Il check up del giubbotto salvagente? Lo facciamo gratis: ecco come [e perché]

Quando si pensa alle revisioni da fare nel mondo del diporto, la nostra mente va subito alla revisione della zattera di salvataggio, la quale, si sa, è obbligatoria per legge. Quella però non è l’unica revisione della quale un diportista dovrebbe ricordarsi: a bordo ci sono infatti diversi dispositivi per la sicurezza dell’equipaggio che dovrebbero essere controllati periodicamente per garantire il loro corretto funzionamento in caso di emergenza. Tra questi c’è il giubbotto salvagente, quello stesso giubbotto salvagente che, in caso di incidente in mare, può fare davvero la differenza. Non a caso il giubbotto di salvataggio è reso obbligatorio per tutte le barche che navigano oltre i 300 metri dalla costa. Ecco, anche lui deve essere revisionato periodicamente, per essere certi di poter contare su un aiuto concreto nel momento del bisogno: per questo motivo, oggi, parleremo del check up del giubbotto salvagente.

Sì, sappiamo già che la domanda di alcuni – o magari persino di tanti – sarà relativa all’obbligatorietà del check up del giubbotto salvagente. E allora rispondiamo subito che no, non è nata nessuna legge che introduce l’obbligatorietà della revisione del giubbotto di salvataggio, così come accade per l’appunto per la zattera. Questo non significa però che, laddove non arriva la legge, non possa arrivare il nostro buonsenso. Pensaci un po’: fino a qualche tempo fa, i giubbotti salvagente erano dei dispositivi statici, semplici, costituiti o da ingombranti stole in poliuretano espanso, oppure gonfiabili manualmente, e quindi in modo lento o poco sicuro.

Oggi, invece, i migliori giubbotti salvagente sono automatici: il loro funzionamento, dunque, non è semplicissimo, e non basta un’occhiata veloce per essere certi che, in caso di emergenza, un dato giubbotto funzioni. Pensa cosa potrebbe significare ritrovarsi nel momento sbagliato con un giubbotto di salvataggio che rifiuta di gonfiarsi! Per questo motivo, per l’appunto, è davvero il caso di pensare al check up del giubbotto salvagente, un appuntamento da non scordare. E pensa un po’: per chi acquista i magnifici giubbotti di salvataggio SL 180 di Plastimo sul nostro e-commerce, la revisione è totalmente gratuita! Qui sotto ti spiegheremo nel dettaglio come funziona il nostro check up del giubbotto salvagente autogonfiabile: prima, però, vediamo un po’ più da vicino perché questo passaggio è estremamente importante.

Check-up giubbotto salvagente: come sono fatti gli autogonfiabili

Sì, un tempo esistevano solo i giubbotti salvagente “semplici”. E in quel caso non serviva certo avere particolari competenze per capire il loro funzionamento, né per fare una revisione fai da te. Per i giubbotti a stola, di fatto, bastava controllare le cuciture, o poco più. Per quelli gonfiabili, invece, bastava controllare che le camere d’aria “tenessero”, che non ci fossero dunque delle forature, come si fa dunque con le camere d’aria delle biciclette. E con i giubbotti di salvataggio autogonfiabili? Qui la storia è più complicata. Sì, perché i giubbotti salvagente di questo tipo sono sì più sicuri, sì più confortevoli, sì meno ingombranti, ma anche, per l’appunto, più complessi.

Per capire come e perché fare un check up del giubbotto salvagente, quindi, è necessario capire quanto e come questi dispositivi sono complicati. Come funzionano quindi i giubbotti di salvataggio autogonfiabili?

Per capirlo bisogna scoprire quali sono gli elementi che compongono questi utilissimi dispositivi, che hanno permesso di ripensare completamente il modo di approcciarsi ai giubbotti d’emergenza. Si tratta infatti di oggetti che, quando sono a riposo, sono estremamente poco ingombranti: la vera essenza del giubbotto autogonfiabile, infatti, è “nascosta”. E, se durante le nostre navigazioni tutto andrà sempre liscio, resterà nascosta per sempre!

Quello che vediamo del nostro giubbotto salvagente è infatti l’apparato dell’imbracatura, e quindi la cintura e il nastro dorsale, nonché l’involucro esterno del salvagente. L’involucro esterno, il “vestito”, può essere di diversi materiali, di differenti colori, nonché completato con vari optional, quali tasche, ganci extra, luci e quant’altro. All’interno di esso si trova la camera gonfiabile, la quale è pensata per assumere una forma ergonomica una volta gonfiata, così da permettere alla persona che lo indossa di essere al sicuro – e quindi di galleggiare – e allo stesso tempo di potersi muovere con una certa comodità, senza impedimenti di alcun tipo.

