Big game: la pesca al tonno rosso

Ci sono tante prede che possono dare la piena soddisfazione a un pescatore: su questo non c’è dubbio. Però, altrettanto indubbiamente, ci sono dei pesci che restano al vertice dei desideri dei pescatori, e che non possono essere scalzati da nessun altro concorrente. E lì, in cima alla lista di chi pratica la pesca in barca nei nostri mari, c’è senz’altro lui, sua maestà il tonno rosso. Non si tratta, però, di un pesce in cui ci si imbatte a caso. Per pescare il tonno rosso, al contrario, è necessario essere preparati: mentalmente, fisicamente, legalmente e strutturalmente. Non è una preda facile, non è una passeggiata. Per pescare il tonno rosso ci sono tanti ostacoli da affrontare, non ultima la fatica di avere la meglio su questo pesce, capace di sfoderare una forza, una resistenza e un’energia che lasciano di stucco il neofita. Insomma, quando si parla di big game, nel Mediterraneo, ci si riferisce prima di tutto alla pesca al tonno rosso, la massima espressione della pesca in barca.

Oggi in questo vedremo insieme quali sono le caratteristiche del tonno rosso, quali sono le regole per pescare questo pesce in Italia, quali sono le canne da pesca per il drifting al tonno e, infine, come affrontare il big game al tonno rosso. Buona lettura!

Big Game Tonno Rosso: le caratteristiche principali

Non è un caso se lo definiscono come il re del Mediterraneo. Il tonno rosso – che per fare un filino di confusione in più viene chiamato anche tonno pinna blu – vive in acque tropicali, subtropicali e in acque temperate, nonché in mari interni come il nostro Mediterraneo. Fusiforme, idrodinamico, veloce nuotatore, predatore possente: il tonno rosso è il più grande tra gli scombridi.

A renderlo particolarmente famoso tra i pescatori – e non solo – sono per l’appunto le sue dimensioni. Questo pesce, in casi speciali, può persino raggiungere i 3 metri di lunghezza. Non è ovviamente questo il caso dei tonni che si pescano solitamente nel Mediterraneo, che hanno dimensioni decisamente più ridotte, ma è proprio così: esistono dei tonni più lunghi di 3 metri e pesanti oltre i 400 chilogrammi, veri e propri mostri dei mari. Si pensi che il tonno più grande mai pescato pesava la bellezza di 725 chilogrammi, praticamente quanto una mucca.

Ovviamente il peso e le dimensioni del tonno sono correlate strettamente alla sua età: a un anno il tonno raggiunge circa 70 centimetri di lunghezza, con un peso intorno ai 5 chilogrammi (durante i primi 12 mesi la crescita è impetuosa); dopo un altro anno, al secondo anno di età, si avrà un tonno di circa un metro, e sui 15 chilogrammi di peso; solo al terzo anno quello stesso tonno raggiungerà circa 125 centimetri e 25 chilogrammi di peso. Si tratterà, in ogni caso, di un “cucciolo”, dato che la vita media di un tonno rosso si aggira intorno ai 35 anni, con la crescita massima che si raggiunge dopo i 20-25 anni.

Come anticipato, il tonno rosso è un grande nuotatore, grazie anche alla sua forma idrodinamica, dove tutto sembra pensato appositamente per muoversi rapidamente: si pensi che le pinne pettorali di questo pesce fusiforme possono “rientrare” completamente, per eliminare ogni attrito superfluo. Tutto questo permette al tonno pinna blu di scorrazzare per i mari con punte di velocità superiori ai 70 chilometri orari. Va precisato che non è solo velocissimo, è anche instancabile, con migrazioni che possono diventare lunghissime, dal Mediterraneo fino al più profondo Oceano Atlantico.

Il tonno rosso vive due fasi: una gregaria, nella quale si unisce a grandi branchi, durante la stagione degli accoppiamenti, quando si dirige verso le aree di riproduzione (come il Golfo del Messico e il Mediterraneo) per riporre le uova in acque calde; e una erratica, dove abbandona il branco e si muove in piccoli gruppi. Il periodo riproduttivo del tonno inizia tra i 2 e i 4 anni di età.

Infine, sottolineiamo un’ultima informazione molto importante per i pescatori: i tonni sono pronti ad afferrare e a mangiare qualsiasi cosa galleggi in superficie, ma sono particolarmente ghiotti di alici e di sardine.

Le regole e le leggi in Italia per la pesca al tonno

La pesca, è noto, è regolata da tante regole diverse: ogni aspetto, ogni attività, trova delle leggi precise da seguire. Si possono usare al massimo 5 canne, è possibile catturare solo fino a 5 chilogrammi di pesce al giorno (fatta eccezione per la cattura di un pesce di peso superiore), è vietato usare fonti luminose… di regole il pescatore deve conoscerne parecchie, onde evitare pesanti sanzioni. E sì, ovviamente esistono parecchie regole da seguire anche per quanto riguarda la pesca al tonno rosso. Anzi, quando si affronta il big game al tonno ci sono davvero tante regole particolari da tenere a mente.

