Ecoscandaglio per pesca, le 5 funzioni che non possono mancare

La scelta dell’ecoscandaglio per pesca è allo stesso tempo divertente, affascinante e difficoltosa. Il motivo è semplice: i fattori da considerare prima di effettuare l’acquisto sono tantissimi, e ognuno ha esigenze differenti. Quali sono le prede preferite? Quale tecnica di pesca si preferisce? Su quale barca verrà montato l’ecoscandaglio? Si pesca sempre nei medesimi luoghi, o ci si sposta spesso alla scoperta di nuovi spot? Qual è il budget a disposizione? Una cosa è certa: laddove possibile, optare per un display multifunzione di ultima generazione in luogo del semplice ecoscandaglio permette di fare un notevole salto di qualità, per avere a disposizione diverse funzioni in più. Ma quali sono nello specifico le funzioni che non dovrebbero mai mancare in un ecoscandaglio per pesca in mare davvero completo? Ecco una selezione da tenere a mente al momento dell’acquisto!

Ecoscandaglio per pesca: le 5 funzioni indispensabili

Gli ecoscandagli per pesca in mare di ultima generazione mettono a disposizione parecchie funzioni, facendo impallidire i più semplici e datati fishfinder. Di certo però non è sempre facile orientarsi tra le peculiarità dei diversi dispositivi per trovare il miglior ecoscandaglio da pesca per la propria barca. Vediamo quindi come promesso le 5 funzioni a cui non dovresti rinunciare all’acquisto di un display multifunzione, con l’aiuto e i consigli di un esperto d’eccezione!

La funzione zoom per evidenziare i target nella fascia d’acqua d’interesse

Non tutti i pesci si trovano alla medesima profondità. Alcuni si muovono nei pressi della superficie, altri se ne stanno vicini al fondale, e via dicendo. Il pescatore esperto, in base al proprio target, sa benissimo qual è la fascia alla quale deve puntare: come ci spiega Emiliano Gabrielli (guida e divulgatore di pesca, Raymarine Pro Ambassador per la pesca nonché azzurro della Nazionale Italiana di Big Game Fishing) «se per esempio siamo alla ricerca di pesci bentonici, e quindi entro i 10 metri più vicini al fondo, è fondamentale concentrarsi su questa fascia d’acqua». Come tradurre questa esigenza a livello dell’immagine restituita dall’ecoscandaglio? Ad aiutarci in questo caso è la funzione zoom, la quale mette in evidenza la profondità desiderata. «Grazie a questa funzione» sottolinea Gabrielli «ci concentriamo sulla fascia d’acqua di nostro interesse, permettendoci di ottenere esattamente i dettagli che stiamo cercando». Ecco allora che sarà possibile zoomare sui primi 20 metri dalla superficie, oppure concentrarsi sul fondale, o ancora, scandagliare le profondità intermedie e via dicendo.

La funzione di salvataggio dei waypoint (ad alta precisione)

Ci sono zone di pesca che fruttano particolarmente e bene, e che per nessun motivo si vogliono scordare o perdere. Ecco che allora entra in gioco il GPS dell’ecoscandaglio, che permette come è noto di salvare i waypoint, così da poter impostare in futuro la rotta verso quel preciso luogo. Occhio, però: non sempre la posizione salvata è davvero così scrupolosamente corretta, con dei GPS che presentano un ampio margine di errore. «È invece fondamentale nell’attività di pesca in mare avere la possibilità di salvare in modo preciso, facile e veloce i waypoint» spiega Gabrielli, sottolineando che «i migliori display permettono di farlo semplicemente premendo un tasto, oppure, in caso di schermi touch, poggiando il dito sul display». A fare la differenza è la qualità dell’antenna GPS, la quale nei migliori ecoscandagli garantisce una precisione fino a pochi anni fa semplicemente impensabile: in questo modo si avrà la certezza di tornare effettivamente al punto desiderato.