E poi? E poi ovviamente c’è il sistema di gonfiaggio, ovvero il dispositivo che, in caso di bisogno, fa gonfiare in modo automatico la camera d’aria di cui sopra. Di per sé, il sistema di gonfiaggio è piuttosto semplice: si tratta infatti di una bomboletta di anidride carbonica, compressa, e quindi ad altra pressione, che al momento del bisogno viene aperta, per permettere il passaggio del gas all’interno della camera d’aria, così da permettere a quest’ultima di assumere la forma voluta e soprattutto di garantire il galleggiamento, grazie a una precisa spinta verso l’alto (espressa in Newton).

La parte complicata, quindi, non sta qui. No, il problema è piuttosto capire come questa bomboletta viene automaticamente “aperta”. Qual è il meccanismo che dà il via al gonfiaggio della cintura di salvataggio? É questo il punto, ed è proprio per la complessità di questo vantaggio che il check up del giubbotto salvagente è particolarmente importante!

Come scegliere il giubbotto salvagente

L’attivatore. Esatto, la parte che dà il via al gonfiaggio si chiama attivatore, ed è l’elemento che di fatto va a sostituire l’umano nel gonfiaggio del giubbotto salvagente. L’attivatore, quindi, ha il compito di gonfiare il salvagente nel momento in cui questo entra in acqua, o meglio, nel momento in cui finisce sott’acqua: non si vuole infatti che un giubbotto di salvataggio si gonfi accidentalmente per uno schizzo d’acqua!

Devi dunque sapere che esistono due tipologie distinte di attivatore. Da una parte abbiamo i giubbotti salvagente autogonfiabili con pastiglia di sale. Si tratta per l’appunto di dispositivi che poggiano tutto su una pastiglia di sale, la quale ha il compito di “segnalare” al sistema il momento in cui si è in acqua. Nel momento in cui la pastiglia di sale si bagna, infatti, inizia a sciogliersi. Ed è quello il momento giusto: in quell’istante infatti viene liberato un percussore a molla (che era tenuto immobile proprio dalla pastiglia di sale), il quale con il suo movimento violento va a bucare la bomboletta di anidride carbonica a pressione: il resto si è capito. Nei moderni giubbotti autogonfiabili a pastiglia di sale, bastano pochi secondi dopo il contatto con l’acqua per dare il via al gonfiamento.

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C’è però un ma. Sì, perché la pastiglia di sale potrebbe bagnarsi anche senza che nessuno sia caduto in mare. Non si tratta certo di qualche schizzo d’acqua, o di un po’ pioggia. Alcune onde particolarmente violente, però, potrebbero potenzialmente provocare lo scioglimento della pastiglia di sale, dando così il via al gonfiaggio del giubbotto di salvataggio senza che ce ne sia alcun bisogno.

Questo non accade nel caso dei giubbotto di salvataggio a gonfiaggio automatico idrostatico. Qui non c’è alcuna pastiglia di sale: l’attivatore segue infatti un approccio diametralmente differente. Qui l’umidità non ha alcuna importanza. A contare è invece la pressione idrostatica, con una valvola che riesce dunque a capire il momento esatto in cui la persona che indossa la cintura di salvataggio cade in acqua. Più precisamente, i moderni giubbotto salvagente a gonfiaggio automatico idrostatico si attivano nel momento in cui la valvola si trova circa 20 centimetri sott’acqua, così da rivelarsi estremamente sicure e reattive.

Perché fare la revisione del giubbotto di salvataggio

L’attivatore, quindi, è un dispositivo “difficile” e con degli aspetti delicati. Non si tratta, insomma, di un dispositivo che va lasciato a sé stesso, con la pretesa di avere una cintura di salvataggio perfettamente funzionante dopo anni di abbandono. Per questo motivo è fondamentale poter contare su un controllo check up del giubbotto salvagente: solo così si può essere certi di non ritrovarsi in mare – e di non far ritrovare in mare il proprio equipaggio – con un salvagente che non si gonfia.

Cosa potrebbe accadere? Cosa potrebbe andare a inficiare le funzionalità del giubbotto salvagente? Ebbene, per esempio, nel caso di un giubbotto automatico con pastiglia di sale stivato in un posto particolarmente umido, si potrebbe avere una pastiglia di sale parzialmente sciolta, umida, pronta a sciogliersi del tutto da un momento all’altro, così da portare a un gonfiaggio involontario nel momento sbagliato.