Prima di tutto, per la pesca al tonno ci sono delle date molto precise, con delle date di inizio e di fine della stagione di pesca al tonno per i pescatori ricreativi. Nel 2019, per dire, l’inizio e la fine erano fissati il 16 giugno e il 14 ottobre. Ma come ben sanno tutti i pescatori, quella del termine della stagione di pesca al tonno è una data di fatto inutile, per il semplice fatto che la quantità di tonni pescabili si esaurisce ben prima dell’autunno. La chiusura anticipata, infatti, è praticamente una regola nella regola: nel 2019 la stagione di pesca al tonno rosso si è chiusa il 6 agosto, nel 2018 la chiusura anticipata è arrivata il 10 agosto, nel 2017 l’1 agosto, nel 2016 persino il 27 luglio, e l’anno prima il 24 di luglio. Insomma, la stagione di pesca al tonno rosso può essere piuttosto breve. Questo perché ogni anno si fissa un tonnellaggio preciso pescabile: nel 2019 si parlava di 20,23 tonnellate complessive, un buon tonnellaggio, di quasi 2 tonnellate maggior rispetto quello dell’anno precedente. Si parla però pur sempre di poca cosa, visto che in Italia si contano circa 6.000 licenze. Dividendo il tonnellaggio per il numero delle licenze, in effetti, si capisce che, a rigor di logica, sono molti i pescatori che restano a bocca asciutta.

Sì, perché da tenere ben in considerazione, oltre ai paletti del periodo di pesca, ci sono anche i paletti relativi alla taglia minima del nostro tonno. È infatti possibile la cattura solamente dei tonni rossi di dimensioni maggiori ai 115 centimetri o, in alternativa, di peso superiore ai 30 chilogrammi, senza alcuna tolleranza, e sempre e solo uno al giorno per ogni imbarcazione. Va sottolineato che il pesce non può essere eviscerato prima dello sbarco e che la lunghezza del tonno rosso – come descritto puntigliosamente in una circolare ministeriale – deve essere presa dall’estremità della mascella superiore all’estremità del raggio più corto della coda, e quindi al centro della forca. La mascella inferiore e le punte della coda, quindi, non contribuiscono alla misura da tenere in considerazione.

È possibile darsi alla pesca del tonno rosso solo se minuti dell’apposita autorizzazione rilasciata della Capitaneria di porto. Si tratta di un documento gratuito, della durata di 3 anni, che viene conferito non alla persona, quanto alla barca. Questo significa che, per esempio, i sub che si immergono dalla riva senza mezzo d’appoggio non possono assolutamente catturare un tonno rosso.

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La cattura va comunicata immediatamente alla Capitaneria di porto, e in ogni caso prima di accedere in porto, il quale deve essere in ogni caso autorizzato per lo sbarco del tonno rosso (non tutti lo sono). Non è tutto qui: nelle 24 ore successive è obbligatorio trasmettere all’autorità marina del porto di sbarco la dichiarazione di cattura.

Le regole sono dunque tante e precise, ma è bene seguirle con cura: la semplice violazione delle norme della pesca sportiva può portare a un’ammenda da 1.000 a 3.000 euro. Chi oltrepassa i limiti di pescato quotidiano rischia una multa di 3.000 euro fino ai 10 chilogrammi totali, per arrivare a sanzioni di 50.000 euro oltre i 50 chilogrammi di pescato extra.

Scegliere la canna da pesca giusta per il tonno rosso

Controllate le regole per la pesca al tonno rosso in Italia, avviciniamoci di un altro passetto al big game per eccellenza: quale canna da pesca serve per pescare il tonno pinna blu? Di variabili, in risposta a questa domanda, ne entrano in gioco parecchie. Per prima cosa, va definita la tipologia di big game che si vorrà fare, se da seduti su una sedia da combattimento, oppure se in piedi, (stand-up): le canne da pesca per la sedia da combattimento sono piuttosto lunghe, tendenzialmente oltre i due metri, e permettono un pompaggio con un dispendio di energia ridotto (se è possibile parlare in questi termini quando si tratta di big game al tonno rosso);

Le canne da stand-up, e quindi per il big game in piedi, sono invece più corte, per l’appunto per non affaticare eccessivamente il pescatore che non può contare sull’aiuto della sedia. È assolutamente fondamentale in questo indossare una panciera da combattimento per assicurare il mulinello e per ripartire lo sforzo tra parte bassa della schiena e cosce, per facilitare ulteriormente il pompaggio si opta per l’uso del giubbetto da combattimento e della cintura da combattimento, che permette di fare forza con l’intero corpo, oltre che con le braccia.