ecoscandaglio di ultima generazione

La funzione di salvataggio tracce dell’ecoscandaglio per pesca

Ci sono pescatori che non sono interessati semplicemente a dei punti di mare. Talvolta infatti l’interesse non è concentrato su un unico luogo contrassegnato da coordinate statiche, quanto invece sulle rotte. «Talvolta, pescando a traina col vivo, oppure trainando in altura, restiamo favorevolmente colpiti dalla bontà di una traccia che stiamo percorrendo» spiega Gabrielli «ed è quindi assolutamente razionale cercare un modo per memorizzare quel medesimo percorso in mare. Ecco che allora i plotter che consentono di salvare oltre ai waypoint anche le tracce offrono un servizio di grande qualità al pescatore in barca». Non va inoltre trascurato il fatto che, in presenza di autopilota, sarà poi possibile inserire direttamente la traccia, in modo da ripercorrerla in automatico e ricalcare le proprie orme: ci sono alte probabilità che così facendo ritroveremo i pesci già identificati in precedenza.

Da non perdere:   Filo da pesca: scegliere la lenza

Alta definizione dei pesci target (anche sul fondo)

Lo scopo principale dell’ecoscandaglio per la pesca in mare lo conosciamo tutti: questi dispositivi ci permettono di vedere al di sotto della superficie, per scoprire quali pesci si muovono sotto al nostro scafo. Il problema, però, è che non sempre le immagini restituite dai display permettono effettivamente di identificare i pesci. Talvolta è per una non perfetta capacità di lettura dell’immagine da parte del pescatore, tante altre volte è per via di una scarsa qualità dell’immagine restituita dall’ecoscandaglio o dal fishfinder. «Già da qualche anno Raymarine basa i prodotti per la pesca su tecnologia CHIRP, con diverse frequenze e capacità di definizione dei target molto alta» spiega Gabrielli, evidenziando il fatto che «tale definizione altamente dettagliata ci consente di vedere, per esempio, marcature anche poco distanti dal fondo, lì dove i dettagli sono tipicamente molto difficili da visualizzare e da distinguere».

La funzione storico dell’ecoscandaglio

Gli ecoscandagli ci danno tantissime informazioni che, senza display, non ci potremmo nemmeno immaginare. Il problema è che noi non possiamo immagazzinare che una frazione ridottissima di tutti questi dati e di tutte queste informazioni, che finiscono quindi in parte sprecate, in parte perdute. Qualcuno ci ha però pensato: come ci ricorda Emiliano Gabrielli, «ormai già da qualche anno Raymarine ha introdotto all’interno dei display multifunzione Axiom la funzione dello storico. Questo vuol dire che tutto quello che viene evidenziato sullo schermo può essere registrato; tale funzione risulta particolarmente utile tutte quelle volte in cui, per un motivo o per l’altro, la nostra attenzione non è concentrata sul display». Pensiamo per esempio a quando siamo alle prese con le lenze o con gli ami, e che quindi i nostri occhi perdono di vista per 30 secondi o per un minuto lo schermo: «basta una breve distrazione per lasciarsi scappare un target importante» chiosa Gabrielli «e grazie a questa funzione possiamo tornare sul nostro display e ripercorrere ciò che è stato registrato, per avere la certezza di non perderci nessuna grossa opportunità». Va peraltro sottolineato che la stessa funzione storico dell’ecoscandaglio da pesca di ultima generazione consente di salvare dei waypoint georeferenziati.

Il tipo di ecoscandaglio fa la differenza

Fino a qualche anno fa si poteva semplicemente dire che a fare la differenza era la presenza di un ecoscandaglio. Oggi, con il moltiplicarsi delle funzionalità nei display di ultima generazione, a fare la differenza è piuttosto il tipo di dispositivo, con i migliori ecoscandagli da pesca in mare che moltiplicano le possibilità del pescatore: strumenti come zoom, waypoint, salvataggio tracce, HD e storico portano l’attività di pesca a un altro livello.

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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