Armare la randa: una guida completa a cosa fare e cosa evitare

A bordo di qualsiasi barca a vela di dimensioni più o meno rilevanti, la randa e il boma sono elementi fondamentali per la navigazione e per la manovra in tutte le condizioni di mare. 

Bisogna comunque tenere conto che esistono diversi tipi di randa che si possono usare a seconda del vento, del contesto e del tipo di imbarcazione. In questo articolo daremo un’occhiata a tutto quel che c’è da sapere su come poter armare i più comuni tipi di randa per le barche a vela.

Come armare la randa sulla propria barca a vela

La domanda che a questo punto è naturale porsi è: come si fa ad armare la randa? Vedremo nel paragrafo successivo che esistono diversi modi per farlo, ma in generale è possibile evidenziare alcuni passaggi che in linea di massima vengono sempre rispettati.

Collegando la borosa all’angolo di mura, si passa a tesare la base e chiudere lo stopper apposito della scotta ricordando che la posizione del punto di mura si trova sul boma e nello specifico sulla varea, per armare la randa è sufficiente cazzare il meolo e inserire la tavoletta nella tasca dedicata posizionata sulla parte più alta dell’albero.

Componenti come il carrello randa non sono fondamentali, né più così frequenti, ma possono aiutare a manovrare e a cambiare con rapidità l’angolo di incidenza del vento per migliori prestazioni.

Diversi modi di armare la randa

A seconda del tipo di imbarcazione, esistono diversi “schemi” con cui una randa deve essere preparata. Una corretta impostazione di questa vela è fondamentale per poterla issare al meglio e determinare l’ andatura della propria imbarcazione a seconda delle condizioni di vento e mare senza dover lavorare più del dovuto.

Armamento Marconi

Si tratta della più comune modalità di fissaggio, in cui una randa triangolare è montata su un boma e viene armata in testa d’albero nel suo punto più alto. Questo tipo di rig, che ogni equipaggio di una barca a vela moderna ha visto almeno una volta anche senza saperlo, deve il suo nome (ormai poco usato in verità) all’italianissimo inventore della radio, Guglielmo Marconi. Per la notevole altezza e l’allineamento verticale del sartiame, infatti, questa forma di armamento vista da lontano può far pensare alle torri radio dei primi anni del secolo scorso.

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Armamento Bermuda

Si tratta semplicemente di una versione precedente al sartiame Marconi, e prende il nome dall’omonimo arcipelago dell’Oceano Atlantico. Si tratta di uno schema molto flessibile, adatto sia alle piccole imbarcazioni che alle loro controparti più grandi destinate alla navigazione in alto mare.

Armamento “a vela latina”

Un tuffo nel passato della storia della navigazione, con particolare attenzione sul Mediterraneo e sulle galee che lo solcano fin dai tempi di Greci e Romani. Un’antenna e un albero corto sono i supporti su cui si regge una vela di forma triangolare, tenuta ferma da due longheroni. Inutile sottolineare come  la miglior prestazione di questo tipo di armamento sia con il vento di poppa.

Armamento Aurico

Tipico di barche più “vecchie” o tradizionali, è stato sostituito dai due precedenti metodi nella maggior parte dei casi. In questo caso, la randa ha quattro lati, non tre, e viene innestata su due supporti invece che uno solo, ovvero il boma vero e proprio e il pennone. Si tratta di vele piuttosto efficienti a ogni velocità, che però rispetto alle controparti Bermuda e Marconi raccolgono risultati migliori sottovento.

Nota conclusiva: attenzione al boma durante la navigazione!

In caso di strambate più o meno volontarie, il boma presenta la “simpatica” abitudine a scattare verso la murata opposta senza curarsi troppo di chi o cosa incroci il suo cammino. Per ridurre il rischio di contusioni e aumentare la sicurezza a bordo, è sempre una buona idea armare ove possibile anche la ritenuta del boma. 

Si tratta di una semplice striscia di fettuccia oppure di  corda che viene agganciata al boma e lo tiene in posizione in caso di strambata involontaria, evitando pericoli per i membri dell’equipaggio. Occorre sempre e comunque che questa cima sia di diametro superiore alla scotta di randa e non venga fissata al centro del boma. In quel caso, infatti, l’eccesso di tensione può portare il boma a spezzarsi.

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Scritto da
Luigi Oriani
Luigi Oriani
Nato a Milano nel 1992, la pianura che circonda la sua città non gli impedisce di sviluppare una grande passione per il mare. Chiedetegli di descrivere il suo momento ideale e vi parlerà di un tramonto in barca, sorseggiando un bicchiere di bianco nella baia di Corfù mentre il pesce sfrigola sulla griglia.

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