Ma non è tutto qui. Si dovrebbe pensare infatti al giubbotto di salvataggio anche come a un capo di abbigliamento, a qualcosa che viene usato nel tempo e che può quindi rovinarsi, come un normale giubbotto o come un’imbragatura: maggiore è l’impiego nel tempo, seppure senza gonfiaggi, maggiori sono le probabilità di ritrovarsi con un giubbotto che presenta strappi, cuciture rovinate, parti allentate, chiusure non del tutto sicure e via dicendo.

Tornando sul meccanismo di attivazione e di gonfiaggio, in caso di giubbotti non nuovi ci si potrebbe trovare ad avere a che fare con delle bombole di anidride carbonica scariche. Occhio: non stiamo parlando di bombolette che hanno subito delle perdite nel tempo, quanto invece di bombolette “scadute”, che dunque non possono più offrire la sicurezza di un gonfiaggio completo. Non esiste, in realtà, una scadenza precisa. I produttori consigliano però di sostituire la bomboletta ogni 5 o 6 anni (in genere): per capire quanto è vecchia la bomboletta, è sufficiente guardare sul suo bordo, dove è impressa la data di fabbricazione. Nel caso in cui siano presenti dei segni di usura o di “botte”, la bomboletta va sostituita immediatamente.

Non si può scordare, infine, la camera d’aria, ovvero il salvagente vero e proprio. Un attivatore in perfetto stato, un sistema di gonfiaggio in piena forma, sarebbero totalmente inutili se associati a una camera d’aria con una falla. Ecco quindi che anche quest’ultima deve essere controllata periodicamente, per esser certi di non avere un salvagente inutile.

Queste, di fatto, sono le “problematiche” principali che possono compromettere la funzionalità – e quindi l’utilità – di un giubbotto di salvataggio.

giubbotto salvagente Plastimo

Il giubbotto SL 180 di Plastimo

Bene, ora dovresti aver decisamente capito perché fare il check up del giubbotto salvagente è così importante. Come anticipato, noi offriamo un servizio di revisione del giubbotto gonfiabile, che è valido per tutti i giubbotti gonfiabili e autogonfiabili di qualunque brand. Normalmente questo è un servizio a pagamento. Per il giubbotto SL 180 di Plastimo, però, abbiamo deciso di fare un’eccezione: in questo caso, infatti, la revisione è gratuita. Prima di vedere come funziona il check up del giubbotto salvagente, quindi, vogliamo presentarti questo particolare giubbotto di salvataggio.

Abbiamo deciso di associare la revisione gratuita a questo particolare giubbotto salvagente e non ad altri perché siamo convinti si tratti di un giubbotto di alta qualità, estremamente pratico e comodo, oltre che sicuro. Intuitivo da indossare, è disegnato e confezionato per essere regolato alla perfezione, e quindi per risultare comodo davvero indosso a chiunque, grazie alle veloci regolazioni presenti a livello della vita e delle spalle. Il risultato è un giubbotto che può essere indossato davvero sempre, senza ingombrare e senza impedire nessun movimento.

Sul nostro e-commerce il giubbotto autogonfiabile SL 180 di Plastimo è fortemente scontato, con uno sconto che aumenta con il numero dei giubbotti acquistati. Disponibile sia nel modello Idrostatico Hammar che in quello Automatico Pro-Sensor (due attivatori ad ugual funzione ma di produttori differenti) presenta cinghie in poliestere, nodi morbidi in Dyneema, e offre una galleggiabilità di 180 Newton (ed è dunque perfetto per la navigazione senza limiti: oltre le 6 miglia dalla costa, infatti, sono obbligatori giubbotti con un minimo di 150 Newton). Il tutto realizzato con una tecnologia assolutamente esclusiva di casa Plastimo, una vera sicurezza!

Il check up del giubbotto salvagente, gratuito

Chi acquista il mitico giubbotto SL 180 di Plastimo può dunque contare sul nostro servizio di revisione gratuita. Questa promozione vale per i primi 24 mesi di vita del tuo giubbotto: alla tua richiesta, saremo noi ad attivarci per ritirarlo direttamente a casa tua, per restituirlo nel giro di 15-20 giorni lavorativi. Se tutto andrà bene, ti riconsegneremo il giubbotto revisionato, con la certezza di avere un giubbotto salvagente assolutamente perfetto, e pronto ad affrontare qualsiasi emergenza. In caso contrario, ti comunicheremo le eventuali sostituzioni o riparazioni da fare per avere un giubbotto pienamente efficace e sicuro.

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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