Manutenzione della timoneria: i frenelli

Quando si parla della timoneria della barca a vela il mondo si divide in due grandi gruppi: da una parte ci sono i timoni a barra, dall’altra i timoni a ruota. Non esistono regole fisse che dicono qual è il migliore. In linea di massima i timoni a ruota sono montati sulle barche più grandi, tendenzialmente dai 9-10 metri in su, sono facili da usare e tendenzialmente meno precisi; i timoni a barra, da parte loro, sono controintuitivi (spostando il timone la barca va a sinistra, e viceversa) e sono montati tendenzialmente sulle barche più piccole, nonché su quelle che sono chiamate a effettuare lunghissimi tragitti. Pensiamo per esempio ai quegli audaci naviganti a vela che partono per il giro del mondo: la prassi in questo caso è affidarsi al timone a barra, estremamente semplice a livello strutturale, senza avere quindi tante diverse parti soggette a usura o a rottura. Quando si parla di timone a ruota – o a due ruote – gli elementi che compongono la timoneria si moltiplicano: parliamo di pulegge, di cavi, di frenelli e via dicendo. Ed è per l’appunto proprio della manutenzione dei frenelli che vogliamo parlare quest’oggi: buona lettura!

Frenelli del timone, cosa sono

Vediamo quindi per chiarezza cosa sono i frenelli del timone. Si tratta di fatto, in parole estremamente semplici, di qui cavi metallici che sono deputati a trasferire il movimento della ruota del timone al timone stesso: avremo quindi una catena “appoggiata” al perno della ruota che trasmette la sua rotazione ai frenelli, i quali attraverso un sistema di pulegge permettono di trasmettere questo movimento al timone stesso. Sapendo quindi che il movimento del timone viene imposto attraverso i frenelli, si capisce quanto sia importante avere dei frenelli in buone condizioni e montati bene per godere di un timone preciso e comodo da usare, senza fatica. Trovarsi di fronte alla rottura di un frenello in navigazione può essere drammatico: certo, è sempre possibile ricorrere al timone di emergenza – ovvero alla barra che trasforma il timone a ruota in timone a barra, bypassando i frenelli – ma la rottura nel momento sbagliato può trasformarsi in una catastrofe!

Come scegliere i frenelli

I frenelli standard di un timone sono di fatto dei cavi in acciaio a 7 legnoli e 19 trefoli. Il risultato è quindi un cavo molto resistente che però riesce a essere ancora sufficientemente flessibile per muoversi senza problemi tra una puleggia e l’altra. I frenelli possono essere in ogni modo definiti da una lunga serie di caratteristiche: possono variare quanto a diametro, da misurarsi con un calibro; possono variare quanto a numero di legnoli e di trefoli, in modo da avere resistenze e flessibilità differenti; può cambiare il senso di avvolgimento, che può essere destro o sinistro; e infine può variare il carico di rottura, che deve comunque sempre essere maggiore rispetto al carico minimo indicato dal costruttore della timoneria.

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Cosa controllare a livello dei cavi del timone

Gli elementi della timoneria della barca sono tanti e diversi, e richiedono dei controlli regolari nel tempo per avere la certezza di non ritrovarsi con un timone danneggiato nel momento sbagliato. Pensiamo per esempio al tipico timone a ruota con immediatamente al di sotto una finestrella che mostra i due “capi” dei frenelli, appesi a una catena; ebbene, in una timoneria perfettamente montata i due capi, con timone in posizione neutra, dovrebbero essere alla stessa altezza. In caso contrario la fine corsa potrebbe essere rappresentata non dal cavo apposito collegato di sotto all’albero della timoneria, quanto invece dall’occhiello stesso del frenello posto “troppo in alto”. Ma i veri controlli sulla salute dei frenelli devono essere fatti lì dove di solito non si guarda, al cospetto della timoneria: lì dovremo contollare la tensione dei cavi del timone, che deve essere sufficiente per mantenere i cavi in sede ma non eccessiva, per non stressare troppo né i frenelli né la struttura nel suo complesso (è possibile regolare la tensione lavorando sugli appositi dadi). È poi bene controllare l’integrità dei frenelli, soprattutto in corrispondenza delle pulegge: nel momento i cui si presentassero significativi fili rotti (sopra al 30%), sarà necessario prendere in seria considerazione la sostituzione del frenello. Altro sintomo che dovrebbe condurre alla sostituzione del frenello è la riduzione del diametro, per via di uno schiacciamento eccessivo. Per evitare danni di questo tipo, in ogni caso, è bene assicurarsi che gli angoli che i frenelli devono fare tra una puleggia e l’altra non siano eccessivi, preferendo in ogni caso delle pulegge di diametro generoso. I cavi in questione devono infine essere sempre ben lubrificati, per ridurre al minimo l’attrito e aumentare la loro resistenza nel tempo.

 

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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