Come usare il mezzo marinaio per il recupero delle cime

Chi non si muove su piccole derive o su tender, sa molto bene quanto possa essere difficile sporgersi dalle murate della barca per recuperare delle cime o altri prodotti caduti o posizionati sulla superficie del mare. Essendo questa una necessità tutt’altro che eccezionale nel mondo della nautica – si pensi alle operazioni di ormeggio – è buona norma per ogni unità avere a bordo un mezzo marinaio, da utilizzare per l’appunto per il recupero delle cime d’ormeggio, di gavitelli e via dicendo. Oggi vediamo quindi come usare il mezzo marinaio nel modo giusto e come sceglierlo, in base alle proprie necessità.

Cos’è il mezzo marinaio

Per i neofiti della nautica può essere utile, prima ancora di imparare come usare il mezzo marinaio, capire cos’è questo accessorio: chi non è pratico del mondo della navigazione potrebbe intravedere una certa somiglianza tra i modelli classici di mezzo marinaio e le lunghe picche utilizzate negli eserciti del passato, e forse come vedremo è proprio da lì che i modelli più moderni hanno preso questa peculiare e funzionale forma. Ma come mai questo oggetto si chiama in questo modo così particolare?

In realtà è più semplice di quanto si potrebbe pensare: lo scopo di questo accessorio per barche è quello di “sostituire” un membro dell’equipaggio, ovvero il giovanotto di coperta (il mozzo per intenderci), deputato tra le altre cose alla posa delle cime di ormeggio; ebbene, il mezzo marinaio permette di facilitare la vita di chi non può contare sull’aiuto di un mozzo, presentandosi per l’appunto come un “mezzo” membro dell’equipaggio. Ci sarebbe inoltre una spiegazione etimologica più nobile ed esatta: in latino il mozzo veniva indicato con il termine “mesonauta”, dal quale per l’appunto “mezzomarinaio”.

Va peraltro detto che questo accessorio viene chiamato anche con altri nomi, ovvero mezzo marinario, mezzomarinaio (tutto attaccato), alighiero, gaffa o gancio di accosto. La forma della parte finale è pressappoco sempre la medesima: una punta accompagnata su un fianco da un gancio rivolto verso il basso, così studiato per l’appunto per facilitare “l’aggancio”.

Come usare il mezzo marinaio per recuperare le cime

Vediamo ora come usare il mezzo marinaio: una gaffa come detto presenta una lunga asta, tipicamente galleggiante, la quale permette di aumentare di parecchio il raggio d’azione di chi si muove sulla coperta della barca. Il suo utilizzo per recuperare delle cime di ormeggio in acqua, dei gavitelli, dei corpi morti o persino degli oggetti caduti in acqua – a patto che siano essi stessi galleggianti – è di per sé banale: non si dovrà fare altro che brandire la gaffa in direzione dell’oggetto desiderato e, servendosi del gancio laterale, tirarlo a sé. Va peraltro detto che la medesima gaffa può essere utilizzata non solo per recuperare delle cime, ma anche per posizionarle più comodamente. Il mezzo marinaio, però, non serve solo e unicamente a gestire le cime di ormeggio!

guida all'uso del mezzo marinaio o gancio d'accosto

Altri utilizzi del mezzo marinaro

A bordo di una barca non si dovrebbe mai sprecare spazio. Non stupisce quindi scoprire che alcuni accessori vengano comunemente utilizzati per assolvere a diverse funzioni. Ed è questo il caso dello stesso mezzo marinaro, che viene spesso impiegato per attività differenti. Basti pensare per esempio al fatto che la somiglianza tra gaffa e picche militari sarebbe da ricondurre a un uso particolare di questi oggetti nel XVIII, quando venivano utilizzati anche come picche d’abbordaggio (il termine alighiero, usato di tanto in tanto per indicare il mezzo marinaio, deriverebbe infatti da un termine dell’antico germanico per indicare “una nobile lancia”)

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Di certo oggigiorno sulle nostre barche non utilizziamo il mezzo marinaio come picca d’abbordaggio, per attaccare le barche altrui. Ma lo possiamo utilizzare per spostare la barca lateralmente durante l’ormeggio, per tenerla per esempio lontana da degli scogli o da delle banchine; può inoltre essere molto utile per recuperare e posizionare a bordo tender o SUP, così come può rivelarsi utile per passare eventuali oggetti leggeri dalla coperta alla banchina, e viceversa.  Ma attenzione: negli ultimi anni, per rendere l’utilizzo del mezzo marinaio ancora più funzionale, sono stati introdotti dei nuovi tipi di gaffa. Vediamo quali.

I diversi tipi di mezzo marinaio

  • Il mezzo marinaio classico: il mezzo marinaio classico si presenta come un’asta fissa, nelle sue forme più tradizionali con testa in metallo e manico in legno; nella sua forma più moderna si presenta invece con un’asta in alluminio ed eventualmente con un gancio in plastica, nylono o altri materiali leggeri ma resistenti.
  • Il mezzo marinaio telescopico: per ridurre l’ingombro a bordo è possibile acquistare un mezzo marinaio telescopico, e quindi allungabile e accorciabile, per poter essere riposto comodamente nel gavone della barca quando non utilizzato. Il consiglio, per chi si muove su barche non piccole, è quello di avere a bordo sia un modello fisso che un modello telescopico (o tritelescopico) , così da non trovarsi mai in difficoltà.
  • Il mezzo marinaio intelligente: e se la caffa potesse fare di più che semplicemente “portare” o “recuperare” una cima? Negli ultimi anni sono stati proposto dei ganci d’accosto smart, che permettono per esempio – con un solo movimento – di agganciare l’occhio del gavitello e di recuperare a doppino la cima d’ormeggio.

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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