Come e quando usare razzi e boette fumogene in barca

Figurano tra le dotazioni di sicurezza obbligatorie a bordo della nostra barca, possono fare la differenza e salvare delle vite in caso di emergenza in mare. Eppure non sono molti i diportisti che sanno come e quando usare razzi e boette fumogene in modo efficiente e sicuro: come vedremo tra poco, del resto, non è un caso se nessuno o quasi di noi abbia effettuato delle reali prove su come usare razzi di segnalazioni e boette luminose. Ci dobbiamo accontentare, insomma, della teoria, ed è proprio questo che vedremo oggi. Spiegheremo quando devono essere usate le boette fumogene e quando i fuochi a mano e i razzi a paracadute, e vedremo come usare questi segnalatori d’emergenza in modo efficace, di modo da non sprecare nessuno strumento a nostra disposizione per aiutare i soccorsi.

Come e quando usare razzi e boette fumogene: ecco perché non si fanno prove

Nessuna scuola velica, al momento delle lezioni per la patente nautica, effettua delle prove pratiche per mostrare come e quando usare razzi e boette fumogene. Per quale motivo? Per il costo dei fuochi a mano? Forse, ma non sono certo le poche decine d’euro che corrispondono al prezzo di un kit di segnali di soccorso per barche che non permettono queste lezioni. Il fatto è che per poter effettuare delle esercitazioni si dovrebbero avvisare ogni volta le autorità, di modo che non scattino automaticamente degli allarmi. Bisogna poi sottolineare che, parlando di fuochi di segnalazione, si parla sì di strumenti estremamente utili, ma anche di accessori pericolosi. Un razzo a paracadute di segnalazione raggiunge una temperatura d’innesco che supera i 300 gradi centigradi, e può incendiare praticamente qualsiasi cosa incontri lungo il suo percorso. Questo rischio taglia di fatto ogni utilizzo non necessario e non emergenziale dei razzi.

Come e quando usare le boette fumogene

Per prima cosa va detto che le boette fumogene, come gli altri fuochi di segnalazione, rappresentano il passo estremo, un vero e proprio “mayday”, la più urgente delle richieste di soccorso. Prima di pensare a usare boette fumogene e razzi il diportista dovrebbe chiedere aiuto utilizzando la propria radio VHF, la quale peraltro permette di effettuare una comunicazione più chiara e di dare dati più precisi per individuare la propria barca o la propria zattera di salvataggio. Purtroppo, però, in alcuni disgraziati casi, arriva il momento in cui si devono utilizzare anche le boette fumogene. Bisogna partire dal presupposto per cui si tratta di segnali di soccorso diurni, da usare cioè durante il giorno. Cosa fanno infatti le boette fumogene una volta accese? Semplice: rilasciano del fumo arancione molto denso, delle colonne di fumo colorato che si innalzano in cielo e che risultano perfettamente visibili durante il giorno, fino a 5 miglia di distanza circa. Va peraltro detto che le boette fumogene non durano moltissimo: in media il rilascio di fumo dura circa per 3 minuti. Utilizzare le boette fumogene non è particolarmente difficile: è sufficiente aprirle, svitando l’apposito tappo, e tirare forte l’anello a strappo, per poi gettarle immediatamente in mare. In pochi istanti infatti inizierà a fuoriuscire il fumo, che potrebbe causare ustioni a chi dovesse attardare il lancio; non si deve temere di “spegnere” la boetta fumogena con un lancio sbagliato, in quanto continuerà a emettere il fumo anche se bagnata o capovolta.

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Ma quando usare la boetta fumogena? Vista la sua visibilità piuttosto ridotta e la sua breve durata, va accesa solo nel momento in cui ci si trova lungo la costa, o nel momento in cui si avvista un’imbarcazione non troppo lontana. Può inoltre essere usata nel caso in cui ci sia un elicottero in vicinanza, per aiutare i soccorritori a individuare la posizione esatta e a capire la direzione del vento.

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Come e quando usare i razzi di segnalazione

Partiamo con i fuochi a mano: si tratta di strumenti di segnalazioni notturni, che devono quindi essere usati di notte in luogo delle boette fumogene per mostrare la propria postazione. Anche l’accensione dei fuochi a mano è molto veloce: anche in questo caso si deve svitare un tappo e attivare l’accensione con un solo gesto. La luce prodotta è molto forte (si parla dell’equivalente di oltre 15.000 candele). Come si può immaginare, per rendere più efficaci i fuochi a mano è bene tenerli in alto, per renderli ancora più visibili dai soccorritori: la luce dura per circa 1 minuto.

È più difficoltoso l’uso dei razzi di segnalazione veri e propri, ovvero dei razzi a paracadute, i quali necessitano dell’apposita pistola spararazzi. I razzi di segnalazione vanno usati quando ci si vuole rendere visibili da soccorritori molto lontani, che non potrebbero scorgere né le boette fumogene né i fuochi a mano: si tratta infatti di razzi capaci di raggiungere i 300 metri di altezza, per poi scendere lentamente. Se lanciati in modo corretto (verticali ma non troppo, sottovento) i razzi di segnalazione possono essere viti fino a 25 miglia di distanza. Si consiglia di lasciare delle lunghe pause tra i lanci dei razzi, per aumentare la loro efficacia.

Ora sai come e quando usare razzi e boette fumogene in caso di emergenza: la speranza è, in ogni caso, quella di non dovere mai utilizzare queste dotazioni di sicurezza!

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Scritto da
Nicola Andreatta
Nicola Andreatta
Copywriter dal 2014, trentino dal 1987. La passione per la nautica è nata sulla prua di una piccola barca a vela sfrecciante nel lago di Caldonazzo: da allora è continuata a crescere, insieme alla sempre presente voglia di imparare - e condividere - qualcosa di nuovo su questo affascinante mondo.

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