quelli in acciaio inox.

7- L’ancora Rocna

Ecco un’ancora della forma del tutto particolare, la quale, a pesi diversi, può essere usata per barche di qualsiasi dimensione. Si tratta di un’ancora con una marra unica appuntita, che funziona dunque bene sui fondali di sabbia ama anche – propria per questa punta – anche sulle rocce. Il rollbar che la distingue trova subito l’angolo giusto per penetrare il fondale.

8- L’ancora Spade

Semplice ma molto efficace, l’ancora Spade presenta una marra unica con baricentro basso e peso marcato, che garantisce un’ottima presa sul fondo e una generale stabilità: se si cerca un’ancora che non ara, la Spade è il modello giusto. Con il peso concentrato al di sotto della marra, l’ancora resta sempre in posizione, evitando sbandamenti che potrebbero rendere difficoltoso l’ancoraggio; per lo stesso motivo, questa ancora tende a penetrare piuttosto agevolmente anche i fondali più duri.

9- L’ancora Hall

Ecco un’altra ancora che punta in gran parte sul peso. L’ancora Hall presenta marre tozze, massicce e pesanti. Pur essendo molto pesante, questa ancora risulta però poco ingombrante, grazie alla sua estrema compattezza e al braccio snodato. Si tratta di un’ancora che, senza eccellere in nessun campo, può però dire la sua su tutti i tipi di fondali.

10- L’ancora Trefoil

L’ancora Trefoil è una derivata – peraltro quasi identica – dell’ancora Bruce, che a sua volta ci arriva dalla CQR. Si tratta dunque di un’ancora a vomere, che di distingue dalle altre per le due orecchie che si innalzano ai lati. Esistono anche dei modelli di ancora Trefoil con marra pieghevole, per renderla poco ingombrante. Come si può intuire, questa ancora funziona ottimamente su fondali di sabbia e fango, mentre mostra delle evidenti lacune in presenza di roccia.

11- L’ancora Fortress

Un’ancora dello stesso gruppo delle ancore Danforth. La Fortress, in particolare, è formidabile su fondali di sabbia e di fango, situazioni nelle quali, in molti test, è risultata la soluzione vincente, anche grazie alla possibilità di cambiare l’angolo tra marre e fuso. Grazie alla sua particolare forma e all’ingombro ridotto, l’ancora Fortess è molto spesso utilizzata come ancora di rispetto.

12- L’ancora Ammiragliato

L’abbiamo citata all’inizio dell’articolo. Si tratta di un modello di ancora decisamente antico, non particolarmente pratico e piuttosto ingombrante. Esistono però delle versioni di ancora Ammiragliato con marre pieghevoli, per ridurre in modo importante l’ingombro.

13- L’ancora Kobra

Dopo il grande classico dell’Ammiragliato citiamo un’altra novità, ovvero l’ancora Kobra, pensata per migliorare diversi aspetti. Parliamo di un’ancora disegnata con l’obiettivo preciso di avere un’ancora efficace anche a fronte di pesi ridotti, il che consente dunque di imbarcare un’ancora più leggera rispetto a quanto accadrebbe scegliendo dei modelli meno “smart”. Nello specifico la Kobra si distingue per un vomere importante, per una punta zavorrata e per la sua ripiegabilità (svitando l’apposito bullone). Il risultato è un’ancora ideale per i fondi sabbiosi, dove dona buona stabilità, riducendo il rischio di arare.

14 – L’ancora Plough

Inseriamo in questa lista, per completezza, anche l’ancora Plough, una parente molto stretta della già vista ancora C.Q.R, che presenta come si può notare a prima vista delle caratteristiche molto simili.

15- L’ancora Britany

Chiudiamo la nostra rassegna di ancore per barche da diporto con l’ancora Britany, che può essere inserita nello stesso gruppo delle ancora Fortress e Danforth. Parliamo di un’ancora piatta, semplice, che non presenta nessuna cassa di articolazione né rischi di bloccaggio, non temendo quindi né sassolini né fango.

scegliere ancora barca

Scegliere la catena

Non bisogna pensare che, una volta scelta l’ancora giusta, l’ancoraggio diventi automaticamente e senza ombra di dubbio semplice da praticare. Ci sono tanti altri elementi da valutare, tra i quali, ovviamente, compare anche la catena per ancora giusta. Possiamo infatti avere la migliore della ancore, ma se la catena risulterà troppo corta o troppo sottile, la nostra favolosa ancora non potrà che spedare e arare. Nel scegliere la catena giusta bisogna sempre pensare al fatto che l’ancora tiene nel momento in cui la trazione è parallela alla superficie del fondale, e quindi quando la catena è distesa. Per muoversi, in questa situazione, l’ancora dovrà spostare metri e metri di catena appoggiata su fango, sabbia e ciottoli, e dunque non sarà affatto facile.

Diversamente, se la catena è verticale, lo spedamento è estremamente semplice. In linea di massima, si tende a consigliare di avere sempre una catena lunga almeno 4 volte la profondità del fondale. Il peso della catena, se da un lato permette di avere un ancoraggio sicuro e funziona anche da ammortizzatore in ormeggi ventosi, dall’altro lato è anche ovviamente uno svantaggio, poiché, durante la navigazione, la catena è pur sempre nel gavone a prua a ‘rovinare’ l’assetto della barca.

Ecco quindi che, soprattutto per le barche inferiori ai 10-12 metri, si consiglia spesso di sostituire la catena con una cavo egualmente resistente ma più leggero. In ogni caso, va detto, gli ultimi 10 metri devono essere pur sempre di catena (l’eccezione alla regola sono ovviamente i casi in cui, armati di piccole ancore a ombrello o Rockfish, si voglia ormeggiare un piccolo natante: in quei casi, si potrà utilizzare un cavo totalmente di nylon, leggero e resistente).

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.
  1. Manca l’ancora Azarta !! Riguardo l’ancora Britany…., tiene meglio sull’erba rispetto Danforth che scivola di lato ma da test da noi eseguiti e test simili sono stati eseguiti dalla rivista Voiles risulta che Britany trazionando frontalmente su sabbia una volta raggiunta la tenuta massima si inclina ed esce dalla sabbia, nella nostra vasca test il modello da 14kg usciva tra i 500 e i 700 kg di trazione e questo dipendeva dal lato in cui era appoggiata…l’apertura delle marre da un lato misurava 28 gradi e dall’altro 32 invece dei 30.Saluti Stiven

    • Grazie per le specifiche Stiven.
      Ovviamente sono più di 15 i tipi di ancora esistenti e il numero aumenta se prendiamo in considerazione anche quelle del passato.
      In questo articolo abbiamo messo il focus sulle più conosciute, le più facili da reperire e con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
      Speriamo di esserti stati d’aiuto, Team HiNelson

    • Ciao Mauro,
      ti ringraziamo! Purtroppo non è sempre facile trovare delle foto esplicative e di qualità. Speriamo di aver descritto bene a parole ogni singola ancora menzionata.

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