A prescindere dalla tipologia, va sottolineato che è impossibile affrontare il big game al tonno rosso con delle canne da pesca di bassa qualità o particolarmente economiche: non poter contare su una buona resistenza o su un buon rientro della fase di pompaggio vuol dire non avere nessuna possibilità di catturare dei pesci forti come il tonno rosso, che con la sua potenza finisce per “svirgolare” le canne più deboli. Non si parla solo delle canne da pesca: anche il mulinello scelto deve essere di qualità, per non ritrovarsi durante il big game con una frizione non collaborativa, che andrebbe ad allungare in modo insopportabile la lotta, sia per il pescatore che per il tonno: quest’ultimo difatti potrebbe stremarsi e in casi non troppo rari, morire (soprattutto nel caso di successivo rilascio).

Meglio, quindi, non risparmiare troppo. Se è quindi vero che il drifting al tonno rosso si compie solitamente con quattro o cinque canne, in caso di budget insufficiente, anziché scegliere cinque canne di qualità bassa, è molto meglio optare per due o tre canne di alta gamma, per ridurre al minimo la possibilità di rotture o di faticosi insuccessi. Uno degli errori commessi soprattutto dai principianti del Big Game è proprio quello di affidarsi ad una attrezzatura piuttosto economica, che potrebbe portare, in caso di un combattimento con un tonno di grossa taglia, ad “esplodere” letteralmente la canna utilizzata, provocando, in alcuni casi, dei seri infortuni al pescatore.

La lenza per il tonno rosso

Vale la pena dedicare qualche parola anche alla lenza con cui caricare il mulinello nel momento in cui si affronta il drifting al tonno rosso. Come si può immaginare a partire da quanto detto sopra, il consiglio – oppure il comandamento – è quello di non risparmiare. Per tre motivi. Prima di tutto, perché la rottura di una lenza in fase di combattimento può compromettere un’intera uscita; in secondo luogo, perché la stessa rottura della lenza può essere pericolosa, causando uno squilibrio improvviso con probabili cadute; infine, perché una lenza che si spezza nei pressi della canna significa avere un tonno che scappa con decine di metri di filo attaccati alla bocca, decretando di fatto stenti e quindi morte per la povera preda. Ecco allora che la lenza per il drifiting al tonno rosso è un filo in nylon di alta qualità, elastico ma non troppo, resistente alle abrasioni pur vantando un’alta tenuta dei nodi. Il consiglio, quanto alla resistenza, è di optare per delle lenze con carico di rottura compreso tra le 50 e le 80 lb, calcolato in base ai pesi dei tonni rossi che abitano i nostri mari.

Big game al tonno rosso

Come è noto, la pesca al tonno rosso inizia lì dove i fondali sono di minimo 30 – 40 metri di profondità, in zone di pesca scelte in base a esperienze, tipo di fondale e movimenti (visti di persona o attraverso l’ecoscandaglio). A quel punto l’azione di pesca ha inizio, come abbiamo visto nel post dedicato al drifting: si comincia con una strisciata di sarde intere e di pezzi di sarde, per poi calare in mare le lenze, senza mai smettere di pasturare (non bisogna esagerare, ma è necessario anche pensare che parliamo di tonni, e quindi di pesci che difficilmente si saziano tanto da allontanarsi da una buona pasturazione)

A un certo punto, se tutto va bene, uno dei mulinelli dovrebbe iniziare a emettere il tipico, bramato rumore della lenza che corre. Bisogna muoversi veloci ma in modo coordinato, recuperando le lenze delle altre canne e indossando il giubbetto – la panciera da combattimento. Se nella sua corsa il tonno si è portato via tanto filo, è il caso di accendere il motore della barca e recuperarne un po‘. Il recupero, in ogni caso, deve continuare fino a quando non vedremo affiorare il tonno.

Dapprima bisogna ammortizzare l’azione, usando la frizione e il movimento stesso della barca (se necessario) per “assecondare” le fughe del tonno, per stancarlo. Quando capirà che queste fughe non portano a nulla, il predatore si porterà al di sotto della barca, ed è qui che inizia il vero big game al tonno rosso: dapprima si direziona la barca in modo ottimale per avere il tonno in verticale in una “comoda” posizione, e poi si inizia a pompare in modo continuo – a questo punto la fatica si fa sentire – con la lenza tesa che riporta il “ritmo” della nuotata del pesce.

Più vicino sarà il tonno, più veloci e violenti saranno i suoi strattoni e i suoi cambi di direzione: bisogna tenergli testa senza però avere fretta, fino a quando, al culmine del big game, il tonno rosso sarà finalmente a portata, per l’ultimo sforzo decisivo.

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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